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Geografia economica – riassunti lezioni

Lezioni 1-2

Spazio: è il concetto fondamentale delle teorie di analisi spaziale.

Tempo: può essere di 3 tipi:

  • Economico (breve)
  • Storico (generazionale)
  • Geologico (lungo)

Lineare ciclico e si suddivide in irreversibile e.

Lo spazio e il tempo rappresentano le due dimensioni fondamentali dell’agire umano (carte, atlanti e calendari, cronometri ecc.).

Meridiano di Greenwich: è la linea che divide il mondo in due; fu scelta come punto di riferimento per sincronizzare gli orologi nel 1884, quando i delegati di 25 nazioni si riunirono a Washington per stabilire quale sarebbe dovuto essere il meridiano fondamentale (longitudine 0). La scelta cadde su Greenwich perché dalla Gran Bretagna partivano le principali rotte commerciali. Fino ad allora c’era grande confusione e non c’erano regole precise che stabilissero l’inizio e la fine di un nuovo giorno e ogni paese aveva il proprio orario locale; non era più accettabile per un mondo che andava in direzione della globalizzazione.

La società, struttura di base della vita umana, è inserita in un contesto territoriale definito nel tempo (concetto astratto) e nello spazio (concetto concreto e reale, territorio).

Il territorio è l’esito dell’agire collettivo, l’impronta che l’umanità ha lasciato sulla Terra. È l’oggetto fondamentale di ogni ricerca geoeconomica.

La territorialità può essere definita come la propensione delle persone a costruire e controllare aree del globo.

Un territorio è composto da 3 elementi:

  1. Base fisica naturale (risorse, suolo, paesaggio)
  2. Strutture e infrastrutture (attività sociali ed economiche, edifici, strade ecc.)
  3. Cultura, tradizioni, valori

La territorializzazione è il processo con cui il territorio prende forma e si trasforma nel tempo.

Si definiscono:

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  • Territorializzazione: processo attraverso cui il territorio prende forma e muta nel tempo
  • Territorio: risultato dell’agire collettivo nel corso del tempo

Territorio

  • È un prodotto dell’azione umana
  • È una risorsa: è il risultato delle interazioni storiche, sociali ed economiche tra un luogo e i suoi abitanti
  • È un valore: è disegnato dai flussi, dallo scambio e dal movimento di beni e persone

Il territorio è l’oggetto centrale di ogni ricerca geoeconomica.

Le fasi della trasformazione di un ambiente naturale in un territorio sono 5:

  1. Occupazione del territorio. Può avvenire in 3 modi:
    1. Tramite denaro
    2. Con guerre o colonizzazioni
    3. Tramite conquista
  2. Delimitazione. Consiste nell’identificazione di confini esterni ed interni al territorio.
  3. Denominazione. È un atto significativo: comunicazione linguistica = valore culturale.
  4. Reificazione (ovvero costruzione vera e propria di un ambiente)
  5. Simbolizzazione. È la costruzione di monumenti, immagini o edifici ad elevato valore identificativo storico-artistico-culturale.

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L’organizzazione territoriale

Ha due funzioni:

  1. Funzione economico-sociale: costruzione di strutture, infrastrutture, attività produttive; si ha un’intensa modificazione dell’ecosistema.
  2. Funzione politico-amministrativa: vengono organizzati comuni, province, regioni; serve per individuare gli abitanti per i servizi (sanitari, istruzione…) e per la funzione politica ed economica (elettorato, imposte…).

I confini possono essere naturali o politico-amministrativi (artificiali) e possono mutare nel tempo, ad esempio con guerre o con la nascita di nuovi stati.

Le funzioni socioeconomiche di un territorio sono:

  • Produttive (scambio e consumo)
  • Distributive (turismo, commercio)
  • Direzionali (finanziarie, politiche)
  • Culturali (istruzione, teatri, musei)
  • Residenziali
  • Insediamenti: è l’insieme delle strutture e delle relazioni. Ogni struttura possiede una forma specifica necessaria per svolgere la funzione assegnata (es. scuola, abitazione) e ad ogni forma corrisponde una specifica funzione.

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La teoria T-D-R di Raffestin

Il territorio è un sistema dinamico in movimento in quanto attraversato da processi che lo trasformano. Esiste una teoria sui processi basata sulla ciclicità degli stessi che possono essere riconducibili a tre fasi, chiamate “T-D-R”:

  1. Territorializzazione (costruzione)
    1. Urbanizzazione, agricoltura, attività economiche (industria, turismo, commercio)
  2. De-territorializzazione (abbandono, distruzione)
  3. Ri-territorializzazione (ri-costruzione, ri-generazione)

Analisi del territorio

Si basa su 3 momenti fondamentali:

  1. Individuare e spiegare le differenze o le omogeneità del territorio
  2. Individuare le fratture dei sistemi territoriali
  3. Individuare il sistema territoriale di riferimento (es. UE) e gli eventuali sub-sistemi

La territorializzazione può essere interpretata secondo due teorie:

  1. Teoria economica: l’ambiente incorpora valore aggiunto. È un processo che permette la crescita economica in quanto i vantaggi superano i costi.
  2. Teoria ecologica: la trasformazione dell’ecosistema da parte dell’uomo può comportare costi ambientali più elevati rispetto ai vantaggi economici.

Si definisce processo di territorializzazione la trasformazione dell’ambiente naturale in territori organizzati da parte delle società.

Metodi di analisi geografica

Il territorio può essere analizzato a scale geografiche diverse:

  • Analisi a piccola, media e grande scala (lettura scalare)
  • Analisi dei processi di relazione e interazione tra le diverse scale (lettura transcalare)

Interpretazioni della territorializzazione

  • Teorie economiche
    • L’ambiente incorpora valore aggiunto derivante dall’azione umana
    • Nel breve periodo si tratta di un processo che accelera la crescita economica
    • Non sono considerati gli impatti e i costi ambientali
  • Teorie ecologiche
    • Trasformazione, alterazione dell’ecosistema da parte dell’uomo
    • Nel medio-lungo periodo entrano in gioco i costi ambientali che possono essere più elevati rispetto ai vantaggi economici

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Lezioni 3-4 - cartografia

L’uomo ha l’esigenza di rappresentare la realtà che lo circonda per orientarsi e per conoscere il mondo intorno a lui. Le carte sono degli strumenti usati per comunicare, trasmettere e diffondere immagini, idee e informazioni geografiche dello spazio e del tempo.

La cartografia fornisce regole e strumenti per rappresentare sinteticamente il mondo.

La geografia fornisce, invece, teorie e metodi per analizzare il territorio e per spiegare e descrivere la complessità della realtà.

In quanto semplificazione della realtà, la carta diventa un modello astratto della realtà stessa ed esprime l’ambiente socioculturale nel quale è nata.

Innovazioni tecnologiche applicate alla cartografia

Nel tempo, la cartografia si è evoluta grazie all’introduzione di tecnologie meccaniche (uso di nuovi macchinari), fotochimiche (qualità e precisione della stampa), introduzione della tecnica della fotogrammetria (ovvero rilevamenti tramite aerei).

Una importante rivoluzione si ebbe nel 1960 con l’introduzione del telerilevamento.

Definizione di carta geografica

  • Ridotta. È necessario riportare in maniera proporzionale la superficie reale su quella della carta
  • Simbolica. I fenomeni sono descritti tramite simboli, segni e colori
  • Selettiva. È necessario scegliere quali oggetti geografici rappresentare
  • Approssimata. È impossibile riportare correttamente sul piano la sfericità terrestre, quindi ogni carta risulta leggermente deformata.

Tipologie delle carte geografiche

Si distinguono:

  • Piante e mappe (a grandissima scala, da 1:5.000).
  • Carte topografiche (a grande scala, da 1:10.000 fino a 1:150.000)
  • Carte corografiche (a scala intermedia, da 1:150.000 fino a 1:1.000.000)
  • Carte geografiche (a piccola scala, maggiore di 1:1.000.000)
  • Planisferi

“La carta geografica è una rappresentazione ridotta, simbolica, selettiva e approssimata della superficie terrestre.”

GIS – sistemi informativi geografici

Sono stati descritti come “il più grande passo in avanti dall’invenzione della carta geografica”. Sono progettati come uno strumento per gestire, elaborare e rappresentare su carta le informazioni usando dei dati geografici; hanno la struttura di un DBMS (oh no Uricchio intensifies). Uno dei vantaggi dei GIS riguarda la possibilità di modificare l’articolazione spaziale senza perdere le informazioni spaziali, che li rende particolarmente adatti all’analisi territoriale.

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Le fasi per la realizzazione di un GIS sono:

  1. Fonti e immissione dei dati (carte, satellite, immagini)
  2. Archiviazione e gestione dei dati (aggiornamento, implementazione, controllo qualità)
  3. Analisi spaziale dei dati
  4. Rappresentazione dei dati
  5. Controllo di qualità e interpretazione dei risultati

Il modello digitale dei dati può essere di due tipi:

  1. A struttura vettoriale: è utile quando si vuole rappresentare fenomeni discreti (strade, edifici), ma è meno efficace per fenomeni continui (temperatura, precipitazioni)
  2. A struttura raster: si basa su una griglia formata da celle uniformi (misurate in pixel). Le immagini possono essere acquisite da satelliti.

Si definisce overlay la sovrapposizione di più strati informativi per ottenere nuove rappresentazioni di sintesi. La sovrapposizione permette di collegare tra loro informazioni spaziali provenienti da fonti diverse in maniera da analizzare contestualmente peculiarità di ogni singola realtà locale.

Si definisce buffering l’atto di creare delle aree di rispetto attorno ad una figura geometrica. Si tratta di generare una zona di interesse attorno ad un punto, una linea o un’area in maniera da procedere per successive aggregazioni spaziali.

Lezione 5 – capitolo 1. Come siamo arrivati ad oggi?

Cap. 1.1

Tra la geografia e ogni tipo di attività umana esiste una stretta relazione. L’obiettivo è quello di studiare le interazioni fra i comportamenti economici e l’ambiente.

Spazio, tempo ed ecosistemi sono le parole chiave per descrivere le condizioni che hanno reso possibile l’economia.

Clima – Le inversioni climatiche derivano dal fatto che da tre miliardi di anni la Terra si comporta da macchina termica, alternando fasi di clima freddo e caldo. L’alternarsi di glaciazioni e periodi interglaciali ha interferito con enorme energia sulla traiettoria evolutiva della vita.

Pangea deriva dall’unione delle parole “pan”, dal greco antico “tutto”, e “terra”: “tutta la terra”.

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La Pangea è il supercontinente che si ritiene includesse tutte le terre emerse durante il Paleozoico e il primo Mesozoico. Dalla sua frammentazione derivano gli attuali continenti.

Cap. 1.2

La nascita dell’agricoltura può essere considerata la più rilevante discontinuità nella traiettoria umana verso forme complesse ed efficaci di organizzazione economica e sociale.

La transizione all’agricoltura ha luogo con il disgelo, circa 12.000 anni fa.

Cap. 1.3

Uruk (Mesopotamia) è nota per essere la prima città fortificata con una popolazione urbana complessa e statalizzata. Nel quarto millennio a.C. aveva una popolazione di circa 80.000 abitanti.

La città giovava di un’articolata organizzazione territoriale del proprio intorno agricolo.

L’agricoltura irrigua si sviluppa con grandi canalizzazioni. La tecnologia irrigua si sviluppa con successo tale da creare le condizioni di surplus e quindi di un’enorme concentrazione di capitale sociale e di una crescente popolazione urbana.

La città collasserà in seguito a causa del feedback negativo dell’irrigazione dovuto alla salinizzazione del territorio agricolo e al conseguente collasso derivato dal declino delle rese.

Cap. 1.5

  • Il commercio è, rispetto alla produzione agricola, un vettore complementare
  • Lo sviluppo del commercio conferisce maggiore intensità alla strategia di sfruttamento delle risorse
  • È con il possesso della terra che si acquisisce insieme ricchezza e potere politico
  • L’antropizzazione del mondo cresce in ragione della diffusione geografica della pratica agricola. Si tratta di una geografia plurale: la diversità dei climi e degli ecosistemi, la diversa disponibilità di specie botaniche e anche di specie zoologiche da applicare al lavoro agricolo fanno sì che colture, tecniche produttive e paesaggi possano essere fra loro molto differenti.

L’agricoltura è caratterizzata dalla persistenza e dal radicamento: coloro che ne vengono coinvolti si incardinano alla terra.

Il commercio, invece, è un fatto di movimento: esiste, sopravvive e si sviluppa solo attivando flussi e mettendo in contatto luoghi diversi.

Il mutamento geografico proviene dalla combinazione di questi due fattori: latitudinale per l’agricoltura, che si muove per superfici, e lineare per il commercio, che si muove attraverso spostamenti che cercano di minimizzare i costi, tempi e rischi.

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È dunque il commercio a ridisegnare le mappe di tutte le parti del mondo nelle quali si sviluppa l’agricoltura.

Cap. 1.6

  • Produzione e commercio applicati agli ecosistemi sono i generatori primigeni della geografia economica.
  • Con la combinazione dei loro effetti inizieranno a prendere forma le specializzazioni regionali, ovvero delle forme di economie locali che si organizzano per produrre in grandi quantità una o poche cose.
  • Il principio di specializzazione è uno dei cardini della configurazione pratica del processo economico.
  • Secondo Adam Smith, facendo sempre la stessa cosa si impara a farla bene; se la si fa bene e con successo, è facile che chi abbiamo intorno ci imiti; il numero di coloro che ci imita è destinato a crescere perché il successo e la diffusione rendono più snelli ed efficienti i processi di apprendimento.
  • David Ricardo, invece, dà veste formale e geografica al principio smithiano con la teoria del vantaggio comparato, concettualizzando i benefici derivanti dalla specializzazione con riferimento al commercio a distanza.

La specializzazione può generare i benefici cumulativi legati alla concentrazione geografica che producono l’accumulazione locale di ricchezza e che qualche millennio dopo verranno concettualizzati come economie di agglomerazione.

La specializzazione è, quindi, la forma più efficace per produrre localmente surplus.

Così come l’agricoltura basata sull’irrigazione delle città-stato mesopotamiche, anche le specializzazioni regionali sono fragili e instabili. Per questo motivo, finché la strategia di sfruttamento delle risorse resterà legata all’agricoltura, la crisi ecologica susseguente all’eccessivo utilizzo dell’ecosistema sarà un evento periodico.

Un altro fattore che può condurre alla crisi ecologica è il mutamento climatico (es. fase di siccità).

Cap. 1.8

  • Nell’anno 1 d.C. circa due terzi della popolazione vivevano in Asia, benché questa copra solo un terzo delle terre emerse. Questo indica come l’Asia sia la parte del mondo il cui ambiente è di gran lunga il più propizio per la nuova strategia di produzione alimentare.
  • Per questo motivo, le culle primigenie dell’agricoltura, la Mezzaluna fertile e la valle dello Huang Ho, sono situate agli estremi occidentale ed orientale dell’Asia.
  • Oltre all’Asia, i dati dell’anno 1 mostrano che la popolazione è densa anche in Europa.

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Il deciso aumento della produttività biologica legato all’ottimo clima medievale crea le condizioni per la ripresa dei mercati. L’agricoltura si diffonde nelle regioni settentrionali di Europa ed Asia, mentre i mari diventano piste di intenso traffico commerciale, soprattutto nel Mediterraneo, nell’Oceano Indiano e nel Mar della Cina.

È in queste condizioni che iniziano a formarsi forti sistemi mercantili capaci di connettere tutte le regioni del mondo conosciuto.

Cap. 1.9

I mercati vanno acquisendo crescenti caratteri di modernità, ma l’Europa occidentale sembra avere una collocazione piuttosto marginale: partecipa ai traffici essenzialmente solo come importatrice facendo la fortuna degli intermediari, è tecnologicamente arretrata.

L’Europa riesce tuttavia ad innescare, nella seconda metà del millennio, una rapida traiettoria di crescita e nell’arco di pochi secoli riesce a dominare integralmente il mondo.

Con la scoperta dell’America, Crosby sostiene che ci sia stata una seconda grande trasformazione biologica del pianeta, dopo la transizione all’agricoltura.

Si definisce Prima globalizzazione la costruzione di un mercato geografico che riesce a legare in un sistema diretto di transazioni tutte le principali aree del mondo conosciuto e nel quale alcune imprese, per la prima volta, riescono ad operare in ognuna di esse.

Nel 1500 il paese di gran lunga più ricco al mondo era l’Italia, grazie soprattutto alla sua posizione geografica e al know-how mercantile ereditato dai romani.

Saranno poi la Repubblica mercantile olandese e, soprattutto, successivamente il Regno Unito a regnare sul commercio atlantico ed asiatico con aggressive politiche mercantilistiche, quest’ultima diventando anche fabbrica di prodotti industriali.

L’accumulazione attraverso il commercio si rivela p

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/02 Geografia economico-politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher louygee di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Romei Patrizia.
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