Psicologia dello sviluppo
Comprendere chi è il paziente che abbiamo di fronte permette di migliorare l’organizzazione dell’intervento e l’impostazione della relazione e quindi di potenziare il nostro intervento.
Cos'è lo sviluppo?
Lo sviluppo è il risultato dell’interazione di diversi processi biologici, cognitivi e socio-emotivi:
- Processi biologici: Cambiamenti nel corpo dell’individuo.
- Processi cognitivi: Cambiamenti nel pensiero, nell’intelligenza e nel linguaggio dell’individuo.
- Processi socio-emotivi: Cambiamenti nelle relazioni dell’individuo con altre persone, nella sfera emotiva e nella personalità.
Il ciclo di vita
Arco di vita
Metafora della psicologia dell’età evolutiva. Lo sviluppo presenta una fase di evoluzione alla quale segue una di stabilità, corrispondente all’età adulta e una fase d’involuzione, corrispondente all’età senile.
Ciclo di vita
Metafora della psicologia dello sviluppo nella prospettiva del ciclo di vita. Lo sviluppo riguarda tutta l’esistenza: le funzioni psichiche subiscono cambiamenti evolutivi durante tutto il corso della vita. Si ha così che:
- Nell’età evolutiva assume importanza il ruolo attivo esercitato dal bambino;
- L’età adulta non è un periodo di stabilità;
- Durante l’età senile sono ancora possibili nuovi apprendimenti grazie alla plasticità neuronale.
Età cronologica
L’età cronologica:
- Costituisce un organizzatore della conoscenza.
- Fornisce una struttura intorno alla quale possiamo ordinare gran parte della vita di ogni giorno.
- Limita le fasi biologiche e i momenti di acquisizione delle competenze cognitive, motorie, sensoriali, comportamentali di ogni essere umano.
Rassegna cronologica dello sviluppo
| Periodo della vita | Arco d’età approssimativo |
|---|---|
| Periodo prenatale | Dal concepimento alla nascita |
| Infanzia (o prima infanzia) | Da 0 a 2 anni |
| Periodo prescolare (o seconda infanzia) | Da 3 a 5 anni |
| Fanciullezza (o terza infanzia) | Da 6 a 11 anni |
| Preadolescenza | Da 11 a 13 anni |
| Adolescenza | Da 13 a 20 anni circa |
| Giovinezza | Da 20 a 40 anni circa |
| Età adulta | Da 40 a 65 anni circa |
| Età senile | Dai 65 anni in poi |
Una definizione di sviluppo
Lo sviluppo è un processo che dura tutta la vita (Baltes e Reese, 1986). È il risultato dell’interazione tra l’individuo e l’ambiente:
- È multidimensionale e multidirezionale
- È caratterizzato dalla plasticità
- Comprende conquiste e perdite
Il ruolo della psicologia dell’età evolutiva
La psicologia dell’età evolutiva si dedica alla produzione di modelli di sviluppo dell’individuo che tengano conto dell’interazione uomo-ambiente tramite:
- lo studio della maturazione biologica
- l’osservazione del comportamento umano
I più importanti studiosi in tale ambito sono:
- Jean Piaget
- John Bowlby
- Erik Erikson
Jean Piaget
Jean Piaget è il fondatore dell’epistemologia genetica, ovvero lo studio sperimentale delle strutture e dei processi cognitivi legati alla costruzione della conoscenza nel corso dello sviluppo.
Teoria di Piaget
Gli assunti di base della teoria di Piaget sono i seguenti.
- Lo sviluppo è comprensibile all’interno della storia evolutiva delle specie, di cui l’organizzazione biologica e psicologica dell’uomo ne costituisce l’apice.
- L’organismo è attivo e si modifica attraverso gli scambi con l’ambiente.
- Lo sviluppo consiste nella trasformazione di strutture che non sono innate, ma si costruiscono grazie all’attività dell’individuo.
Lo sviluppo cognitivo
Per rappresentare, organizzare e interpretare le esperienze l’individuo crea delle strutture mentali/cognitive che Piaget chiama schemi. Gli schemi sono modelli di pensieri o di azioni. Esistono 3 tipi di schemi:
- Schema d’azione o sensomotorio
- Schema simbolico
- Schema operatorio
Come vengono costruite e modificate le strutture cognitive (schemi)?
Due funzioni intellettive innate invarianti presiedono alla creazione e modifica delle strutture cognitive:
- Organizzazione: consiste nella combinazione e nell’integrazione degli schemi disponibili in sistemi coerenti o in corpi di conoscenza (strutture).
- Adattamento: consiste in un processo di aggiustamento alle richieste dell’ambiente. L’adattamento dell’organismo all’ambiente è dato da:
- Assimilazione (conservazione): incorpora nei propri schemi i dati dell’esperienza.
- Accomodamento (novità): modifica i propri schemi per adattarli ai nuovi dati.
Di fronte ad una nuova situazione...
Di fronte ad una nuova situazione si effettua un tentativo di assimilarla allo schema preesistente:
- Se l’assimilazione ha successo si utilizzeranno gli schemi preesistenti;
- Se l’assimilazione fallisce si effettuerà una modifica degli schemi preesistenti.
Intelligenza come adattamento biologico
L’adattamento è la tendenza ad adeguarsi alle richieste ambientali. L’intelligenza è un caso particolare di adattamento biologico. È una funzione che aiuta l’individuo ad adattarsi all’ambiente. Tale adattamento cambia nel tempo e tende a raggiungere una modalità sempre più adeguata di relazione con l’ambiente.
Lo sviluppo cognitivo quindi comporta dei processi di progressiva modifica delle proprie strutture mentali (schemi) in base alle richieste ambientali. Ciò avviene attraverso i processi di assimilazione e accomodamento visti in precedenza.
Il processo di sviluppo secondo Piaget
Piaget riconosce due aspetti del processo di sviluppo:
- Continuità: deriva dai concetti di adattamento e di organizzazione visti in precedenza;
- Discontinuità: il cambiamento qualitativo delle strutture biologiche dell’organismo permette di studiare il processo di sviluppo come una sequenza a stadi.
Stadi di sviluppo cognitivo
1) Stadio sensomotorio
Lo stadio sensomotorio ricopre una fascia d’età compresa tra gli 0 e i 2 anni. Nello stadio sensomotorio il bambino “comprende” il mondo in base a ciò che può fare con gli oggetti e con le informazioni sensoriali. Gli schemi di azione gradualmente si coordinano per dar luogo a sequenze comportamentali più ampie.
L’intelligenza sensomotoria si suddivide in sei sottostadi:
La conquista della permanenza dell’oggetto
- Inizialmente quando un oggetto scompare dalla vista, il bambino perde rapidamente interesse.
- Da 1 a 4 mesi alla scomparsa dell’oggetto il bambino guarda con più intensità nella direzione in cui è scomparso l’oggetto, con attesa.
- Ricerca dell’oggetto nascosto:
- Tra i 4 e gli 8 mesi circa comincia la ricerca attiva dell’oggetto parzialmente nascosto.
- Tra gli 8 e i 12 mesi il bambino cerca attivamente l’oggetto nascosto nel punto dov’è scomparso commettendo errori di perseveranza.
- Tra i 12 e i 18 mesi: cerca attivamente l’oggetto nascosto dove è stato visto scomparire l’ultima volta. Tuttavia, non è in grado di immaginare movimenti che non ha visto direttamente.
- Tra i 18 e i 24 mesi il bambino riesce a rappresentarsi l’oggetto e riesce a trovarlo anche in seguito a spostamenti invisibili e soltanto inferiti.
Reazioni circolari primarie
- Ripetizione di attività sul proprio corpo per il semplice piacere di farlo.
- Il bambino trova per caso un risultato nuovo e interessante e cerca di conservarlo mediante la ripetizione.
Reazioni circolari secondarie
- Ripetizione di attività condotte sull’ambiente per far durare lo spettacolo interessante.
- Il bambino compie azioni sugli oggetti che lo circondano; a volte queste producono un effetto interessante inatteso e il bambino ripete l’effetto sull’ambiente.
Reazioni circolari terziarie
- Variazione volontaria degli schemi nel tentativo di sperimentare attivamente mediante prove ed errori.
- Il bambino modifica la propria azione sull’ambiente e varia lo stesso evento per poterlo comprendere meglio.
Acquisizioni intorno ai 2 anni
- Comparsa delle nozioni di permanenza dell’oggetto, spazio, tempo e causalità.
- Comparsa della rappresentazione.
- Il bambino può agire in un ambiente in cui gli oggetti hanno un’esistenza fisica, spaziale e temporale propria e sono fonti autonome di causalità.
- Il bambino ricostruisce le cause quando sono presenti solo gli effetti e, viceversa, è in grado di prevedere gli effetti di un oggetto come fonte potenziale di azioni.
- Il bambino percepisce anche il proprio corpo come un oggetto in mezzo agli altri, rappresenta sé stesso e immagina i propri spostamenti nello spazio come se li vedesse dall’esterno.
Comparsa della rappresentazione
La comparsa della rappresentazione si manifesta principalmente attraverso tre fattori:
- Imitazione differita: il bambino manifesta comportamenti che ha visto compiere da qualcun altro in precedenza.
- Gioco simbolico: il bambino usa un oggetto come se questo fosse un altro oggetto; attribuisce all’oggetto proprietà che non possiede; si riferisce ad oggetti assenti come se fossero presenti (es. bastoncino come cavallo; banana come telefono).
- Uso del linguaggio: il bambino diviene per cui in grado di utilizzare schemi verbali per rappresentare la realtà.
Il bambino è per cui ora in grado di usare simboli, immagini, parole, oggetti e azioni che si riferiscono ad una realtà non percepita in quel momento e che la evocano. Si ha quindi una differenziazione tra:
- Simbolo e oggetto/evento
- Significante e significato
Riassumendo, i cambiamenti che si svolgono durante lo stadio sensomotorio sono i seguenti:
- Pattern rigidi di azione → Pattern flessibili di azione
- Pattern isolati di azione → Pattern coordinati di azione
- Comportamento reattivo → Comportamento intenzionale
- Azioni manifeste → Rappresentazioni mentali
2) Stadio preoperatorio
Lo stadio preoperatorio ricopre una fascia compresa tra i 2 e i 7 anni. Nello stadio preoperatorio il bambino si rappresenta mentalmente gli oggetti e può usare i simboli (le parole e le immagini mentali).
Il bambino è in grado di utilizzare i simboli: imitazione differita, gioco simbolico, linguaggio (schemi verbali per rappresentare la realtà). Le azioni mentali non sono ancora sistematiche e coordinate fra loro, viene considerato un solo aspetto alla volta del compito, non ci sono ancora le operazioni concrete.
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