APPUNTI STATA 19/11
Perché STATA
STATA è uno dei più diffusi software di analisi statistica di dati per la ricerca sociale.
• Ha comandi semplici ed intuitivi, hanno una struttura che si ripete
nell’organizzazione della scrittura del comando
• Consente di programmare sequenza di comandi, riprodurle automaticamente,
salvarle e modificarle: si basa sulla scrittura di un DO-FILE al cui interno vengono
riportati tutti i comandi eseguiti, permettendo di organizzare il percorso logico
dietro la scelta dei comandi
• È facile trovare suggerimenti in caso di difficoltà, attraverso due modi: una funzione
“help” di facile lettura attraverso una funzione “help” di facile lettura e una attiva
comunità online di utenti (Statalist)
• È costantemente aggiornato, e nuove funzioni possono essere installate
gratuitamente e rapidamente se necessarie.
Sezione command: finestra in cui si possono inserire i comandi.
Sezione risultati/output: finestra centrale in cui compaiono i risultati del comando dato
Sezione cronologia dei comandi: i comandi utilizzati vengono registrati in questo elenco. È
diverso dal Do-File perché non salva in automatico i comandi effettuati; una volta chiuso
STATA, cancella i comandi inseriti durante la sessione. Utile per ripetere comando simile e
modificarlo
Sezione variables: è l’elenco di tutte le variabili presenti nella matrice dati
Sezione properties: è l’elenco di tutte le informazioni relative alle proprietà delle variabili
selezionate presenti nella matrice dati
Ma dove sono i dati?
Ecco la matrice dati.
È raggiungibile attraverso le funzioni “BROWSE”, che consente di guardare ed esaminare i
dati, e “EDIT”, che consente anche di modificare i singoli valori nelle celle.
Si arriva la matrice dati tramite le icone nella barra superiore, scrivendo i comandi
“BROWSE” o “EDIT” nella finestra dei comandi, o tramite il do-file.
Il do-file
Il do-file è il cuore di STATA. Si tratta di una finestra di testo, dove possono essere scritti,
eseguiti e salvati i comandi. Ogni riga è numerata di default, e accanto a ogni riga ci sono
dei comandi da inserire sulla matrice dati
Perché usare i do-file e non scrivere i comandi nell’apposita finestra in basso
dell’interfaccia principale?
- Per tener traccia (per sé, per eventuali colleghi, per la comunità scientifica) delle
operazioni fatte e poterle eventualmente correggere.
- Per organizzare meglio il lavoro, potendo anche inserire commenti e suddividendo
l’elenco dei comandi in sezioni con dei titoli
- Per riutilizzare, in tutto o in parte, i comandi già scritti, in altre occasioni,
risparmiando tempo
Il linguaggio di STATA
I comandi inseriti nel do-file (o nella finestra “comandi” dell’interfaccia principale) seguono
una sintassi con una struttura standard estendibile di questo tipo:
[by varlist:] command varlist [=exp] [if exp] [in range] [weight] [, options]
Si può pensare alla sintassi come a una cellula, e il nucleo fondamentale della cellula è il
comando, sempre seguito da una o più variabili.
Sintassi più complesse e articolate prevedono l’inserimento di “espressioni” (exp); il
comando può essere arricchito aggiungendo:
- delle opzioni seguono sempre con , la variabile
→
- degli if si usa se in una variabile si verifica un determinato fattore
→
- degli in
- il by o bysort è l’unica funzione che precede il comando, ed è seguita da :
→
Es. Voglio vedere il livello di gradimento verso Angela Merkel degli intervistati maschi e intervistati
donne. Devo discriminare chi, rispetto alla variabile genere, mi ha risposto uomo e chi mi ha
risposto donna. Il by è quella funzione che consente di dire: bygenere (a seconda del genere),
calcola la media di gradimento Merkel. Questo input restituirà due output: la media di gradimento di
Merkel per i maschi e la media di gradimento di Merkel per le donne.
Oltre ai comandi, nel do-file è possibile trascrivere commenti, o inserire titoli e sezioni per
organizzare meglio il lavoro. Tali scritte devono essere precedute dai caratteri * o /* , e vengono
raffigurate in verde: in quel caso, nell'esecuzione di una lista di comandi, STATA “salt
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