Geografia politica 11/11/2022
Nella rappresentazione quantitativa e funzionale dello spazio geografico, il mondo e’ ridotto a una descrizione quantitativa, astratta dei caratteri estrinseci dei luoghi (posizione, dimensione, funzioni), mentre scompare ogni carattere intrinseco capace di connotare l’identità, il carattere, il tipo.
Nella rappresentazione territorialista dello spazio geografico, i luoghi occultati dall’approccio funzionalista, nella loro interazione complessa, sono l’oggetto dell’analisi. In questo tipo di approccio, infatti, e’ fondamentale la ricerca delle qualità specifiche del luogo, le cui caratteristiche peculiari derivano dall’incontro tra le energie della società locale che reinterpretano o reinventano le potenzialità future del patrimonio territoriale.
La dimensione locale
Cercare di capire se c’è stato un estraniamento da parte della popolazione, se questa non si identifica più nel luogo. (dimensione e senso del luogo). Per capire lo stato di un territorio.
La società dei territorialisti
Come cambia l’approccio ad alcuni concetti fondamentali:
- La dimensione storica Cercare di capire se c’è stato un estraniamento da parte della popolazione, se questa non si identifica più nel luogo. (dimensione e senso del luogo per capire lo stato di un territorio).
- Le scale spaziali sono fondamentali, però allo stesso tempo queste vanno declinate sui diversi spazi temporali, capendo che io devo guardare al territorio cercando di abbracciare la dimensione spazio-temporale. Questo approccio al territorio e’ quello abbracciato dai territorialisti, il territorio e’ compreso, non e’ un soggetto passivo, il territorio viene accolto come una sorta di sistema dinamico, aperto all’esterno.
Presupposti della ricerca
Inquadramento scientifico
La conquista della dimensione temporale (Alan Baker; Massimo Quaini)
Nuovo concetto di territorio
Centralità dell'azione umana: «è l'uomo che con i suoi valori dà senso alla superficie terrestre, trasformandola in territorio» (Lucio Gambi)
Un diverso modo di progettare il territorio: per e non su
La riscoperta della dimensione locale e lo sviluppo locale (Dematteis e Governa; Magnaghi)
Approccio territorialista: idea del territorio come bene comune nella sua identità storica culturale, sociale, ambientale e produttiva e il paesaggio come manifestazione sensibile del territorio.
L’approccio territorialista può essere definito un approccio umanistico, loro vogliono dire che non ci deve essere una crescita economica, ma non vuol dire un aumento infinito di cose, la città non sta meglio se si accresce, ma se si sviluppa qualitativamente, non quantitativamente, risolvere tutte le problematiche di carattere ambientale.
Questa problematica di natura territoriale non viene affrontata nel modo giusto, l’incapacità di chi governa a risolvere i problemi ambientali, bisogna trovare soluzioni e procedimenti per tornare al rapporto co-evolutivo uomo-ambiente, perché in seguito alle crisi c’è stata una degradazione delle condizioni dell’ambiente ma anche dell’uomo. Le risorse potrebbero generare lo sviluppo economico ma vengono utilizzate male.
Il territorio e’ frutto di un processo di molte civilizzazioni, si articola in cicli successivi che integrano caratteri naturali e caratteri culturali, per dare luogo a una nuova identità. Il progetto territorialista si occupa di produrre valore aggiunto territoriale, bisogna trovare il modo di invertire la rotta della despazializzazione, attraverso forme di governo sociale con la finalità di aumentare il benessere individuale e sociale delle persone, di coloro che vivono quotidianamente il territorio. Quindi il territorio non può essere interpretato come un foglio bianco, ne’ solo come una parte dell’ecosistema terrestre. L’approccio territorialista lo interpreta come un sistema vivente, ad alta complessità prodotto dall’incontro tra eventi culturali e natura, dotati di struttura di lungo periodo, carattere ecc… In questa accezione bisogna ribadire l’importanza di natura e cultura, e’ un legame indissolubile che richiede il superamento della divisione del territorio di paesaggio antropico e paesaggio naturale.
Affinché il territorio sia considerato come un sistema attivo, bisogna ribadire che la relazione tra natura e cultura e’ indivisibile e che c’è anche un legame tra territorio e storia, il territorio non può non avere una profondità storica.
Deve essere sempre recepita questa matrice storica perché il territorio e’ esito di processi di territorializzazione:
Teoria della territorializzazione
Partendo dall'assunto che "Diciamo spazio un'estensione della superficie terrestre dotata di meri attributi fisici e chiamiamo territorio uno spazio sopra cui si è esercitato un qualche lavoro umano; il processo attraverso il quale questo artefatto si costruisce ed evolve è la territorializzazione." (A. Turco, 1988)
Teoria della territorializzazione
Il processo di territorializzazione si articola in tre fasi:
- 1) Controllo intellettuale: manifestazione che riguarda la sfera intellettuale
- 2) Controllo materiale: manifestazione che riguarda la sfera materiale Reificazione
- 3) Controllo strutturale: manifestazione che riguarda la sfera dell'organizzazione sociale Strutturazione
Come la geografia storica attuale si muove sulla riga di questo approccio territorialista:
La geografia francese riassume alcuni di questi aspetti territorialisti, sebbene sotto forme diverse. Questa idea del processo di sovrapposizione di cicli storici il cui esito e’ il territorio viene sintetizzato attraverso questo schema:
TDR (territorializzazione, deterritorializzazione, riterritorializzazione)
Interrompe il legame con il passato per esprimersi in interventi radicali, di trasformazione degli ambienti insediativi, quindi provoca una deterritorializzazione degli ambienti del ciclo precedente.
Territorializzazione
Fasi del processo di territorializzazione
- Se il territorio e’ l’esito di questo prodotto corale, significa che l’atto territorializzante e’ quando l’uomo imprime la sua impronta nell’ambiente, che diventa territorio (uno spazio su cui si e’; esercitato una qualche azione umana)
- 3 forme di controllo/dominio/fasi
1) Controllo intellettuale: manifestazione che riguarda la sfera intellettuale
- Denominazione
La denominazione riguarda un tratto della superficie terrestre che, per questa via, si fa luogo. Designando tratti della superficie terrestre, l'attore crea identità, ossia complessifica il mondo dotandolo di attributi nuovi: i nomi «prima» non esistevano né, soprattutto, esistevano i fenomeni nella forma in cui essi li rappresentano. L'agire territoriale come controllo simbolico.
(Controllo intellettuale, riguarda la denominazione perché’ l’incontro tra gli umani e la superficie terrestre, le comunità umane identificano i luoghi che possono rientrare nel loro quotidiano, il luogo diventa parte della sfera intellettuale dell’uomo, quindi il controllo intellettuale e’ sempre espresso attraverso un processo di simbolizzazione, cioè identificare i luoghi con dei simboli, che possono evolversi e mutare di senso. Io mi approprio egli spazi, conferendogli la denominazione di luogo attraverso i simboli).
2) Controllo materiale: manifestazione che riguarda la sfera materiale
- Reificazione (= trasformazione materiale, vera e propria, l’intervento fisico sul territorio)
Consiste nell'abitare la Terra e nello sfruttarne le risorse, dando così vita a processi in cui l'uomo plasma la Terra non più solo con la forza del suo pensiero, ma anche con l'abilità della sua mano (Homo faber).
- Chiamiamo per l'appunto reificazione il processo che istituisce e/o conserva il contoloordico./lominale.contempla.mauria.о-dine-di.попбровотло-тдетас.costruita; le altre si rivolgono