Lezione 1 ✅
martedì 21 settembre 2021 10:45
La microbiologia studia i microrganismi.
Leeuwenhoek, commerciante di tessuti, iniziò a osservarli al microscopio (1677) per
verificarne la bontà. Nel 1685 comunica alla British Royal Society di aver notato
qualcosa, dei microrganismi dalla vita autonoma, ma non venne considerato.
Esperimento di Spallanzani
Spallanzani prova la confutazione della generazione spontanea dei microrganismi.
Ha riempito due beute con un infuso di carne e l'ha bollito per due ore in modo da
eliminare i microrganismi; successivamente lasciò una beuta aperta e l'altra la chiuse
e osservò che a distanza di tempo nella beuta aperta si verificava intorbidimento
mentre in quella chiusa no.
Dal momento che l'intorbidimento è un metodo per constatare la proliferazione
microbica, Spallanzani credeva di aver dimostrato definitivamente che la
generazione spontanea non fosse possibile e che l'intorbidimento nella beuta aperta
fosse semplicemente dovuto alla contaminazione con l'esterno da dove provenivano
i microbi. Nonostante ciò gli esperimenti di Spallanzani non vennero considerati
validi perché nelle beute sigillate con infuso bollito non era presente ossigeno
gassoso il quale è essenziale per gli organismi viventi come dimostrato da Lavoisier,
dunque la sua assenza avrebbe impedito a prescindere la generazione spontanea.
Correzioni all'esperimento di Spallanzani
Schroder e von Dusch escogitano un metodo per ovviare all'assenza di ossigeno
garantendo il passaggio di aria filtrata da ovatta attraverso un tubo in modo da
evitare l'accesso di microrganismi.
Neanche con questo escogito l'esperimento fu considerato valido perché si riteneva
che il sistema di filtraggio modificava l'aria in qualche modo e non erano garantite le
condizioni favorevoli per la crescita microbica.
Pasteur (1864) dimostra che i microrganismi sono presenti nell'aria. Fine della
teoria della generazione spontanea.
Koch (1878) dimostra l'eziologia microbica del carbonchio: è causata da Bacillus
anthracis.
Esperimento di Pasteur
Si utilizza una beuta col collo modificato, detto a collo di cigno, che viene riempita
con brodo di carne (non di cigno!! LOL), viene sterilizzato e rimane a contatto con
l'ambiente esterno. Il collo piegato impedisce ai microrganismi esterni di
raggiungere l'ambiente di esperimento, infatti si accumulano nella prima ansa
creata appositamente. Se poi successivamente si inclina il contenitore (o si rompe il
collo) in modo da mettere in contatto il liquido con i microrganismi, si verifica la
crescita microbica nell'infuso di carne.
Il problema delle spore batteriche
Per uccidere le spore batteriche non è sufficiente la bollitura, quindi Pasteur è stato
fortunato nella realizzazione del suo esperimento. L'unico modo per uccidere le
spore è utilizzare una temperatura di 121 °C. Successivamente sono state introdotte
le autoclavi che utilizzano vapore acqueo a temperatura di 121 °C per 30 minuti
e a pressione 1 atm.
Semmelweis aveva intuito la trasmissibilità indiretta dei microrganismi
dall'ambiente all'uomo anche se non fu creduto. La sua intuizione si basava sui casi
di morti di madri nell'immediatezza del parto che venivano assistite da medici che
poco prima avevano condotto autopsie e successivamente non si lavavano le mani.
Malattie contagiose e eziologia
Robert Koch: scoperta dell'eziologia microbica delle malattie contagiose:
Scoprì il carbonchio che è una malattia infettiva causata dal batterio Bacillus
• anthracis (oggi è considerato agente bioterroristico di classe A).
1. Prelevò del sangue da un animale malato;
2. Lo seminò in un brodo nutriente in vitro;
3. Infettò un animale sano;
4. Isolò nuovamente il microrganismo dal secondo animale.
Microbiologia Pagina 1
4. Isolò nuovamente il microrganismo dal secondo animale.
Scoprì la tubercolosi che è una malattia infettiva causata dal batterio
• Mycobacterium tuberculosis.
1. Prelevò dell'espettorato da un individuo ammalato
2. Seminò l'espettorato su una fetta di patata con bile e glicerina
3. Le colonie isolate vennero essiccate e polverizzate e usate per infettare le
cavie per via aerogena
4. Diagnosticò la stessa malattia anche nelle cavie isolando il batterio.
Robert Koch e i terreni solidi
I postulati di Koch (1881)
I postulati di Koch servono per spiegare l'eziologia microbica, cioè per associare il
microrganismo alla malattia che genera.
1. L'agente causale deve essere presente in tutti gli individui malati e assente in
quelli sani.
2. L'agente causale deve essere isolato dal soggetto malato e in coltura deve dare
origine a delle colonie omogenee (pure, con soltanto quell'agente presente).
3. L'inoculazione di una coltura pura dell'agente causale in individui sani deve
dare luogo alla comparsa della malattia di cui è ritenuto responsabile.
4. L'agente causale deve essere re-isolato dall'organismo infettato
sperimentalmente.
Se sono soddisfatti tutti i postulati, si può associare la malattia all'agente patogeno
imputato.
I postulati di Koch molecolari
1. Tutti i ceppi patogeni hanno il gene che codifica per una molecola che è un
fattore di virulenza, che è importante per la patogenesi della malattia;
2. Inattivando il gene in un ceppo mutante, il microrganismo deve perdere la
virulenza;
3. L'introduzione del gene in questione in un ceppo non patogeno lo trasforma in
patogeno.
Note
La peste è causata dal batterio Yersinia pestis, tipico del ratto e portato all'uomo
• tramite la pulce.
Il genere si scrive con la maiuscola, la specie tutta in minuscolo.
• Microbiologia Pagina 2
Lezione 2 ✅
martedì 28 settembre 2021 10:35
Perché si usa la parola vaccino?
La scelta del termine è stata fatta da Pasteur che volle onorare Jenner il quale eseguì la prima
vaccinazione della storia contro il vaiolo (agente eziologico: Variola major), una malattia che colpiva
l'uomo in forma grave, spesso letale, e i bovini in forma moderata i quali presentavano una
sintomatologia diversa. Le mungitrici che accudivano bovini infettati dal Variola major riportavano
spesso delle lesioni alle mani e una sintomatologia più lieve rispetto ai casi di vaiolo umano con
decorso della malattia molto spesso favorevole. Sulla base di quanto osservato Jenner ipotizzò che
far prendere il vaiolo bovino a un essere umano potesse conferire un'immunità verso il vaiolo
umano. Per verificare che la sua ipotesi fosse corretta somministrò il vaccino al figlio di un
giardiniere e successivamente lo espose al vaiolo umano: il bambino sviluppò una forma lieve di
vaiolo e non morì, come previsto dall'ipotesi di Jenner.
Esperimento di Pasteur con il colera dei polli
Pasteur sulla base dell'esperimento di Jenner condusse degli studi sul colera dei polli:
Propagò in vitro l'agente eziologico Pasteurella septica;
- Casualmente inoculò vecchie colture del virus in animali che non si ammalarono ma che
- svilupparono una risposta immunitaria protettiva;
Successivamente somministrò agli stessi animali l'agente eziologico da colture fresche e non si
- ammalarono, cosa che invece accadde in altri animali che non erano stati trattati in precedenza
con le vecchie colture.
Pasteur comprese al termine degli studi l'importanza di aver utilizzato delle colture vecchie con
l'agente eziologico attenuato nella virulenza il quale non causava la malattia ma era comunque
capace di sviluppare una risposta immunitaria nell'organismo infetto.
Il vaccino contro il carbonchio
Con la stessa logica Pasteur produsse anche il primo vaccino contro il carbonchio: sottopose ad un
processo di attenuazione l'agente eziologico Bacillus anthracis, ovvero espose le colture a una
temperatura di 44 °C, eliminando il fattore di virulenza di questo batterio, cioè la capsula che lo
protegge.
La microbiologia ebbe un forte impatto positivo sull'umanità aumentando la speranza di vita
notevolmente.
Oggi la microbiologia si diversifica in
Microbiologia medica
- Fisiologia microbica
- Ecologia microbica
- Biotecnologie microbiche
-
Classificazione Microbiologia Pagina 3
Eubatteri (batteri propriamente detti), Archea (procarioti molto diversi dagli eubatteri), Eucarioti.
I procarioti vengono divisi in archeobatteri ed eubatteri.
Solo una piccola parte è patogena, un numero esorbitante è sempre presente anche negli esseri
umani con anche effetti benefici.
Hanno una grandissima varietà metabolica e vengono isolati da qualsiasi nicchia ecologica
( …)
La cellula
Caratteristica Bacteria Archea Eukarya
Dimensione 0,2- μ μ 10-2 μ
Membrana nucleare - - +
Ribosomi 70 S 70 S 80 S
Crescita a T > 80 °C + + -
Crescita a T > 100 °C - + -
Morfologia batterica
I batteri vengono classificati in base alla morfologia
Cocchi: forma sferica, generalmente immobili (no flagelli), possono essere classificati per
- come si distribuiscono nello spazio (streptococchi e stafilococchi)
Bastoncelli o bacilli: forma allungata.
-
Dunque il metodo con cui si sviluppano nello spazio è un criterio tassonomico, cioè sono suddivisi in
base a come si sviluppano nello spazio.
I batteri si riproducono per scissione binaria, le cellule figlie sono cloni perfetti.
Cocchi
I cocchi che si dividono secondo un solo asse di divisione porta a due disposizioni:
➢ Diplococchi: uniti a due a due
- Microbiologia Pagina 4
Cocchi
I cocchi che si dividono secondo un solo asse di divisione porta a due disposizioni:
➢ Diplococchi: uniti a due a due
- Streptococchi: più cocchi uniti in sequenza (catena)
-
I cocchi che hanno la divisione cellulare secondo due assi perpendicolari:
➢ Tetradi: disposizione planare a 4 cellule
- A foglio: disposizione planare a fogli monostratificati
-
Cocchi che hanno la divisione cellulare secondo tre assi:
➢ Cubi, se gli assi sono perpendicolari → si formano dei cubi di 8 cellule, queste strutture sono
- dette sarcine.
Grappoli, se gli assi non sono perpendicolari (stafilococchi) → si formano dei raggruppamenti
- irregolari di cellule.
Bastoncelli
La maggior parte dei bastoncelli sono immobili ma ce ne sono alcuni provvisti di flagelli che
permettono il movimento. Tra i bastoncelli ci sono anche quei microrganismi capaci di produrre
spora, tipica dei due generi bacillus (aerobio) e clostridium (anaerobio obbligato).
Vengono distinti in base a spessore, lunghezza, capacità di produrre spora (che può essere
deformante o non deformante, centrale o terminale) e motilità consentita dal flagello.
Tassonomia convenzionale
La tassonomia batterica convenzionale si basa su aspetti fenotipici (com'è fatta la cellula e la
colonia, caratteristiche, vie metaboliche, quali zuccheri fermenta).
La propagazione dei batteri è clonale (scissione binaria: due cellule figlie identiche alla cellula
madre)
Una specie batterica è definita come un insieme di ceppi (specie > ceppi) che condividono un
determinato fenotipo (caratteristiche principali in comune) che si mantiene stabile ed è diverso da
quello che caratterizza altri insiemi di ceppi.
La validità di questa definizione si basa sul concetto di genoma equilibrato, che favorisce il
mantenimento di specie stabili e ben adattate.
Microbiologia Pagina 5
mantenimento di specie stabili e ben adattate.
Per classificare i batteri ci si basa su caratteri fenotipici altamente conservati.
I caratteri che vengono osservati per l'identificazione della specie sono:
Morfologia cellulare
Presenza di spore
Affinità tintoriali (reazione alle colorazioni come quella di Gram per esempio)
Motilità
Forma della colonia ( …)
Suscettibilità ad antibatterici (caratteristica che si può modificare anche all'interno dei ceppi della
stessa specie)
Habitat
Sequenze geno-specifiche
Identificazione di tipo (intraspecifica, cioè ceppi), tramite:
Sierotipizzazione
Biotipizzazione
Tipo di colonia
Genotipizzazione
Colorazione di Gram
È una colorazione differenziale, cioè utilizza due coloranti differenti: uno primario e uno di
contrasto.
1. Si procede con la fissazione del batterio: si fa asciugare e fissare col calore.
2. Si colora col colore primario, cristalvioletto, (per 1 minuto) e si aggiunge una soluzione
mordenzante a base di iodio (per 1 minuto) dove lo iodio crea dei complessi che rendono la
molecola più grande
3. Si effettua la decolorazione con alcol per 15-20 secondi e si sciacqua con acqua
4. Si aggiunge il colorante di contrasto, la safranina, che conferisce un colore rosa ai batteri
gram-negativi.
Il decolorante agisce solo sui batteri gram-negativi. Nello specifico l'alcol fa aprire bene i pori sulla
parete e favorisce l'uscita del colorante applicato.
Colorazione di Ziehl-Neelsen
Colorazione differenziale
Esistono dei batteri che non rispondono alla colorazione di Gram e sono comunque di rilevante
importanza dal punto di vista clinico, questi batteri appartengono alla specie Mycobacterium che ha
una parete che non è né gram positiva né gram negativa, rivestita da cere e lipidi quindi fortemente
idrofobica e difficile da colorare. Si comincia fissando il campione sul vetrino e si tratta con fucsina
fenicata al calore che colora i micobatteri. Si prosegue con una decolorazione con alcol acido che
decolora eventuali altri batteri tranne i micobatteri e infine si applica la colorazione di contrato col
blu di metilene che colora tutto ciò che non è un micobatterio, poi si risciacqua con acqua.
Microbiologia Pagina 6
La complessità della parete spiega anche perché è così lenta la generazione (24 ore), per via della
difficoltà per internalizzare i nutrienti.
Per colorare i batteri con questo tipo di parete si utilizza una colorazione differenziale che deve
essere eseguita con un fenolo, la Fucsina fenicata al calore. Una volta applicato il colore si utilizza
una miscela di alcol e acido per decolorare in modo da far perdere il colore a tutto eccetto il
Mycobacterium tuberculosis, poi
si sciacqua e si applica il blu di metilene e si risciacqua con acqua.
Colorazione col blu di metilene
In alcuni casi si utilizzano colorazioni semplici come quella col blu di metilene (solo un colore, senza
il contrasto). Non è molto indicativa perché non permette di ottenere molte informazioni. Utile
quando si utilizza per vedere l'agente eziologico della difterite, Corynebacterium diphtheriae perché
all'interno ha dei grani chiamati metacromatici che diventano rossi.
Preparazioni microscopiche non colorate
I batteri si possono osservare anche senza colorazione col solo utilizzo dell'acqua (preparazioni a
fresco). Questa tecnica mette in risalto le strutture molto rifrangenti come le spore batteriche.
Classificazione dimensionale dei batteri
I batteri sono microrganismi unicellulari, procarioti, di dimensioni di pochi micron, da 2 a 30.
Microbiologia Pagina 7
Lezione 3 ✅
venerdì 1 ottobre 2021 10:38
La parete batterica
I Bacteria posseggono una parete che permette di distinguerli in Gram positivi e
Gram negativi.
La parete dei Gram negativi è composta da una vera e propria membrana di
➢ lipidi e proteine detta membrana esterna e uno strato sottile di
peptidoglicano o mureina che si trova nello spazio tra la membrana esterna e
la membrana plasmatica detto periplasma. Questa struttura complessa
rappresenta una barriera che impedisce il passaggio per diffusione di molti
composti.
La parete dei Gram positivi è composta soltanto da uno strato spesso di
➢ peptidoglicano o mureina, quindi in questo caso non vi è un vero e proprio
spazio periplasmatico anche se spesso lo spazio tra la membrana plasmatica e
il peptidoglicano prende tale nome.
Le diverse pareti possedute dai due gruppi di batteri determinano la risposta
positiva o negativa alla colorazione di Gram.
La parete batterica quindi si trova all'esterno della membrana plasmatica e la
ricopre conferendo rigidezza e forma alla cellula oltre che protezione per il
batterio da insulti fisici e chimici e dalla lisi osmotica, cioè dalla rottura della
membrana plasmatica.
Peptidoglicano
Il peptidoglicano ha una struttura rigida e reticolare formata da catene glicaniche
Microbiologia Pagina 8
Peptidoglicano
Il peptidoglicano ha una struttura rigida e reticolare formata da catene glicaniche
costituite da due zuccheri che si ripetono alternati: l'N-acetilglucosammina o NAG e
l'acido N-acetilmuramico o NAM. Questi due zuccheri sono legati tra loro tramite
β-1,4 glicosidici.
Attaccato all'acido N-acetilmuramico è presente una catena di 4 amminoacidi la cui
composizione è solitamente: L-alanina; acido D-glutammico; L-lisina (o acido
diaminopimelico DAP); D-alanina.
In oltre il NAM si differenzia dal NAG per la presenza di un residuo di acido D-lattico
(gruppo lattato) legato con legame etere al C3 del glucosio, al quale è legato il
tetrapeptide visto sopra.
I D-amminoacidi e il DAP sono sintetizzati esclusivamente per la costruzione della
mureina (i D-amm sono presenti nella capsula). In particolare i D-amminoacidi
conferiscono alcune importanti proprietà come la resistenza alle proteasi.
Le catene glianiche di NAM e NAG possono avere lunghezze differenti (da decine a
centinaia di unità) che non influiscono sullo spessore dello strato di peptidoglicano
che si viene a formare.
I filamenti adiacenti sono interconnessi tra loro tramite legami formati tra i
tetrapeptidi, detti legami transpeptidici. Di solito questo tipo di legame si forma tra
il gruppo carbossilico della D-alanina in P4 del primo tetrapeptide e il gruppo
amminico del DAP
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