Psicologia dinamica - modulo AI: prodromi della psicoanalisi
La psicoanalisi poggia su un assunto: a fondamento della personalità vi sarebbero forze tra loro in conflitto, di cui l’uomo non saprebbe nulla. Affinché questa verità si affermasse era necessario rinchiudere l’uomo entro i suoi confini naturali, osservarlo come espressione della natura, ma ogni cosa evolve e si sviluppa. Il romanticismo diventa importante per comprendere su quali presupposti filosofici e su quali concezioni della natura si fondano le costruzioni ipotetiche dei teorici del modello psicoanalitico.
Friedrich Wilhelm Joseph von Schelling
Pone il concetto di assoluto a fondamento sia dell’oggettività sia della soggettività, cioè della natura e dello spirito. Natura = aspetto manifesto dello spirito. Spirito = natura invisibile. Mondo materiale e coscienza nell’uomo hanno un unico principio spirituale, l’anima del mondo.
La volontà è il principio inconscio di ogni manifestazione della natura, fino alla sua soggettivazione nella coscienza.
Schelling postula le leggi della polarità, l’intero mondo naturale è regolato dai principi di attrazione e repulsione. L’intero sistema della natura è costituito di polarità di forze antagoniste.
Alla sessualità assegna un'importanza centrale: gli individui sono solo un mezzo, la fine della natura è la specie, l’atto generativo è il più indicativo della vita degli individui.
Gotthilf Heinrich von Schubert
Le figure della mitologia hanno un valore profetico, per Jung invece diventeranno l’espressione di significati eterni e universali, nella cui comprensione sarà possibile risanare la frattura (tra uomo e natura). Von Schubert anticipa la pulsione di morte ipotizzando nell’uomo la nostalgia per il suo stato originario, verso cui tenderebbe. Un desiderio di morte lo spingerebbe a tornare alla natura. Sia per von Schubert che per Freud “meta di tutto ciò che è vivo è la morte”.
Arthur Schopenhauer
“Il mondo da cui l’uomo è circondato non esiste se non come rappresentazione”. I fenomeni sono rappresentazioni, ovvero dimensioni dell’apparenza (velo di maya), il noumeno invece è la realtà dietro quel che appare. Il mondo noumenico ha una via d’accesso nella volontà infinita che pervade ogni realtà vivente. La volontà diventa così vera realtà, mentre la realtà fenomenica diventa mera parvenza. La volontà in quanto principio infinito è onnipresente in tutte le specie, essa è libera, immotivata, irrazionale. La volontà è resa uguale all’inconscio ed è identificata con le forze presenti nella natura, “volontà di vivere”. Essa, oggettivandosi, cerca di impossessarsi della materia provocando una lotta. Nei gradi più bassi si esprime con impulsi ciechi e insensibili, in una perenne agitazione.
La ragione, che nasce dalla volontà, non è in grado di discernere le manifestazioni della volontà e ne resta schiava. Perciò l’accesso al noumeno passa attraverso la liberazione dalla volontà per mezzo dell’ascesi e dell'arte.
Nella contemplazione estetica si armonizzano tutti gli impulsi contrastanti della volontà, suscitando il sentimento del sublime.
In questa concezione, l’uomo appare come un essere preda dell’irrazionalità, dominato da impulsi e attraversato da ignote forze interne. Queste forze sono composte da 2 istinti: istinto di conservazione e istinto sessuale (espressione massima della vita).
Mediante la sessualità, la volontà crea e modella i nostri pensieri in occulta opposizione all’intelletto. La sessualità per Schopenhauer sarebbe l’espediente elaborato in vista della procreazione, mentre l'origine della pazzia è nell'impedimento esercitato dalla volontà contro i contenuti considerati ripugnanti.
La vita è concepita come espressione di dolore. Sia per Freud che per Schopenhauer l’uomo non è libero, è schiavo della volontà per il filosofo e dominato da forze oscure per Freud. Punto finale per guarire dal dolore è l’auto negazione della volontà per Schopenhauer, per Freud invece è il controllo di forze ignote e incontrollabili.
Eduard von Hartmann
Principio della sua filosofia è l'inconscio, che si rivela nell’uomo come volontà. L’inconscio diventa un postulato senza il quale ogni spiegazione di manifestazione dei fatti naturali si rivelerebbe impossibile. L’inconscio assume le caratteristiche di intelligenza e di dinamicità, avente la funzione di sostegno di tutto ciò che esiste e accade nell’universo. Egli propone 3 stati di inconscio: inconscio assoluto (sostanza primordiale), inconscio fisiologico (promuove lo sviluppo degli esseri viventi) e inconscio psicologico (sorgente della vita psichica). Ogni processo avviene fuori dalla consapevolezza e della coscienza, ogni area del comportamento è una produzione dell’attività inconscia.
Esiste quindi un a priori inconscio, la cui esistenza e funzionamento si colgono nei risultati che la coscienza riconosce a posteriori. L’inconscio è quindi l’origine di tutto.
Friedrich Wilhelm Nietzsche
In Nietzsche la volontà diventa una volontà di potenza e il mondo della volontà è concepito come un mondo dietro il mondo, ovvero una costruzione della mente, per evadere dal dolore dell’esistenza.
L’uomo consapevole delle proprie inclinazioni ha creato una religione che redime e infonde il sentimento di una missione sovrumana. L’amore della potenza diventa così motivazione centrale di tutti i comportamenti dell’uomo.
Chi possiede la verità sarebbe pronto a morire pur di non perdere la propria convinzione.
La volontà di potenza assume il carattere dell’intolleranza fondamentale della vita, è un movimento, una dinamicità che trascende l’individuo. La vita quindi non è da negare o rifuggire, ma è da accogliere.
Secondo Nietzsche la volontà si attua nella potenza e la potenza è volontà di accrescimento di sé. La volontà di potenza è una forza universale rappresentata mediante la figura di Dionisio.
Accettazione della vita vuol dire vivere la vita in uno spirito dionisiaco nella totalità della sua potenza.
L’uomo è un creatore di valori, capace di imporre una morale, un ordinamento politico, un sistema di leggi, al fine di trasformare la sofferenza in gioia.
All’uomo borghese Nietzsche oppone l’uomo superiore (autentica incarnazione della volontà di potenza), che diventa legge a sé stesso, andando oltre le situazioni, vivendo pienamente e sopportando ciò che la vita impone. L’uomo superiore è tale perché è oltre l’uomo. La morale del superuomo sarebbe fondata sull’affermazione di sé. L'uomo se non vuole vivere nella menzogna deve abbandonare l’osservazione perito di pace (del Cristo) e adeguarsi allo spirito di ebbrezza.
Nietzsche per primo ha parlato di energia psichica che si conserva, si trasforma e si accumula, restando inattiva, fino al momento in cui una causa la libera attraverso una scarica. Il sogno riporterebbe l’uomo ad uno stato di imperfezione, sono i pensieri dell’umanità primitiva a suscitare le allucinazioni notturne. Il sogno è quindi ricerca e rappresentazione delle cause delle sensazioni che eccitano il dormiente.
All’uomo preda delle pulsioni di Freud corrisponde l’uomo di Nietzsche.
Il concetto di rimozione è descritto da Nietzsche come inibizione, dimenticare è un processo attivo, in cui il sentimento d’orgoglio nega quel che la memoria ricorda di aver fatto, finché questa soccombe.
La civiltà ha in sé stessa il proprio male inguaribile, ed è per l’uomo generatrice di sofferenza, poiché è una dichiarazione di guerra contro gli antichi istinti.
La personalità è strutturata in un es, il sé stesso dell’individuo che rappresenta la grande ragione di cui l’io è strumento, e un io, spirito che si riconosce come io, emanazione dell’es, ispirazione di sentimenti, di concetti e di condotte.
Sia per Nietzsche sia per Freud il disagio e la sofferenza dell’uomo sono una conseguenza della civiltà, a causa delle rinunce da questa imposta al soddisfacimento pulsionale.
Introduzione
La psicologia è paragonabile alla sessualità infantile di Freud, definita perversa e polimorfa. Questo ha a che vedere con la capacità del bambino di affrontare le componenti relazionali e soprattutto di affrontare i propri genitori.
- È definita perversa, perché la psicologia si orienta verso tantissimi oggetti di studi, affronta argomenti molto seri, lutto, violenza, depressione, suicidi, ma è anche implicata nelle leggerezze, schiocchezze, come il modo di sedurre, di baciare. La psicologia si piega verso qualcosa che non ha nulla di scientifico.
Viene presentata spesso come una disciplina onnisciente che sa spiegare tutto e ha su tutto un'opinione o un consiglio, così da illudere che possa porre rimedio alle sofferenze proprie della condizione umana, anziché aiutarlo a pensare sulle medesime e a riflettere sul significato della vita. Lo psicologo non porta a un rimedio immediato, fa sì che la persona possa riflettere su ciò che sta accadendo andando a individuare le risorse personali in un'ottica di benessere, va a compensare attraverso l’uso della parola l’altra persona, non dando suggerimenti, ma facendo sì che la persona rifletta, perché in realtà nella nostra mente noi abbiamo la risposta (capacità di resilienza).
- È definita polimorfa, perché la psicologia scientifica è quella strutturata all’interno di corsi psicologici ufficiali, ma esiste anche una psicologia definita divulgativa. Quindi è polimorfa perché prende le forme più diverse, da quelle della divulgazione scientifica seria e documentata all’intrattenimento come passatempo ridicolo.
La psicologia deve tanto a Freud e alle definizioni di inconscio e lettino, spesso Freud viene citato anche quando non c’entra nulla insieme a queste 2 parole. L’inconscio spesso viene citato perché dà una parvenza di scientificità e questi 2 vocaboli avulsi dal contesto non hanno nessun senso.
Spesso ci sono rappresentazioni implicite della psicologia, ma contemporaneamente la psicologia spesso veniva dimenticata come pratica professionale. La psicologia come pratica professionale prevede un’etica e una deontologia, che portano a rappresentare una disciplina psicologica di matrice scientifica. La psicologia è una disciplina fortemente radicata in un contesto occidentale, fortemente patriarcale.
C’è una confusione tra ruoli e competenze, psicologo, psicoterapeuta, psichiatra, psicoanalista, neurologo, sessuologo, ginecologo. C’è confusione anche nella terminologia, in genere la terminazione specifica è bandita a favore di una terminologia banale e superficiale oppure è ipertecnicistica per autovalidare il proprio pensiero.
Spesso il vocabolario ipertecnicistico è un sistema difensivo, perché ti permette se hai un ego sufficientemente borioso, di far sì che le altre persone possano riconoscerti competenza. La diagnosi è un’etichetta, che le persone si vestono a proprio uso e consumo, l’etichetta ci rassicura perché ci dice chi siamo e noi siamo alla continua ricerca di una nostra identità. Le persone sono iper informate, ma questo non vuol dire essere informato correttamente.
Psichiatria
Psichiatria = disciplina che un professionista esercita al termine di 5 anni di medicina, titolo di studio post lauream, bisogna essere necessariamente un medico, si occupa di malattie mentali, utilizzando come principale approccio il farmaco, ma non disdegna l’approccio della parola, quasi tutte le persone laureate in psichiatria sono al contempo psicoterapeuti, hanno un albo a sé stante. È definibile come la disciplina che cura l’anima, perché a partire dai primi anni dell’essere umano su questa terra per arrivare all’antica Grecia, noi abbiamo a che fare con persone strane, le persone diverse, persone che parlavano da sole, che vedevano oggetti o cose che le altre persone non vedevano, questo aveva a che fare con una patologia che non aveva a che fare con la psicologia, ma venivano definite streghe, stregoni. La chiesa pensava che queste persone fossero possedute. La psichiatria per tanti anni ha avuto una concezione semplicistica e deterministica. La psichiatria dà un’interpretazione organicistica del disturbo mentale, nel senso che le malattie mentali sono determinate da alterazioni o lesioni del cervello. I manicomi venivano costruiti per le persone che ci lavoravano, non tanto per coloro che venivano ricoverati. Molti pazienti erano persone disturbanti, allora la psichiatria trova una modalità di intervento sedante, per esempio attraverso l’elettroshock, che nasce da una tecnica di abbattimento di maiali, lobotomia. La psichiatria pensava così di controllare la malattia mentale. Dal momento in cui la psichiatria incontra la psicoanalisi si trasforma da un piano puramente descrittivo a un piano relazionale, dinamico, la persona non è più l’etichetta della patologia, ma diventa un individuo portatore di sofferenza. Basaglia chiude i manicomi, ma il sistema di comunità non era pronto, perciò la relazione dinamica dà voce a coloro che voce non l’hanno mai avuta.
Psicoterapia
Psicoterapia = processo interpersonale, consapevole e pianificato, volto a influenzare disturbi del comportamento e situazioni di sofferenza con mezzi o prettamente psicologici, per lo più verbali, in vista di un fine elaborato in comune, che può essere la riduzione dei sintomi o la modificazione della struttura della personalità, per mezzo di tecniche che differiscono per il diverso orientamento teorico a cui si rifanno. È un processo relazionale che interviene tra utente e terapeuta orientato da un punto di vista teorico, al fine di andare e far sì che la persona elabori determinate problematiche profonde. La psicoterapeuta lavora su aspetti traumatici profondi, fa sì che possano attivarsi nuove connessioni cerebrali. Alcuni approcci tra cui quello della psicoterapia ha una durata maggiore nell’arco di 15 anni dalla chiusura del percorso, la psicoterapia permette di modificare la struttura di personalità.
Psicologia
Psicologia = studio dei fenomeni psichici, non si occupa solo delle problematiche complesse, ma anche delle questioni normali, per esempio la psicologia del marketing o del turismo. Osserva tutti i comportamenti umani interni ed esterni, ricerca le cause interne ed esterne di questi comportamenti, propone la tecnica di intervento terapeutico più pertinente, è la scienza del comportamento umano in tutte le sue manifestazioni, sia normali che patologiche. Lo psicologo attraverso l’uso delle discipline fa sì che la persona acquisisca maggiore consapevolezza. Si è sempre pensato che la psicologia fosse unica e univoca, ma in realtà sono tante discipline e teorie che unite permettono di avere un corpus teorico di riferimento. Lo psicologo non cura, ma facilita il processo di cura, non è colui che sa tutto, perché senza la persona che si ha di fronte non si sa nulla.
Psicoanalisi
Psicoanalisi = è stata considerata come l’approccio alla mente che permette allo psicoanalista di lavorare nel profondo e con il profondo del paziente. È un metodo di indagine della mente, esplicita il significato di parole, azioni, sogni, fantasie.
Terapeuticamente utilizza le associazioni libere, l’interpretazione, l’analisi del transfert e del controtransfert e si avvale della metodologia clinica dell’osservazione. Terapia della parola (Freud), è la capacità di un buon processo di elaborazione. Non tutte le persone possono andare in analisi, a seconda del processo di simbolizzazione. La psicoanalisi ha alcune parole chiave: transfer, inconscio, difese e angoscia. La tecnica psicoanalitica ha come presupposto fondamentale l’osservazione della persona nel suo insieme oggi.
Né la psicologia né la psicoterapia né la psicoanalisi possono essere teorie generalizzabili.
La psicologia non è unica, oggi si parla di psicologie, i modelli teorici e metodologici sono molteplici, perché a seconda del modello teorico cambia l'obiettivo, cambia la modalità e il gruppo target, questo vale anche per psicoterapia e psicoanalisi. La psicologia per essere conosciuta universalmente deve affermare il proprio modello teorico. Essa è stata definita per anni una disciplina non scientifica, perciò si è attrezzata tentando di validare i modelli (modelli evidence-based). Approccio basato sull’evidenza spesso in contrapposizione a quello che l’OMS dice che deve essere un approccio individualizzato (approccio basato sulla persona).
Spesso a fronte di un problema, anziché cercare di coglierne il senso e la dinamica profonda, lo si cristallizza in un’etichetta diagnostica. “Vi è una terribile mancanza di carità nei riguardi del paziente nel fatto di ridurre il suo potenziale interattivo a una diagnosi, il paziente diventa un’entità patologica invece che un individuo che lotta”.
Lo psicologo è quello che fa test ed emette diagnosi (psicologia tautologica).
Lo psicologo da una parte è un professionista ma dall’altra è colui che interpreta.
L’interpretazione dei sogni, ma soprattutto l’interpretazione di ogni patologia, il sintomo è sempre una richiesta d’aiuto e un modo che la nostra mente e il nostro corpo ha per dirci
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