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Università degli studi di Foggia

Facoltà di medicina e chirurgia

Esame di Psichiatria e psicologia clinica

Prof. Antonello Bellomo

Esposto Massimo

Studente: 1

Programma

  • Psicopatologia: disturbi della coscienza, sensopercezioni, attenzione, memoria, ideazione, affettività, volontà, intelligenza.
  • Semeiotica Psichiatrica: anamnesi ed esame obiettivo (vedi psicologia medica).
  • Le classificazioni in Psichiatria.
  • La Schizofrenia ed altri Disturbi Psicotici.
  • I Disturbi dell’Umore.
  • I Disturbi d’Ansia.
  • Le Malattie Psicosomatiche.
  • I Disturbi Somatoformi e Dissociativi.
  • I Disturbi dell’Alimentazione.
  • I Disturbi Mentali Organici (Demenza, Delirium).
  • I Disturbi di Personalità.
  • Altri disturbi (del sonno; degli impulsi).
  • Abusi e Dipendenza da sostanze.
  • Principi sui trattamenti psichiatrici (farmacoterapie, psicoterapie, altre terapie).
  • Legislazione psichiatrica e cenni di storia della Psichiatria.
  • Cenni sui Trattamenti Sanitari Obbligatori.
  • Il Dipartimento di Salute Mentale e sue suddivisioni.
  • Prevenzione primaria, secondaria e terziaria in Psichiatria.
  • La Riabilitazione Psichiatrica.
  • Il consenso informato in Psichiatria.
  • Definizione di Psicologia Clinica.
  • Cenni sui gruppi.
  • I test mentali e psicologici.

Testi consigliati

  • Bogetto Filippo - Maina Giuseppe. Elementi di Psichiatria. Edizioni Minerva Medica, II edizione, 2006.
  • Bellomo A. Psicologia Medica e Abilità relazionali. Edizioni Minerva Medica, 2004.

Psicopatologia

La psicopatologia studia i disturbi delle funzioni psichiche, cioè disturbi della coscienza, sensopercezioni, attenzione, ideazione, memoria, intelligenza, affettività e volontà.

Coscienza

La coscienza è lo stato di consapevolezza di se stessi, del proprio corpo e dell’ambiente esterno. Possiamo fare una distinzione tra disturbi quantitativi e qualitativi.

Disturbi quantitativi della coscienza

Tra i disturbi quantitativi della coscienza abbiamo:

  • Stato ipnoide: stato intermedio tra coscienza e perdita di coscienza con alterazioni della lucidità o vigilanza, cioè obnubilamento o ottundimento (sonnolenza) che si verifica normalmente nella fase di addormentamento con stato di dormiveglia oppure in caso di trauma cranico, coma iperglicemico o da alterazione del metabolismo glicidico.
  • Stato confusionale: il pz non ricorda il suo nome, dove si trova, non riconosce i luoghi e le persone, non ricorda dove abita, la data, se è mattina, pomeriggio o sera, per cui presenta disorientamento temporo-spaziale, spesso non reagisce agli stimoli e non risponde alle domande, linguaggio sconnesso, disorganizzato, incomprensibile e incoerente, oppure presenta un comportamento inadeguato al contesto, fino al coma nei casi più gravi.

Disturbi qualitativi della coscienza

Tra i disturbi qualitativi della coscienza abbiamo:

  • Stato crepuscolare: cioè restringimento del campo di coscienza; il soggetto conserva solo alcuni eventi, idee o temi affettivi con o senza disorientamento temporo-spaziale, come succede nell’epilessia temporale o nell’isteria. Alcune volte uno stato crepuscolare di breve durata si manifesta in situazioni di stress molto intense come catastrofi, lutti, pericolo per la propria vita.
  • Stato oniroide: il pz non riesce più a controllare la realtà esterna per la presenza di allucinazioni e idee deliranti vissute con intensa partecipazione emotiva.
  • Stato di delirium: alterazione dello stato di coscienza con confusione mentale, disorientamento temporo-spaziale e personale, cioè il pz non ricorda la data, dove si trova, perché si trova in quel posto, non ricorda il suo nome e i suoi dati personali, associati a deficit della memoria a breve e lungo termine, cioè deficit della fissazione e rievocazione dei ricordi, deficit dell’attenzione, alterazioni formali del pensiero con allentamento dei nessi associativi, fino a deliri poco sistematizzati, incoerenti e instabili di persecuzione, nocumento o riferimento, poiché tendono a disgregarsi. Spesso il pz presenta alterazioni della percezione con illusioni visive, uditive, tattili, cenestetiche, mentre le allucinazioni sono più rare e si hanno solo nelle forme gravissime dello stato confusionale, come le allucinazioni visive. Tutto ciò provoca anche alterazioni dell’umore con ansia, paura, irritabilità, agitazione, comportamenti inadeguati, pericolosi, aggressivi, fughe in stato di confusione mentale. Il delirium ha un andamento fluttuante, a decorso transitorio, regredisce completamente tranne in caso di delirium che si sviluppa in un quadro di demenza o di un altro disturbo cognitivo preesistente, oppure di alcune complicanze come alterazioni del ritmo sonno-veglia, insonnia, stupor catatonico, agitazione psicomotoria.

Inoltre abbiamo i disturbi della coscienza dell’Io cioè della coscienza di se stessi:

  • Depersonalizzazione: alterata percezione di se stessi con sensazione di distacco dal proprio corpo. Si tratta di un’esperienza sgradevole che si ha in caso di schizofrenia, uso di alcol e droghe (allucinogeni), farmaci (barbiturici), disturbi depressivi, attacchi di panico.

La depersonalizzazione viene distinta in:

  • Depersonalizzazione autopsichica: estraneità dei propri pensieri alla propria mente.
  • Depersonalizzazione somatopsichica: il pz percepisce parti del proprio corpo come se fossero distaccate o appartenenti ad altre persone.
  • Depersonalizzazione allopsichica o derealizzazione: alterata percezione dell’ambiente circostante con senso di stranezza, sogno o irrealtà, come se il pz stesse vivendo in un film.
  • Transitivismo: il pz attribuisce ad altre persone le sue azioni, percezioni e pensieri (schizofrenia).
  • Appersonazione: autoattribuzione di azioni, percezioni e pensieri di altre persone.

Sensopercezioni

Le sensopercezioni rappresentano un complesso sistema che consente l’integrazione tra individuo e ambiente esterno; infatti, gli organi di senso ricevono continuamente dall’ambiente esterno vari stimoli che sono filtrati e organizzati costituendo le sensazioni o stimoli sensoriali trasmesse alle aree cerebrali corticali e sotto-corticali dove vengono rielaborate, ottenendo la percezione che consente l’integrazione tra soggetto e ambiente esterno.

Disturbi qualitativi delle sensopercezioni

Tra i disturbi qualitativi delle sensopercezioni abbiamo:

  • Eritropsia, cioè alterata percezione del colore degli oggetti che appaiono improvvisamente colorati in rosso, mentre nella xantopsia appaiono colorati in giallo; micropsia, cioè alterata percezione delle dimensioni degli oggetti che appaiono più piccoli della loro dimensione reale, mentre nella macropsia appaiono più grandi, come in caso di intossicazioni da allucinogeni (LSD), lesioni dell’apparato oculare, lesioni della regione temporo-parieto-occipitale, epilessia.
  • Alterazioni della percezione non allucinatorie: a differenza delle allucinazioni vere e proprie si possono riscontrare sia in condizioni normali che patologiche tra cui abbiamo:
    • Rappresentazione: il pz rivive a livello mentale un’esperienza del passato in assenza degli stimoli sensoriali che l’avevano evocata ma può essere favorita dalla presenza di forti emozioni.
    • Allucinosi: è una percezione allucinatoria di cui il soggetto è in grado di riconoscere la natura patologica non accettandola come percezione reale, in genere è correlata a patologie organiche del SNC come le lesioni del tronco dell’encefalo e lesioni temporo-occipitali.
    • Illusione: è una percezione distorta di un oggetto esistente, ad es. un rumore viene percepito come un suono di un campanello che può essere corretta più o meno rapidamente con passaggio ad una percezione corretta della realtà. Possono essere causate da allucinogeni, delirium.

Le allucinazioni sono delle false percezioni o percezioni senza oggetto non criticate dal pz, cioè il pz percepisce un oggetto inesistente ma, secondo il pz, sono percezioni o esperienze reali perfettamente congrue. Abbiamo varie forme di allucinazioni:

  • Allucinazioni uditive: sono tipiche della schizofrenia in cui il pz sente delle voci sussurrate ma comprensibili di soggetti sconosciuti o conosciuti, voci che danno ordini, divieti o impongono azioni (allucinazioni imperative o coatte), o voci che discutono tra loro su vari argomenti, parlano del pz criticando o elogiando le sue azioni (colloquio di voci), voci che ripetono i contenuti del pensiero del pz (eco del pensiero).
  • Allucinazioni visive: sono frequenti nelle psicosi acute con alterazioni dello stato di coscienza o delirium, nella schizofrenia, psicosi da abuso di alcol e droghe, in cui il pz vede insetti o animali nella propria stanza o sul suo corpo (allucinazioni zooptiche), oppure vede la propria immagine nello spazio esterno come se fosse riflessa in uno specchio (allucinazione autoscopica) o oggetti di dimensioni irreali rispetto alla norma (allucinazione dismegalopsichica).
  • Allucinazioni olfattive e gustative: sono caratterizzate dalla percezione di odori o sapori disgustosi, interessano soggetti affetti da disturbi schizofrenici in un contesto delirante, crisi parziali complesse nell’epilessia temporale.
  • Allucinazioni cenestetiche o somatiche: sono rappresentate da sensazioni di caldo o freddo (allucinazioni termiche), sensazioni di bagnato (allucinazioni idriche), sensazione di essere toccato (allucinazioni tattili), sensazione di scossa elettrica sul corpo (allucinazioni aptiche), oppure il pz ha una percezione sbagliata del proprio corpo, ad es. corpo di pietra o vetro, arti più lunghi o contorti oppure percepisce movimenti allucinatori del corpo.

Disturbi quantitativi

Tra i disturbi quantitativi abbiamo la < n° percezioni (demenza) e il rallentamento delle percezioni (depressione).

Attenzione

L’attenzione è una funzione cognitiva di controllo, una proprietà selettiva della coscienza attraverso cui il soggetto si concentra su un particolare stimolo interno o esterno, ignorando o inibendo altri stimoli che si verificano nello stesso tempo, per cui si parla di attenzione selettiva, focalizzata o concentrata, che può essere involontaria, passiva, spontanea, dovuta a stimoli molto intensi ed emotivi, o volontaria, attiva, in cui il soggetto si concentra volontariamente su uno stimolo per raggiungere un determinato scopo.

L’attenzione è dispersa > durante la fase di dormiveglia, iperprosessia dell’attenzione < o si ha nei pz deliranti e maniacali, la ipoprosessia dell’attenzione si ha nei pz depressi.

Memoria

La memoria è la capacità di fissare, conservare e rievocare esperienze ed informazioni acquisite dall’ambiente, per cui è composta da 3 funzioni essenziali, cioè fissazione delle tracce mnemoniche, conservazione, ritenzione o immagazzinamento delle informazioni e rievocazione dei ricordi del passato, per cui si fa una distinzione tra memoria a breve termine e memoria a lungo termine, a seconda del tempo intercorso tra fissazione e rievocazione del ricordo. I ricordi che svaniscono per primi sono quelli di recente acquisizione, mentre i ricordi che presentano maggiori legami con quelli preesistenti sono maggiormente fissati, ritenuti e rievocati.

Disturbi quantitativi della memoria

Tra i disturbi quantitativi della memoria abbiamo:

  • Ipermnesia: > della capacità mnesica globale o limitata ad alcuni settori particolari, con memoria spiccata per i numeri, la musica, permanente. Può essere nelle persone superdotate dal punto di vista intellettivo o transitoria da intensi stati emotivi, sindrome maniacale.
  • Ipomnesia: progressivo indebolimento delle capacità mnesiche (sindrome depressiva).
  • Amnesia: disturbi della memoria, con deficit più o meno grave della memoria a breve termine, cioè deficit della fissazione, capacità di acquisire nuovi ricordi, e disturbi della memoria a lungo termine, con deficit nel conservare e rievocare i ricordi acquisiti.

In base all’evento patogeno si fa una distinzione tra:

  • Amnesia organica: deficit della memoria da lesioni organiche, da trauma cranico, intossicazione, patologie vascolari, sindromi demenziali. L’amnesia riguarda soprattutto gli eventi più recenti ma se il danno cerebrale è esteso tende a diventare diffusa.
  • Amnesia psicogena: deficit della memoria transitoria e reversibile in assenza di lesioni di tipo organiche. L’amnesia riguarda soprattutto gli eventi o ricordi di particolare significato conflittuale (amnesia selettiva) oppure tutti gli eventi o ricordi relativi a fatti o persone (amnesia sistemica). In particolare ricordiamo l’amnesia isterica che riguarda eventi di grande impatto emotivo ed affettivo, in cui entrano in gioco meccanismi di rimozione di ricordi conflittuali.

Inoltre si fa una distinzione tra:

  • Amnesia lacunare: deficit della memoria più o meno circoscritto a certi periodi di tempo.
  • Amnesia retrograda: il pz non ricorda i fatti antecedenti all’evento patogeno.
  • Amnesia anterograda: il pz non ricorda i fatti accaduti dopo l’evento patogeno.
  • Amnesia retroanterograda: il pz non ricorda i fatti accaduti prima e dopo l’evento patogeno.

Disturbi qualitativi della memoria

Tra i disturbi qualitativi della memoria abbiamo:

  • Allomnesie o illusioni della memoria: i ricordi sono deformati, incompleti, inadeguati, falsati; il passato viene rievocato in modo distorto, alcuni caratteri sono accentuati, altri sono minimizzati o ridotti. Le allomnesie sono frequenti nei soggetti normali e nei pz affetti da mania, depressione melanconica, paranoici con idee deliranti.
  • Pseudomnesie o allucinazioni della memoria: in tal caso i ricordi sono frutto della fantasia o immaginazione del soggetto (falsi ricordi), tipici della sindrome di Korsakoff degli alcolisti o demenza, oppure il pz attribuisce il significato di ricordo ad una situazione mai sperimentata (falsi riconoscimenti, dèja vu), frequenti in condizioni normali in soggetti molto stanchi e con grande stato emotivo o nei pz con patologie del lobo temporale e schizofrenia.

Ideazione

L’ideazione rappresenta l’attività mentale di più alto livello perché consente all’individuo di creare concetti astratti o idee, cioè il pensiero che grazie alla facoltà di astrazione, giudizio e ragionamento permette la valutazione della realtà e risolvere problemi in base alle conoscenze acquisite. I disturbi del pensiero sono distinti in disturbi della forma e del contenuto.

I Disturbi della forma del pensiero riguardano l’organizzazione del pensiero, cioè alterazioni della grammatica, sintattica e semantica e sono distinti in disturbi quantitativi e qualitativi.

Disturbi quantitativi della forma del pensiero

Tra i disturbi quantitativi della forma del pensiero abbiamo:

  • Accelerazione ideatoria o ideorrea: le idee si susseguono rapidamente una dietro l’altra con logorrea, deficit dell’associazione tra le idee e della comunicazione fino alla fuga di idee, come negli episodi maniacali e ipomaniacali.
  • Rallentamento ideatorio o bradipsichismo o viscosità mentale: le idee si susseguono lentamente con povertà della comunicazione, fino al mutismo come nella depressione melanconica, demenza.
  • Ristrettezza del campo ideativo: diminuzione rispetto al soggetto normale del n° delle idee, insufficienza mentale, demenze.

Disturbi qualitativi della forma del pensiero

Tra i disturbi qualitativi della forma del pensiero abbiamo:

Tra i disturbi qualitativi della forma del pensiero abbiamo:

  • Dissociazione del pensiero: con alterazione dell’associazione delle singole idee, pensieri espressi in maniera incongrua, sconnessa, strana, incoordinata, caotica, discorso incomprensibile; il pz perde il filo del discorso, fino alla cosiddetta insalata di parole in cui il pz perde la coerenza della frase, come nella schizofrenia, caratterizzata da pensiero disorganizzato, con alterazioni della forma ed esecuzione del pensiero con i fenomeni di:
    • Deragliamento: il pz esprime diverse idee, passando da un tema ad un altro senza nessun nesso associativo tra le idee stesse.
    • Tangenzialità: il pz dà delle risposte prive di senso alle domande.
    • Incoerenza: il discorso è incomprensibile.
    • Circostanzialità: il discorso del pz è inconclusivo, dispersivo, superficiale.
    • Illogicità: il pz giunge ad una conclusione senza un procedimento deduttivo-logico.
  • Concretismo: incapacità di operare astrazioni o generalizzazioni, difficoltà nella classificazione degli oggetti secondo criteri diversi, uso dei simboli, interpretare proverbi.
  • Perseverazione: il pz ripete in maniera stereotipata parole, idee, soggetti, ad es. dà la stessa risposta a due domande differenti.
  • Particolarismo: alterazione del pensiero con maggiore interesse per argomenti secondari e irrilevanti rispetto a quelli principali, con aggiunta di dettagli inutili, deficit della capacità di sintesi, come in caso di insufficienza mentale, epilessia, sindromi demenziali.

Disturbi del contenuto del pensiero

Tra i Disturbi del contenuto del pensiero abbiamo: il pz usa in maniera prioritaria alcuni tipi di idee.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kalamaj di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psichiatria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Foggia o del prof Bellomo Antonello.
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