Tecniche di scrittura
Il processo di scrittura e l'organizzazione del testo
La scrittura non è un monolite. Gli strumenti di comunicazione scritta sono diventati tanti ma tanti di più, ma raramente un nuovo strumento ha (totalmente) soppiantato i precedenti. Siamo diventati tutti un po’ scrittori ed editori, la scrittura è trasversale alle professioni, è necessario comunicare con gli altri e sapersi raccontare.
Il testo tende a frammentarsi in parti, per andare incontro alle esigenze del lettore. Riquadri, grafici, infografiche, titoli, didascalie, parole chiave, citazioni: siamo di fronte a veri e propri paesaggi testuali, fatti per essere guardati ed esplorati prima ancora di essere letti. I testi se ne vanno da soli in giro per il mondo, tutto quello che produciamo online può essere spezzettato, ritagliato, ricombinato e ripubblicato. Attenzione, però, ai diritti d'autore!
Cambiano i luoghi e le condizioni della lettura, leggiamo sempre più in luoghi rumorosi e affollati, su uno schermo che ci mostra una porzione di testo alla volta. Il testo vive con le immagini, diventa esso stesso immagine, si tratta di nuovi equilibri: le parole accompagnano, spiegano, integrano.
Oggi scriviamo di più o di meno rispetto a un tempo?
Il diffondersi della comunicazione telematica ha significato una netta rivincita per la scrittura. Da quando la corrispondenza in simultanea è diventata una realtà alla portata di tutti, si è verificato un clamoroso ritorno alla comunicazione privata per iscritto, che sta dando vita a diverse forme di “neopistolarità tecnologica”. L’effetto più rilevante è stato sicuramente quello di desacralizzare la scrittura: adesso si scrive dovunque per raggiungere chiunque e comunicare con chiunque.
La storia della scrittura secondo Raffaele Simone
- Paradigma platonico (fino alla fine del '900) —> concezione tradizionale della scrittura, descrive un sistema di abitudini in cui il testo ha proprietà precise e determinate: deve essere pubblico, duraturo, tipizzato, ossia codificato a seconda del genere di scrittura a cui appartiene, e caratterizzato da autorialità, in quanto si deve riuscire sempre a risalire ad un autore identificabile.
- Paradigma digitale (fine '900) —> arriva alla fine del secolo scorso con l’avvento del computer e della comunicazione digitale, è durato poco nel tempo perché lo sviluppo tecnologico è stato estremamente veloce. Le caratteristiche del testo digitale sono: l’instabilità, in quanto è facilmente modificabile, l’immaterialità e l’impersonalità, perché difficilmente si riesce a risalire all’autore del testo.
- Paradigma multimediale destrutturato (oggi) —> la scrittura di tipo multimediale appare frammentata, nel senso che è divisa in blocchi che possono essere letti più rapidamente e attraverso strumenti di comunicazione nuovi, così la scrittura si accompagna a immagini, grafiche e molto altro.
Che cos'è un testo?
La parola testo si usa in linguistica per indicare ogni porzione di lingua, parlata o scritta, di qualsivoglia lunghezza, che costituisca effettivamente un tutto unificato. Il testo va considerato come un’unità semantica, formale, cioè come un’unità di significato. Soprattutto, il testo è un enunciato, o un insieme di enunciati che, nel processo comunicativo, viene costruito dall’emittente e recepito dal ricevente come unitario.
Il testo può essere considerato come un prodotto caratterizzato da:
- Sintassi —> struttura delle frasi, collegamenti, scelte stilistiche
- Grammatica —> tempi e modi verbali, concordanze, congiunzioni, punteggiatura
- Strumenti meccanici —> scrittura a mano, computer, dettatura
- Organizzazione —> paragrafi, argomenti e prove, coerenza e unità
- Contenuto —> pertinenza, chiarezza, originalità, logica
- Scelte cognitive dello scrittore —> trovare le idee, iniziare, stendere, rivedere, riscrivere
- Scopo —> la ragione per cui si scrive
- Scelta delle parole —> lessico, registro, tono
Due caratteristiche chiave del testo
- Coesione —> il modo in cui le componenti del testo di superficie sono collegate fra di loro, nel rispetto delle relazioni formali tra le varie parti del testo (rapporti di coordinazione e subordinazione per mezzo delle congiunzioni e dei modi verbali, concordanza soggetto-verbo, uso dei segnali discorsivi, connettivi, ecc.)
- Coerenza —> la concatenazione esistente fra i concetti e le relazioni soggiacenti al testo di senso superficie, l’insieme dei procedimenti logici e semantici che consentono di produrre un continuo accettabile e per mezzo di testi
Il processo della scrittura
Il processo della scrittura comincia molto prima e finisce molto dopo la fase di redazione del testo. Quest’ultima è anzi una delle fasi più brevi. Che il testo sia riuscito ed efficace dipende in gran parte da ciò che viene prima e da ciò che viene dopo la fase di redazione: la progettazione e la revisione.
Dunque, l’ordine deve essere il seguente:
- Progettazione (pre-writing)
- Redazione (writing)
- Revisione (re-writing)
La scrittura di tipo professionale è una scrittura pianificata, qualsiasi tipo di testo si stia scrivendo. La lettura di oggi è spesso casuale e disturbata, proprio per questo la scrittura deve essere ancora più ragionata: deve essere essenziale, centrata e diretta.
Il modello del processo di scrittura individua tre aree generali che corrispondono rispettivamente alle fasi di progettazione, redazione e revisione del testo:
- Compito
- Scrittura
- Memoria dello scrittore
Metodo di scrittura di tipo comunicativo
Si parte dall’ipotesi che comporre un testo scritto sia “risolvere” un problema comunicativo. È infatti necessario capire come comunicare in un contesto specifico delle informazioni che rispondono a bisogni concreti. Il metodo comunicativo tende a immergere la scrittura nei bisogni reali dello scambio di informazione. Spesso allo scrivente è richiesto di assumere uno specifico ruolo comunicativo durante lo svolgimento del proprio compito.
Un testo scritto ha sempre un obiettivo.
Pre-writing: l'organizzazione testuale
- Identifica il destinatario e il tuo obiettivo, e sulla base di questi struttura il testo
- Raccogli le informazioni secondo il principio dell’abbondanza, raramente ci troviamo ad inventare qualcosa, più spesso siamo tenuti a rielaborare e riformulare delle informazioni o delle teorie già esistenti
- Elabora una tua strada ricorrendo a mappe mentali e immaginando il testo che vuoi produrre
- Seleziona le informazioni, scegliendo cosa dire e cosa non dire
- Organizza le informazioni dando le giuste gerarchie
- Ricorda qualche trucco o aiuti per gestire le informazioni in modo “visivo”, orientandone la lettura (elenchi puntati, titoli, paragrafi)
Verifica le 5W. Non necessariamente tutti i testi rispondono a tutte le W, l’importante però è esserne consapevoli e che non vi sia una dimenticanza.
Elementi fondamentali nella stesura di un testo
- Brief —> il documento sintetico che guida un progetto di comunicazione, contiene il vero obiettivo, il senso e la direzione di ciò che andremo a scrivere (può essere un post-it, un appunto a margine delle annotazioni)
- Concept —> presuppone un’idea di base sul cosa fare, ma anche sul come, delinea l’argomentazione fondante del testo e i suoi step principali, anche a grandi linee (scaletta)
- Obiettivo
- Destinatario
- Canale comunicativo
Il processo di scrittura: la stesura
- Organizzazione del testo
- Sintassi
- Lessico
Bisogna saper scrivere in maniera chiara, leggibile e decorosa, aggettivi che possono essere ricondotti ad un unico termine: la leggibilità. Per verificare il grado di leggibilità di alcuni testi si può utilizzare il cosiddetto indice di Gulpease (di leggibilità), che è in grado di combinare i parametri sintattici, come la lunghezza media delle frasi, con quelli lessicali, come la lunghezza media delle parole (sopra al valore di 50 significa che un testo è leggibile da tutti). Questo indice non va però ad indagare sui parametri logici, pertanto non è un metodo che permette di verificare in maniera completa se un testo scritto è un buon testo.
L'arte dello scrivere bene combina tre criteri
- Criterio con cui si sviluppa il testo
- Criterio di scelta delle parole
- Criterio che organizza le parole in moduli sintattici
L’organizzazione del testo deve tener conto di diversi punti:
- Stabilire il formato o il genere testuale
- Stabilire le priorità tra i blocchi informativi selezionati
- Decidere per ciascun blocco informativo quanto si vuole dire
- Stabilire cosa ha “dignità” di inizio
- Ricordarsi che il testo può avere dei rimandi esterni
- Decidere se inserire citazioni, stralci di intervista (solo per determinati testi)
Alla base di un testo vi sono
- Capoverso = parte di un testo, solitamente non più lunga di una decina di righe e separata dalle altre da una pausa forte, che sviluppa una specifica idea o un’informazione. In ogni capoverso c’è sempre una frase più importante, un’idea principale che dirige l’intero blocco testuale.
- Paragrafo = blocco testuale che sviluppa in modo completo un tema e che può essere formato da uno o più capoversi. Un paragrafo va inteso come un’unità di pensiero chiara e distinta, dotata di propria struttura interna unitaria e in cui è riconoscibile uno sviluppo di significato preciso e continuo.
Il vocabolario di base (VdB)
Si definisce vocabolario di base l’insieme delle parole più utilizzate in una lingua. Si basa su una lista di frequenza, cioè su quanto sono utilizzate determinate parole da un parlante madrelingua medio. Per l’italiano è costituito da 7500 parole (circa), suddivise in:
- Lessico fondamentale (2000 parole circa) —> vocaboli di massimo utilizzo
- Lessico ad alto uso (3000 parole circa) —> lemmi molto frequenti, ma impiegati meno di quelli appartenenti al lessico fondamentale
- Lessico ad alta disponibilità (2500 parole circa) —> parole che, seppur comprensibili e conosciute da tutti, sono utilizzate solo in determinati contesti e circostanze
Il lessico: le istruzioni per l'uso
- Preferire parole concrete a parole astratte
- Scegliere parole precise
- Ricordare l’esistenza del vocabolario
- Adattare la scelta delle parole al contesto
- Evitare forestierismi inutili
- Attenzione ai termini tecnici
Si devono utilizzare parole che il lettore si aspetta, che suonino a lui familiari. La sinonimia assoluta e perfetta, in una lingua ricca ed espressiva come l’italiano, se davvero esiste, è comunque assai rara.
La sintassi: istruzioni per l'uso
- Organizzare il testo in paragrafi
- Scrivere frasi brevi
- Dividere periodi troppo complessi
- Preferire frasi attive a quelle passive
- Preferire frasi positive a quelle negative
- Evitare incisi, parentetiche o sospensioni troppo lunghe
- Preferire un ordine sintattico soggetto verbo oggetto (quando possibile)
Il processo di scrittura: la revisione
La revisione può essere vista anche come un processo CDO, ossia come un’operazione in cui si:
- Confronta —> individuazione dei problemi (rilettura)
- Diagnostica —> analisi delle cause dei problemi (riflessione)
- Opera —> intervento risolutivo (correzione o riformulazione)
La revisione a strati
- Controllo dei contenuti
- Controllo grammaticale
- Controllo e miglioramento dello stile
- Lettura “su carta”
- Lettura ad alta voce
- Controllo di fonti e dati
- Caccia ai refusi
La revisione è un processo che difficilmente aggiunge informazioni al testo, ma è soprattutto un processo di semplificazione e di selezione, se c’è un qualcosa di superfluo è necessario tagliarlo. La revisione può essere anche considerata come un gioco delle alternative.
La revisione redazionale
La revisione non deve essere fatta solamente a livello contenutistico, ma deve riguardare anche l’aspetto formale del testo, in modo tale da garantire al lettore la nitidezza della pagina. Bisogna perciò fare attenzione ad alcuni aspetti:
- Carattere, font, dimensioni (la sottolineatura si utilizza per i link e i rimandi esterni, il corsivo per le parole straniere, le citazioni brevi, titoli di libri o film, il grassetto per i titoli e per evidenziare le parole chiave)
- Respiro del testo
- Formattazione
- Suddivisione interna: titoli, paragrafi
- Citazioni e fonti
Colui che si occupa della revisione di testi, molto spesso non propri, a livello professionale è l’editor, che bisogna fare attenzione a non confondere con l’editore, ovvero colui che si occupa della pubblicazione dei libri. Al giorno d’oggi, con la diffusione dei nuovi media, l’editor diventa anche un curatore, che cura anche le scelte che precedono e che seguono la pubblicazione di un testo.
I criteri della scrittura professionale sono quattro:
- Correttezza in merito all’ortografia, alla sintassi e al lessico
- Appropriatezza al contesto
- Comprensibilità del messaggio
- Consapevolezza
Tone of voice
Quando decidiamo il tone of voice dobbiamo fare riferimento:
- Al pubblico al quale ci stiamo rivolgendo
- Alla tipologia di linguaggio che si vuole utilizzare
- A come ci si vuole porre nei confronti del lettore (atteggiamento)
- Allo scopo del testo che si vuole scrivere (istruire, informare, convincere, intrattenere)
Pertanto, il tono di voce può essere:
- Freddo —> burocratico, istituzionale
- Neutro —> professionale, onirico (linguaggio raffinato, poetico)
- Caldo —> amichevole, colloquiale
- Colorato —> ironico, aggressivo
Come scrivere una mail
Una mail è il testo che tutti noi, nella quotidianità professionale, scriviamo più spesso: le email, brevi o lunghe che siano, permettono scambi rapidi, hanno valore legale, hanno una funzione informativa organizzativa. Proprio per questo devono essere efficaci ed efficienti.
Le regole da seguire:
- La regola delle 3 S —> short, sweet, strong
- La regola delle 3 C —> concisa, cortese, avvincente
L’oggetto della mail:
- Bisogna scriverlo!
- Numero massimo di battute 70, meglio ancora se 50-60, 20-30 se pensiamo allo smartphone
- Utilizzare numeri e simboli
- Non ripetere parole già presenti nel mittente
- Cercare di attirare l’attenzione del destinatario riassumendo in maniera efficace il contenuto della mail
I tre requisiti minimi per una mail efficace:
- Precisare quanto ci si attende come risposta e quali sono le finalità della mail
- Indicare (solo) le informazioni relative allo scopo
- Non trascurare i convenevoli
Il corpo della mail:
- Convenevoli iniziali —> saluti e presentazione
- Primo blocco —> ragioni precise della mail
- Secondo blocco —> ulteriori precisazioni e richieste
- Terzo blocco —> eventuali altre precisazioni e richieste
- Convenevoli finali —> richiesta di risposta e saluti
- Contatto (eventuale) —> dati e contatto del mittente
Il galateo della mail:
- Controllare l’indirizzo di posta da cui si spedisce la mail
- Presentarsi subito
- Ringraziare sempre
- Rispondere appena possibile (e in genere entro le 24 ore)
- Controllare il nome degli allegati
- Sintassi attiva e positiva
Pericoli in agguato:
- Punteggiatura errata (o dimenticata)
- Tono di voce inappropriato e inadeguato al contesto
- Mancata corrispondenza tra scrittura e identità
- Antilingua / burocratese
- Espressioni cristallizzate (distinti saluti, nella presente, di seguito riportata...)
Cosa sono e come funzionano?
- CC (Copia Conoscenza) = i destinatari secondari, devono conoscere il contenuto del messaggio ma non gli è richiesto nulla
- CCN (Copia Conoscenza Nascosta) = destinatari che il mittente vuole rimangano nascosti ai destinatari principali, devono evitare di rispondere ai destinatari principali
Da non dimenticare:
- Obbligo di brevità
- Quando si va a capo dopo il saluto iniziale usare la maiuscola
- Rarefazione dal punto di vista grafico e visivo
- Se si allega un file lo si menziona nella mail (e ci si ricorda di allegarlo!)
- Ricordare di modificare l’oggetto della mail dopo molti rimbalzi (i segni di inoltro lo rendono illeggibile)
- Preferite, quando possibile, le in formato .pdf
- Attenzione: l’inoltro di una mail rende visibile tutta la cronologia
Cos'è il quoting?
Si tratta di una scrittura con forti caratteristiche di interattività: scrittore e lettore condividono il contesto, costituendo una forma di dialogo facilitata dalla ripresa del discorso.
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