>La schizofrenia nel DSM-5
La Schizofrenia, nel DSM-5 (Diagnostica e Statistica Manuale dei disordini mentali), si colloca nei disturbi dello spettro di schizofrenia e disturbi psicotici.
Primi cenni storici
I primi cenni risalgono all'inizio del 1800 e Philippe Pinel descrive l'insorgenza precoce, in età postpuberale associata al cambiamento di personalità, all'alterazione dell'affettività e del pensiero, al deterioramento delle funzioni cognitive, con rilevanza tale da introdurre il termine Demenza, come perdita delle funzioni mentali, ripreso, verso la metà del secolo, da Morel, che descrive questa sindrome caratterizzata da un deterioramento precoce, mentre, Hecker, nel 1871, introduce il termine Ebefrenia, come deterioramento mentale associato alla disorganizzazione, poi, Kahlbaum, pochi anni dopo, introduce il termine Catatonia, come disturbo dell'attività psicomotoria.
Kraepelin e la demenza precoce
Emile Kraepelin descrive i disturbi caratterizzati dal decadimento di alcune funzioni e distinti, in base al decorso clinico, con punti in comune, tra i quali l'esordio precoce ed una condizione simile alla demenza, indicata come Demenza Precoce, che si distingue dalla Psicosi Maniaco-depressiva, per l'assenza del progressivo decadimento cognitivo, in relazione all'età dell'esordio; per il tipo di decorso, che è progressivamente involutivo, rispetto a quello cronico-recidivante, che caratterizza la psicosi maniaco-depressiva; per l'esito sfavorevole, rispetto a quello della psicosi maniaco-depressiva.
Bleuler e i sintomi primari
Bleuler, all'inizio del 1900, introduce il termine Schizofrenia e identifica, come punto comune dei diversi aspetti clinici della demenza precoce, la perdita di coesione strutturale della personalità, la frattura e dissociazione delle funzioni psichiche, respingendo l'ideale di Kraepelin fondato sul criterio evolutivo e presentando sintomi primari fondamentali, associati al processo morboso Terue responsabile della malattia, concentrando l'attenzione sui disturbi formali del pensiero, sui disturbi dell'affettività e del comportamento, sull'ambivalenza e sull'autismo, determinando il distacco e la Rhigs chiusura del paziente schizofrenico; sintomi secondari accessori, che sono un adattamento ai Detifa sintomi primari e si distinguono in deliri, allucinazioni, disturbi del linguaggio e della scrittura, He Pogto sintomi catatonici, che consistono nella disorganizzazione dell'attività psico-motoria.
Schneider e i sintomi di primo rango
Schneider A He\ne si concentra, invece, l'attenzione, nella metà del 1900, su alcuni sintomi, che presentano una perdita Eider di controllo e di autonomia, considerati sintomi di primo rango, che si distinguono in eco del Scaersi u c Pensiero, voci commentanti, voci dialoganti, influenza, controllo esterno di emozioni e volontà, Presestaen C furto e trasmissione del pensiero ed altri sintomi, più frequenti, ma di minore importanza, si Stohierdta d considerati sintomi di secondo rango, che si distinguono in perplessità, impoverimento affettivo, Rho cambiamento dell'umore, in modo depressivo o euforico.
Diffusione, prognosi e fattori
La Schizofrenia colpisce uomini e donne, Nuso, coesoemrae ma ha un esordio precoce negli uomini ed una prognosi favorevole nelle donne, non presenta una causa specifica, ma un contributo da parte di fattori genetici, ambientali, neurofisiologici con Cotrdo deficit di attenzione e di filtrazione degli stimoli rilevanti e sovraccarico di informazioni Stor so insignificanti, biochimici con trasmissione dopaminergica sviluppata da un approccio farmaceutico A, con attività curativa da parte di farmaci, che regolano le alterazioni presenti, in cui c'è un'alta Istdhoc a concentrazione di neuroni dopaminergici, sotto il mesencefalo, da cui partono il tratto Eoudoo Ro mesolimbico, con l'aumento dell'attività dopaminergica nel sistema limbico e con sintomi positivi, oego, Pisue che non dovrebbero esserci, il tratto mesocorticale, con riduzione dell'attività dopaminergica nella - Peoeschic corteccia prefrontale e con sintomi negativi deficitari, e vari fasci coinvolti nel Morbo di Parkinson, V2esenth ore nel rilascio di ormoni, come la dopamina, neuromorfologici e neuropsicologici, mentre, altre ipotesi prendono in considerazione la serotonina, poiché, è presente una modulazione dell'attività dopaminergica associata all'attività serotoninergica, invece, l'ipotesi glutammatergica presenta un Rharisehenaolo importante del glutammato, che è un neurotrasmettitore eccitatorio, nel controllo della trasmissione dopaminergica.
Alterazioni cerebrali e fattori psicosociali
Il cervello presenta alterazioni, con perdita di neuroni e Socat disorganizzazione delle cellule piramidali, riduzione di densità degli interneuroni nella corteccia prefrontale, dilatazione dei ventricoli con riduzione del volume cerebrale. Quindi, risulta alterata la 0esso capacità di processare stimoli ed il funzionamento della corteccia centrale.
I fattori psicosociali si Drrosolr Hala uistinguono in familiari, in cui si evidenzia il pattern comunicativo con il soggetto schizofrenico, Suto Eolariaccessri doe, Cdesorhoreoffcedeut, Creato con Scanner Profiflfifi fifififi € Resente onaalerazi0e tec Agitaace e Sintorioegato, onpouerta di Fesiero e Aana. Eorsuioppo Sidisnogu i Frharcesn Rorrideuahalatìa, €Oralosress Secoodari, che So Lrghthater0 Ranstegraudada, che presenta un disallineamento tra le informazioni verbali e non verbali, agevolando l'insorgenza della malattia, e socio-culturali, in cui si evidenzia un attaccamento dovuto all'insicurezza del soggetto, stress multipli e situazioni traumatiche precoci.
Base genetica e neurosviluppo
Su base genetica sono presenti alterazioni del neurosviluppo dovute ad infezioni virali o ad alto stress materno, durante la gravidanza, che si protraggono in un primo periodo critico post-natale, da 0 a 3 anni, dovuto a complicanze ostetriche o ad alterazioni del normale processo di attaccamento e separazione, a cui segue un periodo di latenza, da 4 a 11 anni, proseguendo con un secondo periodo critico post-natale, da 12 a 18 anni, dovuto ad eventi s