Cos'è un'azienda, profitto, rischio d'impresa, economia di scala e altro
L'azienda per definizione è un sistema aperto, dinamico, complesso e finalizzato che è indipendente da chi l'ha fondata o da chi ci lavora. Di conseguenza, ha la capacità di perdurare nel tempo (se muore è per qualcosa di patologico, fallimento) e l'andamento di essa viene registrato tramite la pratica della contabilità, che traduce tutti i fatti aziendali, economici e finanziari, in numeri.
Caratteristiche principali di un'azienda
- Aperta
- Dinamica
- Complessa
- Finalizzata
L'azienda necessita di un ambiente per vivere: lavoratori, fornitori, mercati, investitori, clienti e le altre figure necessarie ma esterne, quindi deve essere aperta per definizione. Inoltre, dovendo rispondere ai continui nuovi bisogni (domande dei clienti che variano in base al contesto storico) per entrare e sopravvivere nei mercati reali, l'azienda si evolve nel tempo e quindi è dinamica. Oltre a soddisfare i bisogni, le aziende possono anche creare ed indurre a nuovi bisogni, così da creare nuovi mercati. L'azienda è ciò che fa progredire l'economia.
L'azienda è un sistema complesso, dove gli interessi dei singoli componenti, per natura divergenti, vengono sintetizzati da un unico obiettivo, ovvero quello di massimizzare il profitto, che infatti è l'obiettivo primario dell'azienda. In questo caso il profitto di cui si parla è un profitto strutturale, ovvero un profitto sano a lungo termine che per essere tale non può puntare soltanto al benessere dell'imprenditore, ma anche a quello dei lavoratori, dei clienti, dell'investitore e del creditore.
Il profitto sintetizza tutti gli obiettivi degli altri e proprio per questo è l'elemento che combina tutti i fattori produttivi (capitale e lavoro) di questo complesso sistema in modo che esso sia economicamente profittevole. Tutto si muove secondo una funzione di ricchezza monotona crescente, dove quando aumenta la ricchezza, aumenta anche il benessere del lavoratore, cliente, ecc. (Se un lavoratore viene pagato poco, così grande profitto per l'imprenditore, quindi poco benessere lui se ne va perché sottopagato e quindi l'azienda perde un lavoratore, grande problema se è importante; stesso discorso per il cliente che vuole sempre pagare il minimo per un prodotto di massimo livello, l'azienda deve riuscire a soddisfare il cliente sia qualitativamente che economicamente; creditore se non ci guadagna qualcosa non ti presta soldi idem azionario che non investe se non pensa di guadagnare... Obiettivo di tutti è il profitto).
Tutte le decisioni riguardo a ricavi e costi sono volte a massimizzare il profitto. L'imprenditore per avviare un'azienda ha bisogno di un capitale d'input, che può essere di rischio (shareholders) o di debito (debtholders) con il quale avvia la propria attività e punta ad un profitto strutturale, capitale d'output, ovviamente maggiore a quello d'input, sennò non si può ripagare il creditore e lavoratori. Output > Input non è qualcosa di certo in quanto non esiste nessun investimento sicuro, qualsiasi attività d'impresa presenta un rischio, chiamato appunto rischio d'impresa.
Più è grande il rischio più saranno alti gli interessi da parte dei creditori per pararsi appunto da un più probabile fallimento, ma soprattutto sarà più grande il profitto, ovvero una remunerazione in via residuale (R-C=π), in caso di successo. Il profitto deve remunerare congruamente il rischio (π = ƒ(R)), con remunerare congruamente non si intende che ci deve essere un profitto qualsiasi, ma che il profitto raggiunto deve eguagliare o superare il profitto atteso e un'azienda si trova in una situazione di equilibrio economico proprio quando viene rispettata questa condizione di remunerazione congrua; la congruità è un paragone e si misura comparando le varie aziende sul mercato, es nei mercati finanziari: chi a parità di rischio mi dà di più?
L'imprenditore quando avvia la sua azienda sta rischiando in un futuro incerto, per questo nessun investimento è sicuro, e per riuscire ad avere successo deve essere in grado di capire come si possono evolvere i mercati (forecasting) e prendersi un rischio. La dimensione temporale di un'azienda è sempre nel futuro. Quindi il successo o meno di un'azienda non dipende solo dall'aspetto oggettivo di essa (macchinari, materiali, tempo) ma anche dall'aspetto soggettivo, ovvero da chi guida quell'impresa e dalle sue capacità di management, capacità di combinare i vari fattori produttivi in un modo più profittevole rispetto agli altri, sistema complesso.
Avendo chiarito quindi come funziona il rapporto tra rischio e rendimento, si può capire perché il profitto di un imprenditore/azionista (Equity) sia maggiore di quello di un creditore (Debit). Ovviamente il creditore non ha il rischio sulla gestione dell'azienda quindi finché essa non va in default lui è sicuro di ricevere ciò che ha dato, anche se il profitto è uguale a 0 a lui va bene perché la restituzione dei soldi chiesti in prestito aumentati di un certo interesse fa parte dei costi di un'azienda e non del profitto, quindi per il creditore si presenta un problema solo quando il profitto è minore di 0.
Quindi sia E che D hanno il rischio sul capitale che transita, entrambi ci mettono dei soldi. Però per quanto riguarda il creditore egli sa già quanto e quando gli verranno restituiti i soldi e finché essa non va in fallimento è certo del suo profitto che sarà sempre congruo rispetto al rischio che sta correndo in quanto stabilisce prima la percentuale di interessi; storia completamente diversa per l'imprenditore/azionista che invece corre un rischio molto più grande del creditore in quanto il suo profitto è incerto nel suo ammontare e nel suo tempo, e non sa se poi quel profitto remunererà in modo congruo il rischio che intraprenderà.
Come si remunera un azionista
Come si remunera un azionista (sempre equity) che compra le azioni di un'azienda? In due modi:
- Tramite i dividendi: Dato un certo profitto, l'azienda decide di dare all'azionista una percentuale del guadagno sotto forma di dividendi, ovvero una quota. Comprando le azioni di un'azienda si ottiene di conseguenza un flusso di dividendi, ovviamente più alti questi dividendi sono più alto sarà il prezzo delle azioni di quelle aziende e viceversa (se dividendi si abbassano anche prezzo azioni).
- Capital gain: Se l'azienda di cui l'azionista ha comprato le azioni è quotata in borsa, nel caso queste azioni siano aumentate di prezzo dal momento in cui le ha acquistate, egli può decidere di rivenderle ad un altro azionista e quindi il suo profitto consiste nel cosiddetto capital gain, ovvero la differenza del prezzo dell'azione quando viene comprata e quando viene venduta.
In questo caso l'azionista viene pagato direttamente dal mercato e non dall'azienda come nel caso di prima. Come già ribadito più volte, non esistono degli investimenti a rischio 0, ma presupponendo che ne esistesse uno il cui rischio è molto vicino allo 0, allora la percentuale d'interesse per richiedere un prestito non sarebbe lo stesso 0, anche se matematicamente (usando la formula (π = ƒ(R)) dovrebbe essere 0. Questo perché ovviamente il creditore che ti presta soldi lo fa perché ne vuole trarre un profitto, che come detto prima è l'obiettivo principale di tutte le componenti del sistema.