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Diritto pubblico (CAP. 1)

I. LO STATO: POLITICA E DIRITTO

1. Il potere politico

1.1 Definizione:

Il potere politico è la capacità di influenzare i comportamenti delle persone,

 imponendo decisioni vincolanti per la collettività.

È caratterizzato da:

 Uso di mezzi coercitivi.

o Esercizio su una comunità delimitata (popolazione e territorio).

o

1.2 La legittimazione del potere:

Fondamentale per rendere il potere accettabile dai governati.

 Secondo Max Weber, esistono tre forme di potere legittimo:

 1. Tradizionale: Basato su usanze e tradizioni (es. monarchie ereditarie).

2. Carismatico: Fondato sul carisma personale di un leader (es.

rivoluzionari, figure religiose).

3. Legale-razionale: Basato su leggi e regole formali, tipico degli Stati

moderni.

2. Lo Stato

2.1 Definizione di Stato:

È un'istituzione giuridica e politica formata da tre elementi essenziali:

 1. Territorio: Spazio fisico entro cui esercita il potere.

2. Popolazione: Comunità di individui soggetti al suo ordinamento.

3. Sovranità: Potere supremo e indipendente di governare.

2.2 Origini dello Stato moderno:

Lo Stato moderno nasce con la crisi del sistema feudale e la centralizzazione del

 potere.

Thomas Hobbes (nel "Leviatano"): descrive la transizione dallo "stato di

 natura" (assenza di regole e conflitti) a uno Stato centralizzato per garantire

sicurezza e ordine.

2.3 Sovranità:

È il potere esclusivo dello Stato di emanare leggi e farle rispettare.

 Evoluzione del concetto:

 Tradizionale: Potere illimitato dentro i confini.

o Moderna: Limitata da:

o Organizzazioni internazionali (ONU, UE).

 Globalizzazione (accordi economici e diritti sovranazionali).

2.4 Il territorio:

Confini fisici e giuridici delimitano lo spazio dove lo Stato esercita il suo potere.

 Con l’integrazione europea (es. Accordi di Schengen), i confini diventano meno

 rigidi.

2.5 Cittadinanza:

Status giuridico che definisce l’appartenenza di una persona allo Stato e le

 conferisce diritti (es. voto, protezione) e doveri (es. pagare le tasse).

Cittadinanza europea: Complementare a quella nazionale, garantisce diritti

 come la libera circolazione e il voto alle elezioni europee.

3. Lo Stato come apparato

3.1 Apparato burocratico:

Organizzazione amministrativa incaricata di eseguire le decisioni dello Stato.

 La burocrazia moderna si sviluppa nel XIX secolo per gestire in modo efficiente

 la complessità dello Stato.

3.2 Lo Stato-persona giuridica:

Lo Stato è considerato una persona giuridica, cioè un soggetto capace di agire

 in ambito legale (stipulare contratti, possedere beni).

3.3 Enti pubblici:

Organizzazioni create dallo Stato per svolgere specifiche funzioni di interesse

 pubblico (es. scuole, ospedali).

3.4 Organi dello Stato:

Organi costituzionali: Ruoli chiave previsti dalla Costituzione (es. Parlamento,

 Presidente della Repubblica).

Organi amministrativi: Strutture che operano per realizzare le politiche

 statali.

II. FORME DI STATO

1. "Forma di Stato" e "Forma di governo"

La forma di Stato descrive il rapporto tra governanti e governati e come il

 potere viene esercitato nella società. Invece, la forma di governo riguarda la

struttura interna del potere, ossia le relazioni tra i principali organi dello Stato,

come Parlamento, Governo e Presidente della Repubblica.

Questi concetti sono utili per capire come le istituzioni si sono evolute e

adattate ai cambiamenti storici e politici.

2. L’evoluzione delle forme di Stato

Nel corso della storia si sono sviluppate diverse forme di Stato, ciascuna con

 caratteristiche specifiche:

2.1 Lo Stato assoluto:

Nato tra il XVI e il XVIII secolo, lo Stato assoluto si fondava sull’accentramento

 del potere nelle mani del sovrano, che non era soggetto a limiti giuridici.

Il potere era considerato una prerogativa personale del re, che governava senza

 bilanciamenti.

Esempi emblematici: le monarchie europee, come quella francese sotto Luigi

 XIV.

2.2 Lo Stato liberale:

Si sviluppa nel XIX secolo, grazie a eventi come la Rivoluzione francese e

 l'evoluzione costituzionale in Inghilterra.

Lo Stato liberale introduce i concetti di limitazione del potere e tutela dei diritti

 individuali.

Principali contributi:

 Rivoluzione francese: Affermazione di uguaglianza e libertà come

o principi fondamentali.

Evoluzione inglese: Rafforzamento del Parlamento come centro del

o potere.

Costituzione americana: Separazione dei poteri e protezione delle

o libertà individuali.

2.3 L’economia di mercato nello Stato liberale:

In questa forma di Stato, l'economia è regolata dal mercato e lo Stato interviene

 solo per garantire sicurezza, giustizia e infrastrutture.

L’obiettivo principale è preservare la libertà economica e la proprietà privata.

2.4 Stato liberale e Stato di diritto:

Lo Stato liberale evolve nello Stato di diritto, dove il potere è subordinato alla

 legge.

Elementi distintivi:

 Supremazia della legge.

o Indipendenza della magistratura.

o Protezione dei diritti fondamentali dei cittadini.

o

2.5 Lo Stato di democrazia pluralista:

Nasce nel XX secolo grazie all’espansione del diritto di voto, che include

 progressivamente tutte le classi sociali.

Si supera l'idea di Stato elitario, includendo nella vita politica le masse popolari.

 Strumento fondamentale di questa trasformazione sono i partiti di massa, che

 rappresentano le istanze dei cittadini e favoriscono la partecipazione politica.

3. I partiti politici di massa

I partiti di massa nascono tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo per integrare ampie

fasce della popolazione nella politica.

Caratteristiche:

 Struttura organizzata con sezioni locali e rapporti stretti con sindacati e

o altre organizzazioni popolari.

Rappresentano gli interessi delle classi lavoratrici e promuovono istanze

o di giustizia sociale.

Funzione nello Stato pluralista:

 I partiti diventano un collegamento diretto tra i cittadini e le istituzioni.

o Rafforzano la democrazia rappresentativa, permettendo alle masse di

o partecipare attivamente alla vita politica.

Crisi delle democrazie di massa e nascita dello stato totalitario

In altri paesi come la Germania e l’Italia, l’affermazione dei nuovi partiti di

 massa non è stata accettata.

La Germania, rimosse l’imperatore e diede vita a una repubblica basata sulla

 costituzione di Weimar con la quale si tentava di democratizzare le strutture

dello stato

In Italia, si è verificata una situazione simile, dovuta a questi fattori che

 portarono una profonda instabilità che sfociò in una gravissima crisi che culminò

l’avvento dello stato fascista

Le alternative dello stato di democrazie pluralista nel XX secolo

Nei paesi in cui l’avvento della democrazia di massa non si era accompagnata

 alla diffusa accettazione dei valori, sfociò nell’affermazioni di forme di stato

basate sulla negazione del pluralismo e sull’identificazione del partito unico con

lo stato.

In Germania e in Italia si dà una risposta consistente nella soppressione del

 pluralismo attraverso le istituzioni dello stato totalitario.

Lo stato fascista in Italia opera del 1922 al 1943 e nasce proprio in

 contrapposizione all’idea liberale, questa forma di stato concentra il potere in un

unico organo che assumeva il pot. Leg. e Esec.

L’esperienza fascista combinata con la dottrina di Hitler portò alla nascita dello

 stato nazionalsocialista, esso si basava sull’idea secondo cui lo stato doveva

essere uno strumento di cui avvalersi, per realizzare i suoi fini.

Un'altra alternativa alla democrazia pluralista è quello dello stato socialista,

 questa forma di stato ha origine nella dittatura del proletariato, con la quale si

emarginava la classe della borghesia in vista del futuro superamento del potere

statale e dell’avvento di una società senza classi ne conflitti sociali.

Lo stato di democrazia pluralista

La crisi irreversibile del socialismo reale ha portato alla dissolvenza di stati

 multinazionali, come URSS e Jugoslavia, da cui sono nati nuovi stati che attano

costituzioni basate sui principi pluralisti.

Consolidamento della democrazia pluralista e affermazione dello stato sociale

I principi dello stato pluralista hanno trovato conferma al termine del secondo

 conflitto mondiale in tutte le aree di influenza politica e culturale diverse

dall’URSS (in particolare USA e Regno Unito)

In alcuni, è stato ripreso un processo di sviluppo costituzionale interrotto (Italia,

 Costituzione 1948)

In altri, sono stati rivitalizzati i principi liberali e democratici (Francia, Belgio)

 In altri, c’è stata l’imposizione di un modello politico costituzionale da parte

 delle potenze vincitrici ai paesi vinti (Giappone, Germania)

Solo in Portogallo e Spagna continua lo stato autoritario fino gli anni 70

 La fase costituzionale descritta vede garantire il diritto, insieme alle libertà

 liberali, cioè alle tradizionali libertà negative (personale, di domicilio, religiosa,

ecc.), anche le diverse manifestazioni di pluralismo politico, sociale, religioso,

culturale ed in particolare riconosce il ruolo costituzionale dei partiti politici.

Gli stati di democrazia pluralista sono sorti in contesti sociali caratterizzati dalla

 lotta di classe, il problema principale infatti è stato quello di tenere insieme una

società.

Da tutto ciò, ne deriva un ruolo dello stato diverso da quello dello stato liberale,

 che ha fatto parlare di stato sociale o di stato del benessere o di Welfare State.

Il Welfare State assume un una finalità diversa di quella dello stato liberale, era

 basato sul principio di libertà negativa, secondo cui questa principale regola

distributiva dei benefici sociali e dei sacrifici doveva essere data dai meccanismi

di mercato, garantendo la libertà dei soggetti privati.

In questo modo lo stato supera l’individualismo liberale e sviluppa forme di

 solidarietà tra individui e tra i diversi gruppi sociali.

Lo stato di democrazia pluralista ha visto lo sviluppo di forme variegate di

 intervento pubblico nell’economia e nella società, che danno luogo ad un

sistema ad economia mista.

Omogeneità e differenze tra gli stati di democrazia pluralista

Nella seconda metà del novecento, molti paesi (Europa occidentale, stati uniti,

 regno unito, Irlanda del nord, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Giappone,

Israele e altri), formano un complesso di ordinamenti costituzionali, ispirati a

principi sostanzialmente uniformi, tipici delle democrazie occidentali.

La sufficiente omogeneità di questi ordinamenti, consente l’elaborazione del

 modello stato di democrazia pluralista.

Tra gli stati riconosciuti in questo modello:

 Una, è quella relativa al ruolo ed ai caratteri dei partiti politici che sono

 variegati tra i diversi stati.

Un’altra importante differenza tra gli stati riguarda il grado di condivisione

 dei valori fondanti, in definitiva, l’omogeneità o l’eterogeneità della cultura

politica.

Una terza differenza, riguarda le modalità dell’intervento dello stato

 nell’economia e nella società.

Lo stato di democrazia pluralista tra società post-classica e globalizzazione

Lo stato democratico pluralista, ha subito importanti trasformazioni a partire

 dagli anni 80, alle sue origini la democrazia pluralista si basava sulle divisioni in

classi della società (pluriclasse)

Gli ultimi decenni hanno visto una crescita considerevole della società, sviluppo

 economico, il mutamento dei modi di produzione con il tramonto della grande

fabbrica, e la globalizzazione, hanno messo in difficoltà l’individuazione di una

stabile linea di divisione sociale.

A partire dagli anni 70’ del novecento si è parlato di crisi fiscale dello stato per

 indicare il fenomeno della crescita della spesa pubblica che ha raggiunto livelli

così elevati da determinare la ribellione dei ceti più colpiti.

A questo si aggiunge poi la globalizzazione, che consente ai capitali e alle

 imprese di spostarsi con estrema facilità da un’area territoriale all’altra, alla

ricerca di condizioni che rendano più remunerativo l’investimento.

Tre conseguenze importanti ne seguono:

 In primo luogo, per evitare che i capitali e le imprese si spostino altrove, lo

 stato deve limitare la pressione fiscale.

In secondo luogo, lo stato deve cercare di avere una finanza pubblica sana.

 In terzo luogo, le imprese chiedono sempre maggiore flessibilità, cioè minori

 vincoli legali.

Tutte queste spinte, hanno un esito comune, cioè la riduzione delle risorse

 impiegate per finanziare lo stato sociale.

Con l’avvio dell’unione economia e monetaria, gli stati partecipanti, aderivano a

 dei vincoli predefiniti al rapporto tra il loro debito pubblico ed il prodotto interno

lordo (PIL) e tra il disavanzo ed il PIL.

L’esigenza di maggior rigore finanziario conduce alla ricerca di forme di

 razionalizzazione e riordino dello stato sociale e di nuove modalità di

soddisfacimento dei diritti sociali, garantendo pero almeno pari opportunità di

vita ai suoi cittadini, trasformandolo in stato sociale competitivo.

Tra le strade possibili per razionalizzare lo stato sociale si segnalano le seguenti:

 In primo luogo, si tende a superare il carattere universalistico di alcuni

 servizi, come la sanità che non viene resa gratuita a tutti i cittadini, ma

solamente ai soggetti meno abbienti.

In secondo luogo, si fa leva sul principio di responsabilità individuale, per

 cui il singolo si impegna a mettere da parte, con il risparmio, le risorse

che potranno essere utili per affrontare rischi della vita.

In terzo luogo, c’è il ricorso al principio di sussidiarietà che si sviluppa

 lungo due direttrici:

(a) La prima (sussidiarietà verticale), trasferire la gestione di certi servizi

pubblici agli enti locali (comuni).

(b) La seconda (sussidiarietà orizzontale), nell’attribuire certi compiti

tradizionalmente propri dello stato sociale ad alcune formazioni sociali

che non hanno scopo di lucro.

I caratteri dello stato di democrazia pluralista

La democrazia pluralista copre un vasto spettro di esperienze politico-

 costituzionali, possiamo sintetizzarne i tratti nel seguente modo:

Lo stato di D. P. si basa sul suffragio universale, la segretezza e la libertà

 al voto, le elezioni periodiche, il pluripartitismo, l’insieme di queste

garanzie presuppone l’accoglimento del ‘principio di tolleranze’ cioè del

principio secondo cui il dissenso non può essere represso, ma anzi va

garantito.

Il pluralismo costituzionale garantito non è solo di idee e valori, ma è

 anche pluralismo di formazioni sociali e di formazioni politiche, le prime

operano per realizzare interessi comuni ai loro componenti, le seconde

hanno come finalità il controllo del potere politico dello stato e degli enti

politici substatali.

Attraverso il pluralismo dei centri di potere già presenti si aggiungono

 due obbiettivi:

A. In primo luogo, si limita il potere dello stato

B. In secondo luogo, attraverso le formazioni sociali ed i partiti politici

si creano canali di partecipazione permanente dei cittadini

all’attività dello stato.

L’affermazione del pluralismo conduce all’idea secondo cui non esiste un

 interesse generale, piuttosto trovano garanzia di esistenza valori

differenti.

Mancando un interesse generale dotato di prevalenza, solamente

 attraverso il confronto tra le idee si può raggiungere una gerarchia

provvisoria di interessi, ciò significa che le democrazie pluraliste

assicurano ampia garanzia alla libertà di manifestazione del pensiero ed il

pluralismo dei mezzi di comunicazione

Rappresentanza politica (definizioni)

Nella nozione di ‘rappresentanza politica’ confluiscono due significati, da una

 parte ‘rappresentanza’ significa ‘agire per conto di’ e perciò esprime un

rapporto tra rappresentante e rappresentato, per cui il secondo, sulla base di un

atto di volontà chiamato ‘mandato’, dà al primo il potere di agire per suo

interesse, dall’altra parte, ‘rappresentanza’ significa che qualcuno fa vivere in

un determinato ambito qualche cosa che effettivamente non c’è.

L’accettazione moderna della rappresentazione politica, nata con la Rivoluzione

 francese, toglieva la sovranità al Re, ma non la dava al popolo bensì alla

nazione, la nazione in quanto entità astratta e impersonale, non poteva agire

direttamente, perciò come aveva cura di precisare la costituzione, doveva

delegare i suoi poteri, da questa costruzione costituzionale derivano tre

importanti implicazioni:

In primo luogo, se i parlamentari erano scelti per nome e conto della

 nazione, quest’ultima doveva assicurarsi di scegliere i soggetti più idonei,

l’elettorato attivo (diritto di eleggere i propri rappresentati)

In secondo luogo, se i parlamentari dovevano rappresentare l’intera

 nazione, non dovevano seguire particolari interessi del loro partito, bensì

l’interesse nazionale.

In terzo luogo, se il parlamentare doveva curare l’interesse generale

 dell’intera nazione, non doveva essere vincolato da istruzioni ricevute

dagli elettori, perciò venne sancito il ‘divieto di mandato imperativo’.

A questo punto è utile chiar

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Salvatore5647 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Elefante Fabio.
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