Metodologia della ricerca in psicologia
Lunedì 20 febbraio 2023: Prima lezione
Testo d'esame: Metodologia della ricerca in psicologia, seconda edizione, McGraw-Hill (escluso il capitolo 12)
Modalità d'esame: 31 domande a risposta chiusa con durata di 1h, primo appello utile: giugno
La ricerca psicologica contemporanea
- Caso 1: Barbara Fredrickson e gli studi sulle emozioni positive
Barbara Fredrickson è una psicologa americana specializzata in emozioni positive. Nel 1998 scrisse un articolo sulla rivista “Review of General Psychology” che le fa guadagnare notorietà. Questo articolo aveva come titolo "A cosa servono le emozioni positive?". Barbara presenta il modello broaden and build, secondo il quale le emozioni positive presentano qualità distinte rispetto alle emozioni negative che favoriscono una focalizzazione dell’attenzione sullo stimolo che innesca l’emozione stessa. Queste reazioni non si verificano quando proviamo delle emozioni positive; i cambiamenti conseguenti emozioni positive sono diversi rispetto alle emozioni negative, schemi di pensiero e d’azione diversi. Durante un episodio positivo il soggetto amplia la sua prospettiva, i suoi schemi sono diversi e i comportamenti sono più diversificati. Quindi l’individuo può costruire delle risorse intellettuali e fisiche che lo sosterranno nel breve e nel lungo periodo, allargando l’orizzonte emotivo e creando comportamenti adattativi.
Fino al 1998 la spiegazione delle due emozioni era la stessa; quindi, lo studio di Barbara ha rappresentato un punto di svolta positivo ed evidente nello studio delle emozioni. Inoltre, gli studi si erano concentrati solo su 6 famiglie delle emozioni: gioia (unica positiva), paura, rabbia, tristezza, disgusto e sorpresa. Invece, la studiosa si è soffermata su 4 famiglie di emozioni positive: gioia, interesse, appagamento e amore.
Prefazio
Questo articolo si apre notando che le emozioni positive non si adattano ai modelli esistenti di emozioni. Di conseguenza, viene avanzato un nuovo modello per descrivere la forma e la funzione di una serie di emozioni positive, tra cui gioia, interesse, contentezza e amore. Questo modello postula che le emozioni positive servono ad ampliare il momentaneo repertorio di pensiero e azione dell’individuo su cui ha l’effetto di costruire risorse fisiche, intellettuali e sociali. Vengono esaminate le prove empiriche a sostegno di questo modello di ampliamento e costruzione di emozioni positive e vengono discusse le implicazioni per la regolazione delle emozioni e per la promozione della salute.
Nasce così un nuovo campo della psicologia: la psicologia positiva, che porta l’attenzione sullo studio degli aspetti positivi dell’esistenza umana che fino agli anni 2000 erano stati ignorati perché l’attenzione si era focalizzata solo sugli aspetti negativi dell’esistenza umana. Un anno dopo, Barbara Fredrickson pubblica un articolo intitolato "Il ruolo delle emozioni positive nell’ambito della psicologia positiva". Nel 2005 Barbara pubblica un altro articolo intitolato "Affettività positiva e la complessa dinamica della felicità/benessere psicologico umano" con un co-autore matematico. Era costituito da uno studio empirico sullo stato di benessere provato dagli individui.
Le persone che nella loro vita quotidiana hanno un rapporto di 1 emozione negativa a 2,9 emozioni positive vivono uno stato di felicità e benessere elevato. 180 partecipanti di cui è stato misurato il loro livello di benessere psicologico e successivamente sono stati sottoposti ad un compito di autovalutazione delle proprie emozioni. I risultati hanno mostrato che un rapporto medio tra emozioni negative e positive di almeno 2,9 significa essere individui felici. Le persone che erano sotto questa soglia non si trovano in questa condizione di benessere psicologico. Questi risultati suggeriscono che un insieme di principi matematici generali può descrivere le varie relazioni tra le emozioni positive e la felicità, avere identificato un rapporto matematico che ci faccia capire quando un individuo è felice e quando non lo è.
Successivamente Barbara suggerisce al grande pubblico, in un libro, di impostare la propria vita quotidiana seguendo un rapporto di 3 a 1 tra emozioni positive ed emozioni negative, dove illustra i risultati dello studio precedente (formula matematica della felicità).
Nel 2013 viene pubblicato un articolo intitolato "La dinamica complessa del pensiero magico/speranzoso". Questo articolo valuta criticamente i risultati ottenuti da Barbara e afferma che sono state riscontrate numerose imperfezioni nello studio (i risultati vengono rigettati). Gli autori della critica sono: Brown, Sokal e Friedman, i quali insieme provano a smontare l’articolo di Barbara (errori nell’utilizzo della proporzione o equazione che indica il rapporto). La scienza è in grado di autocorreggersi.
Un dato scientifico di grande peso si è rivelato infondato dopo aver analizzato criticamente le analisi statistiche e averne dimostrato l’inconsistenza. Dopo questo fatto Barbara si è difesa dando la colpa al matematico, suo collaboratore, il quale è sparito dalla circolazione e non ha mai risposto alle critiche a lui rivolte.
Mercoledì 22 febbraio 2023: Seconda lezione
The “happiness pie”: Sonia Lyubomirsky e David Schkade
Essi pubblicano un articolo intitolato "Perseguire la felicità: l’architettura di un cambiamento sostenibile" nell’ambito della psicologia positiva. Essi hanno proposto che il livello di felicità cronica è governato da tre fattori principali (cause della felicità): genetica, comportamenti individuali e caso/fortuna (circostanze rilevanti e delle attività o pratiche rilevanti). Gli autori nel proporre questo modello hanno fornito le definizioni del costrutto di felicità: parlando del costrutto generale, felicità è l’insieme di affetti positivi, alto livello di soddisfazione e bassa frequenza degli aspetti negativi. Quindi, le persone felici valutano positivamente la propria vita, hanno una bassa frequenza di emozioni negative e un’alta frequenza di emozioni positive. Essi danno la definizione anche del costrutto più complesso di felicità cronica, ovvero una felicità più duratura, livello di felicità che riguarda un periodo di tempo ampio ma che può anche subire delle oscillazioni. Essi vogliono anche capire quali fattori incidono sul livello di felicità cronica. I fattori primari che influenzano il livello cronico di felicità sono 3 e il grafico che li rappresenta viene chiamato happiness pie. Da questo grafico si deduce che la genetica rappresenta il 50%, il caso il 10% e il 40% dipende dalle nostre attività volitive; i due autori hanno consultato la letteratura per proporre questa sintesi (dati del grafico).
Qualche anno dopo, Sonia scrive un libro riguardo questo studio intitolato "Il come della felicità: un approccio scientifico per ottenere la vita che vuoi". Il caso e la genetica uniti sono contrapposti ai nostri comportamenti che, secondo Sonia, rappresentano una grande percentuale, quindi possiamo intervenire su gran parte della nostra vita.
Nel 2020, Nicholas Brown scrive una valutazione (con Julia Roher) critica di questo studio intitolata "Facile come una torta?". Essi dicono che il 50% è stato ricavato da tre studi precedenti al loro (il primo dice che la genetica pesa per l’80%, il secondo tra il 39% e il 58% e il terzo dice che la genetica pesa dal 35% al 57%).
Le due principali critiche:
- Brown dice che facendo la media tra questi studi si trova il 61%, quindi Sonia ha sottostimato il valore della genetica nella felicità; quindi, ogni aggiustamento implicherebbe un abbassamento del valore attribuito ai comportamenti volitivi e al caso.
- Geni, circostanze e comportamenti sono fattori non indipendenti perché la genetica interagisce con l’ambiente, per cui ipotizzare che il peso di questi fattori si sommi è una logica scorretta perché essi interagiscono tra loro.
Nel 2022, Brown pubblica una correzione al suo lavoro. Infatti, la percentuale del 61% non era corretta e la risposta giusta era il 54% (correzione suggerita da Sotgiu). Atteggiamento di grande scetticismo.
Sonia decide di rispondere alla critica ricevuta nel 2021 con un articolo intitolato "Rivisitare il modello di felicità sostenibile", in cui dice che è orgogliosa del proprio studio nonostante l’aspetto del grafico abbia ricevuto valide critiche. Aggiunge che il fatto di introdurre dei numeri nello studio può sollevare nuove domande che devono essere affrontate, stimolando nuove ricerche grazie alle quali i dati precedenti sono stati corretti. Conclusioni: i 2 autori continuano a ritenere utili le premesse centrali del modello che hanno prodotto, il quale ha suscitato anche nuove ricerche e infine affermano che anche se la felicità può essere ricercata con successo non è semplice (richiama titolo di Brown). Si tratta di un errore commesso in buona fede ma i 2 studiosi non hanno comunque ammesso la scorrettezza della loro operazione scientifica.
Mercoledì 22 febbraio 2023: Terza lezione
Caso 3: Diederik Stapel e la frode scientifica
Stapel impediva ai suoi collaboratori di interessarsi della fase di raccolta dei dati che avveniva nelle scuole secondarie dove lui stesso aveva dei contatti. Queste ricerche avvenivano solo sotto la sua supervisione e con delle scuse non permetteva a nessuno di avvicinarsi alle scuole. Stapel così facendo ha inventato tutti i dati raccolti "scientificamente". Stapel fu descritto come una persona temibile che non tollerava le domande dei suoi studenti sul fatto di non essere stati compresi nella raccolta dei dati. Ci sono stati dei sospetti ma alla fine si pensò che stesse facendo un favore ai suoi studenti.
Conseguenze
Dopo diverse segnalazioni, l’università di Tilburg lo ha interrogato e Stapel ha così confessato la sua frode scientifica. Da questo fatto drammatico sono però nate delle conseguenze positive che hanno permesso all’università di organizzarsi in un modo migliore.
- L'università ha stabilito che gli studenti che svolgono il dottorato di ricerca abbiano almeno due supervisori.
- I collegi didattici dei dottorati si devono accertare che lo studente abbia raccolto i dati (dal 2011 in poi).
- Ci deve essere un moderatore che si occupa dell'integrità della ricerca al quale le persone che devono presentare un reclamo possano rivolgersi.
- I dati devono rimanere disponibili per almeno 5 anni.
- Nei manoscritti bisogna indicare dove si trovano i dati e come si può accedere ad essi.
Stapel ha volontariamente restituito il suo dottorato all'università e ha affermato che la sua condotta non si adatta ai doveri associati a una persona che ha ottenuto un dottorato. Nel 2013 Stapel, in accordo con il magistrato, ha svolto 120 ore di servizio sociale e ha perso alcuni benefici o diritti associati al suo lavoro precedente che equivalgono a quasi un anno e mezzo di salario e ha ovviamente perso il suo posto di lavoro.
Soltanto dal 2013, se si va a cercare il suo articolo della ricerca compare un avviso che afferma che l’articolo è stato ritirato successivamente a un’indagine che ha confermato che i dati erano falsi (il suo collaboratore era totalmente estraneo ai fatti); nonostante ciò, diversi autori continuano a citare questo studio come veritiero ignorando le indagini svolte.
Stapel aveva continuato a pubblicare diversi articoli su diverse riviste scientifiche come Science, la quale successivamente ha messo in guardia i suoi lettori di ciò che era accaduto e della sua perplessità riguardo i vari articoli. L’anno dopo in cui Stapel venne scoperto egli venne attaccato pubblicamente e nel 2012 pubblica un libro intitolato "Deragliamento", che rappresenta delle confessioni, la traduzione in inglese si intitola "Falsificare la scienza: una vera storia di una frode accademica". Questo libro è un tentativo da parte di Stapel di ricostruire la sua vita, infatti, è proprio una narrazione di essa, "this is my own personal, selective and biased story about my downfall". Dal 2016 Stapel sta collaborando con un’università per aiutare gli studenti nelle varie ricerche e si sta dedicando all’attività di psicologo clinico.
Questo caso è stato scoperto perché ad un certo punto un revisore si è insospettito a causa dei dati statistici trovati da Stapel e da qui è nata tutta l’indagine, nonostante siano passati diversi anni. I temi di ricerca di cui lui si è occupato sono stati successivamente affrontati da altri studiosi anche se non è stato rifatto lo stesso studio.
La psicologia come scienza
Che cos’è la psicologia scientifica?
È una scienza che cerca di scoprire regolarità nel caos della mente e delle emozioni, di formulare e verificare modelli teorici miranti a cogliere il senso di ciò che avviene delle relazioni tra individui e gruppi; e di trovare affidabili e validi modi di intervento per migliorare il benessere e la qualità di vita delle persone.
Le condizioni che garantiscono la scientificità della psicologia:
- Rigore metodologico nel disegno della ricerca e nel controllo delle variabili
- Uso di appropriate tecniche di raccolta dei dati
- Corretta analisi dei dati
Caratteristiche degli approcci ingenui e scientifici alla conoscenza:
Possiamo confrontare la scienza e le altre forme di conoscenza (approcci ingenui e scientifici) secondo questi parametri di confronto:
- Orientamento generale: Per gli approcci scientifici seguono un orientamento empirico quindi gli scienziati studiano qualcosa di cui noi possiamo fare esperienza, l’altro non prevede la verifica empirica.
- Atteggiamento: Critico e scettico, esercitare il nostro giudizio per capire se la ricerca può essere migliorata, acritico.
- Concetti: Ambigui o definiti operativamente; tutti i concetti vengono definiti rigorosamente descrizione operazioni necessarie per misurare quel concetto.
- Ipotesi: Non verificabili o verificabili.
- Strumenti: Inaccurati e imprecisi, accurati e precisi; sono stati sottoposti a delle procedure di validazione che hanno consentito di misurare le prestazioni stesse dello strumento.
- Misure: Non valide e non attendibili o valide e attendibili; strumento che ci consente di indagare l’oggetto della nostra ricerca, attendibile = stabilità e affidabilità deve portare a delle conclusioni identiche anche se la misurazione viene svolta in due momenti diversi.
- Osservazione: Casuale e non controllata o sistematica e controllata, stesse domande per tutti, stessi parametri.
- Resoconto: Soggettivo non vincolato da regole che prescrive il modo in cui vanno rappresentati i dati e ricerche, oggettivo e codificato; il riferimento è il manuale di stile che descrive come va realizzato un rapporto di ricerca come vanno riportati risultati e resoconti oggettivi; attenersi alle Norme per valutare il lavoro svolto.
Gli scopi della scienza:
- Descrivere: La scienza deve fornire delle buone descrizioni dei fenomeni da studiare, mettere in campo strumenti che consentono di giungere a delle descrizioni.
- Predire: Stabilire quali sono gli altri fenomeni legati al suo fenomeno, le correlazioni tra due o più variabili.
- Spiegare: Identificare dei rapporti di causa ed effetto tra i fenomeni che sta studiando e ciò non è sempre possibile, spiegazioni causali.
- Applicare: Le conoscenze ottenute nella vita reale.
Descrizione
Descrivere significa definire, classificare, catalogare e categorizzare; tutte queste operazioni non possono prescindere dal confronto con la realtà.
- Approccio nomotetico: Osservazione di studi in gruppi.
- Approccio idiografico: Studio del caso singolo e seguito nel campo della psicologia clinica (o neuropsicologia clinica) dove bisogna rappresentare la singolarità dei fenomeni e non la regolarità che può essere rilevata nell’osservazione di più individui.
Esempio di descrizione: La diagnosi di un PTSD (DSM manuale diagnostico dei disturbi mentali dell'American Psychiatric Association), ovvero il disturbo da stress post traumatico che viene erroneamente detto disturbo post traumatico da stress.
A. La persona è stata esposta ad un evento traumatico nel quale erano presenti entrambe le caratteristiche seguenti:
- La persona ha vissuto, ha assistito, o si è confrontata con un evento o con eventi che hanno implicato morte, o minaccia di morte, o gravi lesioni, o una minaccia all'integrità fisica propria o di altri.
- La risposta della persona comprendeva paura intensa, sentimenti di impotenza, o di orrore. Nei bambini questo può essere espresso con comportamento disorganizzato o agitato.
Lunedì 27 febbraio 2023: Quarta lezione
Descrivere significa non indicare la relazione tra fenomeni
Non spiegare queste relazioni ma vengono definiti i contorni di un fenomeno. Il DSM è frutto di un accordo tra la comunità degli psicologi clinici e psichiatrici e ci sono state varie modifiche nel corso degli anni, alterazioni negative nelle cognizioni degli stati dell’umore. Il DSM V (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali):
- Descrive 250 disturbi
- Afferma che il 26% della popolazione americana soffre di almeno uno di questi disturbi (anche se la psicologia positiva ha costruito un manuale di caratteristiche positive del funzionamento psicologico per contrastare questa negatività)
Predizione
Ci sono...
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