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Lezione introduttiva sull'economia

Oggi andiamo a trattare una lezione di carattere generale e introduttivo per portarci nel linguaggio dell'economista e nella sua logica. Andremo a introdurre oggetti che caratterizzano il comportamento dei consumatori e delle imprese.

Scelte del consumatore e allocazione delle risorse

Come si comporta un consumatore quando deve operare le proprie scelte di acquisto? Ognuno ha un proprio reddito che decide come allocare. Partiamo da ancora prima: cerchiamo di chiarire cosa intendiamo con il termine economia, sistema economico e in particolare qual è l'oggetto di studio dell'economia politica.

Il diritto e l'economia vanno uno di pari passo all'altro. L'impatto che un'imposta (oggetto stato dell'economia politica) ha sullo (soggetto del diritto) lo comprendiamo dall'economia politica.

In generale, quello che noi cerchiamo come presupposto è che qualsiasi individuo o impresa che si trova in un'economia deve prendere delle decisioni. Gli individui compiono ogni giorno decisioni di carattere economico, sia che si tratti di un consumatore, che di un'impresa, decidiamo se acquistare un bene o un altro, se acquistarlo o meno. Il sistema, nell'ambito di un'economia, individui e organizzazioni, prendono decisioni.

Queste decisioni a volte non le prendiamo singolarmente, ma nel momento in cui compiamo una scelta, questa può essere il frutto di interazioni che noi abbiamo con altri individui e organizzazioni. In economia queste interazioni prendono il nome di agente economico. Le relazioni tra gli agenti economici sono collegate tra loro e queste interazioni creano uno scambio di beni, di solito il mezzo di scambio che si utilizza in economia è la moneta.

Individui e imprese

Abbiamo detto che ci sono individui e organizzazioni. Gli individui sono coloro che acquistano beni e servizi per il consumo finale. I beni possono essere:

  • Durevoli
  • Non durevoli

Gli individui forniscono i fattori destinati alla produzione. Le imprese per produrre utilizzano il capitale, gli strumenti, i macchinari, che costituiscono il nucleo familiare capitale. Il complesso di questi individui prende il nome di organizzazioni. Dall'altro lato abbiamo le imprese, che acquistano i fattori di produzione. Se ho bisogno di materia prima, acquisto quel fattore produttivo. Questi fattori produttivi vengono acquistati per produrre bene e servizi. Queste organizzazioni vengono definite collettivamente imprese.

Attività economica e sistema economico

Cos'è l'attività economica? È il volume di tutti gli acquisti e le vendite che avvengono in un'economia in un dato periodo di tempo. Questo ci dà l'idea di un'intera attività economica in un periodo di tempo, perché abbiamo bisogno di un riferimento temporale. È importante come si evolve nel tempo l'economia di uno stato. Ad esempio, possiamo calcolare l'economia di un paese in maniera stagionale, quindi trimestrale, semestrale, per osservare determinati aggregati e osservare l'evoluzione.

L'economia è l'insieme dei nuclei familiari e delle imprese presenti in una determinata area geografica. Posso avere come riferimento il territorio nazionale, ma posso anche riferirmi all'economia meramente pugliese, quindi regionale; altre volte posso circoscrivere l'area di interesse alla città di Taranto. In generale però per economia si intende l'insieme delle attività produttive e di scambio nel loro complesso. I beni e servizi che quindi sono stati prodotti entrano in un processo di scambio con il consumatore.

Il problema economico

Questi concetti generali si innestano in un problema. Per quale motivo? Effettivamente quando studiamo l'economia o in generale abbiamo a che fare con un'attività si innesta il cosiddetto problema economico con il quale ogni società deve relazionarsi. Ci sono delle domande a cui la società deve rispondere e che deve porsi:

  • Quali beni e servizi dovrebbero essere prodotti?
  • Come dovrebbero essere prodotti tali beni e servizi?
  • Chi dovrebbe ricevere beni e servizi prodotti?

Si tratta di domande generali a cui cercheremo di rispondere, ma il problema ancora non è stato evidenziato o quantomeno problemi in senso economico, non sono stati evidenziati.

Risorse nel sistema economico

All'interno di un sistema economico per produrre beni e servizi ci basiamo su risorse che abbiamo a disposizione. Che tipo di risorse sono disponibili nel sistema economico?

Una prima categoria è quella che noi chiamiamo terra, inteso come risorse che troviamo in un determinato paese, che possono essere diverse di paese in paese.

Un'altra risorsa fondamentale che abbiamo a disposizione è il lavoro. Dobbiamo prendere in considerazione non solo il lavoro fisico, ma anche il capitale intellettuale che è impiegato dagli individui nel processo produttivo. Ci sono processi produttivi che riguardano un lavoro meno qualificato o più qualificato (inteso come figure che hanno dovuto acquisire determinate conoscenze per svolgere quella mansione).

Infine abbiamo un altro fattore produttivo, cioè il capitale, inteso come l'insieme di attrezzature e strutture utilizzate nel processo di produzione. Ogni bene ha il proprio valore economico. Il valore del capitale si conserva e si deprezza nel tempo.

Tutte queste risorse non sono illimitate. Il problema economico nasce dal fatto che le risorse sono scarse. Scarse nel senso che sono soggette ad esaurimento. Quindi giungiamo alla conclusione per cui il problema nasce dalla scarsità. Se io avessi delle risorse illimitate, non mi porrei il problema legato a queste materie e tantomeno mi interesserei alle domande poste poco prima. Questo comporta una conseguenza, logica oltretutto: non si possono produrre tutti i beni e i servizi che il popolo desidera.

La scienza economica studia i modi in cui la società gestisce le proprie risorse scarse, cercando di perseguire degli obiettivi che possono essere obiettivi di efficienza e di equità.

Concetti fondamentali delle scienze economiche

Ci sono alcuni concetti fondamentali che riguardano le scienze economiche:

Decisioni individuali

I. Gli individui prendono delle decisioni sulla base di alcuni elementi che distinguono le decisioni individuali. Ma abbiamo anche detto che gli individui vengono influenzati dalle interazioni fra gli individui.

Interazioni fra gli individui

II. Funzionamento dell'economia nel suo complesso.

Analisi delle decisioni individuali

Iniziamo con l'analisi delle decisioni individuali cioè tutti quegli eventi che ci portano a comprendere le scelte dei consumatori e dei produttori. Chiaramente faremo delle assunzioni che possono essere di carattere semplificatorio.

Gli individui devono scegliere tra le alternative (trade-off). Abbiamo detto che le risorse sono scarse, di conseguenza trovandoci dinanzi a una decisione, non potendo acquistare tutto quello che vogliamo, dobbiamo scegliere tra delle alternative e questa scelta deve essere fatta seguendo determinati criteri. Per ottenere qualcosa bisogna rinunciare a qualcos'altro.

Nel momento in cui io devo compiere un'azione o compierne un'altra valuto i benefici che ottengo se faccio una scelta con i benefici che otterrei se ne facessi un'altra. Nel momento in cui faccio una scelta sacrifico gli eventuali benefici che otterrei se facessi una scelta diversa.

Ad esempio: studio vs attività di svago. Nel momento in cui decido di studiare decido che i benefici derivanti da quell'attività sono maggiori rispetto a quelli dell'altra attività.

Altro esempio: salvaguardia dell'ambiente vs livello di reddito. L'impresa che probabilmente adotta una nuova tecnologia meno inquinante, dovrà rinunciare a parte dei profitti. Un altro trade-off con il quale spesso la società si confronta è quello di efficienza ed equità.

L'efficienza si ha quando ci si pone come obiettivo il massimo risultato possibile, date le risorse scarse.

L'equità si ha quando la società ripartisce i benefici che derivano dall'uso delle risorse, secondo giustizia. Non sempre questi elementi riescono ad omologarsi: se cerco di ottenere il massimo, quindi perseguendo il principio di efficienza, non osserverò il principio di equità, poiché non mi interesserà.

Costo opportunità

Un altro concetto è quello di costo-opportunità. Nella nostra ottica siamo abituati ad osservare i costi espliciti, come ad esempio il costo di un bene. Questo è un approccio contabile e non economico. Quando parliamo di opportunità dobbiamo prendere in considerazione tutti i costi, anche i costi di quello che avremmo potuto fare in alternativa a quello che facciamo. Per prendere decisioni corrette, gli individui sono costretti a confrontare i costi con i benefici.

Il costo opportunità è la misura delle alternative a cui si deve rinunciare quando si deve prendere una decisione. Esempio: il costo opportunità dell'università è il salario da lavoro a tempo pieno che si è dovuto sacrificare. Il costo opportunità di Cristiano Ronaldo se avesse dovuto prendere questa scelta università-lavoro, sarebbe stato alto. Cioè Ronaldo che dal suo lavoro percepisce tot.denaro, rinunciando al lavoro, per intraprendere il suo percorso universitario, sacrificherebbe moltissimo.

Pensare al margine

Un altro concetto è quello del pensare al margine. L'idea è che gli individui pensino al margine. Il margine dal punto di vista marginale è una variazione, una piccola variazione incrementale rispetto a un piano d'azione già definito. Immaginiamo che un'impresa abbia acquistato dei fattori produttivi e deve produrre 100 unità e per produrre avrà ricavi, ma certamente anche costi. Dalla differenza tra ricavi e costi si ottengono i profitti. L'impresa potrebbe valutare di incrementare la produzione in maniera piccola, quindi decide di produrre 101.

Conviene o non conviene incrementare questa produzione? Se aumenta di un'unità avrà un'utilità perché genererà un'utile, ma genererà anche dei costi. Questi due elementi di beneficio e costi marginali si chiamano aggiustamento marginale. Se i benefici marginali > costi marginali ci sarà un beneficio marginale > costi marginali = aggiustamento marginale. Un esempio è quello del master annuale a seguito di una laurea magistrale in giurisprudenza. Il beneficio è ritrovare.

Ogni qualvolta bisogna prendere una scelta, una decisione, questa ricade sull'opzione per la quale il costo marginale è uguale al beneficio marginale. Ci potrà essere un aggiustamento marginale fin quando ci sarà beneficio marginale = costo marginale. I consumatori cercano di massimizzare la soddisfazione che traggono dal proprio reddito; mentre le imprese cercano di massimizzare i profitti e minimizzare i costi.

Razionalità e incentivi

Tutto questo ragionamento si basa sulla razionalità. Un altro principio è quello che gli individui rispondono agli incentivi. Se cambio i costi e benefici di una scelta, cambia la scelta. Quindi nel momento in cui si viene a creare un incentivo che alteri i benefici o i costi di un'azione, quell'azione può essere intrapresa o meno e quindi la situazione di partenza può cambiare. Il comportamento degli individui cambia nel momento in cui i costi o i benefici si modificano.

Le politiche pubbliche possono creare degli incentivi o disincentivi che alterino il comportamento degli individui. Un esempio è quello del rispetto della segnaletica stradale che come conseguenza alla trasgressione, come costo ha quello della multa o ritiro della patente per regolare il comportamento alla guida. Un incentivo allo studio è quello delle borse di studio, per incentivare per l'appunto lo studio.

Interazioni tra gli individui

Vediamo adesso alcuni concetti fondamentali che rientrano nell'ambito delle interazioni tra gli individui. Lo scambio può essere vantaggioso per tutti. Ciascuno di noi sceglie di studiare un determinato corso perché vuole fare una determinata professione. È chiaro che chi fa il panettiere, non farà l'avvocato e se l'avvocato avrà bisogno di costruire una casa andrà dal costruttore edile.

Ogni soggetto acquista da persone specializzate in diversi campi il servizio a cui è interessato. Lo scambio permette agli individui, alle imprese e alle nazioni di specializzarsi nelle attività che riescono loro meglio. Chi si specializza riesce a produrre un bene x al minor prezzo e lo vende massimizzando i profitti e acquista il bene di cui ha bisogno da altri che sono specializzati in quello.

Questo comporta un migliore tenore di vita.

Sistema economico capitalista

Un altro concetto che introduciamo è quello di sistema economico capitalista. In generale il sistema economico si riferisce al modo in cui le risorse sono organizzate e allocate per provvedere ai bisogni dei cittadini all'interno di un'economia. Il sistema economico capitalista si basa su:

  • Proprietà privata dei fattori di produzione: si acquistano i beni e divengono di proprietà privata.
  • Scambio tramite il meccanismo dei prezzi: si cede il bene e quest'ultimo ha un prezzo prefissato.
  • Processo produttivo intrapreso per realizzare profitti.

I sistemi economici capitalisti si sono dimostrati capaci di elevare il tenore di vita di milioni di persone negli ultimi due secoli. Il PIL (prodotto interno lordo) si è evoluto nel corso del tempo proprio in relazione a ciò che abbiamo detto.

I critici del sistema capitalista ritengono che esso sia afflitto da instabilità, soggetto a periodi di espansione e recessione del sistema economico (comune a tutti) ed inoltre, favorisce chi è in possesso dei fattori di produzione. Si tratta di una visione marxista.

Uno strumento particolare che si ricollega al sistema capitalista è che i mercati sono uno strumento efficace per organizzare l'attività economica. Il mercato costituendo uno scambio di interazione tra consumatore e venditore, crea una perfetta allocazione dei beni.

Economia di mercato pura

Parliamo di economia di mercato pura quando vi è assenza di intervento pubblico e le risorse sono allocate per mezzo di decisioni decentrate (ciascun consumatore decide, ciascun produttore decide) di una molteplicità di individui e imprese che interagiscono nei mercati di beni e servizi. Le imprese e gli individui interagiscono nei mercati, fondano le decisioni sui prezzi e sull'interesse personale.

Un'economia pianificata prevede una pianificazione centrale da parte del governo che indirizza l'attività economica. In generale i paesi che hanno adottato l'economia pianificata si definiscono paesi di transizione perché stanno abbandonando pian piano l'economia di piano e si stanno avvicinando all'economia di mercato pura.

Adam Smith e la mano invisibile

Adam Smith scrisse quello che è il primo tentativo di un filosofo che inizia a ragionare sul meccanismo di mercato e il fatto di iniziare a interpretare il mercato è proprio un suo pensiero. Secondo questo illustre economo:

  • Chi partecipa a un'economia è motivato dall'interesse personale
  • La mano invisibile del mercato guida questo interesse privato alla promozione del benessere economico per tutta la collettività. Quindi se i mercati vengono lasciati liberi di svilupparsi, l'esito è il migliore possibile.

Quindi Adam Smith è il promotore dell'economia di mercato, ma non tutti i mercati se lasciati liberi di realizzarsi portano a un risultato buono per la collettività. In molti casi l'intervento dello Stato è necessario per evitare il fallimento del mercato. Quando un mercato non è capace di allocare le risorse in maniera efficiente, si parla di fallimento del mercato. Possiamo individuare due cause principali:

  • Esternalità: quando si hanno effetti non compensati dell'azione di un individuo sul benessere di un altro individuo non direttamente coinvolto. Un esempio è l'inquinamento: passeggiando in una strada e non essendo coinvolti nella circostanza automobilistica, queste creando smog andranno a nuocermi.
  • Potere di mercato: quando noi parliamo di economia di mercato parliamo di tanti produttori e consumatori che determinano in equilibrio il risultato di quel mercato. Ma se i produttori non sono tanti, ma è uno solo, quel produttore avrà un potere di mercato (monopolio). Se io ho un monopolio di quel bene, posso decidere di aumentare o diminuire il prezzo ed è sfavorevole per il consumatore.

Quando si verificano queste situazioni lo stato può intervenire per promuovere l'efficienza e l'equità.

Microeconomia e macroeconomia

Ora analizziamo l'ultimo punto: la differenza tra microeconomia e macroeconomia.

La microeconomia studia i processi decisionali di imprese e individui e della loro interazione in particolari mercati. Come se mettesse una lente di ingrandimento su ciascun mercato, su ciascun settore.

La macroeconomia si occupa di studiare i fenomeni che riguardano il sistema economico nel suo complesso. Ad esempio la disoccupazione, l'inflazione, il PIL.

La microeconomia e la macroeconomia sono strettamente collegate. La macroeconomia riprende dei concetti di microeconomia e li analizza.

I cambiamenti del sistema economico sono generati dalle decisioni di milioni di singoli agenti economici. Un concetto fondamentale di tipo macroeconomico è che il tenore di vita di un paese dipende dalla sua capacità di produrre beni e servizi. Tanto più sono i beni e servizi rispettivamente prodotti ed erogati da uno stato, tanto più sarà.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ariannadevita di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Scognamiglio Claudio.
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