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Metodologia della ricerca psicologica

La ricerca

  • Aggiornamento continuo e qualità del professionista, attraverso articoli scientifici
  • Approccio critico (es. osservare se il numero di soggetti su cui un trattamento è risultato efficace sia grande al punto da poter generalizzare i risultati)
  • Crisi della riproducibilità negli ultimi anni: si è tentato di replicare numerosi esperimenti, anche famosi, senza riuscire a replicare gli stessi risultati. Ciò potrebbe dipendere dal periodo storico e condizioni diverse, come disturbi che oggi non esistono più.

Molti studi vengono svolti, ma una delle caratteristiche importanti è la possibilità di replicare l'esperimento. Se ciò non accade, c'è un problema: la maggior parte dei problemi è legata a un non corretto procedimento scientifico, utilizzo di tecniche, strumenti e procedure scientifiche non corrette, i risultati ottenuti non sono gli stessi. Altri concetti sono interpretabilità dei dati, che non è univoca e in cui occorre flessibilità e la numerosità dei dati o campionaria, non adeguata - troppo bassa, non generalizzabile o troppo elevata, risultati non veritieri.

Cos'è la metodologia della ricerca psicologica?

  • Indica i metodi e le tecniche da utilizzare per progettare e realizzare una ricerca scientifica in ambito scientifico e psicologico, caratteristiche ben particolari
  • Prevede un’attenta attività critica da applicare ai diversi prodotti della ricerca scientifica
  • Insieme alla psicometria, condivide un linguaggio che è specifico per la psicologia

Metodo e sperimentazione

  • Prova scientifica e verità
  • Dimostrazione/descrizione
  • Metodo induttivo/deduttivo
  • Generalizzazione
  • Popper e la falsificabilità
  • Implicazioni in ambito psicologico

Il concetto di scienza: genesi ed evoluzione

Psicanalisi può essere considerata teoria scientifica? No, per il problema della falsificazione, teorie non falsificabili.

Scienza s. f. [dal lat. scientia, der. di sciens scientis, part. pres. di scire «sapere»]

  1. Il fatto di sapere, di conoscere qualche cosa; notizia, conoscenza; sapere qualcosa per averlo sperimentato o veduto personalmente, non per averlo soltanto sentito dire, e sapere, conoscere, averne notizia sicura. In diritto, dichiarazione di scienza, dichiarazione sulla verità di uno stato di fatto o di un evento, al quale il diritto riconnette valore probatorio, documentale o negoziale.
  2. Sapere, dottrina, insieme di conoscenze ordinate e coerenti, organizzate logicamente a partire da principi fissati univocamente e ottenute con metodologie rigorose, secondo criteri propri delle diverse epoche storiche.

La ricerca scientifica

Scienza e Verità pari passo: evoluzione del concetto di scienza. Come garanzia di verità? Diverso grado di garanzia, quanto una ricerca scientifica è in grado di garantire che ciò che ha ottenuto sia il più vicino possibile alla verità esterna:

  • Concezione dimostrativa di scienza
  • Concezione descrittiva di scienza
  • Concezione «autocorreggibile» di scienza, più recente e più vicina a questo ambito

La concezione dimostrativa

  • Differenza fra opinione e scienza, nei primi secoli della Grecia Classica
  • Il «problema della conoscenza»: come raggiungere la scienza (la verità)?

Validità della scienza era garantita dalla dimostrazione delle affermazioni della scienza: dimostrare e connettere questa conoscenza dimostrata in modo logico e coerente a un sistema unitario, in cui ogni aspetto era fondamentale. La concezione dimostrativa è anche il cosiddetto metodo deduttivo della concezione dimostrativa (dal generale, universale al particolare) partendo da conoscenze già possedute, formulare una teoria complessa teoria con delle ipotesi per poi verificare la validità della teoria, eseguendo un esperimento da cui otterrò delle osservazioni con verifica/regolarità.

Date premesse corrette, se il ragionamento scientifico è anch’esso corretto si arriverà a una conclusione anch’essa corretta. Al contrario, il metodo induttivo (metodo descrittivo) parte dall’osservazione dei fenomeni per poi arrivare alla formulazione della teoria, metodo venuto dopo: dal particolare per arrivare al generale.

Il sistema unitario metodo deduttivo o dimostrativo

  • Aristotele: «la scienza è conoscenza dimostrativa». Lui fu uno dei primi a ragionare sulla differenza che vi era fra un metodo e l’altro, attraverso i sillogismi aristotelici.
  • Il ragionamento deduttivo se condotto in modo corretto porta sempre a conclusioni corrette? No, dipende dalla premessa, se corretta, allora sì. Altrimenti, se premessa sbagliata, ma procedimento è corretto, comunque conclusioni errate.
  • Permette di conoscere la causa dell’oggetto: «si conosce perché l’oggetto non può essere diverso da com’è»
  • Di conseguenza l’oggetto della scienza è necessario
  • Necessità di dimostrare ogni affermazione secondo una logica deduttiva (senza appelli all’esperienza o all’induzione)

Esponenti più famosi del metodo dimostrativo fu G. Galilei, 1640: «Tra le sicure maniere per conseguire la verità è l'anteporre l'esperienza a qualsivoglia discorso, essendo noi sicuri che in esso, almanco copertamente, sarà contenuta la fallacia, non essendo possibile che una sensata esperienza sia contraria al vero». Lui sosteneva fosse necessario dimostrare affermazione attraverso esperienza sensata = esperimento, concezione dimostrativa è quella deduttiva.

Negli anni...

  • Tramonta il concetto di scienza come verità assoluta e unità necessaria
  • Ci si limita a identificare la scienza come costituita da proposizioni compatibili fra loro, non in contraddizione

Concezione descrittiva - metodo induttivo

Parte da un’osservazione e non da una teoria, fa il percorso contrario. Osservo un comportamento, una caratteristica e da ciò formulo un’ipotesi che andrà a completare una teoria. Anche in questo caso la conclusione può essere errata, anche se le premesse sono giuste, perché non ho certezze che la teoria derivante dall’osservazione sia verificata, perché è pressoché impossibile. Pertanto, occorre falsificarle: l’osservazione prevede l’indicazione di un numero di soggetti da osservare (es. quanti cigni devo osservare per essere sicura?).

La concezione descrittiva era seguita da Bacone e Newton. Newton: «fare esperimenti ed osservazioni, trarre conclusioni generali da essi per mezzo dell’induzione e non ammettere contro le conclusioni, obiezioni che non siano derivate dagli esperimenti o da altre verità».

Intorno all’800, grazie ad altri filosofi, si è superata la conoscenza dimostrativa della scienza stessa e si è sviluppato il metodo descrittivo.

Positivismo: prima metà del 1800

A completamento della concezione descrittiva, sopraggiunge il Positivismo o il cosiddetto Empirismo. Esso seguiva le regole del metodo induttivo però aveva una forte caratteristica di azione, rispetto al mondo delle scienze:

  • L’esperienza (i fatti) sono indiscutibili, oggettivi; il mondo esterno è realmente come lo percepiamo.
  • La natura è razionale, costituita da leggi (ordini e leggi logiche) che lo scienziato deve scoprire.
  • Le categorie logiche della natura sono indipendenti dalla mente dell’uomo che, essendo logica, è in grado di comprenderli.
  • Occorre impegnarsi ad osservare le regolarità osservate per arrivare a leggi deterministiche (valide per ogni componente della natura) e formulare teorie che permettono la sperimentazione.
  • Si osservano regolarità in natura, si traggono ipotesi/leggi che le spieghino, arrivo a formulare teorie più ampie che comprendano e spieghino ciò che sto osservando, da verificare con alcuni esperimenti (comunicazione costante fra teoria, scienza e dimostrazione). Per i positivisti si trattava di un processo cumulativo di conoscenze.

Positivismo: carattere attivo ed operativo della scienza (agire/dominare la natura prevedendone i fatti) e attivamente orientato all’azione e alla sperimentazione. Grazie a ciò si arrivò al metodo dell’autocorreggibilità:

  • Claude Bernard (esponenti): «La semplice constatazione di fatti non potrà mai giungere a costituire una scienza. Si possono moltiplicare i fatti e le osservazioni, ma questo non farà apprendere nulla. Per istruirsi bisogna necessariamente ragionare su ciò che si è osservato, paragonare i fatti e giudicarli con altri fatti che servono da controllo»

Qual è il metodo usato nella ricerca psicologica? Non siamo in grado di separare nettamente questi due tipi di modalità di fare scienza.

Dopo il Positivismo

Neopositivismo o positivismo logico

  • Ogni sapere scientifico parte dall’osservazione (percezione di eventi).
  • Più osservazioni soggettive possono essere condivisibili (accordo, unione in senso logico).
  • Oggettività = intersoggettività, nel momento in cui trova accordo con altre conoscenze pregresse.
  • Dimensione sovrastorica della scienza (indipendenza dello scienziato rispetto a ciò che studia). Non vero, perché non si può essere totalmente indipendenti da ciò che si sta osservando, soprattutto in ambito psicologico non si può essere freddi, distaccati, si hanno delle aspettative.
  • Uno dei punti problematici: la scienza e lo scienziato non possono pensare di essere estranee a ciò che stanno studiando. Uno dei protocolli più tipici del metodo induttivo era il comportamentismo.
  • Sapere cumulativo e autocorrezione.

Comportamentismo e protocolli di osservazione

  • Hull, 1943: «Gli scienziati del comportamento non solo devono imparare a leggere correntemente in termini matematici, ma devono imparare a pensare in termini di equazioni e di matematica superiore»

Critiche

  • Atteggiamento super empirico (osservazione indipendente), legato alla percezione.
  • Fisica e fenomeni non osservabili e altri fenomeni sono soggetti alla percezione che abbiamo del fenomeno stesso (verso la logica ipotetico-deduttiva e modelli logico-teorici non osservativi). C’era una falla nel sistema.

Epistemologia genetica

Piaget, 1970: fu uno dei primi a dire che non possiamo essere considerati indipendenti e autonomi dalla scienza. Spiegazione dello sviluppo partendo dallo studio dei processi cognitivi (quindi dei modi della conoscenza). I problemi legati alla scienza (spazio e tempo) possono essere studiati empiricamente per come si formano nel corso dello sviluppo genetico (parallelo a quello storico). Critica dell’empirismo e importanza del soggetto (come colui che percepisce e soggetto/oggetto della conoscenza).

Il razionalismo critico di Popper

Validità della scienza: autocorreggibilità e autonoma, secondo il Positivismo, mentre Popper non sostiene il secondo punto. Bravo scienziato deve essere continuamente disposto a correggere le proprie teorie, aperto ad accogliere ogni critica sostanziale rispetto alla teoria che ha formulato. Popper, critica importante del Positivismo: una proposizione generale non può essere provata empiricamente, ma solamente falsificata o confutata.

  • «Tutti i cigni sono bianchi» affermazione che non può essere provata empiricamente!
  • Una teoria, per quanto ripetutamente confermata, non può essere dimostrata, provata empiricamente, ma soltanto confutata, falsificata (caso n+1 smentisce?), perché ci può essere un nuovo caso che disconferma la teoria, la dimostrazione dovrebbe essere infinita.
  • Le conoscenze positive sono provvisorie e soggette a revisione, solo le confutazioni sono logicamente convincenti.
  • Lui criticava tantissimo l’induttivismo.
  • Scopo della scienza: trovare sempre una teoria (Tn+1) migliore della precedente (Tn), è scientifica ogni affermazione confutabile, che sia possibile falsificare.
  • Compito dello scienziato: tentare di falsificare le teorie, prima troviamo l’errore e prima possiamo correggerlo!
  • Per Popper è scientifica ogni affermazione confutabile (possibilità di falsificazione).
  • Scienza: permette previsioni precise che possono essere smentite dai dati.
  • Teorie delle scienze umane: vaghe e generali e non consentono previsioni da smentire (psicoanalisi e religione).

La ricerca scientifica secondo Popper

  1. Parte dal problema (contraddizione, tentativo di risolvere un problema, non dalle osservazioni).
  2. Capacità creativa di formulare ipotesi.
  3. L’osservazione (confronto con i fatti per falsificare le ipotesi) trovare l’errore attraverso l’analisi critica! Logica della prova ed errore.

Popper: problemi teorie critiche. Positivismo logico: osservazione, induzione, ipotesi, verifica. La scienza non esiste, esiste ciò che è scientifico e ciò che non è scientifico. La comunità scientifica è una comunità all’interno della quale tutti sono liberi di partecipare alla ricerca della verità, portare le proprie teorie. A priori non esistono teorie non scientifiche, anzi quelle migliori sono quelle più azzardate che partono da un atto di fede, il credere nella ragione. Criteri di demarcazione: non basati sulla verificabilità ma sulla falsificabilità. È più scientifica una teoria falsa (la terra è piatta) ma falsificabile che non una teoria verosimile (inconscio), ma non falsificabile.

Realismo critico e psicologia

  • Popper parlava della ricerca scientifica in senso trasversale. Lo schema conoscitivo del positivismo-logico (non si possono trarre osservazioni generali dagli esperimenti sull’essere umano per la complessità che lo contraddistingue) non può essere applicato all’uomo.
  • Non esiste l’uomo universale, ma individui storicamente e culturalmente situati.
  • L’uomo e le regolarità (frutto dell’osservanza di regole in funzione della logica della situazione e non determinate da cause specifiche come in fisica).
  • Approccio diverso: lo scienziato è ciò che studia.
  • Non si possono trarre conclusioni complete anche se valide (complessità non conoscibile).

In conclusione: implicazioni

  • Il metodo scientifico che viene utilizzato per lo studio dei comportamenti e dei processi mentali dell’uomo ha caratteristiche specifiche e differenti rispetto a quelle usate in altre scienze, alla base vi è l’impostazione, la tecnica scientifica di Popper, basata sulla falsificazione ma nell’insieme è ovviamente tutto più complesso.
  • Ha propri materiali e metodi.
  • Ha un proprio linguaggio (condiviso con la psicometria).

Si parla di Metodologia della Ricerca in Psicologica.

Finalità della ricerca

Finalità univoca è accrescere le conoscenze relative a un argomento, un costrutto specifico, ma alcune ricerche vengono condotte per:

  • Descrivere argomenti nuovi (es. nuovi disturbi), che hanno la necessità di essere descritti prima di fare qualsiasi inferenza o ricerca. Questo perché ci aiuta a inquadrare bene il costrutto e identificare tutte quelle variabili che lo determinano (es. gioco d’azzardo compulsivo).
  • Predire, attraverso lo studio di determinati fenomeni possiamo arrivare a capire/predire la loro evoluzione, in presenza di alcune variabili.
  • Spiegare e non limitarsi a descriverlo, finalità esplicativa attraverso lo studio delle cause.
  • Applicare, finalità più concrete, es. trovare strumenti e tecniche, strategie, terapie che ci aiutino a trattare e contenere un certo fenomeno.

Riassunta in questi 4 macrofattori: descrittiva, predittiva, esplicativa, applicativa. Alcune ricerche possono avere più finalità.

Il processo di ricerca

Il processo di ricerca è un qualcosa di molto complesso, in cui sia la fase di pianificazione e realizzazione dell’esperimento necessita di particolare attenzione per evitare errori che invalidino i risultati della ricerca. Un lavoro scientificamente corretto è un processo circolare - che inizia e, nel momento in cui finisce, si trova al punto di partenza - che segue regole e fasi ben precise. Parola d’ordine: regole!

È importante distinguere due tipologie fondamentali di ricerca: quella di base e quella applicata.

  1. Ricerca di base (fondamentale o pura) ha lo scopo di aumentare le conoscenze teoriche relative a un dato argomento. Talvolta, abbiamo bisogno di effettuare esperimenti e ricerche, non con immediato scopo applicativo, ma per comprendere e chiarire meglio le basi teoriche del costrutto che stiamo studiando e, solo dopo, con una più completa conoscenza del fenomeno, si può applicare una ricerca.
  2. Ricerca applicata o applicativa, che ci dia risultati effettivi, con riscontri nella pratica. Utilizza sistematicamente teorie, metodi, strumenti elaborati dalla ricerca di base e lo scopo è la risoluzione pratica dei problemi concreti. Es. creazione e costruzione di un test di disturbi di personalità, attendibilità, validità, standardizzazione del test - ricerca di base e il suo utilizzo avrà riscontri pratici, rilevazione e trattamenti - ricerca applicata.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sdlkj di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia della ricerca psicologica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Giovagnoli Sara.
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