Riassunto di Psicologia sociale
Federica Zancheta a.a 2022/2023 UniMarconi. Prof.ssa Ippoliti Oriana.
Modulo 1: definizioni e orientamenti teorici
Psicologia sociale (Gordon Allport): studio dell’essere umano inserito in un contesto sociale; ovvero analisi di come il pensiero, i sentimenti e i comportamenti delle persone sono influenzati dalla presenza di altri soggetti e dall’ambiente (triangolo “io-altro-ambiente”).
Origini della psicologia sociale
Origini della psicologia sociale: già i filosofi antichi proposero spiegazioni della vita sociale, concettualizzazioni unitarie, basate su come:
- Platone: definisce il pensiero sociale tramite la necessità dell’uomo di essere educato dalle autorità, al fine di avere una dimensione sociale.
- Aristotele: identifica l’uomo come un animale ragionevole e sociale di natura.
Vari livelli di studio
Vari livelli di studio (William Doise) della psicologia sociale:
- Livello intraindividuale: studio del modo in cui la persona analizza la realtà.
- Livello intragruppo: studio delle dinamiche sociali tra più soggetti dello stesso gruppo.
- Livello intergruppo: studio delle relazioni tra gruppi sociali differenti.
- Livello collettivo: studio dei processi sociali legati al contesto culturale e storico.
Due approcci differenti alla psicologia sociale
Due approcci differenti alla psicologia sociale:
- Approccio focalizzato sull’individuo (psicologia sociale psicologica - William McDougal): studio dei processi mentali e delle dinamiche affettive per comprendere come i processi psicologici di un individuo vengano influenzati, deviati o distorti da diversi fattori sociali.
- Approccio focalizzato sulla collettività (psicologia sociale sociologica - Edward Ross): studio degli aspetti strutturali delle situazioni sociali per spiegare come i fenomeni sociali di un gruppo possano essere capiti solo riferendosi al linguaggio dal quale traggono origine.
Simpatia (Adam Smith, Herbert Spencer e Théodule-Armand Ribot): concetto che definisce un principio unitario per la spiegazione sociale dell’uomo, ma visto in maniera diversa dai suoi studiosi in quanto Smith e Spencer considerano la simpatia come immediata e intellettualizzata, mentre Ribot come automatica, riflessiva e tollerante.
Imitazione (Gabriel Tarde): viene definita come “la chiave del mistero sociale”, un concetto in cui si nasconderebbe la formula della vita sociale, la quale sarebbe regolata dalle due “grandi molle dell’umanità”, ovvero l’invenzione e l’imitazione.
Suggestione (William McDougall): un processo di comunicazione per cui un soggetto viene spinto ad accettare un suggerimento, anche senza veri elementi di convincimento, grazie ad un “istinto di sottomissione”. Questo concetto venne studiato anche da altri:
- Sigmund Freud: sostiene che la suggestione è mediata dal processo di identificazione affettiva del suggestionato con il suggestionatore.
- Solomon Asch: esperimento sul conformismo.
- Philip Zimbardo: esperimento “cercasi cavie umane”.
Tre orientamenti teorici della psicologia sociale
Tre orientamenti teorici della psicologia sociale:
Comportamentismo (John Watson): studia la relazione esistente tra le condizioni ambientali e il comportamento degli individui, sostenendo che non è necessario prendere in esame fenomeni non esaminabili direttamente, come fenomeni mentali o soggettivi, in quanto l’obiettivo principale è quello di attuare una psicologia oggettiva che valuta freddamente stimolo e risposta (teoria dell’apprendimento sociale). Secondo il comportamentismo le differenze esistenti tra soggetti non sono innate (“l’uomo alla nascita è una tabula rasa”), ma dipendono dall’apprendimento e dall’ambiente in cui si è cresciuti, proprio perché ogni aspetto della nostra psiche può essere condizionato dall’esterno.
Federica Zancheta a.a 2022/2023 UniMarconi.
Due teorie principali del comportamentismo:
- Condizionamento classico: processo di creazione di una connessione tra un nuovo stimolo e un riflesso esistente, ovvero un tipo di apprendimento in base al quale uno stimolo, in origine neutro, è in grado di provocare una risposta grazie alla connessione associativa di questo ad uno stimolo che normalmente provocava già tale risposta (esperimento del riflesso condizionato).
- Condizionamento operante: processo di apprendimento in cui si associa uno stimolo ad una risposta, ovvero si attua un comportamento che avrà una conseguenza, sia essa positiva o negativa. Lo studio di tale condizionamento si focalizza sul fatto che i nostri comportamenti sono di fatto influenzati dalle conseguenze che questi causano, e anche dall’ambiente in cui siamo. Se la conseguenza viene vista come “positiva”, allora il comportamento avrà più probabilità di accadere in futuro; mentre se la conseguenza viene etichettata come “negativa”, il comportamento sarà meno probabile in futuro. Il processo di condizionamento operante vede dunque la messa in atto di un comportamento che, dopo un rinforzo, si ripropone sempre più frequentemente. Tali rinforzi possono essere a loro volta positivi, se viene aggiunto qualcosa all’ambiente che stimola il comportamento, negativi, se viene tolto qualcosa, o “punitivi” se è qualcosa che porta all’estinzione di tale comportamento (esperimento della Skinner Box).
Neocomportamentismo (Edward Chace Tolman): sottocategoria del comportamentismo che aggiunge ai vari studi precedenti gli aspetti di “scopi”, “aspettative” e “mappa cognitiva”, andando dunque a studiare il comportamento dell’uomo nella creazione di “mappe” del luogo in cui si ritrova e che serve a raggiungere il proprio obiettivo.
Cognitivismo (Ulric Neisser): studia i processi cognitivi con cui l’uomo acquisisce informazioni dall’ambiente e le organizza per esercitare poi un controllo, ponendo attenzione al concetto di “esperienza” e di come questa viene percepita dall’individuo; vediamo dunque come il cognitivismo studi il pensiero e i processi mentali delle persone, al contrario del comportamentismo. In questo indirizzo psicologico la mente umana viene paragonata ad un elaboratore di informazioni, quindi ad un computer, in grado di organizzare sequenzialmente ed elaborare limitatamente gli input che riceve; proprio come un computer, che riceve degli input e che restituisce output, la mente umana riceve degli stimoli dall’ambiente (input) e, dopo aver compiuto una serie di passaggi, viene prodotta una risposta (output), tramite la quale l’individuo è in grado di provocare degli effetti sul proprio ambiente sociale circostante (social cognition).
Interazionismo simbolico (George Herbert Mead): studio dell’interazione sociale che si crea tra individui e gruppi, presupponendo che il comportamento umano non nasce dalle risposte a degli stimoli, ma dall’interpretazione dei significati simbolici che vengono attribuiti agli stimoli stessi.
Tre premesse dell’interazionismo:
- L’uomo agisce nei confronti delle cose in base ai significati che queste hanno per lui.
- Tali significati sono derivanti dall’interazione sociale che l’individuo ha con i suoi simili.
- Tali significati sono elaborati e trasformati in processi interpretativi che l’uomo attua nell’affrontare le cose in cui si imbatte.
Federica Zancheta a.a 2022/2023 UniMarconi.
Tre branche dell’interazionismo:
- Etnometodologia (Garfinkel): studio del modo in cui l’individuo dà senso a ciò che fa tramite:
- Indicalità: nessuna affermazione può essere indipendente dal contesto in cui è perché la sua interpretazione sarà differente in base al contesto in cui si troverà.
- Riflessività: un’affermazione è riferibile solo ed esclusivamente a sé stessa, ovvero non esiste una realtà oggettiva e diversi modi per descriverla.
- Approccio drammaturgico (Goffman): il significato di un evento sociale va trovato nell’interazione sociale.
- Approccio discorsivo: studio della conversazione e del discorso.
Gestalt: modello fenomenologico e psicodinamico che vede la psicologia come una scienza naturale da sviluppare con la sperimentazione, attribuendo poi una visione peculiare alla “percezione”, la quale viene analizzata come un processo complesso dove le informazioni fornite dai sistemi sensoriali sono processate e acquisiscono un significato diverso per ogni soggetto.
Leggi della percezione della Gestalt:
- Vicinanza: le singole parti di un “insieme percepito” sono raccolte insieme.
- Somiglianza: le parti somiglianti sono percepite come un insieme.
- Chiusura: le parti con un basso numero di interruzioni sono percepite in un’unica figura.
- Destino comune: le parti con un movimento simile, e diverso da quello altrui, sono unite.
- Buona forma: gli stimoli percettivi sono organizzati nella forma più coerente possibile.
- Esperienza passata: le parti che, per la nostra esperienza passata, sono solitamente associate vengono unite in forme.
- Figura/sfondo.
Ricerca sociale e metodologia
Ricerca sociale: raccolta e interpretazione dati per provare a rispondere a domande di ricerca riguardo diversi aspetti della società, al fine di comprenderla.
Metodologia: insieme di tecniche per eseguire ed impostare correttamente l’indagine sociale, lo studio di tali tecniche permette di leggere e comprendere a pieno articoli scientifici e condurre ricerche in prima persona.
Metodo scientifico: insieme di tecniche utilizzate dalla scienza per venire a conoscenza di diverse realtà oggettive, verificabili e condivisibili.
Indagine scientifica: processo di osservazione e raccolta dati progettato nel metodo scientifico, al fine di elaborare le informazioni raccolte riguardo l’oggetto di studio.
Ciclo della ricerca:
- Scelta dell’oggetto d’indagine e formulazione delle ipotesi.
- Disegno di ricerca.
- Raccolta dei dati.
- Analisi dei dati raccolti.
- Interpretazione dei risultati derivanti dai dati analizzati.
Differenza importante tra:
- Ricerca di base: attività sperimentale per ampliare le conoscenze scientifiche e non prevede un’applicazione specifica, questo perché viene considerata una ricerca esplorativa e spesso guidata dalla curiosità dei ricercatori e quindi senza uno scopo pratico.
- Ricerca applicata: ricerca per ampliare le conoscenze scientifiche ma che segue una pratica specifica, e un’applicazione originale, si basa su precedenti ricerche di base ed è di tipo descrittivo.
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Teoria: spiegazioni diverse di presunti fenomeni studiati che si possano pensare correlati, ovvero un insieme di concetti che vogliono fornire una visione sistematica di tali fenomeni.
Ipotesi: piccole parti di una teoria.
Variabile: una caratteristica a cui si può attribuire un diverso valore in base ad un dato intervallo, le variabili possono essere infatti distinte in base a:
- Livello di misurabilità.
- Oggetto a cui sono associate.
- Ruolo che hanno nella ricerca.
Esiste però una distinzione fondamentale tra:
- Variabili dipendenti: si osserva il loro variare in funzione della variazione dei valori delle variabili indipendenti (no manipolazione).
- Variabili indipendenti: manipolate dallo scienziato.
Misurazione: processo per assegnare dei numeri a oggetti o eventi sistematicamente; la scelta della scala di misurazione deve essere considerata in base a:
- Contesto di utilizzo.
- Tema di studio.
- Tipo di indagine.
- Livello culturale del rispondente.
Esistono due tipi di scale differenti:
- Scala Likert: una serie di item che coprono gli aspetti rilevanti dell’area semantica studiata con valori che vanno da sette a uno, ovvero da “pienamente d’accordo” a “totale disaccordo”.
Questa scala può avere tre tipi di formulazioni:
- Espressione del parere tramite cinque categorie (da “molto d’accordo” a “molto contrario”).
- Item con domande a cui rispondere solamente sì o “no”.
- Item con domanda a risposta multipla.
- Scala del differenziale semantico (Osgood, Suci e Tannenbaum): un insieme di coppie di aggettivi bipolari tra loro e separati da sette spazi, ovvero una gradazione da un aggettivo all’altro.
Validità di una ricerca (Cook e Campbell): la verità il più vicina possibile alla realtà delle proposizioni. Esistono quattro tipi di validità:
- Validità interna: grado con cui le conclusioni della ricerca sono riferibili alle relazioni tra le variabili prese in esame.
- Validità esterna: possibilità di estendere i risultati della ricerca ad altri soggetti, luoghi o tempi.
- Validità statistica: grado di probabilità con cui si verifica la relazione tra le variabili.
- Validità di costrutto: garantisce che la ricerca misuri solo quello che il ricercatore deve misurare.
Tipi di ricerca:
- Ricerca qualitativa: non usa rilevazioni numeriche e si affida principalmente all'osservazione.
- Ricerca quantitativa: si basa sulla misurazione e sulla numerazione e usa molto la statistica.
- Ricerca di laboratorio (esperimento): viene svolta in un ambiente controllato.
- Ricerca sul campo: viene fatta in un contesto reale.
- Ricerca esplorativa: non ha ipotesi indiscutibili da verificare.
- Ricerca confermativa: deve convalidare delle precise ipotesi.
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Strumenti di ricerca:
- Intervista: conversazione tra intervistatore e intervistati, può essere:
- Strutturata: domande prestabilite per forma e contenuto.
- Semi-strutturata: contenuto prestabilito ma non la forma.
- Non-strutturata: né forma né contenuto sono prestabiliti.
- Questionario: griglia di domande formalizzate e standardizzate per avere informazioni quantitative, esaminabili e generalizzabili.
- Focus group: tecnica di osservazione per i piccoli gruppi (“gruppi artificiali”) guidati da un moderatore che incita alla discussione di un argomento specifico.
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Modulo 2: percezione, cognizione sociale, atteggiamento e comportamento
Cognizione sociale (social cognition): studio dei processi mentali che un individuo compie nella raccolta e nel trattamento delle informazioni inerenti alle persone e agli eventi sociali che ci circondano, si parla dunque di “percezione sociale”. La cognizione sociale studia dunque i processi con cui acquisiamo informazioni sull’ambiente e su noi stessi, come le interpretiamo, immagazziniamo e recuperiamo in memoria per comprendere il mondo sociale stesso in cui viviamo, al fine di organizzare i nostri comportamenti di conseguenza.
Due principi base della cognizione sociale:
- Approccio olistico: quando l’individuo acquista conoscenze del mondo reale tramite l’istantanea percezione delle relazioni tra i vari elementi dell’oggetto di conoscenza.
- Approccio cognitivo: quando l’individuo è “attivo”, cioè capace di elaborare le informazioni del mondo reale così da indirizzare il proprio comportamento di conseguenza.
La cognizione sociale studia i “processi cognitivi”, i quali sono stati studiati da diversi autori:
- Frederic Charles Barlett e Fritz Heider: processi con cui diamo significato alla realtà e la ricostruiamo tramite l’utilizzo degli schemi.
- Jerome Bruner, Frank Johnson Goodnow e John Austin: processi con cui organizziamo la realtà in categorie.
- Kurt Lewin: processi con cui si prova ad ottenere una rappresentazione stabile della realtà.
La cognizione sociale studia le “dimensioni interne” della persona tramite il “modello di essere umano”, il quale coglie un aspetto del pensiero e del comportamento umano e vengono poi associati a determinate tipologie di individui:
- Ricercatore di coerenza: Modello della coerenza cognitiva (Festinger e Heider) - l’incoerenza fra conoscenze, credenze e comportamenti si dimostra come una motivazione per ripristinare la coerenza stessa (fattori cognitivi = fattori motivazionali).
- Scienziato ingenuo: Modello della covariazione (Kelley) - l’individuo, che opera come uno scienziato, raggruppa tutti i dati utili per la conoscenza di un oggetto e arriva a conclusioni logiche (fattori cognitivi > fattori motivazionali).
- Economizzatore di risorse cognitive: Modello senza motivazioni e sentimenti (Taylor) - l’individuo può trovarsi nella situazione di avere risorse limitate per l’elaborazione delle informazioni sociali; perciò, tenderà a usare delle strategie per semplificare i problemi (fattori cognitivi > fattori motivazionali).
- Tattico motivato: l’individuo ha molte strategie cognitive che usa per i propri scopi e motivi; dunque, le motivazioni sono importanti e i processi di conoscenza che usa l’individuo, in base ai suoi scopi, sono due:
- Top down: nuovi stimoli informazioni già.
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