INTRODUZIONE ALLA FARMACOTERAPIA
La dose è il punto fondamentale di qualsiasi farmaco. Non esiste un farmaco
(o una sostanza) che non dia effetti indesiderati.
Reazione avversa (ADR – Adverse Drug Reaction): è una risposta dannosa e
non intenzionale ad un farmaco, che si verifica a dosi normalmente utilizzate
nell’uomo. Non è una reazione da sovradosaggio; per questo motivo si
distinguono gli effetti indesiderati a dosi terapeutiche dagli effetti indesiderati in
caso di sovradosaggio.
Effetti collaterali: sono legati all’effetto del farmaco e non scindibili da esso.
Effetti tossici: compaiono a dosi sovra terapeutiche, ma in alcuni casi possono
comparire anche a dosi terapeutiche.
● Reazioni immuno-mediate: riguardano l’ipersensibilità e le allergie.
● Farmacodipendenza
● Tossicità fetale: coinvolge il feto o l’embrione.
Meccanismo d’azione: meccanismo cellulare o molecolare attraverso il quale
il farmaco agisce. Si riferisce generalmente ad un processo biochimico.
Effetto: ciò che la molecola, agendo attraverso il meccanismo d’azione,
produce sull’organismo.
Molecola agonista
Un agonista è una molecola che si lega al recettore in forma attiva, avviando
una cascata di segnali.
- L’agonista pieno dà la massima risposta possibile
- L’agonista parziale si lega, oltre che alla forma attiva del recettore,
parzialmente anche a quella inattiva, per questo motivo lo blocca; in
questo caso non si raggiunge l’effetto massimo perché una parte del
recettore è bloccata in forma inattiva.
Molecola antagonista
- Un antagonista competitivo si lega al recettore in forma attiva e inattiva.
Il legame al recettore bloccando la risposta del recettore. È detto
competitivo perché compete con l’agonista per lo stesso sito di legame.
- Un agonista inverso è un agonista che si lega al recettore inattivo e
scatena la risposta inversa rispetto a quella scatenata dall’agonista.
Se un farmaco svolge la sua funzione ed è spiazzabile (antagonista
competitivo), generalmente è considerato un farmaco sicuro.
La potenza è la concentrazione alla quale si raggiunge il 50% dell’effetto del
farmaco. L’EC è la misura della potenza di un farmaco
50
L’efficacia massima è il massimo effetto raggiungibile con un farmaco.
La curva dose-risposta graduale misura l’intensità dell’effetto di un farmaco.
La curva dose-risposta cumulativa misura la frequenza della comparsa
dell’effetto., SISTEMA NERVOSO AUTONOMO
● Disposizione dei gangli:
Ortosimpatico: posizione para-vertebrale
- Parasimpatico: prossimità dell’organo
-
● Lunghezza delle fibre:
Ortosimpatico: pregangliari corte, postgangliari lunghe
- Parasimpatico: pregangliari lunghe, postgangliari corte
-
● Neurotrasmettitori implicati:
Ortosimpatico: acetilcolina a livello pregangliare e noradrenalina a
- livello postgangliare
Parasimpatico: acetilcolina.
- SISTEMA COLINERGICO PARASIMPATICO
I due tipi di recettori per l’acetilcolina sono:
- Muscarinici
- Nicotinici
Muscarinici
Locazione
- cuore (nei nodi senoatriale ed atrioventricolare, dove esercitano un effetto
inibitorio)
- ghiandole
- muscolatura liscia dei vasi (dove hanno un effetto stimolatorio).
Caratteristiche
Sono recettori a 7 domini transmembrana, collegati ad una G protein trimerica.
Come effettori hanno la fosfolipasi C, i canali del potassio e l’adenilato ciclasi.
Tipologie
● M1, M3, M5: sono accoppiati ad una G protein eccitatoria.
● M2, M4: sono accoppiati ad una G protein inibitoria.
Nicotinici
Locazione
- placca neuromuscolare
- gangli (nel soma dei neuroni delle fibre postgangliari)
- SNC.
Meccanismo d’azione
Consentono la depolarizzazione e l’ingresso di calcio per la contrazione delle
cellule muscolari.
Caratteristiche
Sono costituiti da 5 subunità, ciascuna delle quali è formata da 4 domini
transmembrana, con le estremità N-terminale e C-terminale entrambe dal lato
extracellulare.
Tipologie
I due sottotipi di recettori nicotinici sono:
● Neuronale NN
● Muscolare NM
\
I farmaci del sistema colinergico parasimpatico si dividono in 4 classi:
1. Agonisti diretti dei recettori muscarinici
2. Agonisti indiretti
3. Antagonisti dei recettori muscarinici
4. Antagonisti dei recettori nicotinici
Agonisti diretti dei recettori muscarinici
Molecole
- Acetilcolina: non viene utilizzata come farmaco.
- Betanecolo: si utilizza in caso di scarsa capacità di contrazione del
muscolo della vescica (incontinenza).
- Pilocarpina: si usa nella terapia del glaucoma (in caso di alta pressione
oculare).
Effetti
Gli effetti degli agonisti diretti dei recettori muscarinici sono svariati:
● Nel sistema cardiovascolare:
✔ Vasodilatazione
✔ effetto cronotropo negativo
✔ effetto dromotropo negativo
✔ effetto inotropo negativo
● Nel tratto gastrointestinale e urinario:
✔ Aumento della contrazione e della secrezione gastrica e intestinale
✔ Contrazione del muscolo detrusore della vescica
● Effetti vari:
✔ Aumento della secrezione ghiandolare
✔ Broncocostrizione
✔ Miosi
AGONISTI INDIRETTI DELL’ACETILCOLINA
Meccanismo d’azione
Gli agonisti indiretti colinergici funzionano bloccando il sito catalitico dell’enzima
dell’acetilcolinesterasi, permettendo all’acetilcolina di rimanere nello spazio
sinaptico.
Tipologie
Gli inibitori dell’acetilcolinesterasi vengono classificati in:
- Reversibili: esteri dell’acido carbammico.
a. Malathion: usato nella scabbia e come antiparassitario per i
pidocchi.
b. Rivastigmina, donepezil, galantamina: utilizzati nella malattia di
Alzheimer
c. Neostigmina
d. Piridostigmina
- Irreversibili: esteri dell’acido fosforico.
a. Gas sarin
Caratteristiche inibitori irreversibili
Stimolano qualsiasi recettore colinergico muscarinico. Abbiamo quindi una
stimolazione gangliare (orto e parasimpatica) e post gangliare (parasimpatica)
Effetti inibitori irreversibili
• Aumento delle secrezioni
● Broncocostrizione (motivo per cui si muore per soffocamento)
● Diarrea
● Bradicardia (intensa stimolazione del nervo vago che porta all’arresto
della conduzione cardiaca).
● Paralisi gangliare e delle placche (paralisi flaccida)
● Tachicardia
● Irrequietezza, atassia, convulsioni, coma.
Intossicazione da organofsofati
L’intossicazione da organofosfati si può trattare rigenerando l’acetilcolinesterasi,
che viene bloccata nel suo sito di deacetilazione attraverso il legame covalente
con il gruppo fosfato del veleno.
Si può usare:
• Ossime (es. pralidossima), composti altamente nucleofili in grado di
staccare il gruppo fosfato dalla serina appartenente all’enzima.
• Atropina.
Antagonisti muscarinici
Molecole
• Atropina: Si utilizza in caso di avvelenamento da organofosfati e in pre-
anestesia
● Ioscina
● Scopolamina: attraversa la barriera ematoencefalica. Ad alte dosi, può
essere un allucinogeno ed una sostanza d’abuso.
Ha poi una serie di effetti periferici dati dal blocco della stimolazione
muscarinica. Viene usata in farmacologia per la sedazione, per la
chinetosi e per l’ipermotilità gastrointestinale
● Pirenzepina: inibisce la secrezione gastrica per combattere l’ulcera,
anche se non è un farmaco di prima scelta.
● Triesifenidile e benztropina: utilizzati nel morbo di Parkinson.
● Tiotropio: utilizzati nel trattamento della broncopneumopatia cronico
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ostruttiva* .
● Ipratropio: utilizzato per il trattamento dell’asma.
● Mebeverina: usata nella sindrome del colon irritabile
● Tropicamide: usata in caso di midriasi
Antagonisti dei recettori nicotinici
Tipologie
1. Bloccanti gangliari.
2. Bloccanti neuromuscolari.
Bloccanti gangliari
Meccanismo d’azione
bloccano l’azione dell’acetilcolina sui recettori nicotinici gangliari dei sistemi
parasimpatico e ortosimpatico.
Effetti Vene e arterie: effetto vasodilatatore, ipotensivo e di diminuzione della
- gittata cardiaca (blocco del sistema simpatico).
Ghiandole sudoripare: anidrosi
- Cuore: tachicardia (blocco del sistema parasimpatico).
- Iride: midriasi (blocco del sistema parasimpatico).
- Tratto gastrointestinale: riduzione della motilità.
- Vescica: ritenzione urinaria.
- Ghiandole salivari: xerostomia
-
Impieghi terapeutici
● Terapia elettro convulsivante.
● Aneurisma dissecante dell’aorta:
● Emergenze ipertensive
● Induzione di ipotensione controllata:
Molecole
• Tetraetilammonio
• Esametonio
• Mecamilamina
• Trimetafano
Bloccanti neuromuscolari
Tipologie
• NON depolarizzanti (o competitivi)
• Depolarizzanti
Meccanismi d’azione
• NON depolarizzanti: determinano l’occupazione del sito recettoriale di
legame, rendendolo indisponibile per il legame con l’acetilcolina. Così
facendo, impediscono la depolarizzazione e il conseguente ingresso di
ioni calcio.
• Depolarizzanti: hanno un meccanismo d’azione in due fasi:
a. Si legano al recettore, favorendo l’ingresso di sodio, provocano una
depolarizzazione
b. La loro permanenza nello spazio sinaptico desensibilizza il recettore
inibendolo e di conseguenza si avrà paralisi flaccida.
Molecole
• Curaro e coniina: sono NON depolarizzanti e hanno proprietà analgesiche
o sedative.
• Succinilcolina: è un depolarizzante e funge da miorilassante utilizzato in
anestesia. SISTEMA ADRENERGICO
Tipi di recettore e locazione
- Alfa1: sono recettori post-sinaptici, collegati ad una proteina G classica
stimolatoria. Attivano la fosfolipasi C che consente il rilascio di IP3, che
libera il calcio dai depositi intracellulari, favorendo la contrazione
muscolare, e di DAG, che attiva la proteina chinasi C.
Disposti su:
a. Muscolatura liscia dei vasi.
- Alfa2: sono recettori pre-sinaptici, collegati ad una proteina G inibitoria.
Infatti, viene inibito il rilascio di adenilato ciclasi. Il risultato fisiologico è
un’inibizione del rilascio di acetilcolina e noradrenalina.
- Beta1: Attivano l’adenilato ciclasi e sono disposti su:
a. Nodi del cuore.
- Beta2: Attivano l’adenilato ciclasi e si trovano su:
a. Muscolatura bronchiale.
- Beta3: Promuovono la lipolisi e si trovano su:
a. Tessuto adiposo
Sintesi delle catecolamine
Le catecolamine sono:
- Adrenalina,
- Noradrenalina
- Dopamina.
Il precursore delle catecolamine è la tirosina, che viene trasformata in DOPA
dall’enzima tirosina-idrossilasi. La DOPA, grazie all’enzima DOPA-
decarbossilasi diventa dopamina, trasformata infine in noradrenalina.
Meccanismi di interruzione delle catecolamine
I sistemi che permettono l’interruzione del segnale delle catecolamine sono:
Ricaptazione: quando le concentrazioni di neurotrasmettitore sono
- elevate, i trasportatori sinaptici lo ricaptano.
Catabolismo: attraverso due famiglie di enzimi:
- a. Le COMT (Catecolo O-Metil-Transferasi): sono delle metil
transferasi che trasferiscono un gruppo metile sull’OH delle
catecolamine e, cambiandone la struttura, le inattivano.
b. Le MAO (Mono Ammino Ossidasi): ossidano le monoammine
(catecolamine e serotonina), facendo cessare la loro azione
Desensibilizzazione recettoriale: si verifica quando viene rilasciato un
- neurotrasmettitore e la risposta dell’elemento post-sinaptico o del
recettore non è più la stessa
Internalizzazione del recettore: Quando si ha una desensibilizzazione,
- l’espressione del fattore di trascrizione viene ridotta, di conseguenza
viene ridotta l’espressione sulla membrana del recettore e si ha effetto
rebound.
FARMACI DEL SISTEMA ADRENERGICO
Tipologia
Agonisti adrenergici
- Antagonisti adrenergici
-
Agonisti adrenergici
Tipologia
Azione diretta: comprendono:
- a) Selettivi
b) NON selettivi
Azione mista
- Azione indiretta: comprendono:
- a) Agenti che rilasciano le catecolamine
b) Inibitori del reuptake
c) Inibitori delle MAO
d) Inibitori delle COMT
Agonisti ad azione diretta selettivi
Agonisti alfa1 (Fenilefrina): sono impiegati come:
- a. Ipertensivanti: in medicina d’urgenza
b. decongestionanti.
Agonisti alfa2 (Clonidina): usati come:
- a. Antipertensivi (non impiegati realmente)
- Agonisti beta1 (Dobutamina): impiegati come:
a. Antipertensivi
b. Antiaritmici
c. Antianginosi.
Hanno effetto cromotropo e dromotropo negativo. Sono utilizzati nella
medicina d’urgenza.
- Agonisti beta2 (Terbutalina): Impiegati come:
a. Antiasmatici
b. Rilasciare la muscolatura liscia dell’utero (Ritodrina): permettono di
ridurre le contrazioni uterine, consentendo di portare a termine la
gravidanza.
Agonisti ad azione diretta NON selettivi
Molecole
Ossimetazolina: usata negli spray nasali
- Isoproterenolo: utilizzato come agonista beta2 nella terapia dell’asma, ma
- può dare problemi di tachicardia in quanto è anche uno stimolante beta1.
Epinefrina
-
Agonisti ad azione mista
Molecole
- Efedrina: non viene utilizzata.
- Amfetamina
- Metamfetamina
- Metilfenidato: utilizzato nella terapia dell’ADHD.
Agonisti ad azione indiretta
- Agenti che rilasciano le catecolamine: molecole come:
a. Amfetamina: inibisce anche le MAO
b. Tiramina
- Inibitori del reuptake: molecole come:
a. Cocaina: inibisce il trasportatore della dopamina
- Inibitori delle MAO: molecole come:
a. Selegilina: utilizzata in terapia come coadiuvante nella malattia di
Parkinson.
- Inibitori delle COMT: non vengono mai utilizzati.
Antagonisti adrenergici
Tipologia
● Alfa-bloccanti:
- NON selettivi
- Selettivi:
● Beta-bloccanti
Alfa-bloccanti NON selettivi
Molecole
- Fenossibenzammina: un antagonista irreversibile.
- Labetalolo: è un antagonista beta, ma è inibitore competitivo anche
degli alfa1. È usato come antipertensivo.
Alfa-bloccanti selettivi
- Bloccanti alfa1: vengono utilizzati per trattare l’ipertensione, diminuendo
le resistenze vascolari periferiche e anche per il trattamento
dell’ipertrofia prostatica benigna. Esempi di molecole:
a. Prazosin: blocca i recettori alfa nelle arteriole, con diminuzione
della resistenza vascolare periferica.
b. Terazosin: è un analogo strutturale del Prazosin, ma meno potente
c. Udapidil
d. Doxazosin: è un altro analogo strutturale del Prazosin.
Come effetti indesiderati avremo:
a. Ipotensione posturale
b. Tachicardia riflessa
- Bloccanti alfa 2: come la Yohimbina
Beta-bloccanti
Tipologia
- I° generazione NON selettivi: come il:
a. Propanololo
b. Timololo: utilizzato per la cura del glaucoma.
b
- II° generazione 1 selettivi: utilizzati come
a. Antitarmici
b. Antipertensivi b1 a1.
- III° generazione NON selettivi: attività sia su sia su Tra questi
farmaci ricordiamo: b-bloccante
a. Labetalolo: l’unico consigliato per prevenire crisi
ipertensive in gravidanza
Effetti
- Inibitori dell’attività cardiaca sia per la contrazione sia per il ritmo
- Antiaritmici
- Effetto inibitorio sulla glicolisi e lipolisi: determinano una riduzione
della velocità metabolica dell’organismo
- Effetto antipertensivo: inibiscono la secrezione della renina.
Impieghi terapeutici
- Terapia dell’ipertensione.
- Trattamento delle aritmie
- Terapie di mantenimento post-infarto
- Terapia del glaucoma.
- Combattere stati d’ansia
- Profilassi per l’emicrania.
- Terapia per il tremore essenziale
Accortezze terapeutiche
- A lungo andare si instaurano problemi di tolleranza.
- Non vanno mai interrotti bruscamente, perché rischiamo di avere un
effetto rebound.
Effetti indesiderati
- Riduzione della capacità del cuore di funzionare sotto sforzo.
- Blocco atrioventricolare.
- Crisi d’asma: dovuto all’antagonismo beta2.
- Ipoglicemia: nelle persone diabetiche.
- Aumento della motilità intestinale.
- Sedazione
Impiego terapeutico delle catecolamine
Si usano principalmente in medicina d’urgenza perché non sono selettive, ma
agiscono su tutti i recettori.
- L’adrenalina: può essere somministrata insieme ad un anestetico locale
in caso di interventi chirurgici.
- La noradrenalina: si usa in caso di shock anafilattico
- L’isoproterenolo: si utilizza nella terapia dell’asma come agonista beta2,
ma potrebbe dare crisi di tachicardia essendo anche uno stimolante
beta1.
- La dopamina: si lega ai recettori dopaminergici ma ha anche una
discreta affinità per i recettori beta1. Viene utilizzata nel trattamento dello
shock, specialmente di quello cardiogeno.
- La dobutamina: è una dopamina che porta un sostituente aromatico.
Si utilizza in medicina d’urgenza, in particolare per la terapia dello shock
e in caso di scompenso cardiaco.
Differenze tra stimolazione colinergica e catecolaminergica
Gli effetti delle due stimolazioni colinergica e catecolaminergica sul cuore sono
molto diverse:
- La stimolazione colinergica sui nodi ha un effetto di riduzione del ritmo
cardiaco.
- La stimolazione catecolaminergica ha effetto sui nodi e sul tessuto
muscolare, dove esercitano il loro effetto:
a. Inotropo positivo: aumento della forza con cui il muscolo cardiaco
si contrae e aumento della gittata cardiaca.
b. Cronotropo positivo: aumento del ritmo cardiaco.
c. Dromotropo positivo: aumento della velocità di conduzione del
segnale di contrazione elettrico.
d. Batmotro
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