Tecnologia dei materiali
Definizioni principali
Materiale: aggregato di atomi o molecole, avente specifiche proprietà chimiche, fisiche e meccaniche, utilizzato per la realizzazione di oggetti. I materiali che vengono impiantati nel corpo umano possono essere degradati e rilasciare sostanze che danneggiano il corpo, quindi è importante fare attenzione sia per quanto riguarda le protesi interne che per la parte delle protesi esterne a contatto con il corpo umano.
Biomateriale: materiale destinato a interfacciarsi con sistemi biologici come parte integrante di un processo finalizzato a valutare, monitorare o trattare i tessuti del corpo, sostituire o aumentare tessuti o a facilitare la rigenerazione dei tessuti. (no inerte, no impianto)
Biocompatibilità: capacità di un biomateriale di svolgere la sua funzione desiderata rispetto a una terapia medica, senza suscitare effetti locali o sistemici indesiderati nel ricevente o beneficiario di tale terapia, ma generando la risposta cellulare o tissutale benefica più appropriata in quella specifica situazione, e ottimizzando le prestazioni clinicamente rilevanti di tale terapia. Il contatto del biomateriale con l'organismo dà luogo a un'interazione tra i due i cui effetti possono verificarsi sia sul materiale (es. corrosione) sia sull'organismo stesso (es. morte della cellula).
Classificazione dei biomateriali
- Biotossico → il tessuto a contatto con il materiale perde vitalità e muore
- Bioinerte → l'organismo forma un tessuto proteico fibroso (sacca proteica) di spessore variabile attorno al materiale
- Bioattivo → si ha la formazione di una interfaccia con connessioni tissutali tra materiale e tessuto biologico
- Biodegradabile → l'organismo è in grado di degradare il materiale, i cui prodotti devono essere non tossici, e di sostituire gradualmente il materiale
Solitamente si scelgono materiali bioattivi o biodegradabili.
Scienza e tecnologia dei materiali
Scienza dei materiali: conoscenza di base della struttura e delle proprietà dei materiali.
Tecnologia dei materiali: conoscenza applicata dei materiali per la loro conversione in prodotti (ad es., sulla base della correlazione struttura-proprietà di un materiale è possibile progettare la sua struttura per avere proprietà desiderate).
Esempi di evoluzione e rischi nell'utilizzo di materiali
Le proprietà di un materiale sono date dalla sua composizione chimica e dalla struttura del materiale, in particolare a livello microscopico e atomico. Cambiando la struttura o la composizione del materiale cambiano le sue proprietà.
Esempi di rischio: sottovalutazione dei materiali, ad esempio:
- Affondamento Titanic: causa: urto con iceberg, possibile concausa: comportamento fragile dell’acciaio dello scafo (transizione duttile-fragile).
- Sensore per la misurazione glucosio che provoca reazioni allergiche: causa: allergene isobornyl-acrilato, presente nella capsula di plastica rigida intorno all'ago, con successiva migrazione nell'adesivo a contatto con la pelle.
Dal progetto al prodotto
- Progetto:
- Necessità di immettere sul mercato l'oggetto da progettare
- Requisiti
- Utilizzatori
- Costo finale
- Forma e dimensioni
- Scelta dei materiali: possono esistere più materiali disponibili per un dato prodotto. La scelta può dipendere da:
- Requisiti del prodotto (caratteristiche del materiale)
- Tecnologie di produzione
- Costo finale del prodotto
- Tecnologie di lavorazione (operazioni primarie e secondarie per produrre il pezzo finito, ed eventuale assemblaggio). Possono esistere più tecnologie disponibili, la scelta può dipendere da:
- Materiale perché materiali diversi hanno bisogno di tecnologie di lavorazione diverse
- Forma e dimensioni
- Costo finale del prodotto
Se non esistono materiali o tecnologie di lavorazione adatti, il prodotto non può essere realizzato.
Analisi del prodotto da realizzare
Forma dell’oggetto (volume) e proprietà dei materiali (densità), resistenza alle sollecitazioni (uso proprio e improprio), durabilità (materiali costituenti), prevedibile vita, possibilità di riutilizzo, riuso del prodotto, riciclo e/o smaltimento.
Tipi di materiali
Materiali Metallici
- Atomi: metallici con possibile aggiunta di atomi non metallici (materiale inorganico).
- Proprietà: duttilità, buona resistenza meccanica, buona rigidezza, buoni conduttori elettrici e termici.
- Tecnologie di lavorazione: deformazione plastica, fonderia, metallurgia delle polveri.
Materiali Ceramici
- Atomi: metallici e non metallici (materiale inorganico).
- Proprietà: elevata durezza, fragilità, elevata rigidezza, isolanti elettrici e termici, resistenti ad alta T.
- Tecnologie di lavorazione: formatura di polveri (ceramici tradizionali e avanzati) con successiva cottura, da fusione o rammollimento (vetro).
Materiali Polimerici
- Atomi: non metallici (materiale organico).
- Proprietà: bassa densità, resistenza meccanica bassa, bassa rigidezza, isolanti elettrici e termici, duttilità e fragilità, influenza della temperatura.
- Tecnologie di lavorazione: riscaldamento, formatura e raffreddamento (termoplastici); riscaldamento, formatura e reazione chimica (termoindurenti).
Proprietà di interesse per la scelta di un materiale
Proprietà meccaniche
- Modulo di elasticità
- Resistenza allo snervamento, alla trazione
- Tenacità alla frattura
- Resistenza a fatica
- Resistenza allo scorrimento viscoso
- Resistenza alla fatica termica
Proprietà fisiche
- Densità
- Proprietà termiche
- Proprietà elettriche
- Proprietà magnetiche
- Proprietà ottiche
Proprietà di superficie
- Resistenza alla corrosione
- Resistenza all'ossidazione
- Resistenza all'usura
- Rugosità
Proprietà tecnologiche
- Deformabilità a caldo e a freddo
- Lavorabilità alle macchine utensili
- Colabilità
- Saldabilità
Materiale buon conduttore di calore: lega metallica
- Acciaio inossidabile
- Alluminio
Conduttività termica: capacità di un materiale di condurre calore
- Acciaio inossidabile: 16. 2 /( )
- Alluminio: 200 /( )
Proprietà materiali
- Densità: massa per unità di volume ( = m/V) → cm
- Modulo elastico: misura della resistenza opposta ad una deformazione temporanea
- Conduttività elettrica: misura della facilità di conduzione della corrente elettrica
- Conduttività termica: misura della facilità di conduzione del calore
- Coefficiente di espansione termica: misura della variazione di lunghezza al variare della temperatura
- Temperatura di fusione: temperatura di passaggio da solido a liquido
Il ciclo dei materiali
Macrostruttura - microstruttura
- Proprietà dipendenti dalla forma dell'oggetto (es: taglio pane)
- Proprietà dipendenti dalla microstruttura meccanica (es: resistenza)
- Proprietà dipendenti dalla struttura a livello atomico (es: densità, modulo elastico)
I materiali sono costituiti da atomi.
- Dimensioni: -10 atomo: ≈ 10
- Nucleo: ≈ 10
- Costituenti:
- Protone: ≈ 1. 6 · 10 = + 1. 6 · 10
- Neutrone: ≈ 1. 6 · 10 = 0
- Elettrone: ≈ 9. 1 · 10 = - 1. 6 · 10
Gli elettroni sono disposti su orbitali elettronici, regioni dello spazio in cui vi è un'alta probabilità di trovare l'elettrone. Le energie degli elettroni sono quantizzate, ovvero gli elettroni possono avere solo valori specifici di energia. Elettroni di valenza: elettroni che occupano gli orbitali più esterni.
Legame chimico
Molte delle proprietà dei materiali dipendono dalle forze interatomiche. Gli atomi tendono ad interagire per formare aggregati la cui energia è più bassa di quella degli atomi separati. Gli aggregati così formati hanno proprietà chimiche caratteristiche e differenti da quelle degli atomi costituenti, molte delle quali dipendono dalle forze interatomiche (materiale duttile o fragile).
Interazione tra due atomi isolati
Energia di legame: energia che deve essere fornita per separare i due atomi e portarli a una distanza infinita. L'energia di legame e la forma della curva E = E(r) dipendono dal tipo di legame. Gli atomi si muovono con vibrazioni attorno alle posizioni di equilibrio.
Relazione tra alcune proprietà macroscopiche e legame atomico
- Modulo elastico: misura della resistenza opposta ad una deformazione temporanea → Forza del legame interatomico (F = F(r)).
- Coefficiente di espansione termica: misura della variazione di lunghezza al variare della temperatura → Variazione dell'energia con la distanza interatomica E = E(r).
- Temperatura di fusione: temperatura di passaggio da solido a liquido → Energia necessaria per rompere i legami.
Legami atomici
- Legami forti o primari:
- Legame ionico
- Legame covalente
- Legame metallico
- Legami deboli o secondari:
- Legame di van der Waals (o dipolare)
- Legame idrogeno
Legame ionico
Si instaura tra atomi con bassa energia di ionizzazione (es. metalli alcalini) e atomi con alta affinità elettronica (alogeni): gli atomi con bassa energia di ionizzazione tendono a cedere elettroni agli atomi con alta affinità elettronica → Formazione di ioni positivi e negativi. Legame di tipo elettrostatico: ciascun ione è legato a tutti gli ioni di segno opposto da forze coulombiane (non ci sono elettroni liberi) → Legame NON direzionale.
- Caratteristiche materiali:
- Alta energia di legame
- Alta temperatura di fusione
- Isolante elettrico e termico
- Bassa densità
- Duro e fragile
Energie di legame (E0) e temperature di fusione (Tfus):
- NaCI E0 = 640 kJ/mole Tfus = 801 °C
- MgO E0 = 1000 kJ/mole Tfus = 2800 °C
La dimensione relativa degli ioni positivi (cationi) e negativi (anioni) influenza le geometrie che si possono ottenere.
Legame covalente
Si instaura tra atomi che hanno valori circa uguali di affinità elettronica e potenziale di ionizzazione (stessa tendenza a cedere e prendere elettroni). Gli elettroni di valenza sono condivisi dai due nuclei, disponendosi su orbitali comuni ai due atomi. Non si realizza un trasferimento permanente di carica (non si formano ioni) e non ci sono elettroni liberi.
- Caratteristiche dei materiali:
- Alta energia di legame
- Alta temperatura di fusione
- Isolante elettrico e termico
- Bassa densità
- Duro e fragile
Orbitali atomici s e p: Il legame covalente è direzionale.
Energie di legame (E0) e temperature di fusione (Tfus):
- C (diamante) E0 = 713 kJ/mole Tfus > 3550 °C
- Si E0 = 450 kJ/mole Tfus = 1410 °C
Legame metallico
Gli atomi sono così vicini che gli elettroni di valenza sono attratti dai nuclei degli atomi vicini. Gli elettroni di valenza sono debolmente legati agli ioni positivi e possono muoversi facilmente nel cristallo. → Schematizzazione: ioni positivi circondati da un "gas" di elettroni liberi.
- Legame NON direzionale.
- Presenza di elettroni liberi.
- Alta deformabilità: gli ioni possono scorrere l'uno sull'altro senza distruggere completamente il legame.
- Alta conducibilità elettrica e termica.
Energie di legame (E0) e temperature di fusione (Tfus):
- Al E0 = 324 kJ/mole Tfus = 660 °C
- Fe E0 = 406 kJ/mole Tfus = 1538 °C
- W E0 = 849 kJ/mole Tfus = 3410 °C
- Caratteristiche dei materiali:
- Abbastanza alta energia di legame
- Abbastanza alta temperatura di fusione
- Conduttore elettrico e termico
- Alta densità
- Duttile
Legame di van der Waals (o dipolare)
Gli atomi sono globalmente neutri (stesso numero di protoni ed elettroni) e normalmente hanno una distribuzione simmetrica delle cariche elettriche. In particolari circostanze è possibile che la distribuzione spaziale delle cariche positive e negative diventi asimmetrica → si crea un dipolo. Distribuzioni asimmetriche di cariche possono essere presenti anche in molecole:
- Il legame di van der Waals intercorre tra atomi o molecole che hanno carattere dipolare: i dipoli elettrici interagiscono tra loro attraverso forze di tipo elettrostatico.
- È relativamente debole (energia di legame ~ 10 kJ/mole)
- I batteri possono aderire alla superficie dei biomateriali attraverso forze di van der Waals.
Energie di legame (E0) e temperature di fusione (Tfus):
- Ar E0 = 7.7 kJ/mole Tfus = - 189 °C
- E0 = 31 kJ/mole Tfus = - 101 °C
- Caratteristiche dei materiali:
- Bassa energia di legame
- Bassa temperatura di fusione
- Isolante elettrico e termico
- Bassa densità
Legame a idrogeno
Un atomo di idrogeno, presente in un legame covalente (es. O-H, N-H, F-H), causa una distribuzione asimmetrica permanente di carica. L'atomo di idrogeno interagisce con atomi elettronegativi (O, N, F, Cl).
Energie di legame (E0) e temperature di fusione (Tfus):
- E0 = 51 kJ/mole Tfus = 0 °C
- E0 = 35 kJ/mole Tfus = - 78 °C
- Caratteristiche dei materiali:
- Bassa energia di legame
- Bassa temperatura di fusione
- Isolante elettrico e termico
- Bassa densità
Legame chimico
Le specie che derivano hanno proprietà chimico-fisiche caratteristiche e differenti da quelle degli atomi costituenti. Le proprietà di un composto sono definite dalla composizione, dal tipo di legame chimico presente tra gli atomi e dalla posizione degli atomi nello spazio.
Isomerismo: stessa composizione ma diversa struttura
- Esempio: isomeria geometrica: 1,4 poli-isoprene
Gomma: materiale dalle spiccate caratteristiche elastiche. Stesso discorso vale per la Silice SiO2. La struttura cristallina ha una temperatura di fusione quindi passa da solido a liquido, la struttura amorfa no: diventa malleabile ma non liquida. Il materiale amorfo ha un comportamento isotropo perché le sue proprietà fisiche non dipendono dalla direzione in cui si analizza la sostanza.
Struttura e geometria cristallina
Cristallo: gli atomi sono disposti in modo regolare e periodico nello spazio per una distanza molto maggiore della distanza interatomica (ordine lungo raggio: distanza interatomica ~ 10-10 m).
Per ogni cristallo si può individuare una cella elementare, che ne definisce la geometria e la posizione degli atomi. Per ogni geometria dell’atomo ho caratteristiche diverse.
Reticoli di Bravais
- Geometria tridimensionale: posso suddividere atomi in 7 sistemi cristallini, 7 forme diverse:
- Cubico
- Tetragonale
- Ortorombico
- Romboedrico
- Esagonale
- Monoclino
- Triclino
- La disposizione degli atomi può essere di 4 tipi fondamentali:
- Semplice
- A corpo centrato
- A facce centrate: atomi al centro di ciascuna faccia
- A basi centrate: atomi su due facce opposte
Nei metalli: tipo cubico o esagonale.
Cristallo cubico a corpo centrato (C.C.C.)
I pallini indicano la posizione media nel tempo perché gli atomi tendono a vibrare nelle loro posizioni di equilibrio.
Esempi: Fe-alfa, Cr, Mo, V, W, Zr, Ti-beta
Packing factor (PF) = volume degli atomi / volume della cella = 0.68
Cristallo cubico a facce centrate (C.F.C.)
Esempi: Al, Cu, Fe-gamma, Ag, Au, Ni, Pb, Pd, Pt
PF = 0.74
Cristallo esagonale compatto (E.C.)
Esempi: Mg, Ti-alfa, Zn, Be, Cd, Co
PF = 0.74
Sequenze di impilamento di piani compatti
Strutture cristalline dei materiali ceramici
Solidi ionici: disposizione degli atomi determinata dalla dimensione relativa degli ioni e dalla necessità di bilanciare le cariche elettriche per mantenere la neutralità di carica.
Solidi covalenti: disposizione degli atomi determinata dalla direzione del legame chimico.
Strutture cristalline polimeriche
Sistemazione delle catene molecolari nella cella elementare per il polietilene:
Monocristallo ⇒ Proprietà ANISOTROPE
Policristallo ⇒ Proprietà ISOTROPE
Polimorfi: due o più tipi di cristallo che hanno la stessa composizione ma diversa cella elementare.
Difetti: in un cristallo reale è sempre presente un certo numero di difetti che possono influenzare le proprietà fisiche e meccaniche del materiale.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti Tecnologie dei materiali
-
Tecnologie generali dei materiali - Appunti
-
Appunti Tecnologia dei materiali
-
Lezioni: Appunti di Tecnologie dei materiali