L'impresa e le società
Prof. Giovanni Toletti
Appunti Gabriele Galietta, anno 2022/2023
Politecnico di Milano
L'impresa
L'impresa è un sistema che trasforma delle risorse in input (materie prime o semilavorati) in qualcos'altro in output, attraverso risorse umane, finanziarie e tecnologiche (entrano delle risorse che vengono trasformate in un prodotto o servizio). Ciò che avviene è una trasformazione dei materiali in input, che può essere di vario tipo.
La trasformazione può essere:
- Fisica: i materiali vengono lavorati per ottenere un nuovo prodotto.
- Spaziale: il prodotto viene spostato da un punto ad un altro, ad esempio le aziende che spostano oggetti (logistica).
- Temporale: il prodotto viene invecchiato, ad esempio il vino o i formaggi.
L'impresa è un sistema complesso, ci sono tante risorse in gioco, in particolare le risorse umane sono di difficile gestione. Questo perché ogni persona ha le sue capacità, i suoi obiettivi ecc. Quando ci sono due o più persone allora abbiamo un'impresa. Ogni persona ha il suo compito e il suo ruolo specifico, in quanto la specializzazione dei lavoratori porta ad una serie di vantaggi. Il problema della specializzazione è il coordinamento (che è molto importante), in quanto più persone devono organizzarsi se ognuno fa qualcosa di diverso per portare a termine il lavoro.
Un fattore importante nell'organizzazione aziendale è quello che gli obiettivi individuali delle singole persone siano allineati il più possibile con quelli dell'azienda (il lavoratore vuole lavorare poco e guadagnare tanto, mentre l'azienda vuole il contrario, quindi bisogna trovare un compromesso).
L'impresa è un sistema aperto, messo in un'area di business, ovvero in un contesto dove produce, vende, ci sono dei competitor, le banche e altre organizzazioni che influenzano l'attività e i risultati dell'impresa. Tutti i soggetti che hanno interesse nell'impresa da qualche punto di vista influiscono sulla rendita dell'impresa.
Stakeholders
Tutti questi soggetti si chiamano stakeholders (portatori di interesse). In generale l'obiettivo di un’impresa è quello di generare un profitto. Ma l'obiettivo non è il profitto ma la creazione di valore economico. Il profitto (o utile) è qualcosa di breve termine, e per aumentarlo sul breve periodo si possono diminuire i costi (costi di produzione) o aumentare i prezzi di vendita. Ma nel lungo periodo non è detto che ridurre i costi sia una buona idea (spesso non lo è per niente).
Per aumentare il valore economico, infatti, bisogna puntare ad aumentare il profitto sul lungo periodo più che sul breve. Il valore economico, inoltre, dipende anche dalla crescita, infatti se la crescita aumenta, aumenta anche il profitto, per questo la crescita dell’impresa è importante tanto quanto il profitto.
La società
La società (dal punto di vista giuridico) nasce dall'aggregazione di due o più persone che vogliono raggiungere un determinato obiettivo che deve essere condiviso. Le società per definizione mettono insieme persone (da due in su).
Ci sono diverse forme giuridiche in funzione del tipo di società (non guarderemo le cooperative o le società di persone semplici). Le imprese che svolgono attività commerciali sono:
- Società di persone
- Società di capitali
Società di persone
Nelle società di persone l'elemento umano prevale su quello finanziario, dando più importanza all'uomo che al capitale. La responsabilità è sempre solidale (ognuno risponde per tutti) e illimitata. Solidale vuol dire che ogni singolo socio può essere chiamato a rispondere di tutti gli obblighi della società (se ad esempio la società ha un debito, tutti sono responsabili del debito, ovvero se il debito è 100 non devo chiedere 50 ad A e 50 a B ma posso legalmente chiedere anche 100 ad A o 100 a B).
Nelle società di persone i soci rispondono anche con i beni personali, quindi di loro proprietà. Generalmente, le società di persone sono più piccole e si occupano di business meno rischiosi.
Esistono vari tipi di società di persone:
- Società semplice
- Società in nome collettivo (S.n.c.): La prima formula di società di persone è tipica delle attività agricole, ovvero la società in nome collettivo (S.n.c.) è una società in cui uno dei nomi dei soci compare nel nome della società, ma sono comunque società di persone. La S.n.c è la forma giuridica più diffusa, in quanto sono società molto piccole. Non presenta personalità giuridica, ovvero nel momento in cui qualcosa non va, i creditori non fanno causa alla società ma ai soci, che sono responsabili della società in maniera solidale e illimitata.
- Società in accomandita semplice: Sono società che dividono i soci in due categorie. L'idea è che ci sono dei soci che non hanno voglia di rischiare troppo rispetto ad altri, investendo meno soldi ad esempio, perché magari non la gestiscono neanche. Di conseguenza i soci si dividono in:
- Accomandatari: hanno capacità imprenditoriale e disponibilità di capitale sufficiente per finanziare la propria attività.
- Accomandanti: sono disposti ad investire il loro patrimonio in attività nella cui gestione non intendono intervenire. Essi vengono trattati come i soci di società per capitali, ovvero hanno responsabilità limitata e non solidale, quindi "rischiano di meno".
Società di capitali
Nelle società di capitali la responsabilità non è solidale (ognuno risponde per sé) ed è limitata, in base all'ammontare massimo di capitale che ha investito sull'azienda. Ognuno, quindi, fissa quanto rischia. Le società di capitali sono costose e richiedono diverse persone ed organismi per essere gestite, a differenza delle società di persone che sono più economiche. Inoltre, richiede diversi tipi di documenti, tra cui il bilancio che diventa più complesso man mano che la società cresce.
Esistono tre tipi di società per capitale:
- Società per azioni (s.p.a.): La società per azioni è la forma più diffusa nelle società per capitali, ha un capitale sociale maggiore o uguale a 50.000 euro ed ha una serie di azioni, ognuna delle quali fa parte del capitale della società e la cui somma crea il capitale totale dell’azienda. All’inizio, chi crea una s.p.a, rischia il capitale sociale. Il capitale sociale è la quantità di denaro investito dai soci azionisti e quindi “rischiato” dai soci all’inizio dell’impresa.
- Società a responsabilità limitata (s.r.l.): La società a responsabilità limitata ha un capitale sociale maggiore o uguale a 10.000 euro, che non è diviso in azioni ma in quote di conferimento, che non sono commerciabili sul mercato. Non possono emettere obbligazioni.
- Società in accomandita per azioni
Azioni e obbligazioni
Gli azionisti, che invece hanno investito il loro denaro, recuperano e guadagnano solo se l’azienda non fallisce ma cresce. Gli organismi fondamentali delle s.p.a sono:
- Assemblea degli azionisti: approvazione della gestione, modifiche statuto.
- Consiglio di amministrazione: funzione di gestione ordinaria.
- Collegio dei sindaci: funzione di controllo. L’amministratore delegato, ad esempio, è un membro del consiglio di amministrazione a cui è stata data una delega di gestire autonomamente la società entro certi limiti.
Il capitale sociale, che è rischiato dai soci, è dato dal valore nominale (che non cambia mai) per il numero di azioni. Le azioni hanno:
- Valore nominale: coincide con il valore di emissione alla costituzione del capitale sociale (per definizione è fisso).
- Valore di Mercato: valore corrente dell’azione sul mercato.
- Valore di emissione: è il valore delle nuove azioni che vengono messe sul mercato nel momento in cui c’è un aumento del capitale sociale (è sempre più grande del valore nominale).
Si distinguono due tipi di azioni:
- Azioni ordinarie: sono quote di possesso di una società, e danno diritto al voto nell’assemblea degli azionisti. L’importanza del voto, però, aumenta maggiori sono le azioni che posseggo. Le azioni danno diritto ad una parte degli utili, quindi se un’impresa guadagna dei soldi, o se li tiene l’impresa (ma rimangono dentro di essa, e quindi possono essere utilizzati per la crescita), oppure se li prende attraverso il metodo dei dividendi, ovvero ogni proprietario di azioni percepisce una percentuale in base al numero di azioni che possiede. Le azioni ordinarie sono nominative, quindi si sa chi è il proprietario.
- Azioni di risparmio: sono azioni utili per chi vuole investire ma non è interessato al controllo dell’azienda (non vuole partecipare alla gestione dell’azienda, ad esempio, attraverso il consiglio degli azionisti). Queste azioni, però, danno diritto ad un dividendo maggiore del 5% del valore nominale delle azioni possedute, e i dividendi erogati agli azionisti di risparmio devono superare almeno del 2% quelle ordinarie. Nel caso in cui non ci siano utili, il diritto di ricevere utili maggiori del 5% aumenta negli anni a 10, 15 ecc. fino a 3 anni nel quale finisce il periodo di memoria.
Le obbligazioni (o corporate bond), sono dei titoli di debito. Mentre le azioni mi danno conto di una quota di proprietà dell’azione, le obbligazioni sono dei debiti che l’azienda fa chiedendo un prestito al mercato. Le obbligazioni, che possono essere emesse dalle s.p.a, funzionano come i prestiti delle banche, ovvero l’impresa si impegna per tot anni a pagare degli interessi e, alla fine del periodo di durata, a restituire l’obbligazione al compratore. Le azioni sono dei titoli di rischio, mentre le obbligazioni sono dei titoli di debito.
Lo spread
Lo spread di un paese è la differenza degli interessi tra i titoli di stato italiano e quelli tedeschi, che sono considerati i titoli di stato più sicuri al mondo. Maggiori sono gli interessi delle obbligazioni, maggiore è il rischio che il debito non venga mai rimborsato.
La Corporate Governance (governo dell’impresa)
Le imprese devono avere dei meccanismi che diano delle regole per prendere delle decisioni. Il sistema di corporate governance fa in modo che l’impresa raggiunga un risultato in maniera efficace ed efficiente (ovvero spendendo poche risorse), e quindi minimizzando il rischio, tutto ciò rispettando tutti gli stakeholders. Il sistema tradizionale di governance è quello formato dai tre organismi principali:
- Assemblea degli azionisti: dove partecipano tutti gli azionisti e deve approvare il bilancio di esercizio, approvare i dividendi, nomina e revoca gli amministratori e nomina il collegio sindacale e deliberare sulle responsabilità degli amministratori e dei sindaci. Può essere convocata un’assemblea straordinaria per deliberare un aumento di capitale, emettere le obbligazioni o modificare lo statuto (obbligatorio per tutte le imprese, che aggiunge delle regole).
- Consiglio di amministrazione: è responsabile della stesura del bilancio da sottoporre all’assemblea ordinaria degli azionisti, sceglie un presidente al suo interno, ovvero un amministratore delegato (delegando totalmente o in parte i propri poteri).
- Collegio sindacale: vigila sull’osservanza della legge e dello statuto. Deve riunirsi almeno una volta ogni tre mesi e, prima dell’assemblea, deve approvare il bilancio.
La riforma del diritto societario italiano
La riforma “Vietti” ha introdotto altri metodi di governance, dato che le imprese sono diventate sempre più internazionali. Sono altri due tipi:
- Sistema dualistico: c’è un consiglio di gestione (uguale al consiglio di amministrazione), consiglio di sorveglianza e assemblea. Il consiglio di sorveglianza ha più potere e più compiti, in quanto approva il bilancio, nomina o revoca i membri del consiglio di gestione e la determina i compensi. Non è quindi più l’assemblea ad avere questi compiti.
- Sistema monistico: non prevede la presenza del collegio sindacale (per questo monistico), che non è più un organismo esterno ma è un comitato interno (comitato per il controllo sulla gestione) al consiglio di amministrazione.
Fine impresa
Contabilità esterna: costruire il bilancio
Si chiama contabilità esterna perché principalmente si rivolge all’esterno (il bilancio è pubblico). Fa riferimento al concetto di economicità dell’impresa, ovvero sia nel breve che nel lungo periodo deve avere ricavi almeno pari ai costi. L’impresa deve essere efficiente e flessibile, deve remunerare correttamente i fattori (pagare i debiti e gli stipendi) e deve essere in equilibrio finanziario. La contabilità esterna misura gli scambi con i mercati (vendite o acquisti). È dagli scambi che nascono i valori.
La contabilità interna va a misurare l’efficienza dell’uso dei fattori, ovvero misura i costi, che poi, ovviamente, si riflettono sulla contabilità esterna (se ho costi più elevati dovrò vendere a prezzi più elevati).
Il Bilancio
Il bilancio di esercizio è un documento pubblico che contiene le informazioni che l’impresa deve fornire all’esterno, ovvero agli stakeholders. L’esercizio dura un anno. Le informazioni che il bilancio va a fornire sono:
- Capacità reddituale (capacità di produrre reddito)
- Entità del patrimonio aziendale (soldi nel conto bancario dell’azienda)
- Situazione finanziaria (se c’è equilibrio tra entrate e uscite)
- Evoluzione delle prestazioni nel tempo (indicatori di crescita o decrescita dell’azienda)
Il bilancio deve essere composto da tre documenti:
- Stato patrimoniale: descrive quali risorse ha l’impresa, la tipologia e il loro valore. È cumulato negli anni.
- Conto economico: indica quanto ho venduto e i costi collegati alla produzione nell’arco di un anno. Si azzera ogni anno.
- Nota integrativa: raccoglie tutte le informazioni complementari indispensabili per la chiara redazione e la corretta rappresentazione della situazione patrimoniale economica e finanziaria di un’impresa.
Le s.p.a. sono obbligate ad allegare al bilancio di esercizio la relazione dei sindaci in cui si attesta che soggetti esterni all’impresa hanno controllato la veridicità del bilancio. Le s.p.a quotate in borsa devono allegare al bilancio la relazione di certificazione di una società di revisione. Il bilancio è una semplificazione dell’impresa, quindi, è errato giudicare un’azienda soltanto dai bilanci. Il bilancio è costruito tramite l’algoritmo della partita doppia.
La finalità del bilancio è quella di fornire una periodica conoscenza del:
- Risultato economico conseguito dall’impresa (conto economico)
- Composizione del patrimonio aziendale (stato patrimoniale)
- Elementi informativi essenziali: fornire affinché il bilancio di esercizio possa assolvere la sua funzione di strumento di informazione patrimoniale, finanziaria ed economica (nota integrativa)
I principi contabili
Sono quei principi che ci dicono cosa dobbiamo registrare tra tutte le cose che accadono nell’azienda e come dobbiamo farlo. Sono:
- Completezza dell’informazione: l’informazione patrimoniale, finanziaria ed economica esposta nel bilancio di esercizio, per essere utile, deve essere completa e scaturire da un insieme di documenti.
- Neutralità: colui che redige il bilancio deve fondarsi su principi contabili indipendenti e imparziali verso tutti i destinatari (deve essere un’analisi neutra, come da osservatore esterno).
- Prudenza: è la regola secondo la quale i profitti non ancora realizzati non devono essere contabilizzati, o almeno devono essere registrati solo parzialmente, mentre tutte le perdite, anche se non definitivamente realizzate, devono essere riflesse nel bilancio.
- Periodicità della misurazione: il bilancio si riferisce al tempo di esercizio e non ad un’intera vita aziendale.
- Competenza economica: è il principio base per la contabilizzazione delle operazioni di gestione. L’evento economico si ha quando si ha lo scambio del bene o l’erogazione del servizio. L’evento finanziario, invece, è il momento in cui si ha lo scambio della moneta.
Spesso l’evento economico e finanziario coincide, ad esempio quando compriamo una felpa in contanti, ma non sempre è così, ad esempio quando paghiamo con la carta di credito o a rate. Il principio di competenza economica dice che l’effetto delle operazioni di gestione di un’impresa, deve essere contabilizzato nel momento in cui c’è l’evento economico, e non l’evento finanziario. Tutto il conto economico è costruito sul principio di competenza economica.
L’utile di competenza si ottiene con la differenza tra ricavi di competenza e costi di competenza. I ricavi sono di competenza dell’esercizio in cui si è verificata la vendita del prodotto finito o si è prestato il servizio che ha dato luogo allo scambio. I costi sono di competenza economica se i rispettivi ricavi sono di competenza. Questo significa che i costi per produrre qualcosa che non è stata venduta...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti di Economia e organizzazione aziendale
-
Economia ed organizzazione Aziendale - appunti
-
Appunti Economia
-
Economia - Appunti