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Federica Zanchetta a.a 2022/2023 UniMarconi

Riassunto di linguaggi e tecniche dell’informazione pubblica: radio, tv e testate online

Modulo 1: La comunicazione pubblica

Comunicazione pubblica: riguarda gli interessi generali, non specifici, della comunità. È dunque guidata da principi che non siano inerenti al profitto ma alla trasparenza. Ha la funzione di divulgazione per i cittadini, poiché svolge il dovere delle istituzioni di essere accessibili, aperte al pubblico e disponibili a fornire informazioni di interesse generale. Si parla quindi di trasparenza delle istituzioni e di accessibilità dei dati interni all’organizzazione. Il sociologo Niklas Luhmann dice che la comunicazione deve includere tre attività:

  • Informazione - Selezione dell’informazione rilevante.
  • Atto del comunicare - Selezione dell’atto che comunica l’informazione.
  • Comprensione - Verifica del successo dell’atto comunicativo.

Non si può dunque operare una distinzione netta tra “informazione” e “comunicazione” per due motivi:

  • Perché la comunicazione prevede sempre un’attività informativa.
  • Perché un’attività informativa richiede sempre una corretta comprensione del messaggio e quindi l’instaurarsi di un canale di comunicazione efficace tra emittente e destinatario.

Differenza tra comunicazione nel settore pubblico e privato

Comunicazione pubblica: si rivolge ai destinatari in forma ugualitaria, proprio perché si fonda sul principio che essere informati rappresenta un diritto del cittadino.

Comunicazione privata: si rivolge ai destinatari in forma asimmetrica, quindi non ugualmente a tutti.

Differenza tra comunicazione pubblica autoprodotta ed etero prodotta

Comunicazione autoprodotta: prodotta direttamente dall’istituzione pubblica che si comunica da sola.

Comunicazione etero prodotta: prodotta da soggetti esterni all’istituzione, i quali creano un insieme di messaggi che mostrano l’idea dell’opinione pubblica riguardo quell’istituzione in particolare; un esempio può essere l’informazione giornalistica, la comunicazione delle altre istituzioni o l’insieme delle comunicazioni di dominio pubblico veicolate dai media. L’attuale ecosistema mediale favorisce quest’ultima, considerata ormai più importante e con un numero maggiore di messaggi veicolati in questo modo. Per questo motivo le istituzioni devono tenere d’occhio la propria immagine veicolata dai media e dai cittadini, anche perché questo tipo di comunicazione ha un’impronta maggiore nella percezione del pubblico. Per fare questo le istituzioni possono attivare dei processi di social listening per poter armonizzare la propria comunicazione autoprodotta con quella etero prodotta.

Questi tipi di comunicazione vengono spesso presi dagli utenti online e vengono utilizzati come "token", ovvero come oggetti che passano di mano in mano e aggregano utenti attorno a conversazioni civiche che alimentano pian piano il contenuto originale.

Processi nell'ecosistema convergente

L’attuale ecosistema convergente della comunicazione favorisce due tipi di nuovi processi:

Processo di disintermediazione: la comunicazione tra le istituzioni e i cittadini è diretta, non sono dunque presenti intermediari (come erano una volta i legacy media); questo processo porta a una maggiore trasparenza ma anche a una maggiore necessità di gestire i flussi comunicativi spesso incontrollabili.

Processo di re intermediazione: una comunicazione in cui entrano in gioco nuovi tipi di intermediari grassroots, come gli influencers o nuove piattaforme infomediali, che con le loro abilità comunicative aggregano i pubblici.

Comunicazione interna ed esterna

La comunicazione pubblica è formata dall’insieme di comunicazione interna ed esterna all’istituzione.

Comunicazione interna: comunicazione rivolta ai diversi comparti organizzativi interni volta a favorire l’organizzazione e incentivare la comunicazione pubblica, alla quale si collega il concetto di trasparenza; quindi, il fatto che i cittadini abbiano il diritto di accedere a delle informazioni interne ma di interesse pubblico. Alessandro Rovinetti ha trovato tre valori principali della comunicazione interna:

  • Consapevolezza del proprio ruolo da parte di ciascun membro dell’istituzione (rinforza l’identità).
  • Partecipazione alla progettualità dell’istituzione (amplificazione delle competenze).
  • Proiezione esterna, ovvero collaborazione alla comunicazione verso l’esterno.

Riguardo quest’ultimo punto, è fondamentale analizzare anche il livello di permeabilità dell’istituzione nei confronti dell’esterno (trasparenza). Questo processo è regolamentato dal diritto dei cittadini di accedere a tutti i documenti e atti del procedimento amministrativo (diritto all’informazione – articolo 21 della Costituzione Italiana), in modo attivo quando si riferisce alla libertà di esprimere il proprio pensiero o in modo passivo riguardo la libertà di accesso alle fonti.

Aspetto storico

William Paisley evidenzia un legame tra le forme della comunicazione pubblica e l’evoluzione della società:

  • Primo modello storico: comunicazione pubblica in funzione propagandistica (fino agli anni ’70). Comunicazione istituzionale rivolta solo a informare e comunicare in funzione del perseguimento di obiettivi di parte, non si pensa ancora a soddisfare i diritti dei cittadini; è quindi ancora una comunicazione unidirezionale orientata al potenziamento dell’immagine o all’attivazione del pubblico su temi utili a generare consenso o azioni concrete.
  • Secondo modello storico: comunicazione informativa a senso unico (anni ’70 – ’80). Risponde allo sviluppo di una più elevata coscienza del sistema di diritti e doveri che collega le istituzioni con i cittadini, questi sono ancora visti come ricettori passivi della comunicazione pubblica e i mass media avviano una sempre più autonoma azione di tematizzazione sulle attività delle istituzioni pubbliche.
  • Terzo modello storico: comunicazione bidirezionale (anni ’90). Il cittadino è percepito come interlocutore del processo di comunicazione e si afferma il concetto di marketing dei servizi e dell’istituzione pubblica. La pubblicazione degli atti delle istituzioni pubbliche non è vista come concessione ma come atto dovuto, rispondente a un diritto del cittadino.

All’interno delle istituzioni si creano dipartimenti, uffici e servizi dedicati in modo specifico alla relazione con il pubblico e alla comunicazione.

Tipi di messaggi per la comunicazione pubblica

Ci sono 8 tipi di messaggi per la comunicazione pubblica:

  • Messaggi destinati alla persuasione: comunicazione orientata a convincere il pubblico in modo persuasivo facendo leva sull’emotività e sulla razionalità (semplicità lessicale e sintattica).
  • Messaggi destinati al coinvolgimento: comunicazione di informazioni improntate al senso di identità politica o di schieramento (brevi e con schemi grafici).
  • Messaggi destinati al disturbo: comunicazione per portare alla distrazione e al distoglimento mediatico.
  • Messaggi destinati alla contrapposizione: comunicazione introdotta quando due soggetti discutono su due tesi contrapposte (linguaggio diretto, conflittuale e polemico).
  • Messaggi destinati all’avvertimento: messaggi in risposta a campagne di comunicazione istituzionale con l’obiettivo di danneggiare un soggetto.
  • Messaggi di identità: comunicazione con l’obiettivo di creare coesione sociale intorno a temi identitari (richiami a valori condivisi con un linguaggio emotivamente forte).
  • Messaggi con obbligo di verifica: messaggi che mettono in evidenza aspetti e contenuti delicati e personali; necessitano di verifica accurata in modo che se sottoposti a denuncia risultino inattaccabili sotto il profilo giudiziario.
  • Messaggi senza obbligo di verifica: messaggi che non sono vincolati dalla rigorosa attinenza ai fatti e sono suscettibili di interpretazione da parte dell’autore del messaggio.

Domini della comunicazione pubblica

La comunicazione pubblica ha poi tre domini:

  1. Comunicazione dell’istituzione pubblica: proviene dalle istituzioni pubbliche e ha l’obiettivo di comunicarne l’identità, le funzioni e le attività; è una forma di comunicazione che procede dalle istituzioni verso i cittadini e viceversa, soprattutto passando dai media legacy ai media social.
  2. Comunicazione politica: proviene dai partiti e dalle istituzioni pubbliche, la focalizzazione è su argomenti controversi rispetto ai quali si sostiene un determinato punto di vista e si distingue prevalentemente dalla comunicazione istituzionale perché si basa sulla persuasione da parte dei partiti politici. Ha a che fare con temi controversi e pone una prospettiva specifica includendo delle call to action su un determinato pensiero, pratica o orientamento; con una direzione quindi improntata al convincimento del cittadino o alla diffusione di informazioni legate al dominio politico.

Questa rappresenta uno spazio negoziale virtuale tra tre sistemi:

  • Istituti della politica
  • Istituzioni dell’informazione
  • Cittadini

Nello spazio politico si rapportano e relazionano sistema politico, sistema dei media e sistema dell’opinione pubblica, ciascuno di questi caratterizzato da obiettivi e dinamiche di comportamento proprie e distinte; anche se sono tre soggetti che hanno obiettivi, interessi e risorse che tra di loro hanno bisogno.

Interpretazioni del concetto di comunicazione politica

Negli anni ci sono state diverse interpretazioni del concetto di “comunicazione politica”:

  • Scuola behaviorista: Ithiel De Sola Pool, ci parla di questo tipo di comunicazione come quell’attività eseguita dalle istituzioni che hanno il compito di diffondere informazioni, idee e orientamenti riguardo gli affari di governo.
  • Approccio costruttivista: vede invece la comunicazione politica come quell’insieme di forze dentro la società, come i media, gli attori politici e le istituzioni, che hanno maggiore capacità di controllo sulla definizione dello scenario; viene quindi vista come una forma di interazione.
  • Approccio critico e marxista: definisce la comunicazione politica basandosi sulle sue dinamiche di costruzione della realtà e sull’impatto che queste hanno sui rapporti di classe, focalizzandosi sul digital divide che genera processi di riproduzione e perpetuazione dei rapporti di potere consolidati.

Propaganda Model: modello ideato dai due filosofi Noam Chomsky e Herman che individua nelle élites, a capo del potere economico e politico, la responsabilità per quei processi di costruzione sociale. Attraverso il controllo delle fonti dei mezzi di comunicazione e il filtraggio delle notizie il dissenso viene marginalizzato e si amplificano gli interessi della classe egemone. È quindi giusto dire che alla base è presente un’attività manipolatoria dei media indirizzata dalle élite di potere, che permette di perpetuare quei disequilibri e quei rapporti di potere consolidati.

Teoria della Media Logic: ideata dai sociologi David Altheide e Robert Snow, è una teoria che estende l’analisi della costruzione mediale della realtà. Partendo dalla discrepanza tra la vita reale e la rappresentazione mediale, la teoria sostiene che nella determinazione del contenuto e della rappresentazione della notizia intervengono una molteplicità di fattori, come le routine produttive dei media, gli apparati giornalistici e le loro ideologie e le condizioni extramediali.

Teoria dei Media: rimanendo in tema, Joshua Meyrowitz ci dice come non siano i contenuti propri dei media a influenzare il comportamento sociale degli individui, ma bensì la riorganizzazione degli spazi sociali dove le persone interagiscono.

Opinione pubblica

Un concetto utile nelle circostanze in cui si parla di un tema che si impone alla discussione pubblica e diventa oggetto di controversia politica. Quindi l’attenzione, in qualche modo, è verso l’agenda making/setting, ovvero quell’insieme di sistema politico e sistema dei media che selezionano e organizzano i temi di discussione più risonanti rispetto all’interesse pubblico suscitato. Il pubblico avvia conversazioni civiche sui temi selezionati dai media e posti all’attenzione dell’opinione pubblica.

Digital divide: lo spazio pubblico mediale è soggetto a disequilibri strutturali per l’accesso all’informazione. Con i legacy media c’è una diseguaglianza riguardo:

  • Il pluralismo dell’informazione
  • L’accesso ai linguaggi mediali
  • Le competenze culturali

Mentre con i social media c’è un:

  • Divide tecnologico per l’accesso alle tecnologie
  • Divide culturale riguardo le competenze digitali e culturali per poter decodificare i messaggi
  • Divide riguardo le competenze transmediali per il passaggio da una piattaforma all’altra, percorso sempre più imposto dal nuovo ecosistema mediale

La funzione dei media è sempre più condizionata dal contesto di mercato in cui sono inseriti; infatti, da una parte vediamo una competizione tra media pubblici e privati per assicurarsi l’attenzione del pubblico, mentre dall’altra ci sono sistemi di finanziamento misti in cui la componente pubblicitaria, determinata dal numero di spettatori, rimane fondamentale.

In entrambi i casi troviamo una tendenza verso dinamiche di inseguimento dei gusti del pubblico più ampio che porta a una spettacolarizzazione della politica per renderla interessante al grande pubblico, quindi attraente e generatrice di maggiori introiti pubblicitari. Un concetto funzionale a questa spettacolarizzazione della politica è l’uso della componente emozionale, vediamo infatti come la comunicazione mediale fa presa sulle emozioni usando azioni che generano sorpresa, interesse, empatia ed emozioni forti funzionali per una relazione prolungata.

Ruolo dei media

I media hanno un ruolo importante nella formazione degli orientamenti politici dei cittadini, infatti possono essere:

  • Fattori iniziali per il reperimento di informazioni (media come intermediari)
  • Fattori intervenienti nella discussione già avviata tramite contenuti etero prodotti su temi politici
  • Fattori di consolidamento, potenziamento e distorsione della comunicazione autoprodotta dai politici

Riguardo ciò ci si può ricollegare alla teoria del framing (Erving Goffman – 1974), cioè quando uno strumento narrativo viene utilizzato dai media per incorniciare la realtà lasciando fuori alcuni elementi, focalizzandosi quindi su alcuni argomenti e ignorandone altri. Facendo questo si arriva a influenzare i criteri attraverso i quali la gente giudica l’azione degli attori politici.

Questa teoria rimanda allo studio di Max McCombs e Donald Shaw condotto negli anni ’60 in USA durante la campagna presidenziale (“the Chapel Hill study”). I due studiosi scoprirono una forte correlazione tra ciò che i cittadini ritenevano essere un tema elettorale fondamentale e quello che i media locali riportavano come tema elettorale più importante; così si capì che i media stabiliscono le priorità tematiche per l’opinione pubblica.

Processo politico democratico

Secondo Shumpeter e Downs il processo politico democratico può essere interpretato come uno scambio tra due o più parti di un sistema: da una parte del mercato politico i cittadini elettori dispongono della risorsa dei voti, sistema importante per i politici per poter essere eletti e mettere in pratica le idee veicolate con la campagna elettorale; mentre dall’altra si trovano i partiti, candidati e i progetti politici che dispongono dei riguardanti i cittadini e avranno un impatto su di loro, necessitando quindi del voto. Entrambi hanno risorse di valore per gli altri e hanno obiettivi e finalità diverse; quindi, entrambi per il raggiungimento dei propri scopi dipendono dalle risorse degli altri.

La rete abilita una comunicazione pluridirezionale interattiva e tra istituzioni, opinione pubblica, media e sistema politico, costituendo uno strumento organizzativo del consenso e uno strumento di semplificazione delle procedure di comunicazione interna ad un’organizzazione. Con la rete cambia il modo in cui istituzioni, partiti e leader politici rispondono alle domande di partecipazione degli elettori, infatti:

  • Gli attori politici possono rivolgersi direttamente ai loro elettori senza l’intermediazione dei legacy media (disintermediazione)
  • I cittadini possono interagire direttamente tra loro su ampia scala e coinvolgere direttamente candidati e amministratori pubblici (partecipazione e sollecitazione)

Da questo punto di vista possiamo dunque vedere come la rete abbia introdotto nuovi elementi per la comunicazione politica, come:

  • Più canali che diffondono informazioni politica, causando però maggiore comprensione delle policy issues e information overload
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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher federicazanchetta289 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguaggi e tecniche dell'informazione pubblica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Guglielmo Marconi di Roma o del prof Morreale Domenico.
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