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Elettricità elettrostatica

I - Interazioni atomiche

  • Forza all’interno degli atomi: attrattiva, gli elettroni che girano intorno al nucleo sono trattenuti da una forza centripeta (p e n sono invece connati nel nucleo da una forza nucleare forte a corto raggio, cioè non produce effetti lontano dal nucleo).
  • Forza fra atomi: solidi e liquidi sono quasi incompressibili, gli atomi non possono essere avvicinati troppo: forza repulsiva.

Non si può trattare della forza gravitazionale, sempre attrattiva, ma deve essere una nuova forza che possa essere sia attrattiva, che repulsiva.

II - Carica elettrica

  • Già gli antichi greci si accorsero che strofinando una bacchetta di ambra (elektron in greco) con un panno di lana, l’ambra poteva attrarre altri oggetti.
  • Oggi diciamo che l’ambra si è caricata elettricamente o ha acquisito carica elettrica netta.
  • Molti esperimenti indicano che ci sono due tipi di carica elettrica: positiva + e negativa -.
  • Due cariche dello stesso segno si respingono.
  • Due cariche di segno opposto si attraggono.
  • Forza elettrostatica: per avere sia attrazione che repulsione occorrono cariche di due segni + e –.
    • Quelle di segno uguale si respingono.
    • Mentre quelle di segno opposto si attraggono.
  • La materia ordinaria è neutra, contiene cioè tante cariche +ve quante –ve, e non esercita azioni elettrostatiche.
  • Quando però ad un corpo si tolgono o si aggiungono cariche, le forze elettrostatiche si manifestano:
    • Strofinando con una pelliccia o panno di lana/seta una bacchetta di ambra, ebanite, zolfo, vetro, plexiglas, ceramica ... si può attirare una pallina leggera sospesa ad un filo ecc.
    • Togliendosi una camicia sintetica ci si sente ‘elettrici’ oppure elettricità dei capelli.

III - Isolanti e conduttori

Un modo di classificare le sostanze fa riferimento alla loro capacità di avere o meno movimento di carica al loro interno:

  • Conduttori: le cariche possono muoversi relativamente libere, quando sono caricati in una certa zona, la carica si distribuisce a tutto il materiale (rame, alluminio, ... i metalli in genere).
  • Isolanti: le cariche NON si muovono liberamente: si caricano per strofinio, solo nella zona strofinata (vetro, bachelite, materiali plastici …).
  • Semiconduttori: materiali di proprietà intermedie, ci sono meno cariche libere che nel conduttore. Molto utili in elettronica (silicio, germanio, …).

IV - Carica per induzione

  • Un conduttore neutro si carica per induzione:
    • Azione a distanza (non c’è contatto).
    • Un corpo carico attira uno scarico.
  • Un isolante neutro si polarizza: si forma strato di carica superficiale.

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V - Legge di Coulomb: unità di misura della carica

  • In linea di principio si potrebbe misurare la forza elettrostatica tra due cariche identiche poste ad una certa distanza per ricavare, tramite la legge di Coulomb, il valore della carica.
  • Per ragioni legate all’accuratezza sperimentale nel SI si assume come grandezza fisica fondamentale la corrente elettrica, la cui unità di misura è l’ampere (A) che definiremo più avanti. Da questa si ricava l’unità di misura della carica elettrica: il coulomb (C).
  • Un coulomb è la carica che, attraversando in un secondo una sezione ortogonale al suo flusso, produce una corrente di 1 A (1C = 1A × 1).
  • Nei fenomeni elettrostatici sono di solito coinvolte quantità di carica ben inferiori al coulomb (ad es.: μC = 10-6 C e 1nC = 10-9 C).
  • Il modulo della carica dell’elettrone, indicato solitamente come e vale: e = 1,60 × 10-19 C.

VI - Principio di sovrapposizione

  • La legge di Coulomb descrive l’interazione tra due cariche puntiformi.
  • E se abbiamo più di 2 cariche puntiformi?
  • La forza risultante su ogni carica è la somma vettoriale delle forze dovute a tutte le altre cariche (principio di sovrapposizione).
  • La forza con cui due cariche interagiscono non viene alterata dalla presenza di altre cariche.

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VII - Campo elettrico

  • La forza elettrostatica agisce nel vuoto senza bisogno di un supporto materiale.
  • La carica Q+ modifica le proprietà dello spazio che la circonda.
  • La carica 0 «sente» le modifiche nella posizione che occupa.
  • Il campo elettrico è il mediatore tramite cui Q+ comunica la sua presenza.
  • La forza elettrica che agisce su una carica è prodotta dal campo generato da tutte le altre cariche.
  • Sperimentalmente per sapere se in un punto dello spazio c’è un campo elettrico, vi si pone una piccola carica q0, detta carica di prova, e si verifica se risente di una forza.
  • Si usa una piccola carica q0 per non perturbare le cariche responsabili del campo. Definiamo il campo elettrico Ē in un punto come:

VIII - Campo elettrico di una carica puntiforme

  • Poiché il vettore Ē cambia da punto a punto, abbiamo un insieme di infiniti vettori, uno per ogni punto dello spazio → campo vettoriale.

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IXV - Linee di forza

Ē più intenso Ē meno intenso

  • Le linee di forza (o di campo) sono:
    • Tangenti in ogni punto al vettore campo elettrico.
    • Orientate col verso del campo elettrico.
    • In numero, per unità di superficie, proporzionale al modulo del campo elettrico.
  • Proprietà linee di campo:
    • Sono infinite.
    • Non si in
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Scienze fisiche FIS/02 Fisica teorica, modelli e metodi matematici

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