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Microeconomia e macroeconomia

Microeconomia

Si occupa di agenti individuali, i problemi di scelta che si trovano ad affrontare e le modalità secondo le quali decidono, la parola chiave è scelta.

Macroeconomia

Si occupa di studiare il comportamento delle grandi variabili economiche all’interno dell’intero sistema, la parola chiave in questo ambito sono prodotto e reddito.

Mercato

Il mercato è un’istituzione, è l’insieme delle interazioni tra venditori e compratori ordinate da un insieme di regole, le quali sono fondate sul diritto di proprietà e sul diritto dello scambio volontario.

Domanda

È l’espressione sintetica dei bisogni e dei desideri dei soggetti che la pongono in essere: le famiglie domandano beni di consumo e servizi, le imprese domandano servizi finalizzati alla produzione.

Offerta

È la risposta più o meno organizzata dei bisogni e dei desideri espressi dal lato della domanda: le famiglie offrono servizi finalizzati alla produzione, le imprese offrono beni di consumo e servizi.

I piani di consumo

Domanda individuale

Per caratterizzare il problema del consumatore e stabilire le scelte di consumo dobbiamo definire:

  • L’insieme delle alternative.

È l’insieme di beni e servizi di cui il consumatore può ottenere la disponibilità. Questo insieme può essere finito per:

  • Natura e conoscenza;
  • Disponibilità del consumatore.

Dobbiamo anche distinguere tra beni divisibili e indivisibili.

L’insieme delle alternative è anche vincolato e ci possono essere diversi tipi di vincoli:

  • Vincoli fisici: Robinson, risorse naturali;
  • Vincoli economici: bilancio, capacità di consumo vincolata al reddito disponibile, questo vincolo è rappresentato dalla equazione di bilancio.

( )∙ + ' ∙ ) = Reddito monetario! " Prezzi dei beni (es. latte e pane) pasta insieme delle alternative latte.

L’equazione di bilancio ci dice qual è la relazione tra le quantità consumate di 2 beni, se il consumatore destina al consumo tutto il suo reddito. != − ∙ " " inclinazione intercetta.

Ci dice di quanto aumenta il mio consumo di 1 dei 2 beni se rinuncio ad 1 unità dell’altro e continuo ad usare tutto il mio reddito. Ci dice la quantità massima di un determinato bene che il consumatore può acquistare utilizzando tutto il suo reddito.

Effetto variazione del reddito

Se varia il reddito disponibile l’espressione viene modificata. Al crescere del reddito la intercetta si allontana dall’origine, in modo proporzionale. Inoltre l’insieme delle alternative aumenta e viceversa.

X1 X2.

Effetto variazione dei prezzi

Viene modificata una delle intercette e quindi viene modificata anche l’inclinazione della retta di bilancio, facendola diventare più o meno ripida. A parità di reddito, in base se il prezzo diminuisce o aumenta, l’insieme delle alternative diventa più grande o più piccolo.

X1 X2.

Criteri di scelta

I criteri di scelta sono le preferenze e le loro rappresentazioni. Descritto l’insieme delle alternative, dobbiamo ora rappresentare come il consumatore scelga tra le alternative disponibili. Introduciamo una notazione: prendiamo in esame le preferenze di un consumatore che abbia a disposizione 2 panieri A e B.

  • ⊻ ; Se il consumatore ha preferito A a B, allora scriviamo.
  • ~; Se il consumatore è indifferente tra i 2 panieri A e B, allora possiamo scrivere.
  • Se il consumatore preferisce debolmente A a B, cioè se A è almeno tanto buono quanto B, ⊽ . possiamo scrivere.

Queste 3 relazioni sono tra loro correlate, dato che: ⊽ ⊽ ⟶ ~ ⊽ ~ ⟶ ⊻.

Consideriamo ora alcuni requisiti che le preferenze del consumatore sembra opportuno soddisfino perché possiamo considerarlo un individuo razionale. Enunciamo questi requisiti come assiomi.

  • Assioma di completezza.

Se vale l’assioma di completezza una delle seguenti affermazioni deve essere vera per tutte le coppie di alternative tra le quali il consumatore si trova a scegliere: ⊽ ⊽ ⊽ ⊽ , è ~.

N.B.: richiede che il consumatore sia in grado di ordinare tutte le alternative a sua disposizione.

  • Assioma di transitività.

⊽ ⊽ , ⊽.

N.B.: la transitività è richiesta anche per le relazioni di preferenza forte e indifferenza.

  • Assioma di monotonicità.

Tra 2 panieri A e B identici nella quantità di alcuni beni e diversi per altri beni, se A contiene una quantità maggiore di ciascuno di questi ultimi, il consumatore preferisce sempre A a B.

Curve di indifferenza

Per rappresentare queste preferenze dobbiamo fare una mappa di curve di indifferenza. La curva di indifferenza riunisce tutti i punti che rappresentano panieri che sono tutti indifferenti tra di loro per il consumatore.

Le caratteristiche delle curve di indifferenza sono:

  • Nella scelta tra 2 beni la curva è decrescente.

X2 A Δ! B X1 Δ".

Affinché resti inalterato il livello di benessere a variazioni negative nella disponibilità del bene 2 devono corrispondere variazioni positive nella disponibilità del bene 1. A spostamenti a destra Δ < 0 corrispondono spostamenti in basso. Muovendosi lungo la curva di indifferenza, se allora! Δ > 0, e viceversa.

  • Nella scelta tra 2 mali la curva è decrescente. Il ragionamento e il grafico sono gli stessi per la scelta tra 2 beni.
  • Nella scelta tra un bene ed un male la curva è crescente.

X2 A Δ! B X1 Δ".

  • Un punto che si trova al di sotto sono tutti peggiori rispetto a quelli che si trovano sulla curva.

X2 A B X1.

B è peggiore di A ed A è indifferente a tutti i punti sulla curva di indifferenza, quindi B è peggiore di tutti i punti che si trovano sulla curva d’indifferenza, per l’assioma di monotonicità e transitività.

  • Un punto che si trova sopra la curva è preferibile a quelli sulla curva.

X2 B A C D X1.

Un paniere che si trova al di sopra della curva d’indifferenza è preferito a tutti i punti sia sotto che sulla curva di indifferenza, per gli assiomi di monotonicità e transitività.

  • Le curve di indifferenza non possono intersecarsi, questa è una caratteristica implicita della definizione di curva di indifferenza.

Dim.

La dimostrazione avviene per assurdo.

X2 A C B X1 ⊻ 1. per monotonicità; ~ ~; 2. Ma, per costruzione, si dovrebbe avere che e~, 3. Quindi, per transitività ma quest’ultima osservazione andrebbe a contraddire il punto 1.

  • Famiglie di curve di indifferenza.

X2 X1.

Le preferenze del consumatore sono rappresentabili da un’altra famiglia di curve parallele, il benessere, l’utilità del consumatore cresce, man mano che ci si allontana dall’origine.

Sms e curve d’indifferenza

La pendenza delle curve di indifferenza è chiamata saggio marginale di sostituzione (SMS).

X1 Δ; = ≠ Δ< X2.

  • Varia con X1 e X2;
  • Ci dice a quanto il consumatore è disposto a rinunciare di uno dei 2 beni per ottenere una certa quantità dell’altra.

In generale, minore è il mio consumo di un dato bene, maggiore è la quantità di un altro che compensa la Δ$ ! riduzione nel consumo del primo. Il rapporto incrementale cambia il punto di partenza della variazione Δ$ " considerata. La pendenza della curva tende a diminuire man mano che diminuisce la quantità del bene ⟶ misurato sull’asse verticale curve di indifferenza convesse verso l’origine.

1° Caso particolare: perfetti sostituti

Sono beni per i quali vale la seguente affermazione: a fronte di riduzione eguali tra loro nella quantità disponibile di uno dei 2 beni, gli incrementi nella quantità dell’altro bene che mantengono indifferente il consumatore sono sempre uguali (non necessariamente 1:1).

Δ$ ! Il rapporto incrementale non cambia con il punto di partenza della variazione considerata. I 2 beni soddisfano Δ$ " esattamente il medesimo bisogno e dunque il consumatore è disposto a rinunciare completamente ad uno di loro, abbiamo così curve di indifferenza lineari.

X1 retta d’indifferenza X2.

2° Caso particolare: perfetti complementi

Perché siano utili al consumatore i 2 beni devono essere consumati in una certa proporzione fissa (non necessariamente 1:1). I 2 beni soddisfano il medesimo bisogno se consumati congiuntamente, otteniamo così delle curve di indifferenza con punto angoloso.

X1 X2.

Ottimo del consumatore

X1 C Curve d’indifferenza convesse verso l’origine A E D B X2.

  • Il paniere ottimo si troverà sulla retta di bilancio, monotonicità;
  • A e B non hanno panieri preferibili per monotonicità ma appartengono ad una curva di indifferenza con panieri a nord-est raggiungibili;
  • Questo vale per tutti i punti sulla retta di bilancio compresi tra A e B, come ad esempio C;
  • Ad eccezione di E, punto di tangenza tra una curva di indifferenza e la retta di bilancio.

Possiamo vedere nel punto E quanto il consumatore è disposto a cedere di 1 per avere 2 e quanto deve cedere di 1 per avere 2, si eguagliano: Δ ; <|| A A=A A= Δ < ;.

A destra in basso ad E (lungo la retta di bilancio) per avere più del bene 2 il consumatore deve cedere di 1 più di quanto sia disposto a fare, il consumatore dunque si ferma in E, che è il suo punto di ottimo. Dunque l’ottimo del consumatore deve soddisfare certe condizioni:

  • Deve appartenere alla retta di bilancio;
  • Deve eguagliare SMS e il rapporto tra i prezzi.

Dal punto di vista algebrico, dunque, l’ottimo del consumatore è la soluzione di un sistema a 2 incognite, i livelli di consumo dei beni, X1 e X2. <( ) + = = =; ; < < ; < ;.

N.B: il SMS nel caso di curve di indifferenza curvilinee dipende da, è funzione di, X1 e X2.

Ottimo del consumatore: perfetti sostituti

  • Un’eccezione alla regola della tangenza è quella delle curve di indifferenza lineari;
  • Dal punto di vista analitico sono equivalenti alla retta di bilancio.

X1 A B X2.

  • Il punto ottimo sarà sulla retta di bilancio, monotonicità;
  • A non ha panieri a nord-est raggiungibili, ma appartiene a una curva d’indifferenza con panieri a nord-est raggiungibili;
  • Il processo di selezione prosegue fino ad arrivare a B;
  • La soluzione è una soluzione d’angolo, B è il punto che ci permette di arrivare alla curva d’indifferenza più lontana dall’origine.

Δ> "! "|| C C C C= > Nel punto A: Δ> "" !.

Cioè il consumatore è disposto a cedere una quantità di bene 1 per ottenere bene 2 maggiore di quanto gli venga richiesto dal rapporto tra i prezzi, cioè più di quanto debba fare dati i prezzi. Questo resta vero anche nel punto B, ma il consumatore non può cedere altro bene 1, dunque B è l’ottimo.

Ottimo del consumatore: perfetti complementi

  • Un’altra eccezione alla regola della tangenza è quella delle “curve” di indifferenza con un punto angoloso;
  • I beni sono consumati in una proporzione fissa;
  • L’ottimo coincide con il vertice dell’angolo della curva di indifferenza più a nord-est che sia raggiungibile dato il reddito.

X1 X2.

Effetti di variazioni di reddito e di prezzo

Variazione di reddito nell’ottimo

Come varia la quantità di domanda di un bene se cambia il reddito (m)?

  • Variazione di m = spostamento retta di bilancio.

X1 E2 E1 X2.

Dopo l’incremento di m, le quantità dei beni aumentano. Allora i beni 1 e 2 sono chiamati beni normali.

X1 E2 Quando m aumenta e X2, ad esempio, diminuisce si chiama bene inferiore E1 X2.

N.B: con 2 beni non possono essere entrambi inferiori.

  • Facendo variare m più volte otteniamo il Sentiero d’Espansione del Reddito (SER);
  • Per i beni normali è sempre inclinato positivamente;
  • Possiamo infine rappresentare la quantità domandata di un bene per ciascun livello di reddito.

Curva di Engel

X1 "# "!"" X2#!".

È una curva di domanda al variare del reddito, crescente per i beni normali, decrescente per i beni inferiori.

Variazione di prezzo nell’ottimo

Le variazioni di prezzo non possono essere isolate da effetti sul reddito.

X1 Il prezzo del bene 2 diminuisce X2.

  • Il reddito reale, potere d’acquisto, è aumentato: posso comprare di più del bene 2, anche di 1;
  • Si può scomporre l’effetto di una variazione di prezzo in 2 parti distinte: 1. Effetto di sostituzione, puro effetto di prezzo; 2. Effetto reddito.

Compensazione di Slutsky

X1 E2 E1 E1 X2.

La riduzione del prezzo del bene 2 non consente al consumatore di acquistarne di più.

!! - = effetto di sostituzione; !!! - = effetto reddito. ".

Il reddito o potere d’acquisto è costante. Quando l’effetto di sostituzione ha segno negativo:

  • Dopo la notazione la retta di bilancio non è più tangente, ma secante alla curva di indifferenza originaria;
  • || | ⁄ |;> Quindi " !;
  • Dunque il consumatore è disposto a cedere bene 1 per avere una maggior quantità di bene 2;
  • Il segno dell’effetto reddito dipende dalla natura del bene, normale o inferiore.

Compensazione Hicksiana

X1 " !"" X2.

!! - = effetto di sostituzione !!! - = effetto reddito ".

Il reddito è costante. Effetto di sostituzione con segno negativo: ⁄ = −.

  • Nel punto di tangenza ;" !;
  • Al diminuire di , SMS in corrispondenza di un punto di tangenza, nel nuovo ottimo, deve essere meno " negativo;
  • Dunque ci spostiamo verso un punto meno pendente della curva, cioè in basso e a destra, X2 è aumentato.

Quale sarà il segno dell’effetto di reddito?

  • Positivo se il bene è normale, negativo se il bene è inferiore.

Effetto reddito ed effetto di sostituzione

L’effetto di sostituzione ha sempre segno negativo: ↓ ↑;

  • Se allora " " ↑ ↓;
  • Se allora " ".

L’effetto di reddito:

  • Nel caso di beni normali, l’effetto di reddito causa una variazione nel consumo del bene considerato dello stesso segno di quella causata dell’effetto di sostituzione. Quindi: ↓ → ↑! ! (−) Il risultato è lo stesso ⁄ ↑ → ↑! ! (+).

Una riduzione di prezzo che fa aumentare il reddito reale o il potere di acquisto.

Beni normali: E.R. (+) si somma all’E.S. ↓ → ↑! ! (−) ⁄ ↑ → ↓! ! (−).

Beni inferiori: E.R. (-) non si somma all’E.S.

Beni di Giffen

Sono beni per i quali l’effetto di reddito è così forte che l’effetto complessivo si altera.

X1 !" "" X2.

La riduzione di prezzo di quel bene comporta anche la riduzione della quantità di domanda. I beni di Giffen sono beni fortemente inferiori. In questo caso l’E.R. (-) prevale sull’E.S. (-), la quantità di domanda diminuisce al diminuire del prezzo.

Sentiero di espansione del prezzo (SEP)

X1 X2.

Ci dice che la scelta ottima del consumatore varia al variare del prezzo dei 2 beni.

Domanda individuale e domanda di mercato

Domanda individuale

X1 !! !" !! !" p2( ) ( , , ).

Relazione tra quantità domandata di un bene e del suo prezzo: " " " " ! ↑ ↓, In genere è decrescente, ad eccezione dei beni di Giffen. " ".

Aggregazione e domanda di mercato

p1 X1A X1B X1C 1 8 4 12 2 6 3 9 3 4 2 6.

Con l’aumento del prezzo di un determinato bene, la domanda di quest’ultimo sul mercato di conseguenza.

X1 "&"$"% !.

Domanda inversa

  • Quale prezzo devo praticare per vendere una determinata unità? domanda delle imprese.

Fino ad ora abbiamo evidenziato il nesso causale del prezzo alla quantità, cioè x(p). La medesima relazione si può ⟶ leggere come p(x) disponibilità nel mercato a pagare per una certa quantità di bene.

Funzione di domanda: X=100-20p Funzione.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviodl2 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Merzoni Guido.
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