Economia del lavoro
Eco speciale perché il lavoro è una cosa che si paga e commercia. Il lavoro è un bene economico ma riguarda il tempo e la fatica delle persone. È un mercato speciale:
- Si parla di cose più importanti, è un mercato molto rilevante per il benessere.
- È un mercato complicato perché le persone non sono oggetti; la differenza sta nel fatto che un oggetto è uguale all'altro (acqua), mentre le persone sono tutte diverse.
Inoltre, le persone pensano e reagiscono, gli oggetti no. È un mercato in cui si commerciano cose speciali. Lavorare non è un piacere, porta a stanchezza, ma consente di guadagnare, spendere e consumare, che sono cose piacevoli. Si fa perché così si hanno dei soldi. La scelta dell'individuo deriva dal confronto di noia e fatica con il salario (prezzo del lavoro). Dalla scelta di lavorare si ottiene l'offerta di lavoro: il lavoro è offerto dagli individui sul mercato, con una scelta in cambio di un salario.
Lavoro e produzione
Lavorare è necessario per produrre beni e servizi; se nessuno lavora, non c'è niente da comprare. Ci sono imprese (datori) che confrontano la produttività del lavoro con il salario; tra questo confronto, si capisce se conviene o meno assumere. Domanda di lavoro: capire se conviene avere un lavoro rispetto a quanto pago; se pago di più di quanto produce, non conviene assumere, al contrario conviene. Queste due scelte si incontrano sul mercato nel punto di equilibrio.
Il mercato del lavoro
Se c'è un mercato, e quindi c'è opportunità di scambio, a patto che questi siano volontari, il mercato è una fonte di benessere economico. Sul mercato ci si può specializzare, e questo fa stare meglio. Il mercato è una scelta volontaria e quindi non può farci stare peggio. Sul mercato il prezzo del lavoro è il salario. La quantità del lavoro è occupazione, che può essere un'occupazione dipendente o un'occupazione autonoma. In entrambi i casi, quello che ci interessa è l'occupazione che sia pagata e quindi misurabile (es. mansioni di cura ai familiari, ma non è lavoro sul mercato perché si fa per conto proprio senza una paga, sono alternative al lavoro sul mercato).
Partecipazione al mercato del lavoro
Il mercato genera benessere perché ci sono scelte volontarie. Il concetto di partecipazione: scelta di partecipare o meno al mercato del lavoro. C'è chi sceglie di non entrare nel mercato del lavoro perché non gli conviene (sta a casa, studia, ecc.). Chi sceglie di entrare nel mercato del lavoro lo fa per stare meglio, perché vuole ottenere il salario. Ma non necessariamente chi partecipa al mercato del lavoro riesce a stare bene. L’individuo va sul mercato ma non trova occupazione: disoccupazione. C'è qualcuno che offre il suo lavoro ma non ha compratori, vorrebbe lavorare ma non lavora, eccesso di offerta (nel mercato dei beni). La disoccupazione nel mercato del lavoro può essere anche un fenomeno di equilibrio più complicato.
La ricerca del lavoro
Il lavoro va cercato e valutato, a differenza di un bene per cui la qualità è uniforme e c’è solo un prezzo (in concorrenza perfetta). Per le persone questo non vale, persone e posti di lavoro sono diversi. L’equilibrio è più complicato e richiede tempo. Sto cercando posto di lavoro ma non lo sto trovando e quindi non sono disoccupato. L’equilibrio non necessariamente è il migliore possibile e quindi ci si chiede come può essere influenzato da strumenti di politica economica, come tasse, sussidi, regole, ecc. Modi di far funzionare il mercato del lavoro in modo diverso. Queste regole hanno costi e benefici (a seconda dell'economia può essere che i costi siano minori dei benefici e quindi si fa, al contrario si fa una riforma).
Cap.1 Offerta di lavoro
Da osservabili, misurabili, da capire:
- O = lavoratori occupati pagati.
- D = disoccupati che non lavorano ma cercano lavoro.
In un dato momento e in un dato paese o regione, tutto ciò si può misurare. La somma di O + D = forza lavoro (F); tutti quelli che partecipano al mercato. P = popolazione in età lavorativa si può misurare quanta gente c’è (tra 15-64 anni) persone che potenzialmente potrebbero lavorare. Si può scomporre la popolazione per genere, età, ecc. F/P = Tasso di partecipazione: quanti tra quelli che possono lavorare offrono effettivamente lavoro. La scelta se essere o meno sul mercato è il margine estensivo dell’offerta di lavoro, cioè più gente partecipa quanto il tasso di partecipazione è più alto scelta.
O = lavoratori occupati in un dato momento e in un dato posto. Quelli sul mercato in un dato arco di tempo, si può misurare quanto tempo lavorano nel ultimo mese o settimana. Quanto hai lavorato? Se anche solo 1 ora sono occupati. Se si misurano le ore di lavoro complessive di quelli che rispondono a questa domanda sono le ore di lavoro complessive = L. L/O = ore di lavoro per occupato cioè in media quanto ogni persona lavora in un dato tempo. Ma può essere che qualcuno lavori tantissimo e altri pochissimo, la variabilità è il margine intensivo dell’offerta di lavoro. (Ci sono nel lavoro ma quanto è intenso il lavoro.)
Margini dell'offerta di lavoro
- Quanto lavora chi lavora si misura con ore in un anno.
- Quanto lavorano si misura con il tasso di partecipazione.
- Ore annue per lavoratore andamento discendente in tutti i paesi del grafico. Ci sono differenze big tra i paesi. 1900 ore è il tempo annuale italiano.
- Tasso di partecipazione andamento crescente: la gente che sceglie di non lavorare è sempre di meno.
- Ci sono grandi differenze tra i paesi.
La risposta a queste questioni varia nel tempo e tra paesi. Differenza di genere e età:
- Tasso di partecipazione maschile tende a decrescere.
- Tasso di partecipazione femminile tende a salire ma è più basso di quello maschile.
- Tasso di partecipazione dei giovani sale.
- Tasso di partecipazione dei vecchi stava scendendo e ora sta risalendo.
Chi lavora? I tassi di partecipazione sono diversi tra età e genere e sono anche molto variabili tra paesi e nel tempo. Tasso di partecipazione (margine estensivo) dipende da genere e età. Andamento differenza tra uomo e donna. Margine intensivo (ore lavorate) dipende da età e genere. Grafico differenza uomo donna. Le donne lavorano meno ore rispetto agli uomini.
Occupazione e produzione domestica
Cosa fa chi non lavora sul mercato? Parte del tempo si lavora ma a casa, quindi non è pagato. Paragone produzione di mercato e produzione domestica tra uomo e donna: la donna ha più produttività domestica e l’uomo ha più produttività nel mercato. Il divario si è ridotto nel tempo. Quindi gli uomini non lavorano più ore delle donne. Fa il lavoro nel mercato dipende e varia:
- Tra più di persone giovani, vecchi, uomo, donna. Essi partecipano al mercato del lavoro in modo diverso tra di loro.
- Tra paesi.
- Nel tempo.
Si cerca di capire perché il mercato varia con la teoria dell’offerta di lavoro. Spiegare le scelte personali di lavorare o no (margine estensivo) e di quanto lavorare se lavoro (margine intensivo).
Offerta di lavoro: preferenze e vincoli
Offerta di lavoro: Asse verticale quanto possono consumare per procurarsi beni e servizi che li fanno stare bene. Più salgo lungo l’asse e più posso spendere. Asse orizzontale misura il tempo libero: più sono a sinistra è più tempo libero ho, più vado verso destra più lavoro. Asse orizzontale punto TMAX che è il max tempo libero che posso avere (24/7) massimo di tempo libero che ogni persona ha. Se mi metto nel punto Tmax consumo X (asse Y) ovvero reddito non da lavoro. Questo soggetto può consumare X e avere tutto il tempo come tempo libero.
Oppure può decidere di lavorare, e quindi consumare di più il tempo che la persona lavora, lo misura partendo da Tmax e andando verso sx = Tmax-tempo libero = tempo di lavoro meno tempo libero. Scoccia, ma ogni volta che si rinuncia ad un po' di tempo libero si ottiene un salario. Reappendenza = W = salario per unità di tempo. Il massimo che si può consumare è X + W x Tmax. Rappresenta tutte le possibilità di scelta della persona. Se il reddito di non lavoro di una persona aumenta da X a X1, la retta si sposta parallelamente verso alto quindi è possibile consumare di più perché aumenta X. Si può consumare di più senza lavorare di più. Se il salario aumenta, la retta ruota verso alto; cambia la pendenza da W a W1; ci sono nuove possibilità di consumo. In questo caso si può consumare di più ma solo se si lavora, quindi si consuma di più a parità di lavoro ma devo lavorare. Il reddito da non lavoro è invariato.
Preferenze e scelta del tempo libero
Preferenze: X tempo libero - Y consumo. Punto nero ammontare di consumo e tempo libero. Punto verde: più sopra. Meglio il tempo verde, il tempo libero è uguale ma possibile consumare di più e quindi il benessere aumenta. Punto verde vs dx: ho più tempo libero e sto meglio del nero, perché consumo uguale ma lavoro meno. Punto rosso sta peggio. Idem punto rosso vs sx sta peggio. Le preferenze sono descritte da indifferenze: punto rosa a fianco a nero, la persona sta bene uguale. Curva di indifferenza. Tutti i punti in una curva di indifferenza sopra sono meglio e sotto peggio. Curve di indifferenza: pendenza negativa perché si parla di due beni. Le curve di indifferenza non devono incrociarsi. La pendenza della curva di indifferenza = SMS saggio marginale di sostituzione: quanto consumo in più per rinunciare ad un unità di tempo libero.
La pendenza dipende dai gusti e personalità; se lavorare pesa molto e non importano le case materiali, la curva di indifferenza è ripida. Una persona a cui il tempo libero importa poco ma gli importa poter spendere molto, la sua curva di indifferenza sarà quasi piatta. Persone diverse e preferenze diverse: confronto tra le due dette prima. Ci sono persone per cui lavorare è penoso. Pendenza curva indifferenza = sms. Punto Tmax: si annoia in quel punto, la sua curva è piatta perché ha tanto tempo libero e vuole più lavoro (qui sms piccolo). Al contrario, nel punto sopra, la curva è molto inclinata perché lavora molto e vuole più tempo libero (qui sms grande). Unisce pun curve di preferenza, è convessa = utilità marginale decrescente.
Possibilità e preferenze
Curva di indifferenza Tmax X minimo consumo. Vincolo di bilancio: quanto può scambiare tra tempo libero e consumo, pendenza W salario. Trovare il punto possibile sulla più alta curva di indifferenza tangente con il vincolo di bilancio. Punto migliore possibile è il punto che gli conviene, sceglie quanto lavorare punto sull'asse x quanto lavora. Salario dato, e preferenze date. Preferenze curve. Vincolo di bilancio tangente alla bassa curva di indifferenza. Stesse preferenze con X più alto nuovo vincolo di bilancio (con X più alta) ma la pendenza del vincolo è uguale a prima perché il salario è uguale. Nuovo vincolo, nuova curva di indifferenza, tangenza più in alto e più a dx quindi lavora di meno. Questo perché per questo soggetto il tempo libero è un bene normale.
Effetto reddito
Se la persona ha risorse in più sceglie di consumare di più, ma sceglie anche di avere più tempo libero perché entrambi sono beni normali. Effetto reddito. Preferenze e salario dato. Più alto X? Grafico 1 tempo di lavoro (y); X (x). Grafico 2 curve di indifferenza due vincoli di bilancio 1 e 2: vincolo 1 tot ammontare di lavoro; 2 tot aumentare di lavoro (riporta in grafico 1). Grafico 1: più ha X e meno lavora. Aumenta vincolo da una parte e dall'altra. Grafico 2: va su e a dx. Grafico 1: va giù e a dx quindi più X meno lavoro. Grafico 2 uguale: aumenta X e quindi lavora meno. Punto 5: in questo punto non lavora per niente perché ha tanto X e quindi la cosa migliore è non lavorare.
Grafico 1: la curva inizialmente scende fino ad arrivare a toccare l’asse x, ovvero non lavorare per niente. Punto 6 va lungo l’asse x perché più di quel tempo libero non può avere. Quindi da qui in avanti, anche se aumenta X, il tempo libero max è tutto usato e quindi non aumenta. La curva scende e poi diventa orizzontale. Se un tempo libero è un bene normale, se X è più alto, si lavora meno, o ad un certo punto si smette di lavorare del tutto. Avere uno che lavora sempre è molto difficile (perché è difficile disegnare le curve).
Se c'è il reddito di cittadinanza dato a prescindere dal lavoro, più si dà questa sovvenzione che non dipende dal lavoro, e meno la gente lavora. Il benessere aumenta, ma lavorare serve perché bisogna produrre. Se ci fosse un reddito tanto generoso che nessuno lavora, l’economia muore. Il reddito non da lavoro riduce l’offerta di lavoro per effetto reddito.
Preferenze date e salario
Cosa succede al punto di tangenza se cambia il salario (W)? Vincolo di bilancio con curva di indifferenza tangente. Aumenta il salario, il vincolo ruota verso l’alto, cambia W (pendenza del vincolo), ogni ora di tempo libero mi dà una perdita di salario più alta.
Dove si mette? Dipende da:
- Effetto sostituzione: se rinuncia a tempo libero, ottiene più consumo. E quindi lavora di più.
- Effetto reddito: per ogni tempo che sceglie di lavorare può consumare di più, può avere più consumo lavorando uguale; ma visto che sta meglio, si può permettere più tempo libero, perché è pagato di più. Il tempo libero è un bene normale, sceglie di avere più consumo e più tempo libero, lavora di meno.
Gli effetti sono opposti. L’effetto totale di un’offerta di lavoro non è chiaro: se il salario è più alto, il tempo di lavoro può aumentare ma può anche diminuire, dipende dalle preferenze. Nel grafico seconda curva di indifferenza rappresenta una preferenza con la caratteristica che entrambi i beni sono normali; in questo caso si sposta verticalmente sopra l’altro effetto, non è chiaro. La curva poteva essere più a sx o più a dx ma l’effetto non è chiaro. Varia il salario, varia il vincolo. Curve di indifferenza sotto e poi sopra con il nuovo vincolo.
I punti di tangenza sono più o meno uno sopra l’altro. Il salario cambia e ha due effetti:
- Cambia la pendenza del vincolo: stessa curva di indifferenza, cambia la pendenza del primo vincolo. Prima si mette nel punto nero e poi si sposta nel punto verde a parità di benessere lungo la stessa curva di indifferenza. Cambia il vincolo di bilancio, c'è un effetto sostituzione, cambia il salario quindi voglio meno tempo libero e più consumo. È fatto a parità di benessere. Uguale al contrario punto nero-rosso.
- Ma il benessere non è costante, si sposta in un'altra curva di indifferenze. Se varia il salario, cambia l’ampiezza delle scelte possibili e quindi si va in una curva di indifferenza diversa.
Slide grafico: vincolo basso e alto, due curve di indifferenza. Passo dalla prima tangenza e vado a quella più sopra. Lo spostamento fa diventare più ripido il primo vincolo di bilancio, si sposta il punto di tangenza e poi quel vincolo più ripido si sposta verso alto parallelamente. Da lì si sposta sulla nuova tangenza. Effetto reddito: il salario è più alto e si può sia consumare di più che avere più tempo libero. Di solito, per effetto reddito, si sceglie di avere un po' di più di tutte e due. Come se fosse aumentato il reddito da non lavoro.
Salario alto, tempo libero bene normale:
- Per effetto reddito si ha più tempo libero e quindi meno lavoro.
- Per effetto sostituzione si ha più lavoro e più consumo.
Per chi guadagna bene, il tempo libero è più costoso. Se guadagno 100/gg, ogni giorno di tempo libero costa 100, quindi questo soggetto potrebbe essere uno che lavora tanto perché se non lavora perde tanti soldi. Ma uno che guadagna bene perde tanto in termini di consumo, ma se lo può permettere. E quindi sceglie il tempo libero. Un giorno di vacanza è un lusso ma guadagna molto e quindi il lusso può permetterselo. Non è detto che lavori di più o di meno: tra chi guadagna bene c’è chi lavora tanto e chi lavora poco, dipende dai gusti.
Tempo libero è un bene normale, il tempo di lavoro è un male.
- Se c'è più reddito non da lavoro, offerta di lavoro minore sempre!
- Più alto è il salario:
- Offerta di lavoro è maggiore per effetto sostituzione;
- Minore per effetto reddito;
- Complessivamente è ambiguo, dipende dalle preferenze, e per dare preferenze dipende anche da quanto già si lavora e si consuma.
Curva di offerta di lavoro
Varia il salario, la scelta ottimale? Nel grafico tanti salari possibili e vedere cosa succede alla scelta ottimale: grafico 2 riportata nell’offerta di lavoro in base al salario quanto lavora. Grafico 1 vincolo da X in su.
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