Fonti da cui studiare e introduzione al corso
Libro facoltativo: Manuale Breve Diritto dell’Unione Europea – Calamia, Di Filippo, Marinai 2021 (pag. 5-404). Libro obbligatorio: Manuale di diritto dell’Unione Europea – Adam Tizzano (pag. 233-358). Atti normativi: eur-lex.europa.eu; curia.europa.eu
È un diritto in continua evoluzione e partecipare al corso significa che il professore collega sentenze attuali al corso di studio. Ad esempio, abbiamo avuto una sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea del 16/02/2022, con la quale ha respinto un ricorso per impugnazione presentato da parte dell'Ungheria e della Polonia. Il ricorso era volto a impugnare per ottenere l'annullamento di un atto del diritto dell'Unione Europea di un regolamento, quello sulla condizionalità, cioè un regolamento che è stato adottato dalle istituzioni dell'Unione Europea, che condiziona l'erogazione di fondi provenienti dall'Unione Europea al rispetto dei principi e dei valori dello stato di diritto.
Il 16 dicembre 2020 è stato adottato il regolamento relativo a un regime generale di condizionalità per la protezione del bilancio dell’Unione, volto a stabilire una chiara correlazione tra il rispetto dello Stato di diritto da parte degli Stati e l’esecuzione efficiente del bilancio dell’Unione in conformità ai principi di sana gestione finanziaria, attraverso la creazione di un meccanismo che subordina la concessione di fondi europei ai singoli Stati membri all’effettivo rispetto del principio dello Stato di diritto.
Andremo a studiare quali sono i principi alla base dello stato di diritto, cosa si intende per stato di diritto e quali sono gli strumenti che permettono di assicurare il rispetto di questi principi che sono alla base dello stato di diritto all'interno dei singoli stati membri. Non sono strumenti perfetti, presentano alcuni difetti e in questi ultimi anni le istituzioni dell'Unione Europea hanno cercato di migliorare gli strumenti forti a garantire che gli stati membri assicurino all'interno dei rispettivi ordinamenti il rispetto dello stato di diritto.
Tra questi strumenti, di recente le istituzioni europee hanno adottato un regolamento sulla condizionalità, cioè gli stati membri europei possono ricevere fondi ma, se all'interno del loro ordinamento vengono commesse gravi violazioni dei principi tipici dello stato di diritto, ciò decade. Ad esempio, se non viene assicurata l'indipendenza della magistratura, l'Unione Europea può decidere di non erogare più i fondi di cui avrebbero usufruito. Lo strumento della condizionalità è molto significativo.
Negli ultimi anni, Ungheria e Polonia si sono resi entrambi fautori di violazioni di principi ricollegabili allo stato di diritto, e non a caso i due stati, una volta che le istituzioni dell'Unione Europea hanno adottato il regolamento sulla condizionalità, hanno cercato di ottenere una sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea volta a dichiarare invalido il regolamento. Questa sentenza era particolarmente attesa e la Corte ha rigettato i ricorsi.
Struttura del corso
Il corso verrà diviso in due parti: ci sarà una dove si cercherà di capire alcune peculiarità dell'Unione Europea che fanno parte delle organizzazioni internazionali – con nozioni di diritto internazionale – tappe evoluzione e storia integrazione europea che nasce fin dagli anni ’50. Infatti, il 1951, da un punto di vista formale, è l’anno in cui venne adottato il trattato CECA (ossia il trattato istitutivo in una delle comunità europee).
Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA) con lo scopo di mettere in comune le produzioni di queste due materie prime in un'Europa di sei paesi. La CECA fu l'istituzione che precorse la strada del Trattato di Roma, con il quale venne costituita la Comunità economica europea, divenuta nel 1992 Unione europea.
Dal punto di vista simbolico, negli anni successivi la guerra mondiale con l'obiettivo che Francia e Germania sia nella Prima che nella Seconda guerra erano state coinvolte nelle risorse siderurgiche che erano al confine in modo da fare gestire queste ad un'entità sovranazionale sia da un punto di vista economico ma anche di carattere politico, per evitare ancora altri conflitti.
Si ha l’inizio del progetto con la dichiarazione Schumann del 9 maggio 1950 a partire dal quale inizia il processo di integrazione Unione Europea che era a quei tempi il ministro degli affari esteri francese, che pronunciò la dichiarazione rivolgendosi in primis al proprio omologo tedesco (affari esteri tedesco) Konrad Adenauer cercando di far capire di mettere in comune le risorse del carbone e dell'acciaio (all'epoca risorse essenziali per industria mediante un'organizzazione internazionale con funzioni economiche ma anche con obiettivo politico).
Poi avremo una, che sono approfondimenti della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. La Corte di Giustizia ha competenze contenziose e consultive, i vari ricorsi possono essere presentati alla Corte di Giustizia.
Ci sono effetti che il diritto dell’Unione Europea produce sul diritto interno:
- Effetti diretti;
- Effetti di interpretazione conforme;
- Effetti responsabilità dello Stato per violazione di diritto dell’Unione Europea (dagli anni ’90, nell’ipotesi in cui uno Stato membro violi un diritto dell’Unione Europea se questa condotta causa un danno ad un singolo – persona fisica, giuridica – questo ha diritto a richiedere il risarcimento dei danni. Il singolo dovrà chiedere ad un giudice o ad un tribunale che il proprio Stato venga condannato a risarcirgli i danni).
Si farà riferimento anche ai meccanismi che sono previsti a tutela dei diritti fondamentali, quindi ricollegabili allo stato di diritto, che rispettino i valori fondamentali e quelli che vengono considerati valori comuni dall'intera Unione Europea.
L’unione europea è un’organizzazione internazionale
In quanto organizzazione internazionale è un soggetto di diritto internazionale che funziona, opera e agisce sulla base di regole di diritto internazionale, però si distingue da altre organizzazioni. L’Unione Europea è particolarmente sofisticata, con una struttura istituzionale particolarmente sviluppata, ha un ruolo influente e ha la capacità di incidere sugli ordinamenti statali dei singoli stati; molte norme di diritto interno sono norme che hanno origine da un precedente atto dell'Unione Europea.
Ad esempio, il codice del consumo, che raccoglie una serie di norme a tutela dei consumatori, in precedenza inserite all'interno del codice civile italiano, poi sono state trasferite al codice consumo. La tutela dei consumatori per l'ordinamento italiano è una materia che deriva da una serie di direttive europee, i paesi dell'Unione Europea hanno progressivamente sviluppato ancora più garanzie e tutele per i consumatori (ossia la parte più debole). Dunque il codice consumo ha origine europea, per capire come il diritto dell’Unione Europea ha un'incidenza significativa sugli ordinamenti interni dei singoli stati.
Le fonti del diritto internazionale e le istituzioni
L’Unione Europea è stata creata mediante trattati istitutivi, che è la maggiore fonte su cui si basa; i trattati sono una delle fonti del diritto internazionale, ma non l’unica. Un’altra fonte è quella delle consuetudini: anche nel regolamento italiano esistono le consuetudini, ma il ruolo che hanno nel regolamento interno non è comparabile con il ruolo che hanno nell’ordinamento internazionale perché in quest’ultimo risultano vincolanti.
Per i trattati dell’Unione Europea si fa riferimento in particolare a due: il trattato sull’Unione Europea e il trattato sul funzionamento dell’Unione Europea; ma ci sono anche altri trattati e altri strumenti che hanno la stessa forza giuridica dei trattati, come ad esempio i protocolli (che hanno lo stesso valore giuridico dei trattati stessi).
Ci soffermeremo sulle competenze dell'Unione Europea, quali competenze invece non le sono state attribuite e quelle che sono degli stati membri. Per gli organismi internazionali come Unione Europea un principio importante è il principio di attribuzione: può agire, operare, adottare atti solo sulla base di competenze che le sono state attribuite dagli stati all'interno del trattato istitutivo che ha creato l'organizzazione e che ha specificato le competenze relative; ad esempio, in politica estera ha poteri ma competenze ridotte.
Si studieranno le istituzioni e queste non andranno confuse:
- Consiglio Europeo;
- Consiglio dell’Unione Europea;
- Consiglio d’Europa (non è un’istituzione dell’Unione Europea ma è un’autonoma organizzazione internazionale – organizzazione a carattere regionale europea – gli stati membri sono 47).
Importante: Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU) è un trattato internazionale istituito dal Consiglio d’Europa nel 1950 per contribuire a proteggere i diritti umani e le libertà fondamentali delle persone. Il Consiglio d’Europa non fa parte dell’Unione europea. È un’organizzazione internazionale distinta, fondata nel 1949, che promuove i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto.
È stata istituita anche la Corte Europea dei diritti umani che ha sede a Strasburgo, che non deve essere confusa con la Corte di Giustizia dell’Unione Europea con sede a Lussemburgo. I rapporti tra tutti sono molti: i 27 stati membri dell'Unione Europea sono contemporaneamente anche nel Consiglio d’Europa.
Studieremo poi le fonti (trattati, strumenti vari e atti di diritto derivato) e le procedure:
- Procedura di adesione: cioè quando uno Stato terzo viene ad aderire a questa organizzazione internazionale.
- Procedura di recesso: introdotta recentemente e disciplinata la prima volta con il trattato di Lisbona firmato nel 2007 ed entrato in vigore nel 2009. Consente ad un paese dell’UE di recedere dall’Unione Europea; di questa procedura si è avvalso solo il Regno Unito.
L’unione europea nel panorama delle organizzazioni internazionali
L’oggetto della lezione di oggi è quello relativo all’Unione Europea nel panorama delle organizzazioni internazionali. L'unione europea è un'organizzazione internazionale e, in quanto tale, funziona, opera, agisce.
Cosa si intende per organizzazione internazionale nel diritto internazionale
È un ente che viene creato da parte degli Stati mediante un trattato istitutivo, il quale ha la peculiarità di fissare determinati obiettivi, determinati fini che l'organizzazione internazionale deve perseguire e questi fini/obiettivi sono fini che gli Stati – se agissero singolarmente, se agissero anche bilateralmente o addirittura multilaterlamente – non potrebbero ovunque conseguire in mancanza di quell’apparato istituzionale che invece caratterizza l’organizzazione internazionale.
Bisogna tener conto che se le organizzazioni internazionali sono enti che vengono regolate dal diritto internazionale, sono cioè soggetti del diritto internazionale, bisogna anche tener conto del fatto che le organizzazioni internazionali non sono gli unici soggetti del diritto internazionale, anzi i principali soggetti del diritto internazionale, i protagonisti della vita del diritto internazionale, sono piuttosto gli Stati.
Il diritto internazionale e i suoi soggetti
Il diritto internazionale nasce infatti nel diritto creato dagli Stati e da norme che sono in primo luogo rivolte nei confronti degli stati. Esistono vari soggetti nel diritto internazionale, innanzitutto bisogna specificare, con riferimento ad un qualunque ordinamento giuridico...
Cosa si intende per soggetti del diritto
Soggetti del diritto sono enti che sono destinatari di determinate norme, diritti, obblighi, che vengono sanciti da quell’ordinamento giuridico che viene preso in considerazione. Il diritto internazionale così come il diritto interno ha propri soggetti, i soggetti di diritto in generale, con riferimento a qualunque ordinamento giuridico, sono enti che sono destinatari di diritti/obblighi che sono sanciti e fissati nell’ordinamento di riferimento.
Il diritto internazionale e l’ordinamento giuridico internazionale ha vari soggetti di diritto, innanzitutto i protagonisti delle relazioni internazionali sono gli Stati. Oltre a questi, le organizzazioni internazionali che sono i soggetti che si interessano da vicino nell’ambito di questo corso, e poi però, bisogna tener conto che esistono nell’ordinamento giuridico internazionale anche ulteriori soggetti, ad esempio i movimenti di liberazione nazionale, oppure gli insorti (movimenti insurrezionali), i governi in esilio, esistono anche altri soggetti – a seconda dei casi – che possono essere enti che hanno una piena soggettività, altre volte hanno una soggettività limitata.
Anche gli individui sono soggetti del diritto internazionale
In passato questa ipotesi veniva completamente esclusa, poiché il diritto internazionale era esclusivamente un diritto che regolava i rapporti tra Stati e quindi non si poneva neppure il problema se anche gli individui avessero una loro soggettività nel diritto internazionale. Oggi la questione può essere quantomeno discussa: si ritiene prevalentemente che gli individui non siano propriamente soggetti del diritto internazionale ma, ciò nonostante, alcuni diritti vengono riconosciuti agli individui anche sulla base di norme che vengono dettate dal diritto internazionale.
Dunque, ciò che interessa far capire è che l’ordinamento giuridico internazionale ha alcune norme che comportano diritti/obblighi che sono indirizzati nei confronti dei propri soggetti.
Le organizzazioni internazionali
Le organizzazioni internazionali si caratterizzano per il fatto che a differenza degli Stati non hanno una competenza di carattere generale. Gli Stati hanno, all’interno del proprio ordinamento giuridico, la facoltà di occuparsi di qualunque materia; quindi, hanno una competenza di carattere generale ovviamente all’interno del rispettivo ordinamento giuridico.
Questa competenza generale non è invece propria delle organizzazioni internazionali, che sono al contrario rette da un principio cardine, di qualunque organizzazione internazionale, che è il principio di attribuzione: hanno dunque una competenza “speciale”, cioè la loro attività è subordinata alla previa attribuzione di una competenza alle stesse organizzazioni internazionali.
Esse agiscono sulla base del principio di attribuzione, solo se all’interno del trattato istitutivo di quella determinata organizzazione internazionale sono stati attribuiti i relativi poteri, le relative competenze, solo in questo caso l’organizzazione internazionale potrà adottare atti in un determinato settore.
L’organizzazione internazionale non ha una competenza generale, non si può occupare di qualunque materia, le proprie competenze sono limitate, sono subordinate, al rispetto del principio di adozione. L’organizzazione internazionale potrà adottare atti solo nelle materie che gli sono state attribuite, solo esercitando quelle competenze che le sono state attribuite da parte degli Stati che hanno creato l'organizzazione internazionale e gli Stati precisano determinate competenze all'interno del trattato istitutivo dell'organizzazione internazionale.
Quindi questa è una differenza di fondo tra Stati e organizzazioni internazionali di cui sempre occorre tener conto. Le organizzazioni internazionali sono, come già detto, alcuni dei soggetti del diritto internazionale, queste possono avere una loro autonoma personalità giuridica di diritto internazionale, possono essere quindi centri di imputazione autonomi rispetto agli Stati che sono membri delle organizzazioni in questione; possono perché non è detto che tutte le organizzazioni internazionali abbiano una piena personalità giuridica di diritto internazionale, e ripeto: tutte le organizzazioni internazionali abbiano una piena personalità giuridica di diritto internazionale.
È necessario, affinché un'organizzazione internazionale abbia personalità giuridica di diritto internazionale, che vengano rispettati determinati requisiti, determinate condizioni, proprio perché non è scontato che un'organizzazione internazionale sia un'autonoma persona giuridica di diritto internazionale.
Nel caso in cui questa organizzazione internazionale non abbia un'autonoma personalità giuridica di diritto internazionale, significherà che gli atti che vengono adottati sino a questo ente, insieme a questa organizzazione, non saranno imputati a un soggetto autonomo all'organizzazione medesima, ma saranno atti adottati congiuntamente da parte dei suoi Stati membri, dunque può essere importante anche dal punto di vista dell'eventuale responsabilità internazionale, dal punto di vista dell’imputabilità di un determinato atto, di una determinata condotta, può essere importante sapere se l'organizzazione internazionale che viene presa in considerazione è un'organizzazione internazionale dotata di un'autonoma personalità giuridica di diritto internazionale oppure no, e solo se l'organizzazione internazionale ha una personalità giuridica allora gli atti che vengono emessi da quell'organizzazione saranno imputabili ad un soggetto autonomo.
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