ELEMENTI SEGNICI
FIGURA: aspetto esteriore di una cosa.
RAFFIGURAZIONE: il fatto e il modo, il rappresentare figurativamente o simbolicamente.
RAPPRESENTAZIONE: un po’ legato al mettere in scena, costruire quello che si vuole rapp. per mezzo di figure.
SEGNO: elemento di qualsiasi natura che sia indicazione o manifestazione di qualcos’altro. È un’unità discreta di
significato, veicola un significato specifico all’interno di un sistema di comunicazione. Ciò fa sì che abbia una funzione
semiotica – rimanda a un significato
Secondo la teoria semiotica, il segno può essere analizzato in base a tre componenti:
- Significante: la forma materiale del segno; piano dell’espressione
- Significato: il contenuto concettuale che il segno evoca.
- Referente: l’oggetto concreto di cui si parla
Ogni segno porta con sé un livello di:
- Denotazione: segno in sé per sé. Ha significante e significato.
- Connotazione: è il significato associativo di un segno, che si aggiunge alla denotazione. Influenzato da fattori
esteriori. È di livello superiore, cioè il significante comprendere il completo di denotazione + significato.
Segno ha 3 modi di esprimersi:
- Segno indice: mantiene relazione fisica con l’oggetto che indica.
- Segno simbolo: simbolo arbitrario, il cui rapporto con l’oggetto è definito da una legge.
- Icona: segno che rimanda al suo oggetto per la somiglianza. L'icona possiede le proprietà del suo denotato.
Livelli di iconicità si riferisce al grado con cui un segno rappresenta visivamente la realtà a cui si riferisce;
varia da una rappresentazione altamente realistica a una rappresentazione astratta.
Nel processo rappresentativo grafico, le tecniche di enfatizzazione ed esclusione sono strumenti per dirigere
l’attenzione visiva/comunicare un messaggio in modo efficace; utilizzati per evidenziare o nascondere elementi specifici,
influenzando il significato percepito dall’osservatore. L’enfatizzazione non lascia vuoti. Il destinatario è colui che decodifica
il significato del messaggio, attribuendogli un senso, mettendo in atto la tecnica soprastante;
perciò, il contenuto creato è individuale e soggettivo rispetto gli stimoli del messaggio.
MANIPOLAZIONI
essenziali per rendere un messaggio visivo comprensibile o utilizzabile. 2 categorie principali: necessarie
- trasformazioni proiettive: modificare i tratti morfologici per adattarlo al contesto
- riduzioni attributive: modifiche in superficie di come l’oggetto appare
attive/appellative
- ostensione: offrire alla vista gli aspetti rilevanti dell'oggetto
- distintivo/comparative: differenziare un elemento da altri o creare confronti diretti
CONFIGURAZIONE VISIVA
Gli artefatti comunicativi sono una strutturazione coerente e complessa, composta da una o più configurazioni visive che
à
ne costituiscono l’articolazione in figura e ne determinano il valore espressivo. Le configurazioni visive sono strutture
complesse date dalla combinazione/giustapposizione di più elementi verbo-iconici. Si caratterizza come unità, perché gli
elementi/parti si influenzano reciprocamente e, in stato di equilibrio, danno la configurazione stessa. Quando si mette in
mostra, produce significato e pretende qlcs dall’osservatore - ha un obiettivo comunicativo e funge da veicolo di
trasmissione. Sono oggetti culturali.
La modalità per comprendere il significato coinvolge la dimensione percettiva e semantica, solo assieme si comprende il
messaggio:
- La dimensione percettiva riguarda all’esercizio dell’organizzare/capacità di creare connessioni; si fa riferimento
alla teoria della Gestalt: l’esperienza percettiva è organizzata attraverso processi dinamici e regole strutturali
indipendenti rispetto alla realtà esterna.
- La dimensione semantica fa sì che la configurazione abbia un senso e venga compresa, ci soffermiamo sull’effetto
di senso che l’artefatto comunicativo ha prodotto nel rappresentarsi. Con i sensi si percepisce la forma figurale di
tipo verbo-iconico, le lettere/il carattere tipografico/calligrafico; figure/icone che siano reali o stratte.
Le informazioni sono il risultato delle scelte del progettista, di una selezione che Massironi chiama processo di
enfatizzazione ed esclusione, quindi valorizzare o alleggerire alcuni elementi per far emergere le necessarie intenzioni
comunicative.
Dunque, la capacità di significare di una configurazione visiva è il risultato di un processo, che si attua su 3 livelli: livello
dei valori (livello profondo), livello della struttura narrativa (definite le modalità del racconto); il livello di superficie (livello
percepibile in cui le figure del racconto hanno forma).
Due direttrici di lettura: dall’alto al basso per il destinatario (attraverso il livello superficiale evince i valori più profondi), dal
basso all’alto il destinatore (studia prima l’astratto e poi il concreto, curandosi che i valori siano percepibili dal
destinatario).
Assioma della comunicazione: non esistono elementi che non comunicano, non esiste alcun comportamento che non sia
comunicativo (Wtazlawick). Non esistono contenuti neutri.
PERCORSI PERCETTIVI
Disporre gli oggetti in un certo ordine = metterli in relazione l’un l’altro in modo che l’insieme
risulti leggibile e unitario. Porre gli oggetti in un campo = stabilire un rapporto di reciproca dipendenza. à
In una composizione alcune zone dominano sulle altre producendo tensioni che guidano lo sguardo dell’osservatore
maggiore peso percettivo. L’occhio risulta attratto da alcuni elementi piuttosto che altri. Punctum: centro di attenzione
à
dal quale si sviluppa il percorso di lettura (non necessariamente convenzionale). influenzamento dell’ordine di lettura:
contrasto di scala
contrasto cromatico
orientamento nello spazio
contrapposizione tra elementi dinamici e statici
imperfezioni
Ricerca dell’equilibrio percettivo, nessuna prevalenza di un elemento sull’altro, evitare che un elemento abbia il ruolo della
primadonna.
Primadonna: esercitazione di Maldonado che permette l’acquisizione del controllo della composizione. Si basava su aree
caratterizzate da elementi dimensionali, cromatici e texturali distinti. Porre tutto sullo stesso piano, con la stessa intensità, e
rendere percepibili simultaneamente la totalità degli elementi significa porsi nella condizione dell’antiprimadonna.
CAMPO
è uno spazio che presenta alcune caratteristiche costanti in ogni suo punto. Ogni attività di progettazione è sempre
compiuta al suo interno.
- Campo gestaltico fa riferimento alla nozione di configurazione, si occupa dei processi di organizzazione della forma.
- Campo geometrico-intuitivo studia il campo dal p. di vista geometrico, fa comprendere le strutture essenziali/aspetti
qualitativi delle forme.
- Campo topologico si riferisce allo studio della relazione della parte con il tutto, spazio della relazione.
- Campo fenomenologico pone al centro i fatti osservabili per darne una spiegazione più estesa e comprensibile.
Nel campo agiscono forze spaziali; tra un movimento e l’altro, si carica di attività. Gli elementi visivi sono l’energia
concentrata del campo. I campi di forze possono essere interrotti o urtarsi a vicenda. Un campo che ne intercetta un altro
lo attrae/lo respinge/rinforza/interferisce.
MESSA IN SCENA: operazione complessiva di tipo registico che si articola in uno spazio tropologico (ambito della
costruzione espositiva).
MESSA IN PAGINA
azione che organizza i contenuti, li dispone visivamente e ne controlla gli effetti per dar luogo a una composizione visiva.
Determina il percorso di lettura e si da (al destinatario) accesso al contenuto, al senso. Gli elementi (testuali e figurativi)
vengono disposti nello spazioà campo tropologico nel modo che rispecchia di più gli effetti di senso desiderati. Significa
intervenire attraverso il conferimento di attributi alle figure e la definizione delle loro relazioni topologiche e geometriche
(posizione, gerarchia, isolamento, vicinanza come appartenenza e altro). à
È la guida alla lettura ai testi impaginati: teoria paratestuale di Genette paratesto-peritesto-epitesto. Un testo è
circondato da altri testi che lo aiutano a essere il testo che è.
TESTO
In ambito semiotico è la manifestazione segnica che esprime determinati contenuti; ha significato, limiti e si può scomporre
in unità discrete.
Caratteri principali:
Chiusura: il testo è compreso all’interno di limiti determinati dall’autore o dall’osservatore
Biplanarità: il testo prevede un piano dell’Espressione (ciò che percepiamo) e un piano del Contenuto (ciò che
comprendiamo)
Intertestualità: il testo dialoga con altri testi tramite riferimenti, citazioni e richiami culturali; no isolato
Coerenza e coesione: logica del contenuto; connessioni linguistiche e formali tra le parti del testo.
Testo iconico
Una manifestazione segnica delimitata, coerente, che presenta elementi che comunicano contenuti oltre l’apparenza
sensoriale e che stimolano nel fruitore i contenuti dell’autore e quelli propri del testo.
Si presenta in 2 modi:
- insieme di componenti plastiche
- insieme di figure che semanticamente rimandano a oggetti riconoscibili
Un testo iconico si analizza secondo criteri della semiotica plastica (analisi del significato attraverso forme, colori, texture e
composizioni visive):
Categorie topologiche: orienta la percezione
Categorie plastiche: colori, saturazioni
Categorie eidetiche: contorni, linee e superfici
CORNICE
Tutto ciò che è compreso nella cornice assume uno statuto semiotico, nella sua specificità comunicativa, viene
riconosciuto come omogeneo, come un unico discorso che permette al destinatario, proprio perché distinto, di indirizzare
su di esso la propria l'attenzione.
ORGANIZZAZIONE DELLA PAGINA
Strumenti che aiutano la pianificazione del sistema-pagina:
- Gabbia: facilita l’organizzazione degli elementi e la loro definizione dimensionale, definisce unitarietà, armonia e
coordinamento tra più pagine/schermate. Non è mai visibile, ma solo percepita attraverso l’andamento della
configurazione visiva / grazie al ritmo espresso dagli elementi della pagina.
- Dispositivo di orientamento: elementi che devono essere in grado di suggerire un inizio, un verso di lettura e un
percorso, ma anche di elementi di ancoraggio che permettono di attivare una catena di rimandi e di cogliere il
senso del contenuto. Attraverso la messa in pagina, si crea uno strumento di orientamento per la navigazione.
Processo di indexing: messo in moto da strumenti che aiutano l’osservatore a decidere rapidamente dove vuole
concentrare l’attenzione. Index: stimolo che predispone il lettore a una particolare interpretazione dello schema
totale, rende attivo il destinatario.
PERCEZIONI APTICHE E CROMATICHE PER IL DESIGN
Sensazione, percezione e visione furono da lungo considerati un insieme di dati grezzi, inferiori all’esercizio dell’intelletto
/a quella della dimensione mentale. Solo con le scienze cognitive e la psicologia si superò questa concezione. Per quanto
riguarda l’immaginazione figurativa, dal 1911 si evolve la teoria della Gestalt, con cui l’immagine mentale si definisce
un’operazione del pensiero. Studia come il nostro cervello organizza gli stimoli percepiti in strutture o configurazioni che
abbiano un senso; strutture eidetiche, cromatiche e topologiche. Descrive i principi che ci aiutano a organizzare gli stimoli,
invece di percepire ogni elemento come isolato, si riconosce una configurazione globale. Quindi, la teoria spiega come il
nostro cervello trova un ordine nei dati sensoriali, trasformandoli in immagini e strutture significative.
Il design deve mediare tra soggettività individuale e principi universali, lavorando su forme che siano equilibrate e
à
Forma
significative nel loro insieme. dinamica, in continuo cambiamento, morfogenesi. La Gestalt sottolinea che ogni
forma è percepita come un insieme coerente, dove le relazioni tra le parti creano un significato superiore. Per il design, ciò
significa che ogni progetto deve essere pensato come un sistema armonico, in cui il tutto conta più dei dettagli separati.
La teoria della Gestalt studia le relazioni tra figure e sfondo, evidenziando 4 tipi di configurazioni che determinano specifiche
percezioni visive:
- Percezione indotta in modo passivo - realtà percepita distorta, si parla di illusioni ottiche e tattili, suddivisibili in
quelle dinamiche e statiche
- Percezione indotta dalla forma – attiva
- Deduzione della realtà – reciproca interazione tra forma e percezione
- Forma indotta dalla percezione – la percezione diventa intuizione e immaginazione di una realtà visiva creata
Nel design della percezione si individuano alcune caratteristiche delle forme visive in grado di generare:
à
multistabilità cambiamento apparente degli elementi di una configurazione, chi guarda può decidere di agire, dei
valori figurali di primo piano e di sfondo. Es. gli effetti di trasparenza percettiva, i contorni illusori, l'effetto di inversione di
forma concava e convessa.
à
instabilità percettiva si ha quando è difficoltoso concentrare l'attenzione sui dettagli di un'immagine. Es. gli effetti
phi
moiré, le bande luminose, fenomeno (percezione di un movimento luminoso continuo).
Dinamica percettiva aumenta con le linee oblique rispetto l’andamento della struttura; colori caldi/chiari avanzano; quelli
scuri/freddi si allontanano. Il movimento apparente estende il fenomeno percettivo dal registro visivo al cinestesico (si
associa a sensazioni fisiche corporee di movimento) e viceversa.
SENSO: polisemantica, esprime realtà diverse, anche correlate tra loro. Ogni modalità percettiva concorre alla
realizzazione di una più completa presenza nel mondo. La visione è prevalente ma non sufficiente. La collaborazione dei
sensi può modificare la percezione complessiva. Il rapporto tra percezione e comunicazione appartiene al design; ogni
trasformazione degli aspetti percettivi influenza i paradigmi progettuali. Lo sviluppo dei media digitali ha messo a fuoco i
limiti di una visività, spingendo la ricerca verso studi sulle atmosfere e sulla comunicazione immersiva.
Il design della comunicazione si avvale di informazioni aptiche, che consentono una meglio comprensione delle forme
à
visive. APTICO percezione tattile/tangibile; informazioni di contatto, sulla consistenza; relazione comunicativa tra
corpo, oggetti prossimi e spazio circostante. La percezione aptica procede diacronicamente tramite atti tattli successivi.
La comunicazione aptica si manifesta in relazione al rapporto tra il corpo sensibile e il mondo, e si può sintetizzare come:
cinestesia
corpo e percezione di sé stesso ( ); ottica e aptica
corpo e percezione degli oggetti e degli artefatti ( );
à
prossemica
corpo e percezione dello spazio ( ); definisce i comportamenti sociali dell’uomo nello spazio
comunicazione verbale e non verbale
corpo e percezione degli altri corpi ( ).
Mentre il campo visivo è esteso e immediato, il campo percettivo tattile è ridotto alla dimensione dello stimolo, che si può
schematizzare in generali (termici, dolorifici, di pressione ecc.), di superficie, di forma e di movimento.
Indici della procedura per acquisire percezioni di superficie (ci deve essere movimento): configurazione/struttura;
texture/trama visibile (attributo visibile); grana (attributo tattile che intende la sensazione generata col materiale).
COLORE: con il colore si completa l’esperienza e la conoscenza del mondo, non appartiene all’indagine scientifica
dell’esperienza, poiché dipende da molti fattori. Spesso si deve andare oltre alla costruzione chimica del pigmento, cioè
studiare il colore materico considerando le luci e le ombre colorate – si passa da colore come materia cromatica a qualità
visiva. Ogni percezione cromatica può coesistere/integrarsi creando esperienze estesiche e sinestesiche.
Colore segno si definisce come struttura cromatica e come spazio colore. Il colore segno è forma, contenuto e immagine
del colore. Nel colore i significati sono attribuiti secondo codici cromatici e sistemi notazionali (denotazione), e attraverso
valori espressivi (connotazione). à
teoria corpuscolare
Newton evolve la (luce bianca composta da 7 colori) gli oggetti assorbono parzialmente le onde
segno della luce riflessa
luminose riflettendo le altre: il colore come il .
Young e von Helmholtz, definirono i tre colori fisiologici (primari), il rosso, il verde e il blu - riproducono tutti gli altri.
Nacque la colorimetria, con l’obiettivo di classificare e misurare i colori secondo standard condivisi.
I colori vengono classificati secondo tre coordinate: tono (tinta), luminosità (chiarezza), saturazione (purezza).
Furono definite anche due modalità costruttive dei colori:
- sintesi additiva (miscela dei colori spettrali o luci colorate)
- sintesi sottrattiva (miscela di colore realizzata con pigmenti di materia)
Hering, si accorse che l’occhio umano percepisce 4 tonalità primarie. Così propose la quadricromia, secondo cui, i colori
processi opponenti
primari puri sono blu, giallo, rosso e verde. Analizzò il fenomeno dei : i colori opponenti sono generati
da cellule che producono post-immagine (se osservo il rosso per un po’ di tempo, spostando lo sguardo su un
campo neutro vedrò il colore complementare).
Questi studi hanno portato alla nascita del NCS (natural color system): definisce i colori attraverso i parametri della tinta,
chiarezza e saturazione.
Il colore come segno con qualità fisiche e significative in grado di influenzare e turbare l’equilibrio tonale:
• Massa del colore: legata all’ampiezza della superficie cromatica.
• Peso del colore: determinato dalla tonal
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