Imprenditorialità e leadership
La fame di capitali
Quali sono i requisiti che attribuiscono ad un soggetto la natura di imprenditore? Cos’è l’imprenditorialità?
Attitudine a sopportare i rischi - Storicamente, nella letteratura economica, l’imprenditore viene riconosciuto come un soggetto con propensione e attitudine, anche psicologica, al rischio: infatti l’imprenditore rischia capitale, risponde dei dipendenti che ha, fa un progetto che avrà una probabilità abbastanza alta di fallire, si trova a prendere decisioni da solo. Gli imprenditori “veri” sanno gestire il rischio. Quindi l’attitudine a sopportare rischi è uno degli elementi del profilo individuale dell’imprenditore.
Orientamento all’innovazione - Altro requisito centrale che si afferma con Schumpeter: l’innovazione.
Storicamente, nell’economia neoclassica, si pensava che gli attori economici avessero a disposizione tutte le informazioni necessarie, che fossero uomini razionali, homo economicus: figura razionale, informata, che prende decisioni consapevoli; cosa che fa dell’imprenditore quello che oggi diremo un manager, un gestore.
Con Schumpeter si afferma il tema che identifica l’imprenditore con l’innovatore, con colui che determina la distruzione creativa. Cioè l’imprenditore è colui che con un nuovo prodotto, una nuova intuizione, una nuova opportunità che coglie e realizza, qui c'è l'aspetto della progettazione, della realizzazione, rompe le regole del gioco competitivo, spacca il mercato, spacca i modelli di business preesistenti, distrugge le imprese che operano, incumbent. Quindi una concezione completamente diversa da quella dell'uomo razionale che porta all'equilibrio.
Questo è un atto di generazione di idee legato al tema della creatività applicata. Facendo un esempio estremo: come Tesla, spacca il mercato e distrugge un settore. È un esempio estremo, ma l'imprenditore è in grande o in piccolo quello che realizza una innovazione distruttrice e creatrice di nuovo valore. L'imprenditorialità non è necessariamente generata nel mondo d'oggi da una persona, come nel mondo di Schumpeter.
- Nuove idee.
- Portatore, e gestore, di capitale.
- Alertness: capacità di identificare con prontezza le opportunità.
- Envisioning.
- Decision maker: allocazione risorse tra i diversi usi e loro combinazione, organizzatore.
- Leader di una impresa.
- Generatore di una new venture, imprenditorialità «pura» e interna; imprenditorialità manageriale e managerialità imprenditoriale.
- Soggetto economico, le fonti del potere: capitale di rischio, tecnostruttura, forze esterne di ordine politico e sociale.
- Stratega del cambiamento, progettatore di nuove posture strategiche, modelli di business; strategic entrepreneurship, strategia e imprenditorialità si combinano.
- Altro.
Definizione giuridica, 2082 del c.c.: chi esercita professionalmente un attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi.
L’imprenditore porta il capitale, nella storia, tradizionalmente, oggi bisognerebbe discutere se è così, investe capitale proprio, cioè una volta entrato in azienda è quello che detiene il controllo dell'azienda, ha il capitale, è il padrone/proprietario di tutto il capitale oppure è l'azionista di riferimento, per un'azienda quotata può essere anche una quota minoritaria, portata o con dei patti parasociali. Se entrate in un'azienda piccola/media, come riconoscete un manager da un imprenditore? Uno ha il capitale e uno no. Quello che ha il capitale è l’imprenditore. Questo nella terminologia comune. Imprenditore = “padrone” dell'azienda. Questo elemento è legato al tema dei rischi perché l’imprenditore rischia le risorse che ha messo lui.
In un'azienda come Eni o Generali, che sono diverse per assetto azionario, come si fa a trovare l'imprenditore?
In Eni il capitale di maggioranza è dello Stato. Generali è un'azienda a capitale diffuso in cui nessuno raggiunge quote significative. Non c'è una persona che voi potete individuare che si chiama imprenditore. Si potrebbe dire un'azienda senza imprenditore, ma non senza imprenditorialità; quindi, bisogna imparare a dissociare questi due aspetti.
Nasce nell’economia aziendale la figura di vertice che ha la massima responsabilità dell'azienda: il capo azienda, spesso è l’amministratore delegato, è una figura giuridica, un soggetto che l’assemblea ha nominato nel consiglio di amministrazione con delega ampia; a volte ci sono più amministratori delegati. L'amministratore delegato potrebbe essere anche una persona che non ha il controllo dell'azienda.
Il CEO Chief Executive Officer in inglese è qualcosa di simile al capo azienda, spesso in Italia coincide con l'amministratore delegato, è un amministratore che nel modello anglosassone spesso è anche presidente, nel modello europeo più di rado ma a volte è così, che esercita il ruolo di capo azienda, è colui che comanda.
Però stento a pensare che Descalzi, amministratore delegato dell’Eni, possa qualificarsi come l'imprenditore, perché forse manca degli altri requisiti; è un manager che svolge ruoli imprenditoriali. Quindi occorre dissociare la funzione del ruolo evidentemente.
In economia aziendale, non nel diritto, quella figura astratta che incarna questo ruolo di capo azienda come si chiama? Soggetto economico, concetto nato a Pisa con Egidio Giannessi.
Il tema è che ai vertici dell'azienda c'è una funzione imprenditoriale legata all'attitudine a generare innovazione e anche nuove iniziative. Quando queste nuove iniziative di business sono realizzate in aziende preesistenti, es: se lo fa l'Eni, si chiama imprenditorialità interna perché è interna ad un'azienda preesistente.
Questa funzione svuota nelle grandi aziende è fondamentale per il rinnovamento, per realizzare l'azienda del domani diversa dell'oggi, ed è molto complessa.
Tornando al tema del soggetto economico la questione che si pone è che spesso l'imprenditore non c'è ma c'è l'imprenditorialità, altre volte l’imprenditore c'è ma non è un regime autoritario o regime totalitario, cioè non ha tutto il potere, usando dei termini politici; spesso ai vertici delle aziende c’è un’oligarchia, cioè un insieme di persone che esercitano il massimo potere di vertice.
Passaggio dall’idea di imprenditore come una persona fisica che porta capitali, che gestisce le aziende dai vertici, che è il concetto popolare di imprenditore, al concetto di soggetto economico, non si identifica con l'amministratore delegato ma con quell'insieme di persone che hanno il massimo potere, questa oligarchia che fa e attua la strategia. Quindi si passa dall’identificazione della figura dell’imprenditore con la funzione imprenditorialità, alla consapevolezza che l'imprenditorialità spesso viene incarnata da un'oligarchia, da una pluralità di persone. Questo passaggio per certi versi svincola la funzione imprenditoriale dal singolo soggetto.
Distinzione tra
- Imprenditorialità interna: la funzione imprenditoriale che viene svolta nelle aziende preesistenti che è certamente legata all'esercizio della generazione di nuove idee imprenditoriali e sua realizzazione.
- Imprenditorialità che porta nuove iniziative imprenditoriali, che sono le startup.
- Funzione imprenditoriale che dovrebbe essere in tutte le aziende.
L'oggetto di studio su cui ci concentriamo in questo corso è la nascita di nuove imprese; imprese che non nascono per vivacchiare, ma per crescere e creare molto valore. Non studiamo i dati che vedete in camera di commercio su quante imprese nascono e quante muoiono; studiamo imprese che nascono per crescere, per essere scalabili si dice nel gergo comune degli startupper, e quindi per generare molto valore con alto rischio.
Queste aziende hanno fame di capitali. Fino all'inizio degli anni 2000 la nascita di un'impresa era non meritocratica né democratica; con la nascita, l'attivazione, di una serie di strumenti finanziari innovativi per il nostro paese, anche l'Italia finalmente si è dotata di alcuni mezzi che hanno reso più democratico e più meritocratico la nascita di nuove imprese. Prima la forma di finanziamento che prevaleva era quella che si chiama love capital: risorse finanziarie provenienti dalla famiglia e/o dalla cerchia di amici, il babbo, la mamma, lo zio, il suocero, l'amico. Per fortuna per chi ha buone idee, ma anche dell'economia, negli ultimi vent'anni si sono diffusi anche nel nostro paese una serie di norme agevolative, strumenti finanziari e modelli organizzativi che alimentano l'imprenditorialità. Questo corso serve un po’ anche per imparare a vestire bene un'idea per “venderla” a un finanziatore, per poi generare una nuova impresa.
Una buona idea ben vestita riesce a soddisfare la fame di capitali che la nuova impresa ha.
La costruzione di una nuova azienda: istituzione, creazione del prodotto, ingresso del mercato e lo sviluppo della stessa, impongono questioni formali burocratiche, il commercialista, l'avvocato, capacità di progettare il modello di business, l'assetto organizzativo, la capacità di attuare ed operare ed anche la capacità di percorrere un sentiero di crescita. Il tema è quello di avere buona idea di business, saperla realizzare ma anche saperla confezionare, perché la migliore idea di business se non sapete “venderla” a potenziali finanziatori ha bisogno di un sacco di soldi che non bastano mai. Vedremo gli strumenti che servono per comunicare il nuovo modello di business.
Tornando al mercato finanziario, la più grande “innovazione” degli ultimi venti/trent'anni in questo campo sono i fondi di private equity, di venture capital, è una parte del private equity che finanzia le new ventures, sia chiaro che i fondi di private equity non sono tutti uguali, ci sono grandi fondi internazionali, fondi nazionali, fondi locali, alcuni specializzati in certi settori, altri generalisti, altri specializzati per fase.
Se avete una buona idea dovete riuscire a convincere la persona che sta davanti a voi:
- Private equity.
- Business angels. Sono soggetti singoli o gruppi di soggetti, non sono fondi di private equity, che spesso creano delle società ad hoc per dare risorse quantitativamente minori alle PE, ma vi affiancano spesso con attività di mentorship o di advisor informale.
Intales è un nuovo social network che sta facendo partire questo ragazzo di Lucca con quattro suoi amici; è entrato Pierallini in ruolo di Angel e sta dando delle risorse a questa iniziativa imprenditoriale e soprattutto affianca un imprenditore.
Un altro soggetto sono i Family Office. Chi ha famiglie con grandi risorse può investire da solo e poi si può rivolgere a questi soggetti che sono delle società spesso di origine bancaria ma non necessariamente, che gestiscono il patrimonio anche in termini di passaggio generazionale, si occupano delle problematiche imprenditoriali e finanziarie delle famiglie benestanti. Anche questi soggetti hanno molte risorse e spesso intervengono nelle nuove iniziative imprenditoriali.
Il crowdfunding è di gran moda, importi ancora più bassi, ovviamente stiamo parlando degli equity crowdfunding, cioè il crowdfunding da capitale proprio prevalentemente, il crowdfunding si rivolge anche a singoli prodotti in cui potete comprare in anticipo.
Un tema importante è che non c'è track record, cioè non ci sono risultati economico finanziari passati, non si può dimostrare di essere bravi, di saper gestire un'azienda, e quindi il convincimento di un finanziatore è molto più difficile rispetto a quando si ha un'azienda strutturata, che produce profitto, che ha dimostrato per vent'anni andare avanti bene.
Fin da ora è bene sapere che l'idea che avete rischia di essere rubata. Quindi ci vuole molta attenzione e magari anche un consulente giuridico che vi spiega come si fanno queste cose, come si tutela un’idea, può essere un brevetto, può essere un non disclosure agreement, accordo di non divulgazione, quindi mettere delle clausole di riservatezza, ed è fondamentale anche saper gestire i patti parasociali e gli accordi di collaborazione tra soci, con i finanziatori, compreso il love capital, quindi formalizzare, e compreso il venture capitalist o i business angels.
Elementi rilevanti per le startup
- Rilevanza del tema del finanziamento. La costruzione di una startup, istituzione, creazione del prodotto, ingresso nel mercato ecc., e lo sviluppo della stessa impongono di attivare fonti di finanziamento adeguate e crescenti.
- Una barriera all’entrata. Nel nostro paese fino ai primi anni duemila, le fonti di finanziamento per le startup erano poche, per quantità e tipologia.
- Nuove opportunità di finanziamento. La creazione d’impresa diviene, nel corso degli ultimi 20 anni, più «democratica e meritocratica». Si sono affermati soggetti specifici, società/fondi di Venture Capital, Family Offices e Business Angels, e forme agevolate da soggetti pubblici.
- La mancanza di un track record: non vi sono situazioni economico patrimoniali pregresse e informazioni sull’andamento delle attività.
- La paura di avere soci. Molto spesso spaventa gli aspiranti o i neo imprenditori.
- Clausole contrattuali, patti parasociali, non disclosure agreement, NDA. Frequenti errori di inesperienza. È buona norma formalizzare, anche rispetto ai familiari-amici, e ricorrere a consulenti evitando di fare un copia-incolla di modelli recuperati su internet.
Pitch business plan business modelling
Il pitch è un documento multimediale, sintetico ed essenziale, che deve carpire l'attenzione di un potenziale investitore in pochi istanti. Pitch o pitch elevator è un veicolo promozionale di un progetto. “Elevator” perché dovete convincere l'interlocutore nel tempo in cui state in ascensore, cioè avete 5/10 minuti.
Obiettivo: «sedurre» il potenziale investitore esponendo in maniera sintetica, semplice e chiara le caratteristiche del progetto: l’idea, il bisogno che si intende soddisfare, la competition e i fattori differenzianti, le potenzialità economiche, la timeline del progetto ed il fabbisogno di finanziario ecc.
Gli eventi pitch. Specifici eventi in cui aspiranti imprenditori possono presentare i progetti ad una platea di potenziali investitori. A ciascun pitch è dedicato un tempo molto contenuto, es. 10/20 minuti, al quale solitamente segue un tempo dedicato alle domande, es. 10/15 minuti. Calibrare il pitch alla «tipologia di pubblico», venture capitalist internazionali, nazionali, locali, family officer, angels, istituzioni bancarie, manager/imprenditori del medesimo settore, istituzioni pubbliche, incubatori/acceleratori, istituzioni universitarie ecc. Suggerimento: creare n versioni del pitch, per settore, istituzioni pubbliche, incubatori/acceleratori, istituzioni universitarie ecc. Suggerimento: creare n versioni del pitch, per adattarlo alle diverse tipologie di interlocutori.
Il business plan è un documento analitico che deve permettere ad un outsider di comprendere in profondità il progetto imprenditoriale. Ci sono momenti in cui un'azienda deve redigere un business plan accurato, perché si trova in fase di startup o perché si tratta si un'azienda matura che vuole presentare un progetto che si colloca al di fuori del perimetro del proprio core business. Il Bp ha una parte qualitativa ed illustrativa ed una parte quantitativo eco fin. È un documento molto più analitico del pitch che si rivolge agli interlocutori esterni, primo fra tutti il sistema finanziario.
Il business modelling è un'attività che di riflessione, concettualizzazione della formula imprenditoriale che si intende realizzare. Ha una sua valenza sia interna, maturazione, nell'ambito del team, dell'idea e rappresentazione della sua validità come impresa, sia esterna, comunicazione a terzi della validità imprenditoriale del progetto. Attività di business modelling è fondamentale anche per acquisire elementi per redigere il pitch e il business plan. Quindi è una serie di attività e di ragionamenti che vengono fatti nel team imprenditoriale in modo che dall’idea tecnica si passi all’opportunità imprenditoriale e un progetto. In questo passaggio è importante internamente per riflettere sulla qualità del modello di business dell’azienda, questa è la prospettiva.
Questo percorso dovrebbe permettere la concettualizzazione/affinamento del modello di business, rispetto a un’idea originaria che vede degli elementi tecnici più o meno rilevanti e che si deve tradurre in un’impresa. L’idea, spesso, è nella testa di una o due persone, su questa bisogna costruirci un’impresa e bisogna capire se quell’impresa è un’opportunità imprenditoriale, ma ha anche i requisiti per essere un’impresa. Questa è l’attività di modellamento del business, che si fa inizialmente, ma poi si continua a fare, ossia l’idea di business trasformata in un’opportunità e in un progetto che muta nel tempo.
Business model canvas
Mettiamoci nei panni dello startupper, non della banca che deve soldi, che deve ottenere finanziamenti, ma non solo, soprattutto deve costruire una buona impresa → Business model canvas.
Libro “creare un modello di business” di questi due autori: Osterwalder e Pigneur.
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