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Storia dell'architettura

La storia dell'architettura viene suddivisa in tre grandi periodi:

  • Architettura di età antica
    • Inizio: VII sec. a.C.
    • Fine: 476 d.C. (caduta dell'Impero Romano d'Occidente)
    • Periodo in cui si sviluppa la civiltà greco-romana.
  • Architettura di età medievale
    • Inizio: 476 d.C. (caduta dell'Impero Romano d'Occidente)
    • Fine: 1492 (scoperta dell'America)
    • Periodo caratterizzato dalla nascita e diffusione del Cristianesimo e dalle invasioni barbariche ai confini dell'Impero Romano.
  • Architettura di età moderna
    • Inizio: 1453 (caduta di Costantinopoli in mano ai Turchi), 1492 (scoperta dell'America), 1517 (inizio della Riforma Protestante)
    • Fine: 1789 (Rivoluzione francese), 1815 (congresso di Vienna)
    • Periodo caratterizzato dalla formazione degli stati nazionali, dei primi imperi coloniali, dalla diffusione della stampa, dalla riforma protestante, dalla rivoluzione industriale, dalla rivoluzione americana e dalla Rivoluzione francese.

Tre principi dell'architettura

Nel suo trattato De Architectura, Vitruvio riteneva che per dare ad una costruzione il titolo di "architettura" erano necessari tre parametri di giudizio:

  • Firmitas: riguarda la stabilità, la sicurezza, la resistenza strutturale dell'opera all'azione delle forze fisiche che la sollecitano.
  • Utilitas: è l'utilità funzionale. Ogni architettura deve essere progettata in base ad una determinata funzione.
  • Venustas: è la bellezza estetica, l'armonia, per cui si tratta di un concetto relativo dato che i canoni estetici cambiano nel tempo.

Architettura greca

La storia dell'architettura greca si divide in tre periodi:

  • Età arcaica (650-480 a.C.): nascono le poleis, ovvero le città stato.
  • Età classica (480-323 a.C.): Battaglia di Salamina – Morte di Alessandro Magno
  • Età ellenistica (323-31 a.C.): Morte di Alessandro Magno - Battaglia di Azio

Struttura trilitica del tempio greco

La struttura del tempio greco si basa su un sistema trilitico formato da tre monoliti: un architrave (elemento portato) e due piedritti (elementi portanti). Il sistema trilitico è soggetto a due forze: i piedritti sono sottoposti a forze di compressione, indotte dal peso dell'architrave soprastante e dal peso dello stesso piedritto, mentre l'architrave è sottoposto a una forza di flessione, che viene esercitata da una struttura sovrastante. La flessione fa sì che le fibre superiori dell'architrave si deformino per compressione (cioè si accorciano) mentre quelle inferiori si deformano per trazione (cioè si allungano). Una eccessiva flessione indurrebbe la rottura dell'architrave.

La stabilità del sistema trilitico dipende quindi dalla posizione e dalla forma dei piedritti: questi non possono essere troppo distanziati (distanza=interasse) fra loro, perché la forza di flessione aumenterebbe al punto da spezzare l'architrave e non possono essere nemmeno troppo sottili, perché cederebbero, non sopportando la forza di compressione.

Architettura del tempio greco

Il tempio ha pianta rettangolare ed è costituito da 2 facciate (una da dove nasce il sole e l'altra da dove tramonta), poggia su uno stilobate e può presentare il trepidoma (gli scalini, in genere 3 o 5). Le colonne sono rastremate (vanno a restringere) verso l'alto e scanalate (la superficie non è liscia). Sopra il fusto della colonna abbiamo il capitello, da cui capiamo a che ordine appartiene il tempio (dorico, ionico e corinzio). Sopra il capitello è presente la trabeazione costituita da architrave, fregio e cornice (quest'ultima forma il timpano e definisce il frontone).

All'interno abbiamo il pronao, che anticipa il naos (la cella dove è custodita la statua del dio o della dea cui è dedicato il tempio), e dopo il muro della cella si può prolungare formando l'opistodomo (dove si raccolgono le offerte).

Criteri distintivi del tempio greco

Un tempio si distingue in base:

  • Al numero delle colonne della fronte, il tempio può essere:
    • Tetrastilo (4 colonne)
    • Esastilo (6 colonne)
    • Octastilo (8 colonne)
    • Ennastilo (9 colonne)
    • Decastilo (10 colonne)
    • Dodecastilo (12 colonne)
  • Alla disposizione delle colonne
  • Alla dimensione dell'intercolumnio (distanza tra una colonna e l'altra):
    • Picnostilo (intercolumnio lungo 1 ½ il diametro della colonna)
    • Sistilo (2 volte il diametro)
    • Eustilo
    • Diastilo
    • Areostilo

Ordini architettonici

  • Ordine dorico
  • Ordine ionico
  • Ordine corinzio

Ordine dorico (Magna Grecia, VIII sec. a.C.)

  • Base: Nel tempio dorico la colonna non ha una base, poggia direttamente sullo stilobate circondata da gradoni (trepidoma).
  • Fusto: Le colonne sono rastremate verso l'alto (cioè vanno a restringersi) e scanalate. Il fusto non è formato da un unico monolite ma sono più rocchi sovrapposti.
  • Capitello: Il capitello è formato dall'abaco (una lastra quadrangolare), dall'echino (lastra con profilo convesso) e dal collarino (che collega il capitello al fusto).
  • Trabeazione: Sopra il capitello abbiamo la trabeazione (che sappiamo essere costituita da 3 elementi: architrave, fregio e cornice). L'architrave è liscio, mentre il fregio è costituito da un'alternanza di metope (lastre lisce) e triglifi (lastre con scanalature verticali).
  • Altezza: l'altezza delle colonne corrisponde a 4 diametri.

Correzioni ottiche

Ad 1/3 della colonna, il fusto presenta l'entasi, ovvero un rigonfiamento che corregge l'ottica: senza l'entasi, infatti, da lontano le colonne del tempio risulterebbero troppo sottili. Oltre all'entasi, un ulteriore correzione ottica riguarda l'anta, ovvero il pilastro terminale. Tale correzione ottica è dovuta ad un problema chiamato conflitto angolare: ogni colonna deve trovarsi in corrispondenza di un triglifo, ciò fa sì che dopo il triglifo posto in asse con la colonna d'angolo resti uno spazio. Gli architetti greci allora spostarono il triglifo all'angolo sia per eliminare lo spazio anomalo, sia per concludere l'angolo con un elemento più formale. Tuttavia, ciò allargava l'ultima metopa, il che risultava troppo evidente. Infine, si decise di lasciare l'ultima metopa uguale alle altre e si decise di ridurre l'intercolumnio tra le ultime due colonne.

Ordine ionico (Asia minore, VI sec. a.C.)

  • Base: a differenza dell'ordine dorico, la colonna ionica poggia su una base detta ionico-attica formata da tre elementi: toro, scozia, toro. A volte possiamo anche trovare un plinto (lastra quadrangolare che fa da base).
  • Fusto: Il fusto è scanalato.
  • Capitello: il capitello è formato sempre da abaco ed echino ma presenta un elemento interposto, ovvero il pulvino formato da due volute.
  • Trabeazione: Il fregio è continuo e in genere decorato con bassorilievi.
  • Altezza: l'altezza delle colonne corrisponde a 8 diametri.

Ordine corinzio (Grecia, V sec. a.C.)

Compare per la prima volta in età romana, nel foro di Augusto (I sec.). Secondo una leggenda il capitello corinzio è stato ideato dall'architetto Callimaco, in realtà i motivi floreali di questo capitello furono importati in Grecia dall'Oriente e dall'Egitto dove erano già in uso.

  • La sua particolarità è il capitello perché per il resto è simile all'ordine ionico (base e trabeazione). I capitelli corinzi, infatti, si arricchiscono di forme naturalistiche e riproducono motivi floreali, quali le foglie di acanto.
  • Altezza: l'altezza delle colonne corrisponde a 10 diametri (sono le più slanciate).

L'uso del colore

Un tempo i templi greci erano molto colorati. Tale scoperta si deve all'architetto ed archeologo franco-tedesco Hittorff che nell'800 concentrò le sue ricerche in Italia meridionale. Proprio attraverso degli scavi nel Tempio B di Selinunte, Hittorff ritrovò dei resti con evidenti tracce di colore come il blu o il rosso.

Età arcaica

Nell'età arcaica i templi greci erano di ordine dorico e avevano un echino più schiacciato rispetto all'età classica. Alcuni esempi possono essere il Tempio di Apollo a Corinto. È un tempio periptero esastilo doppiamente in antis. Stessa cosa per il tempio di Apollo a Delfi.

Risalenti a questo periodo troviamo più templi nella Magna Grecia (Italia meridionale), che in Grecia stessa. Questo a causa delle colonizzazioni avvenute nell'VIII a.C., di cui un numero massiccio lo possiamo trovare nella parte sud-orientale della Sicilia: i calcidesi fondarono Naxos, Leontinoi, Katane, Zancle; i corinzi fondarono Syrakousai e Megara Hyblea; i cretesi e rodii fondarono Ghelas. Nel VII-VI sec. a.C. nacquero numerose subcolonie, nate dall'iniziativa di precedenti fondazioni coloniali: Akrai, Casmene, Selinunte e Akragas.

Caratteristiche dei templi in Sicilia

  • Allungamento delle proporzioni
  • Slittamento della cella verso la fronte posteriore
  • Carattere monumentale delle facciate
  • Presenza dell'adyton (al posto dell'opistodomo)

A Siracusa è presente il Tempio di Apollo che è un tempio periptero esastilo con un pronao in antis, mentre al posto del solito opistodomo si trova l'adyton che è chiuso.

Selinunte (VI-V sec. a.C.)

Selinunte era un'antica città che sorgeva su un promontorio vicino al mare tra Marsala e Agrigento. Abitata dai Sicani e poi dai Fenici, fu colonia greca dal VII sec. a.C. quando venne fondata dai coloni di Megara Iblea. Due secoli dopo la colonia fu distrutta dai cartaginesi, passando in seguito sotto il dominio dei punici. Lo schema urbano di Selinunte è stato concepito secondo alcune strade principali dette platèiai. L'asse principale è quello che corre da nord (dove si trova l'acropoli, la parte più alta della polis) a sud (dove si trova l'agorà, la piazza principale dove si svolgevano tutte le funzioni civili). Un'altra strada est-ovest delimita la parte sud dell'agorà e un altro in direzione nord-sud delimita la parte ovest, dando all'agorà una pianta trapezoidale. Un'altra strada ovest-est collega l'agorà con la collina orientale. I templi sono tutti di ordine dorico.

Acropoli (Tempio C)

Sull'Acropoli si trovano i templi: A, B, C, D. Il Tempio C fu uno dei templi più antichi di Selinunte. È periptero esastilo e ha le caratteristiche tipiche dei templi greci della Sicilia come l'adyton e la cella slittata verso la fronte posteriore. Nel 1929 il tempio è stato restaurato per anastilosi, la tecnica di restauro con la quale si rimettono insieme i pezzi originali di una costruzione andata distrutta. Nel 2011 ha subito poi un altro restauro e dopo circa un decennio è stato liberato dalle impalcature.

Collina orientale (Tempio E e G)

Sulla Collina orientale si trovano i templi: E, F, G. Il tempio G è il tempio più grande di Selinunte. Probabilmente era dedicato ad Apollo. Presenta alcune peculiarità: è un tempio periptero octastilo con cella tripartita, pronao prostilo e opistodomo in antis. È in corso un progetto di restauro che consiste nell'alzare tre colonne. Il tempio E è detto anche tempio di Era. Si tratta del tempio meglio conservato di Selinunte, anche se il suo attuale aspetto si deve all'anastilosi effettuata nel 1959. È un tempio periptero esastilo, doppiamente in antis. La sua peculiarità è che presenta sia un adyton che un opistodomo.

Paestum o Poseidonia (VI-V sec. a. C)

Paestum è un'antica città della Magna Grecia chiamata dai Greci Poseidonia in onore di Poseidone, ma devotissima ad Atena ed Era. Sotto i Romani la città prese il nome di Paestum. Si trova in Campania. Ad oggi possiamo osservare vari templi di ordine dorico.

Tempio di Era I, detto la Basilica

È un tempio periptero ennastilo, con il pronao in antis, la cella divisa in due parti da un colonnato e un adyton. Secondo una teoria la cella era dedicata una parte ad Era e l'altra a Zeus.

Tempio di Atena o di Cerere

È un tempio periptero esastilo. Presenta il pronao e la cella ma è privo di adyton. L'interno del pronao presentava sei colonne in stile ionico. Inizialmente fu attribuito a Cerere, ma il ritrovamento di numerose statuette in terracotta raffiguranti Atena prova che il Tempio non era dedicato a Cerere ma alla dea della saggezza e delle arti Atena.

Tempio di Era II o di Poseidone

È un tempio periptero esastilo, doppiamente in antis. La cella è divisa in tre navate da due file di colonne doriche sovrapposte.

Età classica

Durante l'età classica il popolo greco raggiunse l'apice della sua civiltà e centro e anima della nuova cultura fu Atene. Infatti, tale periodo può essere definito anche "attico" perché l'Attica è la regione in cui Atene si trova.

Criteri progettuali

  • Concentrazione geometrica delle parti
  • Studio delle proporzioni
  • Correzioni ottiche

Valle dei templi ad Agrigento

La valle dei templi ad Agrigento custodisce uno straordinario patrimonio monumentale di età classica.

Tempio della Concordia ad Agrigento

È un tempio dorico periptero esastilo. L'interno è costituito da una cella senza colonne, doppiamente in antis, dotata di pronao e opistodomo simmetrici, entrambi incorniciati da gruppi di due colonne. Poggia su un crepidoma di 4 scalini. Alla cella si accede attraverso un gradino. Insieme al Partenone è considerato il tempio dorico meglio conservato al mondo. Il Tempio di Giunone ad Agrigento ha dimensioni e pianta pressoché uguali al tempio della Concordia.

Tempio di Zeus ad Agrigento

Oggi il tempo è ridotto a un mucchio di rovine. Su di un poderoso basamento, sormontato da un crepidoma di cinque gradini, si collocava il recinto, con sette semicolonne doriche sui lati corti e quattordici sui lati lunghi, collegate fra loro da un muro continuo e alle quali, all'interno, facevano riscontro altrettanti pilastri. Negli intercolunni di questa pseudo-peristasi o nella cella si suppone fossero appesi dei telamoni (sculture maschili impiegate come sostegni, strutturali o decorativi) che sicuramente non avevano alcuna funzione portante, date le esili proporzioni del loro corpo.

Tempio di Segesta

Il tempio è di stile dorico, esastilo periptero, con quattordici colonne sui lati lunghi. La costruzione si presenta priva di cella (evidente nelle fondazioni) e di copertura. Altri segni evidenziano che i lavori non furono mai completati: le colonne non sono scanalate, i blocchi dei gradini non scalpellati e i coronamenti dei capitelli incompleti.

Acropoli di Atene

Esempi eccezionali dell'architettura greca sono gli edifici dell'Acropoli di Atene. Il termine acropoli indica la parte più alta della polis greca. Essa, distrutta dalle invasioni persiane, fu completamente riedificata durante l'età di Pericle. Furono innalzati il Partenone, i Propilei, il tempio di Atena Nike e l'Eretteo.

Il Partenone

Il Partenone di Pericle sostituì il primo Partenone. Il nuovo tempio venne costruito a partire dal 447 a.C. Fu costruito dagli architetti Ictino e Callicrate, mentre Fidia ne fu il principale scultore. È un tempio octastilo e periptero di ordine dorico. Sono presenti alcune correzioni ottiche (entasis a 1/3 del fusto, lo stilobate leggermente inclinato verso l'alto per compensare la visione data dalla curvatura dell'occhio ecc.). Il tratto caratteristico è il lungo fregio ionico posto lungo le pareti esterne della cella in quanto il resto del Partenone segue le caratteristiche principali dell'ordine dorico.

Tempio di Atena Nike

Di nuovo Callicrate fu architetto del tempietto di Atena Nike, che sorge vicino ai Propilei (parte sud-ovest). È un tempio di piccole dimensioni di ordine ionico, è un tempio anfiprostilo tetrastilo, la cui trabeazione presenta un fregio notevole con bassorilievi che narrano le vicende di una battaglia tra Greci e persiani.

I Propilei

I Propilei costituiscono l'ingresso dell'Acropoli e furono progettati dall'architetto Mnesicle. Consistono in un corpo centrale con due ali laterali, di cui solo l'ala della Pinacoteca è stata completata. La facciata del corpo centrale è ornata da colonne doriche mentre all'interno da due file di colonne ioniche. La coppia di colonne centrali è più distanziata per lasciare più spazio per il passaggio.

L'Eretteo

Probabilmente opera di Mnesicle, l'Eretteo è un tempio prostilo con sei colonne sulla fronte a est; a ovest gli intercolumni sono chiusi da setti murari dotati di ampie finestre. L'interno era suddiviso in due celle non comunicanti tra loro per via del diverso livello di altezza. La cella a est era dedicata al culto di Athena Polias e ci si accedeva attraverso il pronao esastilo, mentre l'altra a ovest è divisa in tre vani: un vestibolo comune dava accesso a due vani gemelli che ospitavano i culti di Poseidone e del re Eretteo. Al corpo centrale si addossano inoltre la loggia con le Cariatidi (la cariatide è una scultura utilizzata come colonna, che rappresenta una figura femminile) a sud e un portico a nord. Il portico è costituito da 4 colonne in fronte e 2 di lato.

Telesterion di Eleusi

Il telestèrion è un edificio monumentale greco antico del santuario di Eleusi, in Attica, destinato alla celebrazione del complesso rituale dei misteri eleusini. Le origini dell'edificio affondano le loro radici in età arcaica.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lilia2000 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura i e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Calvi Valeria.
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