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Geografia economica

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Concetti fondamentali

Regione: territorio di tipo amministrativo (anche lo Stato); territorio geografico-fisico; territorio di tipo culturale; territorio di tipo economico. È necessaria la contiguità territoriale.

Territorio: è un posto fisso.

Infrastruttura: consentono la produzione e lo scambio; proprio per questo sono strategiche. Possono anche avere un valore culturale (es. Grande Muraglia Cinese). Possono essere fisiche o virtuali.

Storia della geografia

La geografia come disciplina nasce tra il 1700 e il 1800 (descrittiva).

Geografia moderna o neopositivista: 1850-1900; prova a dare delle spiegazioni; approccio deterministico (concezione secondo la quale gli accadimenti della realtà metafisica, fisica o morale sono reciprocamente connessi in modo necessario e invariabile).

Possibilismo: i caratteri naturali non sono condizioni imperative all’azione umana, ma offrono possibilità.

Concetto di genere di vita: inserire nella spiegazione anche fattori culturali e ambientali, nel senso di contesto della vita.

Relativismo geografico: 1900-oggi.

Geografia umana ed economica

Geografia umana: è la scienza dedicata all'analisi della distribuzione, della localizzazione e dell'organizzazione spaziale dei fatti umani.

Aree urbane (dove risiede il 70% della popolazione mondiale). La città offre servizi, lavoro, migliori condizioni rispetto alle aree rurali.

Ambiti di indagine della geografia economica

Si concentra in particolare sulla distribuzione, intesa come localizzazione, organizzazione e sulle dinamiche dello sviluppo regionale.

La geografia economica è impiegata per analizzare e rappresentare:

  • La distribuzione e l’organizzazione spaziale delle attività socioeconomiche
  • I divari territoriali in termini di sviluppo economico

Utilizza anche descrizioni e metafore, strumenti che permettono una comprensione immediata di un oggetto complesso. Descrivere, interpretare, accompagnare le politiche. Queste sono le tre funzioni della geografia economica.

Spazio e relazioni geografiche

Spazio assoluto: quantificabile in coordinate e distanze, utilizzato per misurare fenomeni.

Spazio geografico: l’insieme delle localizzazioni e delle relazioni (orizzontali e verticali) che legano gli oggetti presenti sulla superficie terrestre.

Relazioni orizzontali: permettono i legami tra aree di concentrazioni di attività, servono per comunicare e scambiare.

Relazioni verticali (ecologiche): spiegano la presenza della matrice fisica, dunque connettono i soggetti economici con le caratteristiche ambientali dei diversi luoghi.

Tipologie di regioni

La regione geografica per essere considerata tale ha bisogno di tre requisiti:

  • Ambiente spaziale contiguo
  • Insieme di luoghi con una qualche caratteristica comune
  • Per questa caratteristica si differenziano da altri insiemi di luoghi

Regioni economiche formali: regioni omogenee definite da una o più caratteristiche economiche comuni.

Regioni funzionali: regioni definite da specifici tipi/forme di relazioni orizzontali. A loro volta possono essere regioni monocentriche e policentriche.

Regioni complesse: formali e funzionali insieme.

Regioni programma: obiettivo di politiche e progetti (es. progetto Corona verde).

Localizzazione e economie

Localizzazione: Le attività economiche si distribuiscono nei diversi luoghi della terra in funzione della presenza di condizioni specifiche (asset, dotazioni materiali immateriali) che possono generare economie esterne.

Economie: sono vantaggi di tipo economico rispetto alla possibilità di realizzare più profitti e ridurre i costi.

Economie interne: dipendono dall’organizzazione dell’azienda.

Economie di scala: individuano vantaggi che derivano dalla concentrazione di lavoro e macchine in grandi stabilimenti.

Economie esterne (esternalità): dipendono dall’ambiente esterno all’impresa; se i vantaggi derivano dalla vicinanza con altre imprese, si parla di agglomerazione; se derivano dal fatto di trovarsi in un contesto urbanizzato, si parla di urbanizzazione.

Urbanizzazione

  • Opere di urbanizzazione
  • Maggiore facilità nello scambio di merci, informazioni...
  • Mercato locale della forza lavoro
  • Accessibilità ai servizi pubblici
  • Accessibilità ai servizi privati
  • Accessibilità a infrastrutture come aeroporti

Dis-economie di urbanizzazione:

  • Congestione (traffico)
  • Inquinamento
  • Aumento eccessivo dei costi

Strumenti e metodi di analisi

Strumenti di analisi:

  • Descrizioni testuali (corredate di dati e informazioni statistiche)
  • Carte geografiche
  • Schemi, coremi, metafore

Metodi di analisi:

  • Quantitativa; ha per oggetto dimensioni fisiche misurabili, tradotte in indicatori e indici (elaborati dagli istituti di statistica come l’ISTAT)
  • Qualitativa; ha per oggetto dimensioni difficilmente riportabili a entità numeriche comparabili (es. felicità); per raccogliere i dati si utilizzano interviste e questionari

Statistica descrittiva: si occupa di descrivere la massa dei dati con pochi numeri o grafici, sintetizzando le caratteristiche più importanti.

Statistica inferenziale: utilizza i dati statistici per spiegare un fenomeno o fare delle previsioni di tipo probabilistico.

Geostatistica: è una branca della statistica che si occupa di dati spaziali.

Remote sensing: attraverso le immagini satellitari permette di ricavare informazioni, qualitative e quantitative, sull’ambiente e non solo. I dati utilizzati dalle analisi però non corrispondono fedelmente ai fenomeni osservati, ma sono sempre rappresentazioni (indicatori).

Cartografia

Si distingue tra:

  • Carte topografiche (fotografie aeree/satellitari)
  • Carte topologiche (idea dello spazio come un insieme di relazioni e connessioni)
  • Carte tematiche (rappresentano temi)

Il grafo: evidenzia la configurazione e le proprietà strutturali della rete.

Concetti di scala e rete

La scala geografica è il rapporto tra una distanza sulla carta e la distanza corrispondente sul terreno. Può essere impiegata per indicare un livello o una gerarchia.

La metafora della rete:

  • Concetto transcalare forte (coinvolge contemporaneamente più scale e sono interconnesse)
  • Concetto transcalare debole (coinvolge più scale ma ognuna rimane indipendente)

Le città sono nodi di reti ma anche reti di nodi.

Territorio e infrastrutture

Territorio: è uno spazio trasformato dall’azione di una determinata società, di cui ne rappresenta al tempo stesso la condizione riproduttiva (spazio antropizzato). La terra diventa territorio quando è tramite di comunicazioni, ovvero quando è mezzo e oggetto di lavoro, di produzioni, di scambi, di cooperazione.

Milieu territoriale: la presenza di un mix specifico di oggetti, attori e loro relazioni, che caratterizza il territorio.

Infrastrutture: sono le condizioni di base che consentono la produzione e lo scambio (Es. viabilità; ponti, aeroporti, stazioni…). Si dividono in infrastrutture materiali (fisiche, tangibili) e immateriali.

Landmark: sono infrastrutture che caratterizzano un territorio (es. ponte di Brooklyn) usati anche a scopo turistico. Sono beni indispensabili, in genere non procurano profitti e hanno un ruolo strategico (es. durante la guerra sono un obiettivo).

Government e governance

Government: consiste nell’assunzione e adozione autoritaria di decisioni prese individualmente e in modo tendenzialmente indipendente dagli organi competenti.

Governance: l’apertura del processo decisionale anche a chi non ha il potere decisionale; è un processo di coordinamento di gruppi di attori sociali e istituzioni con il fine di raggiungere obiettivi che sono stati discussi collettivamente e definiti in ambienti in genere eterogenei e frammentati.

Teorie dello sviluppo

Sviluppo: è l’obiettivo principale delle politiche. È multidimensionale ed è l’esito del lavoro di diversi attori; attori singoli, locali e attori esterni, globali. È la dimensione attraverso cui si definiscono i luoghi e la loro eterogeneità (es. Nord e Sud globale) questo presuppone però una disparità sociale ed economica del mondo.

Concetto di sviluppo plasmato dalle società Occidentali che ha origine nel 1600 (periodo del positivismo). Equivalenza tra crescita ed evoluzione; processo lineare e incrementale. Nel passato non era così; i greci avevano una concezione circolare dello sviluppo, nel medioevo invece decadente.

Tre famiglie di approcci allo sviluppo:

  • Modernizzazione
  • Critica Marxista
  • Altri discorsi (anti-utilitarismo e post-strutturalismo)

Modernizzazione

Sviluppo di tipo occidentale basato sui consumi di massa; i governi e gli stati hanno un ruolo minimo o negativo sullo sviluppo; fiducia nei mercati (la mano invisibile). Privatizzazione, deregolamentazione…

Rostow teorizza cinque fasi dello sviluppo evolutivo della società:

  1. Società tradizionale (basso uso di tecnologie, superstizione anziché scienza)
  2. Pre-condizioni al decollo (sviluppo istruzione e formazione, accumulazione del capitale grazie all’introduzione della moneta e delle banche)
  3. Decollo (sviluppo guidato da pochi settori economici, periodo transitorio)
  4. Maturità (diversificazione dei settori economici)
  5. Società dei consumi di massa (struttura delle società sviluppate occidentali)

Critica marxista

  1. Teoria della dipendenza
  2. Teoria dello scambio ineguale
  3. Sistema-mondo

Le relazioni fra i paesi si basano su meccanismi di dipendenza (Frank). Il colonialismo è l’esempio perfetto della teoria della dipendenza, in quanto i paesi più ricchi esercitano il proprio dominio economico, amministrativo e militare sul resto del mondo.

Scambio ineguale: c’è un dominio politico/economico/culturale dei paesi ricchi su quelli poveri. Divario economico che permette di mantenere lo status quo globale. I paesi del Nord, acquistando dal Sud, pagano un costo inferiore a parità di costo dei fattori di produzione rispetto alle merci prodotte localmente, i paesi del Sud, importando dal Nord, pagano al contrario un prezzo superiore.

Non esiste una gerarchia di valori, esiste un solo sistema che crea i divari esistenti. Esistono centri, periferie e semi-periferie.

  • Il centro, relativamente ristretto da un punto di vista geografico, include quei paesi o quelle economie che rappresentano il ‘cuore’ del processo di accumulazione capitalistica.
  • La semiperiferia, gode solo in parte dei vantaggi del centro ed esercita forme di controllo sulla periferia.
  • La periferia: vasta estensione di territori economicamente arretrati, fonte di materie prime e forza lavoro a basso costo che completa il sistema mondiale.

Società/fasi evolutive distinte in funzione dei modi di produzione dominanti:

  • Società reciproco-familiare (scambio essenzialmente reciproco)
  • Società redistributiva-tributaria (divisione in classi)
  • Sistema capitalistico (continuo processo di accumulazione tramite logiche di mercato)

Modi di produzione dominanti

  • Minisistemi; entità chiuse, attività lavorative semplici e autocontenute in sistemi ristretti
  • Imperi-mondo; potere e politica combaciano, sono i grandi imperi del passato, come quello romano
  • Sistema-mondo; mercato come meccanismo di distribuzione del surplus

Smentisce la teoria neoclassica della convergenza: avverrà una convergenza tra tutte le economie e tutti i paesi grazie al modello capitalista, dunque le diseguaglianze economiche diminuiranno. (teoria smentita dai fatti, nella realtà questo modello nel tempo porterà all’aumento delle diseguaglianze)

Scuola anti-utilitarista

Rifiuta l’idea che lo sviluppo si basi sugli utili economici; vuole offrire delle alternative; sposta il focus sui basic needs, predilige lo sviluppo dal basso, prospettiva bottom up (sviluppo dal basso).

Contestazione alla globalizzazione, rifiuto dell’idea di un solo modello di sviluppo per avanzare proposte politiche ed etiche radicali.

  • Ridistribuzione equa delle risorse
  • In favore della decrescita

Approccio di comunità e basic needs: centralità alla comunità.

Principio di sussidiarietà: si delega la decisione al livello territoriale più adatto a prendere quella decisione (es. politiche giovanili; il governo delega le decisioni al livello comunale, che sono in grado di capire meglio cosa fare).

Principio della capacitazione: rendere le persone capaci; dare alle persone le stesse opportunità (economiche, sociali).

SLoT (Sistemi Locali Territoriali)

Lo SLoT identifica una rete locale di soggetti in interazione reciproca i quali - in funzione delle specifiche relazioni che intrattengono fra di loro...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/02 Geografia economico-politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher spaffab di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia politica ed economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Rota Francesca Silvia.
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