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Sociologia

Introduzione

Che cos'è la sociologia?

La sociologia è lo studio scientifico della società (un insieme di individui che si relazionano, condividono interessi e obiettivi, e sottostanno a norme e principi comuni), delle sue istituzioni e dei rapporti sociali. È difficile attribuire alla sociologia la definizione di scienza delle società, dato che di analizzare la società si occupano anche altre scienze sociali come l'economia, l'antropologia, la psicologia. Ciò che fa la differenza per definire la società è l'approccio che usiamo. Nel caso della sociologia prevale l'approccio storico e teorico, cioè si cerca di ricostruire i momenti nella storia del pensiero sociale in cui la società emerge non solo come campo di analisi ma anche come luogo della spiegazione.

Lo studio della società viene introdotto quando vengono aboliti i preconcetti e le spiegazioni presociali: c'è un processo di laicizzazione dove l'uomo viene liberato dalle tradizioni e si fa strada il concetto di società artificiale, interamente creata dagli uomini e non più da Dio o da qualche divinità antica. Inoltre si cerca anche di riuscire a differenziare la sociologia dalle altre scienze sociali; e questo diventa possibile solamente con la separazione analitica della società dallo stato e dal mercato. La domanda che ci poniamo è "come mai, in quel periodo, nasce l'esigenza di una disciplina scientifica che studi in modo sistematico la società?"

Per rispondere a questa domanda bisogna ripercorrere 3 momenti avvenuti nella storia che sono:

  • Rivoluzione scientifica: si ricorre alla scienza per comprendere il mondo (si pensa di poter studiare l'uomo, la società e la sua cultura attraverso il metodo scientifico).
  • Rivoluzione industriale: in questo periodo si affermano le scienze sociali, che acquisiscono la propria autonomia dalla filosofia diventando vere e proprie discipline di studio.
  • Rivoluzione francese: segna la caduta delle spiegazioni presociali e metasociali ed il trionfo dei valori di libertà e uguaglianza degli esseri umani.

La sociologia è figlia del mutamento, cioè nasce grazie ai cambiamenti della società (essa emerge come oggetto di studio quando i suoi fondamenti vengono messi in discussione, i suoi ordinamenti non sono più stabili e i suoi assetti non possono più essere dati per scontato).

Sociologia economica

È l'insieme degli studi che mettono in relazione i fenomeni economici con quelli sociali. I fenomeni economici vengono quindi spiegati attraverso l'analisi di una o più variabili che si allontanano dall'economia in senso stretto ma si focalizzano più su altre variabili, quelle sociali. Per la sociologia economica:

Concetti fondamentali

  • Il mercato: è soltanto una tra le altre istituzioni presenti nella società.
  • Istituzione: è il complesso di norme sociali che orientano e regolano il comportamento, e si basano su sanzioni che tendono a garantire il rispetto da parte dei singoli soggetti.
  • Organizzazioni: collettività concrete che coordinano un insieme di risorse umane e materiali per il raggiungimento di un determinato fine (tutte le istituzioni sono organizzazioni ma non vale il contrario).

Il paradigma classico e neoclassico danno entrambi per scontato che il soggetto intraprenda azioni (volte a massimizzare l'utile) avendo un quadro completo del contesto e delle risorse a disposizione (razionalità assoluta). Se io non ho da massimizzare un utile non agisco; essi danno per scontato che noi abbiamo tutte le informazioni necessarie per massimizzare l'utile (però l'uomo, l'individuo non ha razionalità assoluta). Messo di fronte a un qualsiasi fenomeno sociale l'economista tenta di spiegarlo attraverso quattro passaggi:

  • Imputando ai singoli soggetti un sistema di preferenze dotato di caratteristiche molto restrittive.
  • Imputando loro conoscenze certe circa le conseguenze di tutti i corsi di azioni rilevanti.
  • Modellando un contesto che consenta al singolo agente di basarsi su segnali che non dipendono dalle sue azioni.
  • Ipotizzando che le azioni adottate dai singoli siano quelle che massimizzano la funzione di utilità.

Esempi per smentire il paradigma classico tutti gli acquisti compulsivi che facciamo. Questa immagine dell'homo oeconomicus (che viene fuori dal paradigma classico, sintetizzato nei 4 passaggi) è distante dalla realtà ed è ciò che la sociologia economica vuole negare riformulando un'idea di uomo, di azione economica e di fenomeno economico che tenga conto di elementi come l'irrazionalità, l'illogicità, la scarsità di informazioni e contestualità di ogni cosa che accada in ambito economico. Tutto il contesto ha un'influenza sull'agire dell'uomo.

Di cosa si occupa la sociologia economica?

Essa si distingue dall'economia non per l'oggetto di studio ma per l'approccio teorico e il metodo utilizzato (mettendo in discussione la prospettiva dominante in economia).

Economia:

  • Formale: insieme delle attività che hanno a che fare con la scelta individuale di impiego di risorse scarse, che potrebbero avere usi alternativi al fine di ottenere il massimo dai propri mezzi (economizzare).
  • Sostanziale: insieme delle attività stabilmente svolte dai membri di una società per produrre distribuire e scambiare beni e servizi.

La sociologia economica si occupa di economia sostanziale.

Aspetti della sociologia economica

  • Azione economica come azione sociale: l'azione economica non è guidata soltanto dalla scarsità e dalla massimizzazione dell'utilità.
  • Ruolo delle istituzioni sociali: non è rilevante solo il mercato ma anche altre istituzioni, quali lo stato e la comunità.
  • Metodologia: non vuole prevedere bensì descrivere e spiegare i fenomeni sociali ed ha un orientamento più empirico.

La sociologia economica non si sviluppa in modo omogeneo, sia in relazione ai tempi (macro e micro) sia in relazione agli approcci teorici – metodologici (teorie strutturaliste e teorie dell'azione).

  • Teorie strutturaliste: è la società che ha il primato sull'individuo, è come se noi fossimo liberi di agire ma dentro una cornice – individui burattini manovrati dalla società.
  • Teorie dell'azione: primato dell'individuo sulla società, dalla sua azione ed interazione con gli altri si crea la struttura sociale.

Tappe fondamentali

  • Fino al 1870 abbiamo una scarsa differenziazione tra economia e sociologia (Marx).
  • 1890 – 1920: prima differenziazione tra le due discipline.
  • 1930 – 1980: la differenziazione si fa più consistente anche grazie allo sviluppo dell'approccio funzionalista (modello AGIL di Parsons).
  • 1980: rinascita della sociologia economica grazie allo sviluppo della "nuova sociologia economica" e la "comparative political economy".

La sociologia economica rifiuta l'approccio di creare leggi generali di connessione tra fenomeni, adottato dall'economia, e quindi non tende alla generalizzazione. Essa formula modelli, cioè ricostruzioni ideali di situazioni particolari definite da specifiche condizioni che ne limitano la validità nello spazio e nel tempo.

Modelli

  • Individualismo metodologico: parto dall'individuo, cerco di capire quali sono le motivazioni che lo spingono ad agire per poi spiegare che cos'è (adottato da Weber). All'interno di esso abbiamo tanti diversi metodi e approcci che si rifanno ad esso.
  • Olismo metodologico: i fenomeni sociali non sono utili come la somma delle azioni individuali ma vado a vedere fenomeno nella sua globalità; la struttura ha il primato sul soggetto come un fenomeno condiziona i singoli comportamenti umani (Durkheim, Marx).

Questa linea di frattura alimenta tra i due modelli il pluralismo interpretativo (che ci dice che noi possiamo adottare approcci diversi per guardare lo stesso fenomeno, il pluralismo sarebbe esistito anche se c'era solo l'individualismo perché esso è formato da molte sfaccettature) che in realtà deriva anche dai molti approcci che si rifanno all'individualismo metodologico. Per questi infatti l'obiettivo dello studio dei fenomeni sociali è quello di ricostruire l'interazione tra condizioni esterne dell'azione e motivazioni dell'attore. Tale scopo è difficile da raggiungere e si presta a soluzioni diverse perché:

  • Il ricercatore seleziona discrezionalmente condizioni e motivazioni che influenzano l'azione.
  • Assumono rilievo i valori del ricercatore.

Tuttavia, questo non inficia il lavoro scientifico se i valori del ricercatore sono esplicitati, e se gli elementi di verifica e le prove su cui si fonda sono soggetti a vaglio (relazione ai valori vs giudizi di valore). Da questa prospettiva si comprende come il pluralismo interpretativo sia ineliminabile perché è legato alla storicità della scienza; esso può però dare un contributo rilevante alla costruzione consapevole della società purché non si chieda al ricercatore di cercare leggi generali (che negherebbero il pluralismo stesso). La sociologia economica può dunque essere utile per modificare l'andamento dei fenomeni sociali; perché questo accada sono necessarie due condizioni:

  • Che ci sia libertà di ricerca e di discussione.
  • Che la società sia aperta e democratica.

La lettura che io do è mediata dal mio vissuto il pluralismo è ineliminabile.

Weber (La Burocrazia)

Per comprendere la burocrazia bisogna partire dalla teoria del potere definito come: la possibilità di specifici comandi di trovare obbedienza da parte di un determinato gruppo di uomini. Ne deriva che ogni potere:

  • Può essere studiato partendo dalle relazioni di comando e di obbedienza che legano gli individui.
  • Richiede un apparato amministrativo di uomini di fidata obbedienza che servano da tramite tra superiore e sottoposti.
  • Deve essere legittimato e i sottoposti devono credere nella sua legittimità (potere legittimo vs atti arbitrari: differenzia il potere legittimo da atti puramente arbitrari volti ad ottenere obbedienza con la pura forza).

In base al tipo di legittimazione Weber distingue tre tipi puri di potere (ognuno dei quali richiede un apparato amministrativo ed un proprio funzionamento con fattori di instabilità e di crisi):

  • Potere carismatico: il carisma è una qualità eccezionale e talvolta sovraumana che una persona possiede e che gli permette di essere riconosciuto come capo; i seguaci giustificano la loro disponibilità all'obbedienza incondizionata e totale in base alle qualità eccezionali del capo carismatico. Non è detto tuttavia che esso sia durevole, perché ha bisogno di continue conferme (come vittorie, miracoli o conversioni di scettici/avversari) altrimenti rischia di scomparire. È un potere irrazionale con una mancanza assoluta di regole ed è rivoluzionario in quanto rovescia il passato. L'apparato amministrativo è rudimentale, non è basato su funzionari ma è formato da discepoli e uomini di fiducia che sono a contatto diretto con il capo (essi gli sono sempre stati vicini e hanno dato prova di dedizione e ricavano quindi un alone di carisma da questa loro fedeltà). Sebbene questo potere conosca le sue forme più pure nella sfera religiosa, esso trova anche espressione nella sfera politica. Il rischio tipico è la successione del capo, infatti quando il capo muore o si ritira i successori non riescono ad evitare la graduale trasformazione del potere carismatico in pratica quotidiana (routinizzazione del carisma) che finisce nel trasformarlo in potere tradizionale. Esempi di leader carismatici: Gesù Cristo ma anche dittatori come Hitler.
  • Potere tradizionale: la sua legittimità si fonda sulla base di antichi ordinamenti e poteri di signoria; il capo tradizionale è determinato in base a regole tradizionali quindi esso può non avere qualità specifiche di comando ma i sottoposti sono comunque tenuti a obbedienza in quanto egli rappresenta rispetto alla tradizione. L'organizzazione dello stato assume due forme tipiche prevalenti:
    • Patrimoniale: in questa forma il sovrano ha diritto di illimitato comando su qualsiasi subordinato e diritto di proprietà su qualsiasi oggetto appartenente ai suoi sottoposti (=sudditi) i funzionari dell'apparato amministrativo (servi, notabili, congiunti) sono al servizio personale e diretto del signore e dipendono da lui per una remunerazione unilaterale.
    • Feudale: a differenza della forma patrimoniale l'apparato amministrativo (nobiltà) gode di una più alta autonomia nei confronti del sovrano; infatti i funzionari feudali sono degli alleati uniti da un giuramento di onore e fedeltà. Possiedono un proprio dominio (feudo) che viene poi ereditato, inoltre non dipendono dal signore per remunerazione ma sono tenuti a fornirgli risorse tratte dal loro stesso feudo.
    Nel potere tradizionale il criterio prevalente per l'assegnazione di cariche non è la competenza ma l'appartenenza ad un gruppo privilegiato; in questo criterio risiede appunto il rischio tipico, cioè di essere sempre minacciato dall'insorgere del carisma locale di capi che si ribellano alla tradizione e sovvertono il sistema. Esempi di potere tradizionale: il potere dei re o in generale quello dei genitori.
  • Potere legale: si basa sulla credenza nell'equità della legge; in questo potere si obbedisce al superiore perché si presume che egli eserciti la carica in virtù di una nomina legale, che sia competente e che i suoi comandi siano conformi a ordinamenti legali. A loro volta si presume che tali ordinamenti:
    • Siano stati statuiti razionalmente rispetto a un determinato valore o scopo.
    • Costituiscano nel loro insieme un cosmo di regole astratte e universali.
    • Anche il detentore del potere sia tenuto a rispettare lo stesso ordinamento, applicato a tutti quindi persino a lui.
    L'apparato amministrativo tipico del potere legale è la burocrazia. Il rischio è le ambivalenze della burocrazia.

Caratteristiche della burocrazia

La burocrazia è un sistema di norme e regolamenti, e comporta:

  • Il principio della competenza dell'autorità, disciplinata da leggi e regolamenti amministrativi, quindi presuppone:
    • Una divisione dei doveri e dei poteri.
    • L'adempimento regolare e continuativo dei compiti.
  • Il principio della gerarchia: un sistema rigido di sovra e subordinazione degli organi di autorità con poteri di controllo dei superiori e degli inferiori.
  • Il segreto d'ufficio: non possono uscire le informazioni dallo stesso ufficio, non è possibile divulgarle informazioni ed è necessario tenerlo separato dalla vita privata dei funzionari.
  • Una preparazione specializzata: che pone i funzionari in una posizione di privilegio rispetto ai non addetti.
  • L'esercizio di un'attività a tempo pieno.

Queste caratteristiche provocano una serie di conseguenze sulla posizione dei funzionari:

  • L'ufficio è una professione, cioè richiede:
    • Un corso di studi specializzato.
    • Barriere all'entrata: prove di qualificazioni e concorsi per entrare.
    • Dovere di fedeltà all'ufficio, è necessaria una lealtà alla mansione e l'obbedienza ai ruoli superiori.
  • Dà prestigio sociale, maggiore nel caso in cui il funzionario è nominato da istanze a lui superiori.
  • La carica dura per tutta la vita e si configura come una carriera.
  • La carica è ricompensata da uno stipendio fisso pagato dall'amministrazione.
  • Il funzionario non possiede gli strumenti del suo lavoro che restano di proprietà dell'amministrazione.

Che cosa ha reso possibile lo sviluppo della burocrazia?

Forme rozze di burocrazia si ritrovano anche nell'antichità. Due condizioni ne hanno reso possibile lo sviluppo:

  • L'economia monetaria: permette la nascita di un ceto di funzionari a cui affidare lo svolgimento di compiti specializzati e continuativi.
  • L'esistenza di problemi tecnici da risolvere: presupposto materiale per la creazione di apparati amministrativi (ad esempio nell'antico Egitto si ripresentava ripetutamente il problema della piena del Nilo, per questo venne creato un corpo specializzato di funzionari di stato che si occupassero del problema) definite da Weber burocrazie patrimoniali (i funzionari lo erano per censo e nascita e non per competenza).

Solo nell'epoca moderna si sviluppa in modo sistematico l'apparato burocratico che investe tutte le sfere della vita sociale. Le ragioni storiche del processo di burocratizzazione sono indicate da Weber in due fattori principali:

  • Nella superiorità tecnica della burocrazia rispetto alle precedenti forme di amministrazione: un sistema più veloce, più rapido e più preciso.
  • Nell'avvento della democrazia di massa: il principio di uguaglianza richiede la costruzione di un apparato amministrativo conforme che sia in grado di garantire a tutti i cittadini trattamenti uguali, imparziali e prevedibili (essendo imparziale garantisce a tutti lo stesso trattamento).

Ambivalenze della burocrazia

Weber sottolinea alcune ambivalenze nella burocrazia:

  • Burocrazia e politica: nonostante sia democratico, è un sistema passivo e non garantisce la partecipazione dei cittadini; i funzionari che svolgono da sempre quel ruolo sono destinati ad acquisire un potere che va al di là del servizio amministrativo svolto (il rischio è l'autoreferenzialità). Ad esempio, la riservatezza si esprime in avversione alla pubblicità e alle indagini in ricorso al segreto d'ufficio contro chi dall'esterno vorrebbe conoscere strutture e modi di procedere.
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Scienze politiche e sociali SPS/09 Sociologia dei processi economici e del lavoro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fiory.gassner di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Spina Elena.
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