Diritto amministrativo I
Potere della pubblica amministrazione, nella parte seconda troviamo la struttura e la definizione di tutti gli organi che riguardano la Repubblica.
Comuni, province, città metropolitane e regioni.
Lo Stato non è un ente.
Gli organi enti sono le camere, governo, magistratura.
Ci siamo fatti un’idea su quelle che sono le forme della sovranità, gli enti territoriali e il governo e gli organi ausiliari di questo. Ma ci sono enti non riconducibili a questi tipi: tutti gli altri enti non sono altro che derivati da questi (enti strumentali).
Sono tutti organi enti garantiti dalla Costituzione, nessuno può sopprimerli. C’è stato un tentativo di riforma costituzionale togliendo le province (mai andato in porto).
Sono organi previsti dalla Costituzione. (114 comma 1). Se c’è una rilevanza è perché sono utili, infatti si parla dei limiti dell’esercizio della sovranità.
Esso si manifesta attraverso le 3 funzioni: giurisdizionale, amministrativa, legislativa. (limiti all’esercizio delle 3 funzioni).
114 118
C’è il x la struttura e il x le funzioni. Le funzioni amministrative spettano a quegli organi di cui parlava il 114. C’è una disciplina costituzionale dei diritti e dei doveri ad essa collegati.
Le funzioni amministrative hanno rilevanza costituzionale. Ha un valore storico molto importante, meno dei servizi pubblici. Si tratta di quella parte di diritto amministrativo che è costituzionale.
La contrapposizione Stato di diritto vs Stato assoluto: la separazione della giurisdizione dal re è avvenuta nel 1500 in Europa, ma cosa aggiunge lo Stato di diritto?
La sottoposizione anche del governo del re al Diritto. La Tripartizione dei poteri è il modo più semplice per limitare la sovranità, il passaggio teorico è abbastanza semplice. (porre dei limiti a chi sembra abbia poteri illimitati).
Tutto ciò stabilisce che la pubblica amministrazione persegue l’interesse pubblico e non è mai un interesse personale o proprio del principe, l’unica vicinanza può esserci con le fondazioni.
Lo Statuto Albertino cambia la legislazione in Sardegna e diventa il regime italiano:
- Vengono chiamate le libertà (diritti soggettivi) per esempio il potere di esproprio è previsto come tale ma esiste solo se una legge lo prevede. Lo statuto prevede legge generale + eventuali variazioni che possono attuarsi solo attraverso la legge. Camera e senato devono essere d’accordo.
- Possibilità x il sovrano di disporre di essi: principio di legalità. I poteri dei giudici e dell’amministrazione non possono che essere i poteri che la legge dispone.
La Repubblica non è solo x esercitare funzioni e poteri ma anche eliminare gli ostacoli che impediscono alle persone di affermare se stessi.
24/09/2024
Importante che il libro sia dell’ultima edizione, il preferito è Albi Romano.
5 novembre esonero scritto e 6 novembre esonero orale.
Il provvedimento amministrativo
Tutti i poteri dell’amministrazione pubblica sono disciplinati dalla legge.
Le riserve di legge che riguardano le amministrazioni pubbliche non sono assolute ma relative.
Nella riserva assoluta si presuppone che l’intera disciplina della materia sia contenuta in una fonte primaria. Sono ammessi nella riserva assoluta solo i regolamenti di stretta esecuzione.
La riserva di legge relativa indica che i principi devono essere indicati in una legge primaria ma bisogna lasciare spazio anche a una fonte secondaria. La riserva di legge è importante perché il passaggio parlamentare è quello che garantisce le minoranze. Anche il referendum abrogativo sta nelle fonti primarie.
Le fonti secondarie sono i regolamenti (400 1988), che sono generali e astratti. Nel diritto amministrativo ci occupiamo di un atto particolare e concreto, ovvero il provvedimento amministrativo.
Esempio: la patente di guida è un provvedimento amministrativo, la legge sul procedimento amministrativo è la 241 del 1990 che è la legge che ci dice come vengono ad essere adottati i provvedimenti amministrativi.
È la legge generale sul procedimento amministrativo, ciò vuol dire che ci saranno molte leggi speciali sul procedimento amministrativo. È necessario l’avvio di un procedimento amministrativo, i provvedimenti sono puntuali e concreti.
Il procedimento amministrativo è una concatenazione di atti fatti e attività volti all’adozione del provvedimento finale.
Il provvedimento amministrativo è un atto unilaterale volto a costituire, modificare o estinguere posizioni giuridiche soggettive ———> contratto, ma esso non è unilaterale. Il contratto è patrimoniale ma la patrimonialità non è elemento costitutivo del provvedimento amministrativo.
Ad esempio i provvedimenti sanzionatori sono senza consensi, quindi il consenso del destinatario non è elemento necessario e costitutivo del provvedimento, se c’è meglio ma non è necessario.
Tra il provvedimento amministrativo che è particolare e concreto e il regolamento amministrativo che è ancora generale e astratto ci sono gli atti generali. Sono ancora generali ma risultano già essere concreti, per esempio il piano territoriale della città di Torino.
Si trovano quindi in una posizione intermedia.
Contrasto legge vs Costituzione: abbiamo l’intervento della Corte costituzionale, contrasto tra legge primaria e secondaria si interpella il giudice amministrativo (Corte dei conti, TAR e Consiglio di Stato, solo 2 gradi di giudizio).
C’è poi la riserva di legge relativa rinforzata: riserva in cui è assicurata l’imparzialità e il buon andamento (devono sorreggere sia la fonte primaria che secondaria).
Il legislatore sia esso primario o secondario non è libero nel dettare la disciplina della materia, deve rispettare dei principi.
Si parla dell’art 1 della legge 241 del 1990, c’è un richiamo ai principi trasversali, non hanno una collocazione precisa, possono essere scritti e non scritti. Il principio non dovrebbe poter essere abrogato. Il principio si applica nel caso concreto.
Il primo comma dell’art 1 parte richiamando i principi e i criteri…
Pubblicità e trasparenza
Pubblicità e trasparenza: essi sono criteri nuovi, due facce della stessa medaglia; per molto tempo c’era il concetto del segreto, ovvero si conosceva solo il provvedimento finale senza poter conoscere l’iter che aveva portato all’adozione di quell’atto.
Ma negli anni 90 si fa strada l’idea dell’amministrazione casa di vetro (trasparente), il vizio va a inficiare la validità dell’atto finale, la trasparenza è quindi essenziale per assicurare la correttezza dell’apparato delle funzioni pubbliche.
Pubblicità sottende a degli obblighi di rendere conoscibili tutta una serie di documenti al cittadino, il decreto legislativo del è un testo normativo che ha individuato quella che è l’amministrazione trasparente. Esso è il figlio della legge anticorruzione, del .
Quindi la pubblicità e la trasparenza sono criteri che vengono utilizzati x lottare contro la cattiva amministrazione. Ci sono molti casi di corrotta amministrazione che non sfociano nel penale, ma ciò non vuol dire che non sia lesiva nei confronti del singolo cittadino.
25/09/2024
Imparzialità vuol dire applicazione del principio di uguaglianza, l’art 3 si applica anche alla pubblica amministrazione.
In ambito di enti costituzionalmente rilevanti, le pubbliche amministrazioni devono essere di parte ma imparziali. L’imparzialità è un modo x rafforzare l’affermazione che solo alcuni possono essere di parte: gli organi di governo. Solo loro possono fare scelte politiche, tutti gli altri invece non possono essere di parte.
Anche in sede di esecuzione non si può dare un’interpretazione di parte, bisogna rispettare la scelta politica fatta dall’organo di governo.
Riserva di legge relativa
Riserva di legge relativa: siamo in materia di organizzazione: i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizione di legge e quindi stanno sotto riserva relativa.
Anche se è una relativa il legislatore qua non sceglie, perché è una competenza regolamentare due comuni. Queste riserve impongono al legislatore.
117 comma 2, 3, 4: questi commi vanno letti insieme fino al comma 6, il 117 non pone riserva di legge, le riserve stanno in parte prima della Costituzione, perché l’organizzazione è disciplinata nella parte seconda.
Il comma sesto usa la parola organizzazione, dove lo Stato ha competenza legislativa o in forma statale o in forma regionale esclusiva regolamentare.
Nelle materie di competenza concorrente spetta sempre la potestà regolamentare alla regione, allo Stato spetta la definizione dei principi, dopodiché alla regione spetta se disciplinare con legge o regolamento. Se è una riserva assoluta i principi che deve dire lo Stato x disciplinare la materia concorrente devono essere fatti con legge. Se è assoluta devono essere messe in legge le norme di dettaglio (esecutivo).
Comuni, province e regioni hanno potere regolamentare in materia di organizzazione e svolgimento delle funzioni. Quindi province e comuni hanno autonomia normativa. Le uniche norme di dettaglio del legislatore possono essere suppletive, ma questi enti non hanno esercitato autonomia, e a forza di comportarsi come enti non autonomi, lo sono diventati.
Vengono pensati come enti territoriali tutti uguali, ma non è sempre così, dipende dalla loro vitalità e dal loro comportamento, rischiano di venire reinterpretati nel tempo.
L’organizzazione è una delle due parti dell’autonomia.
Se un legislatore pone i principi può essere solo lo Stato o la regione (ente regionale). La Costituzione individua quali sono gli enti, il legislatore deve dire quali sono i caratteri di tutti questi enti.
Il 118 aggiunge ancora una cosa: enuncia infatti tre principi, ovvero sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione. Negli ultimi 30 anni i comuni hanno perso sempre più risorse, nonostante la riforma del titolo V, quello che conta x primo non è la sussidiarietà ma l’adeguatezza.
Si è partiti pensando che scrivere x primo il principio di sussidiarietà avrebbe aiutato di più i comuni, ma così non è stato. È importante la differenziazione tra le regioni, province e comuni, non vengono date le funzioni solo in ragione del tipo ma anche del principio di differenziazione.
La rappresentanza degli interessi è fondamentale, ma è l’unico modo di rappresentare la struttura della Repubblica? In realtà le città non sono uguali ai comuni, tipo città di Torino dà il nome al comune, all’ente, circa 1000 su 8000.
La parola città è il titolo nobiliare di una comunità, rappresenta flussi. Inoltre la città bisogna vederla come un hub.
30/09/2024
Decreto legislativo 33.
Il buon andamento si basa su alcuni principi tra cui l’efficienza.
Il miglior rapporto qualità prezzo è quello che viene perseguito. Oggi non parliamo più di ordinamento comunitario ma di ordinamento dell’Unione europea. I criteri importanti sono proporzionalità e buona amministrazione.
Il primo si definisce come minor pregiudizio dell’interesse dei singoli in relazione all’operato dell’amministrazione pubblica. Bisogna pregiudicare il - possibile le posizioni soggettive giuridiche del soggetto. Bisogna fare la scelta che meno vada a nuocere al cittadino.
Proporzionalità è spesso associato alla ragionevolezza. In un articolo del TUE si parla dell’ambito documentale, l’idea della buona amministrazione ha introdotto la facoltà di richiedere di essere sentiti ad esempio in relazione al rilascio dei permessi di soggiorno.
Si predilige quindi la forma documentale per una questione di velocità dell’iter procedimentale.
Art 1 della legge 241 del 90’ comma 1 bis: per tutti gli atti di natura autoritaria l’amministrazione sta in una posizione di parità con l’individuo e quindi agisce secondo diritto privato. Doppia capacità delle amministrazioni pubbliche: adottano atti di natura unilaterale, laddove la legge non gli consente un potere all’amministrazione lei avrà la capacità classica di diritto privato, avrà la necessità di avere il consenso.
La cosa più difficile è individuare lo spirito di liberalità.
Quando utilizza regole del diritto privato si muove secondo il consenso, l’amministrazione se non riesce a comprarlo può espropriarlo sempre x un obiettivo di interesse pubblico.
Comma 1 ter: ci possono essere soggetti privati chiamati ad esercitare funzioni pubbliche: es) concessionari.
Il concessionario è tenuto nella gestione della sua attività a rispettare i criteri enunciati al primo comma. Tutto quello che l’amministrazione tocca ha la forza di trasformarlo e di imporgli degli adempimenti ulteriori. Deve sempre sottostare ai principi della 241, potrebbe essere destinatario di una istanza di accesso, può essere chiamato a dire il perché di alcune scelte che lui adotta, non è del tutto libero come qualsiasi altro soggetto privato.
Non aggravamento del procedimento amministrativo. Anche se il soggetto è in vacanza o non è presente il procedimento amministrativo continua, ma tutto ciò rallenta l’iter procedimentale. Idem per il processo, il procedimento amministrativo non deve essere gravato da attività istruttoria superflua per la decisione finale, ciò perché non si deve allontanare troppo la decisione.
Quando il procedimento parte qualcosa nella vita di qualcuno cambierà, siamo in una situazione di incertezza, vista con disvalore e che deve essere risolta.
L’amministrazione è tenuta a una completa istruttoria ma non deve fare attività istruttoria superflua, però come si fa a sapere quando basta l’istruttoria? Alcune volte lo dice la legge altre volte la responsabilità è del soggetto.
La velocità nell’azione amministrativa è necessaria.
Il decisore pubblico potrebbe sempre dare buone ragioni x non voler decidere se farla o non farla, per evitare ciò è stato messo il principio del non aggravamento.
Comma 2 bis dell’art 1: nei rapporti tra cittadino e pubblica amministrazione sono improntati sulla buona fede e sulla collaborazione. È un principio giurisprudenziale, l’idea era sempre unilaterale, cioè che l’amministrazione dovesse comportarsi in buona fede verso il cittadino e non il contrario. Oggi la legge lo mette quindi sul piano di entrambi, sono principi che non valgono solo per una direzione ma per entrambe.
Si può allegare la questione all’adunanza plenaria del Consiglio di Stato volto a risolvere i contrasti che si realizzano.
Art. 2: conclusione del procedimento
Art 2: conclusione del procedimento. Il procedimento amministrativo è suddiviso in fasi, può avere avvio solo in 2 modi: o su istanza di parte o d’ufficio. (ma chi decide se è uno o l’altro? Ce lo dice quella specifica legge su quel specifico procedimento).
Iniziativa.
- Istanza di parte: comprese le istanze provenienti da altre pubbliche amministrazioni.
- D’ufficio: la pubblica amministrazione ha il dovere di concluderlo con procedimento espresso. Ma quando scatta l’obbligo x l’amministrazione di avviare procedimento d’ufficio? Deve avere avviso nel momento in cui scattino i presupposti affinché l’amministrazione parta. Esempio: un soggetto costruisce una casa vicino a un fiume, il fiume esonda e il soggetto muore. Costruisce un danno di cui l’amministrazione avrebbe dovuto impormi l’abbattimento, non l’ha fatto e quindi può essere chiamata a rispondere. Tendenzialmente è un concorso di colpa, quando scatta l’obbligo dell’amministrazione di provvedere scatta il procedimento del consob. Fino a quando la consob può sanzionarti? Interessa sapere che quella società sia solida e legittima, l’idea che l’amministrazione abbia un potere è sempre dato nell’interesse pubblico.
L’amministrazione è obbligata a procedere con procedimento espresso; ci sono dei casi in cui la non risposta da parte dell’amministrazione equivale a un provvedimento favorevole.
Nel diritto amministrativo esiste il silenzio assenso disciplinato dall’art 20 della 241: allo scadere dei termini la mancata adozione di un atto espressi equivale all’adozione di un procedimento favorevole ovvero silenzio assenso.
Ci sono altri casi nei quali il silenzio dell’amministrazione allo scadere dei termini procedimenti equivale al silenzio rigetto, ovvero si sta dicendo di no.
C’è anche una terza ipotesi nella quale il legislatore non stabilisce il significato da dare al silenzio, non è possibile attribuire i due significati che abbiamo detto prima, ci troviamo di fronte al silenzio inadempimento.
Nei primi 2 avendo il silenzio la stessa validità di un atto c’è la tutela giurisdizionale e può essere impugnato perché ha valenza provvedimentale. Si va a contestare il perché si è formato quel silenzio, se dopo 30 gg l’amministrazione non fa nulla vuol dire che la tua istanza è stata rigettata.
Sono così importanti perché da quando abbiamo l’atto iniziano a decorrere i tempi di impugnazione.
Si può fare ricorso al TAR entro il termine di prescrizione del diritto. Nel diritto amministrativo però di ragione secondo termini di decadenza, quindi s
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