CAPITOLO 2: Fondamenti di Mirco economia
casi estremi
I due sono:
1. Concorrenza Perfetta;
2. Monopolio.
1. CONCORRENZA PERFETTA
Caratteristiche:
- Imprese price takers;
- Ci sono molte imprese e consumatori;
- Il prezzo è determinato dall’interazione di tutte le imprese che operano in un
mercato;
- Le imprese con le loro azioni non possono in uenzare il prezzo.
Pro tti massimi concorrenza perfetta
R′ = C′
R’= derivata dei ricavi totali secondo Q
= R − C
∏
In concorrenza perfetta il prezzo è pari ai costi marginali ed i pro tti sono nulli.
2. MONOPOLIO
Caso in cui è l’unica impresa che opera sul mercato.
Pro tti massimi monopolio = R′ − C′
∏
Da questa formula ricavo la quantità ottima pronta dal monopolista.
ELASTICITÀ η = − (dQ /dP) ∗ P/Q
MISURA DEL BENESSERE
1. Surplus Del Consumatore (SC)
Di erenza tra la sua massima disponibilità a pagare e il prezzo che paga
e ettivamente.
Surplus totale del consumatore (STC) —>è la somma delle di erenze
precedenti.
2. Surplus Del Produttore (SP)
Di erenza tra ricavo di vendita di una singola unità di bene e il costo di produzione.
   
ff ff
ff fi
fi fl ff fi
Surplus totale del produttore (STP): SC + SP
N. B.
- SP corrisponde ai pro tti in assenza dei costi ssi. Se ci sono, le due quantità
non corrispondono.
- In monopolio il ST è minore della concorrenza.
MONOPOLIO NATURALE
Caso in cui ci sono alti costi ssi e bassi costi marginali. Caso beni pubblici.
CAPITOLO 3: Struttura e potere di mercato
Misurare la struttura di mercato signi ca vedere quanto essa sa vicina o lontana
dalla concorrenza perfetta.
Come misuro:
1. Curva di concentrazione;
2. Singoli numeri:
Rapporto di concentrazione;
• Indice Her ndahl—Hirschman;
•
3. Indice di Lerner
1. Curva di concentrazione
Da una visuale rapida di come la produzione è allocata tra le industrie.
Prendo tutte le imprese di un’industria e le classi co in base ad un elemento, dal
più piccolo al più grande.
Calcolo successivamente la quota di mercato cumulata.
2. Singoli numeri:
Rapporto di concentrazione
•
Si concentra sulla dimensione dell’impresa.
Un suo svantaggio è che si basa solo sulla dimensione, senza considerare altre
informazioni.
2. Singoli numeri:
Indice Her ndahl—Hirschman (HHI)
•
Prova in modo più completo a ri ettere le informazioni dell’indice precedente.
Sj = quota i-esima imp.
fi fi fi fi fl fi fi fi
Vantaggio —> idea più completa della curva di concentrazione perché ri ette sia
l’impatto della combinazione di imprese diverse, sia della concentrazione
dell’attività in poche grandi imprese.
3. Indice di Lerner (LI)
Misura il potere di mercato.
Misura quanto è lontano il risultato dall’ideale competitivo.
L I = 0 P = C′
Concorrenza perfetta —> perché
L I = 1/η
Monopolio —>
Limiti indice di Lerner
In termini di:
- Misurazione:
• Problemi di misurazione del mercato;
• Bisogna esser informati sui costi di produzione;
- Interpretazione ambigua:
• Posso esserci costi ssi di entrata che devono essere recuperati;
• Prezzi bassi possono essere praticati di un’insediata con alti costi per
prevenire ingresso di concorrenti;
CAPITOLO 4: Tecnologia e costi di produzione
Impresa: unità produttiva che massimizza i pro tti.
Concetti chiave:
- VINCOLI TECNOLOGICI: solo alcune combinazioni di input sono possibili per
produrre una certa quantità di output.
- FATTORI PRODUTTIVI: sono gli input del processo produttivo.
FUNZIONE DI PRODUZIONE
Misura il livello massimo di produzione che si ottiene con un certo livello di input.
funzione
La è: q = f (x , x , . . . , x )
1 2 n
x ,x ,…,x —> sono gli input per produrre la quantità q.
1 2 N
 fi fi fl
L’impresa sceglie il livello di produzione e gli input per massimizzare il pro tto,
sopportando il minor costo possibile.
FUNZIONE DI COSTO C(Q) = Cv(Q) + F
C(Q) costo totale
—>
Cv(Q) costi variabili.
—> Costi in funzione dell’output. Non si supportano se Q=0.
F costi ssi.
—> Si deve coprire in ogni periodo. È indipendente la produzione.
costi irrecuperabili.
Sunk Cost —> Si sostiene prima di entrare in un mercato e
non si recupera uscendo dallo stesso.
FUNZIONE DI COSTO MEDIO
CM(Q) = C(Q)/Q CM(Q) = (Cv(Q) + F )/Q
<—>
CM(Q) costo medio.
—> Misura il costo medio per unità di prodotto.
FUNZIONE DI COSTO VARIABILE MEDIO
CVM = Cv(Q)/Q
CVM costo variabile medio.
—> Misuri i costi variabili per unità di prodotto.
Caratteristiche:
- Parte da 0; CVM = Cv(Q)
- Se Q=1, allora ;
- Ad un tratto questi costi medi aumentano;
FUNZIONE DI COSTO FISSO MEDIO
CFM = F/Q
CFM costi ssi.
—> Misura i costi ssi per unità di prodotto.
Caratteristiche:
- Q=0: CFM è in nito;
- Quando Q aumenta, decresce verso lo zero;
COSTO MEDIO CM = CFM + CVM
CM —> costo medio.
Caratteristiche:
- La curva ha una forma ad U;
- Parte iniziale è decrescente perché i costi ssi medi decrescono se aumenta la
quantità prodotta;
fi fi fi fi fi fi
- La parte crescente è dovuta all’aumentare dei costi variabili medi da un certo
punto in poi.
COSTI MARGINALI C′
(Q) = dC(Q)/d(Q)
“derivata dei costi totali secondo Q”
C′
(Q) costo marginale.
—> Costo di un’unità addizionale di prodotto.
MASSIMIZZAZIONE PROFITTI R′ = C′
p < CM —> l’impresa perde per ogni unità che produce. Non può continuare a
• produrre nel lungo periodo;
p < CVM —> impresa chiude immediatamente. Il prezzo dev’essere sempre
• maggiore dei CVM;
p > CM —> impresa continua ad operare nel lungo periodo.
•
PROFITTI TOTALI = ( p − CM(Q) ∗ Q
∏
Prima di entrare in un mercato limar deve valutare se riesce almeno a capire i costi.
In caso di costi irrecuperabili deve valutare se riesce a guadagnare pro tti
su cienti a coprirli nel lungo periodo.
ECONOMIE DI SCALA
I costi medi diminuiscono all’aumentare dell’output
DISECONOMIE DI SCALA
I costi medi aumentano all’aumentare dell’output
RENDIMENTI COSTANTI DI SCALA
Quando i costi medi sono costanti
INDICE ECONOMIE DI SCALA
S = CM(Q)/C′
(Q)
• S >1 —> economie di scala: aumento output 1% con un aumento minore
dell’1% dei costi marginali;
• S <1 —> diseconomie dei scala: aumento output 1% con un aumento
maggiore dell’1% dei costi marginali;


  
ffi fi
• S =1 —> rendimenti costanti.
SCALA MINIMA EFFICIENTE DI PRODUZIONE
È il livello più basso di produzione per cui si raggiunge il minimo dei costi medi.
CAPITOLO 5: Discriminazione di prezzo e monopolio
Un monopolista può utilizzare strategie di prezzo e non di prezzo.
DISCRIMINAZIONE DI PREZZO
Strategia di prezzo. Prevede che il monopolista vende diverse unità di prodotto a
prezzi diversi.
Vantaggi:
• Permette all’impresa di aumentare i suoi pro tti;
• Permette al monopolista di vendere una quantità di output in modo da
avvicinarsi all’output di concorrenza perfetta.
Problemi:
- Identi cazione: l’impresa deve poter identi care la domanda di diversi tipi di
consumatori o in altri mercati;
- Prevenzione di arbitraggio: si deve evitare che i consumatori a basso prezzo
rivendano a quelli ad alto prezzo.
Si possono fare discriminazioni di prezzo:
- Basandosi su determinate caratteristiche osservabili dei compratori;
- Inducendo i compratori ad autoselezionarsi in base a prodotti o erti
dall’impresa.
Tipi discriminazione di prezzo:
1. PRIMO GRADO (presi personalizzati): si stabilisce un prezzo diverso per ogni
unità consumata. Può essere diverso da persona a persona.
2. SECONDO GRADO (menù pricing): diverse unità sono venute a prezzi diversi,
ma se compri una quantità stabilita si paga lo stesso prezzo. Es. o erta 3x2.
3. TERZO GRADO (group pricing): stesso prodotto venuto a gruppi diversi con
prezzi diversi. I consumatori all’interno dei gruppi sono classi cati in base a
caratteristiche. Es. sconti per studenti o Anziani.
N. B. Le prime due prevedono prezzi non lineari, l’ultima prezzi lineari.
fi fi fi fi ff ff
3. TERZO GRADO (group pricing)
Analizziamo le singole discriminazioni di prezzo partendo dall’ultima. TERZO
GRADO (group pricing)
I consumatori si distinguono in base a caratteristiche precise. Es. età, reddito, area
geogra ca, ecc.
Il prezzo è uguale per i soggetti che appartengono alla stessa categoria, ma
diverso per le altre categorie.
Come il monopolista determina il prezzo ottimale per ogni mercato ?
• Il monopolista sserà prezzi maggiori dove l’elasticità della domanda è bassa;
• Fisserà prezzi minori nei mercati in cui l’elasticità della domanda è alta.
R′ = C′
Pro tto max —>
R′ > C′ —> si espande la produzione del mercato 1;
• 1 C′ R′
Poiché il è uguale in ogni mercato, signi ca che anche il dev’essere uguale
• sin ogni mercato.
Osservazioni:
• Quando la domanda è lineare e entrambi i mercati sono attivi sotto entrambi gli
schemi di prezzo, la discriminazione risulta nello stesso output aggregato
rispetto al caso di unico prezzo;
• La discriminazione di prezzo aumenta i pro tti in quanto l’output aggregato è
allocato in maniera più pro ttevole tra i due mercati
E etti sul benessere sociale
• e cienza;
La discriminazione di prezzo considera solo aspetti di
• surplus totale.
Considera gli impatti sul
È necessario aumentare l’output totale a nché la discriminazione di terzo
grado porti ad un aumento del benessere.
N. B. Discriminazione di terzo grado con domanda lineare riduce il benessere
sociale.
DISCRIMINAZIONE DI TERZO GRADO:
Quindi
- Monopolista aumenta u suoi pro tti solo se riesce a dividere i consumatori in
gruppi, e ad assegnare ad ognuno di essi un prezzo;
- Per poterla applicare l’impresa deve risolvere i problemi di arbitraggio ed
identi cazione;
 


 
ff fi fi fi fi fi fi fi fi ffi ffi
- Può modi care il benessere sociale solo quando la discriminazione porta il
monopolista a servire più mercati.
2. SECONDO GRADO (menù prici
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