Il crepuscolarismo
Nella prima parte del ‘900 ci sono numerose tendenze poetiche
(avanguardie). Molto importanti sono il futurismo e il crepuscolarismo.
tramonto della poesia tradizionale e inizio di una poesia innovativa ovvero
quella del ‘900
Il termine crepuscolare comprende la poesia di 3 autori: Marino
Moretti, Fausto Maria Martini, Carlo Chiaves, Corazzini, Gozzano, Saba,
Montale. Con questi autori si conclude una fase della poesia lirica
tradizionale (D’Annunzio, Parini, Pascoli-> poesia classica). Il
crepuscolarismo viene definito anche “poesia delle piccole cose” perché
c’è l’esaltazione delle piccole cose che possono sembrare insignificanti.
I crepuscolari sono quel tipo di intellettuali e poeti che intraprendono
questo percorso di innovazione.
La poesia crepuscolare è più semplice che rifiuta la solennità (termini
complessi, figure retoriche). Lo si può definire un abbassamento del
livello poetico e per questo motivo non viene più considerata una lirica
di alto livello. Inoltre per i crepuscolari la poesia non è uno strumento
sociale, di denuncia ma è una poesia privata, interiorizzata. Essendo più
semplice non c’è l’elemento della passione tanto che le donne non sono
attraenti ma vengono rappresentate donne di campagna senza
sensualità (diverse dalle donne raccontate da D’Annunzio).
Gli ambienti sono città, paesi, campagne, conventi, ambienti piccoli e
chiusi (D’Annunzio descrive un passaggio più elegante).
I toni sono malinconici e ironici e ad esaltarlo sono i temi della morte,
funebre e della malattia (spirituale e fisica). Un esempio sono Corazzini
e Gozzano che muoiono a causa di una tubercolosi.
Le forme
Quando i crepuscolari scrivono è come se raccontassero facendo
sembrare la poesia una prosa attraverso uno stile dimesso e utilizzando
onomatopee, diminutivi, vezzeggiativi, vocaboli nuovi e il verso libero.
Il frammentismo della “Voce”
La rivista “La Voce” viene fondata a Firenze nel 1908 da Prezzolini per
poi essere pubblicata nel 1916. I vociani sono coloro che scrivono sulla
rivista La Voce. Quest’ultima è molto importante in quanto accoglie
molti autori come Palazzeschi, Dino Campana, Ungaretti.
Sono diversi dal punto di vista strutturale (rifiuto della poesia
tradizionale) e della poetica ma sono accomunati dal soggettivismo,
sentimentalismo, impressionismo. È una comunicazione diretta degli
autori attraverso la loro poesia.
Il futurismo
Lo sviluppo economico in Europa e in Italia porta alla nascita di
scoperte scientifiche e spinge gli autori alla scrittura. C’è una diversità
di linguaggio e di sensibilità. Nel 1909 Filippo Tommaso Marinetti
(letterato italiano ma di cultura francese) scrive il Manifesto di
fondazione del Futurismo sul giornale parigino “Le Figaro”. Questo
scaturisce interesse tra il popolo e gli intellettuali. Marinetti utilizza il
termine Futurismo in quanto contiene le iniziali del suo nome. Grazie a
questo movimento vuole sottolineare la contrapposizione con gli
intellettuali di quel periodo. I futuristi avevano una grande fiducia nel
futuro e si ritengono di essere un’avanguardia (lotta con tutti ciò che era
vecchio). Alla base del futurismo c’è la bellezza della velocità, del
progresso e dell’energia. Un esempio è la nascita della macchina che
rappresenta uno strumento per superare ogni limite. Inoltre c’è un
riferimento anche alle metropoli che rappresenta la modernità. C’è una
polemica su tutto ciò che è vecchio tanto che i futuristi affermano che è
necessario distruggere i musei, le biblioteche, le accademie e vendere i
capolavori d’arte conservati in tutta l’Italia (Roma, Firenze). Questa la
si può considerare una provocazione da parte dei futuristi che volevano
una cultura conservatrice tanto che criticavano professori, accademici,
intellettuali e poeti che avevano reso la cultura italiana poco moderna
(modo di vedere la realtà diversa). Inoltre essi sostenevano la guerra in
quanto la consideravano la “sola igiene del mondo”
ossessione dai conflitti avvenuti nel ‘900 in quanto la vedevano come possibilità
di rinnovamento e non come distruzione
Però i futuristi erano aggressivi, violenti tanto che sosterranno il
movimento fascista scrivendo anche dei manifesti. Fondamentale è
anche la questione femminile in quanto loro disprezzavano la donna
come creatura divina come veniva intesa dagli intellettuali della
tradizione (antifemminismo artistico). Ci saranno delle scrittrici che
aderiranno al futurismo come Valentine de Saunt-Point che scrive il
“Manifesto della donna futurista” dove promuove il modello della
donna amorosa.
I futuristi diffondono le loro idee facendo propaganda (diffonde
notizie) utilizzando i nuovi mezzi di comunicazione di massa:
manifesti, volantini, le mettere alla stampa. Inoltre loro diffondevano le
loro idee attraverso le serate futuriste.
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