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Contesto storico in cui vive Cartesio

1600 - Nascita dell'età moderna. Il 1600 è una data da sempre conosciuta come rivoluzionaria, per il susseguirsi di scoperte ed eventi che hanno generato conseguenze delle quali risentiamo ai giorni nostri. Cartesio nasce nel 1564 ma vive gli eventi più fondanti nel pieno del 1600. Questo secolo è caratterizzato dall'accostamento di avvenimenti positivi e negativi. Con Cartesio nascono i nuovi concetti di "soggetto moderno", "crisi del soggetto" e "metodo scientifico".

Giudizi di due pensatori novecenteschi

Cartesio è soggetto ai giudizi di due pensatori novecenteschi:

Hannah Arendt

Dedicata la parte finale della sua opera "Vita activa" a un discorso sull'età moderna. In particolare, Hannah Arendt evidenzia quelli che per lei sono i tre eventi più significativi della storia che hanno dato origine all'età moderna; questi eventi, secondo lei, hanno un aspetto multifunzionale, in quanto hanno portato dei benefici, ma con il passare del tempo comporteranno un'alienazione dell'uomo dal mondo, tanto che rimarrà completamente solo.

  • La scoperta dell’America - Evento geografico. Grazie a Cristoforo Colombo l'uomo inizia a conoscere delle parti del mondo che erano ignote. Apparentemente sembra esserci un avvicinamento tra l'uomo e il pianeta. Ma, scavando a fondo nel fatto, è evidente che questa scoperta ha dato inizio al fenomeno di "globalizzazione". Arendt parla infatti di alienazione, in quanto le conseguenze di queste scoperte porteranno l'uomo ad allontanarsi dalla sua terra. Difatti, al giorno d'oggi, nel mondo globalizzato, risulta di colto cogliere la diversità tra i vari luoghi, facendo dimenticare all’uomo il senso di diversità delle culture.
  • La riforma protestante - Evento religioso. Già San Francesco D'Assisi, nel medioevo, si scagliava contro la corruzione della Chiesa. Successivamente vi fu un altro riformatore protestante, Martin Lutero, che si dice abbia affisso 95 tesi sulla porta della chiesa di Wittenberg contro le indulgenze, come denuncia. Solo dopo, con la riforma protestante, avviene lo scisma tra cattolici e protestanti. Questo porterà numerose guerre religiose e sanguinose in tutta Europa. La riforma, tuttavia, è importante, in quanto comporta l'espropriazione dei grandi beni ecclesiastici, dunque crolla il sistema feudale e nasce il sistema del capitalismo. Da questo momento si ha un nuovo concetto di proprietà: accumulo di ricchezza. Il capitalismo, introducendo il fenomeno di "accumulo di ricchezze", ha creato una grande alienazione nella popolazione.
  • L'invenzione del telescopio - Evento più significativo per Hannah Arendt e anche per Alfred North Whitehead. Il cannocchiale, per scopi militari, esisteva già prima di Galileo. Galileo in realtà non inventò il telescopio, ma puntò il cannocchiale verso il cielo, facendo delle nuove scoperte (mari e monti della luna, i 4 satelliti di Giove e le macchie solari). Attraverso questa invenzione Galileo riesce a dimostrare empiricamente la teoria eliocentrica, che era stata precedentemente solo enunciata da Copernico: è la terra a girare attorno al sole e non viceversa. Noi giornalmente vediamo il sole spostarsi, dunque la verità è il contrario di ciò che dicono i nostri occhi, allora la fiducia nei nostri occhi viene persa. I nostri sensi non sono affidabili, ci danno informazioni errate sulla realtà che ci circonda. Anche in questo caso si parla di alienazione, in quanto l'uomo non si riconosce più come portatore naturale di verità.

Quest’ultimo evento porta alla definitiva nascita della filosofia moderna, che contrariamente a quella classica, basata sulla meraviglia (thaumazein), si fonda sul dubbio, nasce come scienza dell'uomo incerto: se prima l'uomo era stupito dalle invenzioni, adesso risulta impaurito e colmo di interrogativi. Dunque notiamo che durante l'età moderna il dubbio era al centro dell'universo, proprio come la meraviglia lo era al tempo dei Greci.

Secondo Cartesio, infatti, di tutto bisogna dubitare. È proprio partendo da questo presupposto che Cartesio plasma la sua filosofia, evidenziando i due demoni dell’uomo: il timore che tutto quello che vede sia finto, al pari di un sogno, e l’idea che esista un Dio maligno che non permetta all'uomo di avere una cognizione concreta e completa della realtà. L'unica via d'uscita dal dubbio verrà trovata nel soggetto stesso. Nel dubbio l'unica certezza è il dubitante (l'io). Si raggiunge la certezza del dubitante in quanto pensante: se io dubito, se io penso, allora sono. Da qui: "cogito ergo sum" - "penso, quindi sono".

Michel Foucault

Spiega come è stata percepita la follia, dal medioevo al settecento. Lui parla della nascita delle prime strutture “sanitarie” in Francia, ad opera del re Luigi XIV, il re sole. In tali strutture venivano internati tutti coloro che, secondo la mentalità di massa, venivano ritenuti “anormali” (mariti infedeli o spendaccioni, omosessuali, pazzi ecc.), in quanto agivano senza seguire la “normalità umana”. Lo scopo era dividere i cittadini in:

  • Soggetti folli - Dotati di sragione e con condotta morale ed etica cattiva.
  • Bravi cittadini - Dotati di ragione e con una buona condotta morale ed etica.

Cartesio pone la ragione e la follia su due poli opposti, evidenziando anche la differenza tra quest’ultima e il sogno. La follia viene esclusa come possibilità nel momento stesso in cui pensiamo, poiché essa è priva di razionalità e pensiero (il cogito, corpo pensante, sa di esistere e di pensare, dunque non può essere folle, poiché in alternativa non lo saprebbe e non sarebbe pensante).

"Non si può supporre con il pensiero di essere folle, perché la follia è proprio l'impossibilità del pensiero".

Il sogno si differenzia dalla follia poiché irreale ma frutto dell’unione tra due o più cose reali (es. la sirena, essere irreale, è l’unione tra un pesce e una donna, due cose reali).

La scelta della lingua

Mentre le Regulae erano scritte in latino, quest'opera viene scritta in francese attraverso uno stile di facile lettura. Infatti, Cartesio afferma di voler adottare uno stile popolare, medio, che sia rivolto a tutti e non solo ai dotti, poiché vuole diffondere il suo messaggio in modo più ampio possibile e quindi cerca un pubblico più vasto possibile. Cartesio fa un sapiente uso della "retorica" e da questo si deduce la sua seconda scelta stilistica: l'opera viene presentata in forma autobiografica, in prima persona: simbolo di modernità.

Tre scritti vengono considerati come manifesto di modernità:

  • L'apologia di Socrate - Resoconto in prima persona: quando Socrate viene condannato dai suoi concittadini, in tribunale espone la sua difesa. Segna una svolta nell'occidente, infatti con Socrate e Platone si passa dall'epoca dei sapienti alla filosofia come ricerca del vero.
  • Le confessioni di Sant'Agostino - Radice greca della cultura occidentale. Agostino è uno dei primi padri della Chiesa che unisce l'apologia cattolica a quella greca, nasce la scienza teologica. Anche quest'opera è in prima persona: Agostino, in quanto Agostino si confessa.
  • Discorso sul metodo - Segna l'inizio dell'età moderna.

In tutte e tre le opere la forma autobiografica è utilizzata per mettere in dubbio delle certezze e viene espressa la volontà di ricominciare da capo: Socrate mette in atto il dubitare sulle false certezze dei cittadini; così come anche Agostino racconta in prima persona il discorso di un dubbio, afferma che la verità sta dentro ognuno di noi.

Vita e opere di Cartesio

Nasce nel 1596, in Francia, da una famiglia di funzionari appartenenti alla piccola nobiltà. Viene formato in un collegio di Gesuiti, che segue per circa nove anni, seguendo la Ratio Studiorum: la sua formazione comprendeva studi di grammatica, retorica e filosofia (logica, fisica, metafisica, matematica e morale). Successivamente, per permettersi di viaggiare si arruola nell'esercito protestante. Nel 1619 lascia l'Olanda e inizia a viaggiare e poco dopo si arruola con un esercito cattolico. Ad un certo punto scopre la "scienza mirabile": scienza generale, ed esprime la sua volontà di realizzare una riforma totale del sapere.

Nel periodo 1628-1629 Cartesio compone "Le Regulae", in cui afferma che bisogna fondare una scienza nuova, riportando tutte le singole scienze al loro fondamento unitario: la ragione umana, si deve aumentare il lume della ragione umana, tutti siamo dotati di ragione ma non tutti sappiamo usarla bene. Cartesio definisce "scienza" una conoscenza certa ed evidente, niente di probabile (sensibile).

Secondo Cartesio la mente conosce (correttamente) attraverso questi due elementi:

  • Intuito - È un'intuizione mentale e non sensibile (come invece è per Kant), non ha nulla a che fare con i sensi. È la concezione di una mente pura e attenta, che non tiene conto dei sensi ma che nasce dal solo lume della ragione. Per Cartesio non esiste conoscenza sensibile, ma solo razionale.
  • Deduzione - Consiste nel collegare le singole intuizioni, quindi le verità colte attraverso l'intuizione. La deduzione collega ciò che l'intuito ha conosciuto, è una successione ordinata di intuizioni.

Attraverso l'unione di questi due atti dell'intelletto si può giungere alla conoscenza certa, vera e inconfutabile. Dunque, il metodo di cui parla Cartesio sarà un insieme di regole certe e facili grazie alle quali chiunque le rispetterà non raggiungerà mai il falso. Il metodo assicura la verità, una conoscenza vera e scientifica.

Verità - Evidenza, chiarezza e distinzione. Il giusto metodo di cui parla Cartesio è un metodo analitico - analizzare significa scindere qualcosa di complesso in tante parti singole. Possiamo essere di fronte a qualcosa di dubbio in due casi: o non abbiamo esperienze sufficienti o ci siamo trovati di fronte a questioni a cui la mente non è capace di rispondere per sua natura e l'anima non le concepisce.

Nel periodo 1630 - 1633 scrive "Il mondo", opera in cui espone la teoria copernicana del movimento della terra attorno al sole. Ma, quando a Cartesio arriva la notizia della condanna verso Galileo inizia a capire che è meglio non pubblicare determinati suoi scritti e li rinchiude in un cassetto. Nel periodo del 1634-1636 lavora a dei saggi:

  • La diottrica - Studio sulla luce e sul funzionamento delle lenti.
  • Le meteore - Studio sui fenomeni luminosi.
  • La geometria - Studio sulla geometria.

Questi scritti sono accompagnati da "Il discorso sul metodo", che rappresenta un'introduzione ai tre saggi. Mentre Cartesio è in Olanda a lavorare a questi scritti nasce sua figlia, che morirà all'età di 6 anni. (Cartesio non ebbe mai una moglie).

Nel 1637 viene pubblicato il discorso sul metodo e i tre saggi, Cartesio chiarisce che è possibile acquisire il valore dei saggi solo leggendo il discorso sul metodo. Inoltre sceglie il termine "discorso" in segno di modestia, in quanto afferma di non voler insegnare il metodo, ma vuole solo parlarne. Secondo Cartesio era fondamentale leggere il discorso insieme ai tre saggi, ma col passare del tempo il discorso sul metodo verrà considerato come un'opera a parte perdendo la sua capacità introduttiva ai tre saggi: verrà visto come il fondamento dell'età moderna.

Nel 1641 vengono pubblicate "Le meditazioni metafisiche", che ricevono diverse obiezioni e si crea una sorta di ostilità nei confronti della filosofia cartesiana. Nel 1643 il senato accademico della sua cittadina olandese proibisce l'insegnamento della filosofia cartesiana e in seguito Cartesio viene accusato di ateismo, rischia dunque di essere processato, ma per un pelo evita il rogo e l'espulsione dall'Olanda.

Anni dopo decide di scrivere una lettera di autodifesa presso la Magistratura, ma non fu sufficiente a far cadere le accuse e i sospetti sulla sua filosofia; per questo motivo viene accusato di pelagianesimo: viene accusato di essere un eretico. La regina Cristina di Svezia, leggendo i suoi scritti risulta interessata, allora lo invita a trasferirsi nella sua corte a Stoccolma per parlare di filosofia. Cartesio si trasferisce ma, l'11 febbraio 1650, muore di polmonite. Sullo sfondo di "Passioni dell'anima" (1649) oltre alla regina Cristina di Svezia sta anche la principessa Elisabetta di Boemia.

Discorso sul metodo

Prima parte

Cartesio presenta il discorso sul metodo come il racconto della vita di una persona di ingegno in nulla eccedente la media, cui circostanze favorevoli hanno facilitato l'elaborazione di un metodo di conoscenza della verità. Presenta la sua persona come trasparente e disponibile alla valutazione degli altri e si identifica sin dall'inizio con il lettore. Nella prima parte Cartesio afferma che la ragione è comune a tutti, ma non tutti la sanno usare bene.

Buon senso: ragione - capacità di saper distinguere il vero dal falso, è uguale in tutti gli uomini, ma non tutti la sanno usare bene, dunque, non arrivano agli stessi risultati. Non è sufficiente avere un bell'ingegno, la cosa importante è usarlo bene. Vediamo la falsa modestia di Cartesio, in quanto fa diverse contraddizioni: sa di aver raggiunto già risultati elevati, ma fa un passo indietro, dicendo che forse si sbaglia perché l'uomo è soggetto ad inganni. Cartesio spiega quale sia il suo scopo, cioè quello di insegnare il metodo.

Metodo - Dal greco metodos: meth+odos (via, cammino), è la via che bisogna seguire per arrivare a qualcosa, in questo caso alla verità. Descrive la sua formazione intellettuale e critica la sua preparazione scolastica: racconta la sua esperienza nel periodo in cui studia nel collegio francese, si chiede cosa ne sia rimasto di tutto il suo studio ed esprime la sua insoddisfazione riguardo ai risultati ottenuti.

Esplica il suo profondo dispiacere, concepito dagli studi, nell'avere scoperto la sua ignoranza nonostante avesse studiato in un collegio celebre: è rimasto pieno di dubbi. In seguito inizierà a parlare in maniera positiva delle varie scienze, per poi passare alle critiche:

  • In modo retorico (quasi ironico) spiega che lo studio di lingue è molto importante;
  • Non si diventerà oratori efficaci studiando la retorica, anche coloro che non hanno studiato, ma sanno parlare molto bene, riescono a convincere le persone.
  • Non si sarà un buon poeta perché si è studiata l'arte poetica. Secondo Cartesio un poeta è solo una persona che ha sviluppato questo talento, non è necessario studiare la poesia.
  • Non si imparerà dei testi di morale a riconoscere la vera virtù;
  • Critica anche la filosofia, in quanto non c'è accordo su nulla e quindi nessuna opinione può essere considerata vera. Ci fornisce solo delle verità dubbiose: ogni filosofo ha una visione diversa rispetto agli altri, dunque non si raggiunge mai la verità;
  • Critica anche la giurisprudenza e la medicina, per la mancanza di fondamenti solidi;
  • Cartesio critica la cultura del suo tempo, ritenendola sterile e formale;
  • L'unica disciplina non criticata è la matematica, della quale riconosce la certezza e l'evidenza; infatti Cartesio si ispira al modello matematico. Ma secondo lui anche questa disciplina è studiata e insegnata male;
  • Espone, inoltre, quanto sia importante conoscere la storia del passato.

Tuttavia la storia non è una disciplina obiettiva, poiché quando si racconta la storia si sceglie una particolare visione, non si raccontano in maniera obiettiva i fatti. Inoltre paragona gli scritti degli autori classici (latini) a palazzi molto belli apparentemente, ma fondati sulla sabbia, dunque molto fragili. Parla anche di altre discipline come l'alchimia, l'astrologia: non le definisce come vere scienze, ma come pseudoscienze.

Dopo il giudizio negativo verso tutte le scienze e tutti gli insegnamenti ricevuti, tranne la matematica, Cartesio decide di lasciare la vita da studioso e di immergersi nel mondo facendo nuove esperienze: comincia a viaggiare in paesi stranieri, si arruola perché desidera fare un'esperienza diretta dei costumi e dei modi di pensare. Dunque notiamo che è importante il tema del viaggio; il filosofo deve anche immergersi nel mondo. Cartesio raccoglie una serie di esperienze utilissime, ma non riesce ancora a trovare il fondamento, il criterio definitivo per distinguere chiaramente il vero dal falso. Alla fine del periodo di viaggi, quindi di un movimento verso il fuori, Cartesio torna su se stesso, verso la sua interiorità; nonostante ciò le esperienze fatte sono molto importanti poiché il suo bagaglio si è arricchito.

Seconda parte

Nella seconda parte Cartesio espone le principali regole del metodo. Comincia con un racconto autobiografico: racconta dell'inverno del 1619, quando gli venne in mente l'idea della nuova scienza per la prima volta. Cartesio in quei mesi trascorre le sue giornate da solo in una stanza riscaldata, al riparo delle preoccupazioni a riflettere su se stesso. Riflettendo, perviene all’idea che sia necessario giungere a un principio unico del sapere; tutto il sistema delle scienze di questo tempo può essere rifondato da una sola persona: da lui stesso. Per legittimare la sua pretesa, usa delle metafore architettoniche: afferma che è migliore un palazzo costruito da un unico architetto, anziché uno formato dall'unione di molti architetti. Il tema è l’uomo che, da solo, può riformare tutto il sapere. Dall’esempio dell’architettura passa poi all’esempio delle leggi: un corpo di leggi fatto...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/06 Storia della filosofia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luciamastroieni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Gangemi Amelia.
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