Appunti di fondamenti di
meccanica strutturale
Professor Giorgio Chiandussi
Sommario
INTRODUZIONE...................................................................................................... 1
FLOW CHART DI VERIFICA STATICA..........................................................................1
FLOW CHART DI PROGETTO STATICO.......................................................................2
EQUILIBRIO STATICO DEI SISTEMI MECCANICI..........................................................3
S ..................................................................................................................... 3
ISTEMA MECCANICO
F ........................................................................................................................... 3
ORZE E COPPIE
V ...................................................................................................................................... 4
INCOLI
S ...................................................................................................... 5
OLUZIONE SISTEMA MECCANICO
S .............................................................................................. 5
ISTEMI ARTICOLATI E VINCOLI INTERNI
G ................................................................................................................. 5
RADO DI IPERSTATICITÀ
TRAVATURE RETICOLARI.........................................................................................7
CARATTERISTICHE DI SOLLECITAZIONE....................................................................8
GEOMETRIA DELLE AREE.......................................................................................10
M ....................................................................................................... 11
OMENTO DI INERZIA DI AREA
SOLLECITAZIONI SEMPLICI – PARTE 1.....................................................................12
I .................................................................................................................. 13
MATERIALI METALLICI
SOLLECITAZIONI SEMPLICI – PARTE 2.....................................................................13
S S V ........................................................................................................ 14
OLIDO DI DE AINT ENANT
F ................................................................................................................................. 15
LESSIONE
SOLLECITAZIONI SEMPLICI – PARTE 3.....................................................................17
SOLLECITAZIONI SEMPLICI – PARTE 4.....................................................................19
LINEA ELASTICA................................................................................................... 20
E .............................................................................21
QUAZIONE DIFFERENZIALE DELLA LINEA ELASTICA
M ..............................................................................22
ETODO DELLA SOVRAPPOSIZIONE DEGLI EFFETTI
MECCANICA DEL CONTINUO – PARTE 1...................................................................24
T ................................................................................................... 24
ENSIONI E DIREZIONI PRINCIPALI
A .......................................................................................................................... 24
UTOPROBLEMI
C M ........................................................................................................................ 26
ERCHI DI OHR
Costruzione diretta............................................................................................................. 26
Costruzione inversa............................................................................................................ 26
T .....................................................................................27
ENSORE SFERICO E TENSORE DEVIATORICO
MECCANICA DEL CONTINUO – PARTE 2...................................................................28
MECCANICA DEL CONTINUO – PARTE 3...................................................................30
L H ........................................................................................................................ 30
EGGE DI OOKE
M ............................................................................................................... 30
ATERIALE ANISOTROPO
M ............................................................................................................... 31
ATERIALE ORTOTROPO
M .................................................................................................................. 31
ATERIALE ISOTROPO
D ............................................................................................................. 31
EFORMAZIONI TERMICHE
CRITERI DI CEDIMENTO STRUTTURALE STATICO.....................................................32
C .................................................................................................................... 32
EDIMENTO FRAGILE
C .................................................................................................................... 33
EDIMENTO DUTTILE
C ................................................................................................. 33
EDIMENTO STRUTTURALE STATICO
Ipotesi di Rankine............................................................................................................... 33
Ipotesi di Coulomb-Tresca-Guest.........................................................................................34
Ipotesi di Von Mises............................................................................................................ 34
Coefficiente di sicurezza..................................................................................................... 35
FATICA DEI MATERIALI – PARTE 1...........................................................................36
FATICA DEI MATERIALI – PARTE 2...........................................................................37
C ........................................................................................... 38
ICLO DI SOLLECITAZIONE E PARAMETRI
FATICA DEI COMPONENTI......................................................................................40
V ..............................................................................................43
ERIFICA A FATICA DEL COMPONENTE
P ............................................................................................ 44
ROGETTO A FATICA DEL COMPONENTE
Introduzione
L'insegnamento di fondamenti di meccanica strutturale è la base di formazione in
ambito strutturale dell'ingegneria. Ha come obiettivo fornire le conoscenze
fondamentali di base e le abilità necessarie per eseguire il dimensionamento e la
verifica strutturale di modelli di componenti, strutture e sistemi meccanici soggetti a
carichi statici o variabili nel tempo (sottoposti a fatica).
Per studiare un sistema meccanico, si utilizzano modelli matematici. Sono di natura
diversa e vengono scelti in funzione di ciò che si vuole studiare. Generalmente si
usano masse concentrate per sistemi 0D, travi e aste per sistemi 1D, piastre e
membrane per sistemi 2D ed elementi solidi per sistemi 3D.
I sistemi meccanici sono realizzati per trasmettere forze e supportare pesi e azioni,
generalmente chiamati carichi. Questi sono distinti in forze concentrate (N), forze
distribuite (N/m) e momenti (Nm). I sistemi meccanici sono quindi collegati tra loro in
base alla necessità di trasmettere i carichi o bloccarli, tramite i vincoli. Tra i vincoli
riconosciamo l'incastro, la cerniera, il doppio pendolo, il carrello e il doppio bipendolo.
Flow chart di verifica statica
Il grafico mostra l'ordine dei calcoli da
seguire durante una verifica in fase
statica. Del modello sono note le azioni
esterne (i carichi), le dimensioni da cui
è possibile ricavare le caratteristiche
geometriche delle sezioni trasversali e
le caratteristiche di resistenza statica
del materiale.
Da questi dati vanno ricavati dapprima
le reazioni vincolari, quindi si effettua il
calcolo delle caratteristiche di
sollecitazione. È possibile a questo
punto effettuare il calcolo delle
componenti di tensione rispetto al sistema di riferimento cartesiano o delle tensioni
principali rispetto al sistema di riferimento principale nel punto più sollecitato della
sezione più sollecitata del sistema.
In base alla scelta dell'ipotesi di cedimento più opportuna per il tipo di materiale del
sistema, avviene il calcolo della tensione ideale σ . A questo punto si hanno tutti i dati
id
per procedere con la disuguaglianza di verifica statica, che consiste nel confronto tra 2
¿
lim
la tensione ideale e la tensione assunta come limite di resistenza ( ) e
σ ≤ σ ¿
id
σ ¿
lim
quindi il calcolo del coefficiente di sicurezza statico ( ).
σ id
s=¿
Flow chart di progetto
statico
Conoscendo il coefficiente di
sicurezza statico prescritto da
normativa o dal progettista, le
caratteristiche di resistenza statica
del materiale, le dimensioni (di cui
una incognita) e le azioni esterne (i
carichi), è possibile ripercorrere il
flow chart di verifica in senso
inverso, in modo da progettare il
sistema in base alle necessità di
sicurezza.
In particolare, si calcolano dapprima le reazioni vincolari, le caratteristiche di
sollecitazione e avviene il calcolo delle componenti di tensione rispetto al sistema di
riferimento cartesiano o delle tensioni principali rispetto al sistema di riferimento
principale, nel punto più sollecitato della sezione più sollecitata del sistema, tutto in
funzione della dimensione incognita.
Scelta l’ipotesi di cedimento più opportuna per il tipo di materiale del sistema, è
possibile quindi effettuare il calcolo della tensione ideale σ , sempre in funzione della
id
dimensione incognita. A questo punto viene calcolata la tensione ammissibile
σ ¿
lim ( )
=σ =f
σ dimensione
e si impone il risultato come ed è a questo
s amm id
=¿
σ amm
possibile ricavare la dimensione incognita e completare il progetto del sistema.
Oltre ad essere una dimensione geometrica, l’incognita da ricavare può essere anche il
carico applicabile o il materiale che è necessario scegliere in funzione di carichi
applicati e dimensioni. L’uguaglianza finale sarà quindi funzione del carico incognito o
del materiale incognito, da cui si potranno ricavare i valori necessari.
Equilibrio statico dei sistemi meccanici
Sistema meccanico
Un sistema meccanico è qualsiasi parte o porzione isolata di una macchina o di una
struttura, atta a svolgere una determinata funzione. Un sistema in equilibrio statico è
definito tale quando il sistema in esame è in quiete o al più si muove a velocità
costante (equilibrio quasi statico) e risulta in un’accelerazione nulla. Le forze da
considerare nello studio dell’equilibrio statico devono essere costanti nel tempo e
possono sviluppare un’azione attiva (carichi) o reattiva (reazioni).
Il punto materiale è il concetto alla base dello studio del movimento e dell’equilibrio di
un sistema meccanico in quanto rappresentazione di un oggetto quando si trascura la
forma e l’estensione dell’oggetto stesso. Per determinare la posizione del punto nel
sistema di riferimento vengono definiti dei parametri indipendenti, chiamati gradi di
libertà del punto (GdL). Un punto libero nello spazio, per esempio, possiede 3 gradi di
libertà.
Un corpo rigido è costituito da infiniti punti materiali che non cambiano le loro
posizioni relative, ed è definito come la rappresentazione di un oggetto quando viene
considerata la forma e l’estensione dell’oggetto.
Un sistema meccanico può quindi essere costituito da una porzione di corpo rigido, un
intero corpo rigido o più corpi rigidi.
Un corpo di forma qualsiasi libero nello spazio ha completa libertà di movimento.
Facendo riferimento a una terna di assi cartesiani X, Y e Z, il corpo può muoversi
parallelamente alle tre direzioni X, Y e Z (3 traslazioni) e ruotare intorno ad ogni asse
(3 rotazioni). In questo esempio, il corpo ha quindi 6 possibilità di movimento, ovvero 6
gradi di libertà. Come caso particolare, si deduce che un corpo libero nel piano (per
esempio, nel piano xy) ha 3 GdL: può traslare infatti parallelamente agli assi x e y e
ruotare attorno a un asse z, perpendicolare al piano xy. Per convenzione, si parla di
spostamenti generalizzati intendendo l’insieme dei 3 GdL di spostamento (traslazioni)
e dei 3 GdL di rotazione, intendendo dunque un sistema spaziale.
Un sistema meccanico non può essere progettato correttamente se il suo progetto non
si basa su una realistica determinazione dei carichi di esercizio. Questi possono essere
direttamente determinati dagli obiettivi di progetto di sistema, oppure non noti a priori
e possono essere determinati mediante analisi sperimentali o valutazioni funzionali
delle condizioni operative del sistema. Il grado di approssimazione con cui sono forniti
i carichi per la soluzione dei modelli strutturali deve essere tenuto in considerazione
fra le indeterminatezze del dimensionamento progettuale.
Forze e coppie
Nel modello, i carichi vengono schematizzati come forze generalizzate, che possono
essere forze propriamente dette (o spinte) o coppie (o momenti). Le spinte sono divise
in forze di volume, che agiscono nei punti interni di un corpo, e forze di superficie, che
agiscono sui punti di una superficie, a loro volta distinte in forze distribuite, che
agiscono su tutti i punti di un’area non infinitesima della superfice, e forze
concentrate, che idealmente agiscono su un solo punto della superfice.
Dal punto di vista geometrico, una forza è un vettore caratterizzato da modulo,
direzione (o retta d’azione), verso e punto di applicazione. Nel sistema di riferimento
cartesiano xyz la forza può essere rappresentata dalle tre componenti del vettore F,
ovvero F , F e F . Un sistema di forze, infatti, può essere sostituito con la sua risultante
x y z
R, ottenuta mediante la regola del parallelogramma, e viceversa (sapendo che i vettori
originali devono essere concordi alle direzioni degli assi del sistema di riferimento).
Un sistema di forze costituito, per esempio, da una forza R’ applicata nel punto P e una
forza R’’ parallela e con retta di azione a distanza d da P può essere sostituito da un
sistema equivalente con la forza R applicata nel punto P a cui va aggiunto un
=R
M ∙ d
momento M, chiamato momento di trasporto, calcolato come . In caso di
forze parallele di uguale intensità e verso opposto, come nell’esempio, il sistema si
riduce ad una coppia pura. In un caso di forze applicate a rette parallele e con verso
concorde, la risultante viene calcolata come somma algebrica delle diverse forze
parallele e la retta d’azione si trova calcolando la distanza x a cui la somma algebrica
dei momenti dovuti alle forze è nulla (per convenzione, i versi antiorari sono
considerati positivi).
Vincoli
Un corpo si dice vincolato quando le sue possibilità di movimento, ovvero i GdL, sono
parzialmente o completamente impedite. I vincoli, essendo condizioni cinematiche che
impediscono alcuni o tutti i GdL di un sistema, hanno quindi la capacità di sviluppare
azioni che contrastano uno o più spostamenti generalizzati, chiamate reazioni
vincolari.
I vincoli vengono divisi in vincoli esterni, che rappresentano l’interazione tra il sistema
e l’ambiente circostante, e vincoli interni, che rappresentano l’interazione tra due o
più corpi interni al sistema.
Nel corso verranno considerati solo vincoli ideali, che sono:
Olonomi, cioè impongono una restrizione alla posizione;
Perfetti, ovvero non cedevoli, e quindi capaci di eliminare completamente lo
spostamento generalizzato a cui si oppongono;
Bilaterali, cioè impediscono lo spostamento in una direzione in ambedue i versi;
Privi di attrito;
Fissi, pertanto indipendenti dal tempo;
Puntiformi, quindi privi di estensione superficiale;
I vincoli ideali sono l’incastro, la cerniera fissa, il doppio pendolo, il carrello o appoggio
e il doppio bipendolo, come mostrato nella tabella sottostante.
Per impedire ogni movimento rigido del corpo occorrono almeno tanti vincoli quante
sono le sue libertà di movimento, pertanto almeno 6 per un corpo libero nello spazio e
almeno 3 per un corpo libero nel piano.
Un sistema si dice isostaticamente vincolato o isostatico quando i vincoli sono in
numero strettamente sufficiente per impedire ogni movimento del corpo, iperstatico
quando esistono vincoli sovrabbondanti, cioè superiori alle possibilità di movimento
del corpo, e labile se i vincoli sono in numero inferiore ai GdL del corpo.
Bisogna però prestare attenzione che per impedire ogni
movimento del sistema non sempre basta che i vincoli siano in
numero sufficiente, ma bisogna anche accertarsi che essi siano
efficaci, cioè che non vi siano singolarità che consentano moti
rigidi del sistema. Per esempio, una trave appoggiata su 3
carrelli come in figura (vincoli in numero sufficiente) non ha
però impedita la traslazione in direzione orizzontale (vincoli inefficaci). Il caso dei 3
carrelli è efficace soltanto se 2 delle 3 rette di azione dei vincoli si incontrano in un
punto.
È importante ottenere una configurazione stabile, in quanto la soluzione della struttura
è possibile soltanto nel caso di struttura isostatica e con vincoli efficaci.
Soluzione sistema meccanico
L’equilibrio tra carichi noti e reazioni vincolari incognite si traduce in un certo numero
di equazioni algebriche che legano tra loro queste grandezze.
Se il numero delle incognite è uguale al numero di equazioni di
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