Filologia germanica
Testi da studiare
- Alessandro Zironi, Filologia germanica del 2022 da 1 a 9, e da 114 a 297
- Slide su Moodle → ogni settimana
- File PDF linguistica
- File PDF con i testi antichi in traduzione
Studiare il manuale è obbligatorio. Non dire a cocco: non scandinavi → ma scandinàvi/barbari → germanici. Frati → diversi dai monaci, da non confondere, i frati pregano e si occupano di diffondere il verbo; i monaci si ritirano a vita monastica, lontano dalla gente. Langobardi è meglio di langobardi. The lord of the rings → JRR Tolkien, il titolo deriva da un sintagma in inglese antico che significa “colui che dona gli anelli”. Vikings → inizialmente era per History Channel. Beowulf → rivisitazione.
Le origini della filologia germanica
Le origini sono nello Scriptorium Medioevale → è ciò che ci porta ad avere un’identità culturale, le persone all’interno degli scriptori trascrivevano tutto indipendentemente da razza, sesso, e poesia di appartenenza.
Cos'è la filologia?
È la scienza esatta che ci porta a studiare le fonti.
- Disciplina con taglio comparativo
- Investiga nascita e sviluppo delle lingue antiche
- Medioevo → il germanico esalta la figura delle donna
La filologia è quella disciplina che interroga un testo nelle sue molteplici caratteristiche: materiali (il supporto che lo ha trasmesso), linguistiche, stilistico-letterarie, storiche e culturali (si interessa del testo al di là della sua fruizione estetico-letteraria). Poiché la filologia si occupa di testi, questa disciplina ha stretti rapporti con altre specializzazioni che, per aspetti diversi, trattano di trasmissione scritta (es: critica testuale che mira a restituire un testo, solitamente letterario, in un’edizione per quanto possibile affidabile, papirologia studio dei testi trasmessi su papiro, la paleografia ovvero lo studio della scrittura), e considera anche le fasi di trasmissione di un testo che eventualmente precedono la copiatura, come una possibile tradizione orale. Nel momento in cui affronta un testo ne considera la collocazione temporale sulla base dei dati linguistici, permettendone l’attribuzione a un determinato periodo storico. Vi è allora uno stretto rapporto tra la filologia e la linguistica storica, perché le considerazioni di ordine linguistico – sulla base di un percorso della lingua in senso diacronico – rendono possibile l’attribuzione di un testo a un determinato periodo storico ma, anche, a una determinata area geografica in cui quei fenomeni linguistici si sono palesati. È una disciplina che permette di dimostrare l’autenticità di un testo attraverso il confronto e la ricostruzione delle fonti, l’analisi dei dati su basi linguistiche, contenutistiche e culturali.
Filologia germanica e post-verità
Il rapporto tra la filologia germanica e le «post-verità», intesa come quella notizia, fonte, fatto o altro la cui comprensione è sottoposta non a criteri scientifici ma ad altre dinamiche, quali l’adesione o repulsione di origine emotiva oppure opinioni personali precostituite a cui tutto si deve conformare.
["The Go-Between - L.P. Hartley” → Consiglio di lettura]
Vikings e le figure mitologiche
Avere discendenza nel medioevo era fondamentale → importante per la storia dopo. Odino è monocolo, è mortale ed ossessionato dalla fine del mondo. Compie 3 sacrifici per ottenere il sapere: cede un occhio a Mimir, si trafigge con una lancia, e si impicca. Odino ha 2 corvi Hug e Muninn (pensiero e memoria) che vanno per il mondo e tornano per raccontargli cosa succede. Odino è un dio psicopompo ovvero che accompagna le anime dei morti all’oltretomba, ha delle emissarie che sono le Valchirie, da Varl= morto in battaglia e Kjosa= scegliere, portano i morti in battaglia nel Valhalla e li addestrano per combattere la fine del mondo.
Parte linguistica
Gli indoeuropei erano un popolo, dal quale discendono la maggior parte dei popoli dell’India e dell'Europa, che ebbe in comune la cultura, la religione, l’etnia e la lingua. In realtà ciò che sappiamo è basato su delle attestazioni molto chiare restituiteci dagli studi archeologici. Tra il 4500 ed il I millennio a.C., con ondate migratorie successive, colonizzarono gran parte dell’Asia centro-meridionale e dell’Europa. Regione d’origine forse nelle pianure della Russia meridionale.
Ci sono alcune zone in cui si teorizza che si siano formate le popolazioni: Urheimat (dal tedesco Ur= origine, antico; Heimat= casa, patria). Non abbiamo delle prove univoche che portino alla teoria che in questo luogo sia nata la civiltà, e ci sono varie Urheimat. L’Urheimat indoeuropea è differente dalla UH germanica o romanza, quello dei popoli germanici è il più a settentrione. Il termine cultura Kurgan indica l’insieme di culture preistoriche e protostoriche dell’Eurasia, quello che ci interessa sono i manufatti e quelli che arrivano sono spesso funebri, non sono importanti solo i tumuli, quindi l’architettura, ma anche ciò che si è ritrovato all’interno quindi i corredi funerari, costruiti circa dall’età del bronzo.
Inumazioni → seppellimento dei cadaveri sottoterra. Le donne germaniche venivano sepolte insieme alle chiavi di casa, i fanti insieme al cavallo, e per i bambini insieme a dei giochi.
Teorie linguistiche
Ci sono 3 ondate di ampliamento: Studi linguistici. La società era divisa in una struttura tri potere che era divisa da una componente sacrale, guerriera e produttiva. (Georges Dumézil ed Emile Benveniste hanno fatto degli studi sulla religione, istituzioni, famiglia, agricoltura e guerra. ṇtóm= vuol dire 100, ma ad un certo punto ha iniziato a diversificarsi la pronuncia tra la parte orientale e occid, nella parte occ con Centum si ha un termine più vicino, mentre nella parte or. si ha invece satem, con delle paletali.)
Germanico comune = lingua ricostruita. Assenza di attestazioni scritte, ha una fase originaria comune. Anche il germ com è una lingua ricostruita, è la ricostruzione dei tratti comuni di tutte le diverse lingue germaniche attestate. La protolingua germanica era soltanto orale, le varie lingue sono: Gotico, Anglosassone, alto/basso ted antico, frisone antico, sassone antico, islandese antico. Popolazioni tra loro distanti, anche geograficamente hanno delle forti caratteristiche comuni: lessico, morfologia linguistica, grammatica, cultura.
Isoglosse = un eguale (iso-) tratto linguistico (-glossa) accomuna alcuni parlanti, che però a volte coincide con dei confini naturali.
Ci sono 3 teorie linguistiche:
- Teoria dell’albero genealogico → sviluppata da Schleicher, analogie con l’albero: così come dal tronco di un albero si dipartono rami diversi e, da essi, delle ulteriori fronde: alcune di esse si seccano, si spezzano diventando delle lingue morte e scompaiono, altre danno linfa ai ramoscelli che dal ramo si dipartono. Dal proto-indoeuropeo si sono formati i vari rami. Punto debole: sguardo solo cronologico ma l’interferenza linguistica può avvenire anche da una lingua morta (anche da anni) vs una lingua viva (es: latino). Lingue Italiche e non romanze perché non esisteva solo il latino, ma anche il venetico, l’etrusco, il sannita. Divisione in 3 gruppi: divide germanico occidentale, settentrionale ed orientale.
- Teoria delle onde → formulata da Schmidt; Lo studioso immagina un sasso gettato in uno specchio d’acqua: si formano dei centri concentrici, che si fanno sempre più deboli man mano che ci si distacca dal centro propulsore del movimento delle onde, i tratti comuni sono proporzionali alla vicinanza tra loro, il mutamento si propaga come un’onda a cerchi concentrici e più ci si allontana dalla propulsione meno il fenomeno sarà presente (es: un mutamento). La propagazione di un’isoglossa è ben più complessa di quanto immaginato e descritto da Schmidt. I confini fra alto e basso tedesco non sono casuali e spesso coincidono con dei confini naturali.
- Teoria del sostrato → Domanda d’esame, esce spesso!! Influenza di lingue preesistenti sulla lingua di nuove popolazioni insidiatesi, le cause per cui una lingua finisce su un’altra sono questioni di egemonia e di potere, i tratti della lingua sottomessa possono riaffiorare. Uno dei fenomeni possono essere le palatalizzazioni, in una parola comune come giorno ags. Daeg → ingl. Day; ma quando erano sul continente si pronunciava Dag, arrivati sull’isola cambia la pronuncia e poi la parola, che diventa sempre più facile da pronunciare. I celti palatalizzavano il suono, gli ags fanno la stessa cosa.
La cerchia nordica
Germani orientali → venivano lungo le coste del baltico e nella Germania orientale. Comprendono burgundi, rugi, gepidi, vandali, goti. Germani Occidentali → stanziati fra regno e l’elba e comprendono franchi, frisoni, agli, iuti, sassoni, svevi. Germani Settentrionali → il gruppo dei popoli (copiare).
Genti di Jastorf (giastorf) La cultura dei defunti e le loro inumazioni sono quelle che ci danno gli estremi dei campi da considerare per la cultura germanica. Defunti cremati e seppelliti, erano accompagnati da pendenti e più tardi da armi. La struttura sociale era patriarcale, suddivisa in uomini liberi, sudditi e schiavi. Il potere decisionale spettava esclusivamente ad un'assemblea di uomini liberi chiamata Thing (ping). Visione della società simile all’indoeuropeo. Medioevo germanico basato sulla libertà. Schiavi erano non germani.
Fonti latine sui germani
Quali sono le fonti latine scritte che ci informano sui germani? Domanda d’esame!!
Giulio Cesare → De bello Gallico, primo autore che parla dei germani, abitavano al di là del reno, La battaglia tra Ces ed Ariovisto nel 58 a.C (data da sapere), dà anche informazioni riguardanti un istituto simile al comitatus, elemento comune alle pop ger.
Tacito → Germania [ghermania]; Tacito offre uno studio antropologico, anche se non ha mai visitato questi luoghi, però mette insieme varie testimonianze di mercanti, funzionari che hanno firmato trattati. Dice che hanno una tradizione di trasmissione prevalentemente orale, e che erano suddivisi gli occidentali in Ingevoni i più vicini all’oceano, gli intermedi Herminoni e Istevoni. Non parla mai di rune, ma dice che fanno degli auspici con dei segni (notae).
Regni romano-germanici
La tradizione di matrice latina crea un netto contrasto tra civiltà e barbarie: il mondo dei barbari è valutato come distruttore della civiltà romana e, durante la lotta contro la Riforma protestante, la Chiesa romana assimila il barbaro alla ‘barbarie’ dell’eresia luterana (mentre per il mondo riformato è la lotta della libertà germanica contro l’oppressione di Roma). Ancora oggi questa contrapposizione è latente nella definizione stessa di determinati avvenimenti storici. Uno per tutti: nelle lingue neolatine il movimento di popoli che a partire dal IV secolo si spostano entro i confini dell’Impero romano è definito il periodo delle «invasioni barbariche», mentre la storiografia di lingua tedesca lo chiama ‘migrazione di popoli’ una rappresentazione dei due fenomeni completamente differente. All’inizio del VI sec gli spostamenti dei popoli germanici all'interno del territorio dell'impero d'occidente terminarono dando vita a un nuovo quadro politico, sui territori appartenuti all'impero sorgono dei nuovi regni quelli romano-germanici:
- Spagna → suebi e visigoti
- Francia → franchi e burgundi
- Italia e Ungheria → Ostrogoti
- Africa, Corsica e Sardegna → vandali
I langobardi, bulgari e slavi subentrano successivamente. I regni-romano germanici nascono dalla conquista militare dei popoli germanici, dato che questi erano troppo poco numerosi per occupare sistematicamente il territorio, la loro dominazione in alcuni casi si affiancò senza cancellarle alle strutture amministrative romane. Prese forma così una sorta di compromesso tra i nuovi dominatori e la classe dirigente romana: Guerrieri germanici → si appropriano di alcune terre e mantengono saldamente il potere militare. Classe dirigente romana → mantiene l’amministrazione delle comunità → In questo modo le comunità continuano a seguire leggi e usanze latine, ad eccezione della gran bretagna, in cui la civiltà romana era scarsamente radicata e quindi gli usi e costumi romani scomparvero rapidamente, nel resto dei regni invece continuarono ad influenzare lo stile di vita dei germani.
Inizialmente la convivenza di due culture così diverse non fu facile, anche per ragioni religiose, i germani erano pagani o ariani professando, secondo i latini, un’eresia, la loro conversione al cattolicesimo sarà decisiva per la loro integrazione. Il confine tra Roma e il barbaricum germanico non era una muraglia impenetrabile, ma come una frontiera aperta che non impediva il movimento; allo stesso tempo permetteva di controllare e sedare sul nascere eventuali intenzioni bellicose. Di conseguenza, i rapporti tra le popolazioni all’interno e all’esterno dei confini dell’Impero furono frequenti e sufficientemente stabili, tanto da giungere alla condivisione di aspetti culturali quali, ad esempio, la venerazione di alcune divinità spesso legate a culti di fertilità. Nel corso del III sec la presenza di genti germaniche nelle fila dell’esercito romano si rafforza: è sempre più comune ed estesa l’adesione di gruppi militari o, addirittura, di un intero popolo, che non si mescolano con il resto dei legionari ma vanno a formare delle truppe distinte nelle quali si mantengono l’ordine gerarchico e i propri comandanti.
Il III secolo è poi un periodo di profonda crisi nei territori dell’Impero e nel barbaricum dovuta a diverse concause, fra le quali non va sottovalutata quella di un cambiamento climatico, che provoca molte migrazioni e instabilità nell’Europa centrale. Ciò produsse due effetti: la costituzione di gruppi barbarici più allargati ma allo stesso tempo più stabili, e il progressivo avanzamento con azioni di razzia all’interno dei confini dell’Impero. Il IV secolo si apre con una profonda riorganizzazione dell’Impero da un punto di vista amministrativo e militare, a causa proprio delle continue incursioni barbariche all’interno dei confini, ma i risultati non pongono fine a una situazione già largamente compromessa.
Il punto di non ritorno è però causato da un elemento estraneo al sistema geopolitico europeo. Nella seconda metà del IV secolo una congerie di genti nomadi provenienti dalle steppe euroasiatiche si muove dalle proprie sedi per spingersi sempre più ad ovest, provocando il duplice effetto di spostamento a catena di genti e tribù e la contestuale aggregazione di alcune di esse, fra cui gli Ostrogoti, al gruppo dominante che si riconosceva come Unni. Gli unni si spingono verso l’Europa danubiana orientale, terra dei visigoti. Per far fronte alla pressione dei Visigoti sul limes, viene concesso loro di trasferirsi entro i confini dell’impero, ad un primo insediamento pacifico, seguono poi razzie che portano l’imperatore Valente ad intraprendere la battaglia di Adrianopoli, una città vicina a Costantinopoli che i visigoti però non attaccano, questa sarà una grande disfatta per Roma e segnerà la fine della presenza nell’esercito di truppe germaniche sottoposte unitariamente al proprio comandante, ma sparpaglierà gli uomini in legioni e ruoli diversificati.
Nuovi assetti
Quando si parla di migrazioni germaniche gli studiosi hanno raggiunto 3 certezze:
- Non sono invasioni in quanto questo implica uno spostamento bellicoso che non implica l’abbandono dei territori di partenza
- Non si può parlare di popoli perché è ambiguo, dato che potrebbe indicare entità molto diverse (tribù, clan familiari ecc) mentre la situazione è più fluida e disomogenea
- Non si può parlare di «migrazioni germaniche» perché fra l’età tardo-antica e l’Alto Medioevo si spostano non solo genti riconducibili a quel complesso linguistico-culturale, ma anche tanti altri individui e non solo verso l’Impero romano.
Un altro nodo concettuale che dobbiamo prendere in considerazione è quello di «etnogenesi», la formazione (genesi) di un gruppo etnico, il quale condivide alcuni temi coi quali ci si può identificare e che possono essere raccolti nei concetti di lingua, religione, etica, luogo di origine, discendenza: questi temi non debbono essere tutti compresenti, ma vi possono essere soltanto alcuni di essi. Quando si tratta delle migrazioni germaniche, occorre tenere ben presente che, da un punto di vista culturale, il gruppo che parte non sarà mai pienamente coincidente con il gruppo che arriva. Ad esempio, i Langobardi che sono citati da Tacito nella Germania (fine I secolo d.C.) sulle sponde del mar Baltico non sono certo i Langobardi che, circa 450 anni dopo, si presentano sulle pianure friulane: avranno mantenuto delle proprie specifiche culturali (nucleo di tradizione) ma allo stesso tempo saranno mutati a causa di contatti con altri individui, gruppi, ecc. portatori di una propria identità culturale.
Diversi destini dei regni romano-germanici
Vandali → non si integrano con le popolazioni, non è il loro interesse e imposero un dominio particolarmente duro ai latini, questa però sarà la loro debolezza e comporterà la loro scomparsa nel VI sec. con l’opera di riconquista dell'imperatore d’oriente Giustiniano. Con il movimento degli unni i vandali si stanziarono in Baviera, entrano poi in Gallia dove si danno al saccheggio, arrivano...
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