ECONOMIA E POLITICA DELLA MONETA
CAPITOLO 1 – CONCETTI BASE E RELAZIONI FONDAMENTALI
IL SISTEMA FINANZIARIO
Il sistema finanziario è una parte fondamentale del sistema economico, perché permette di studiare
la moneta, i mercati monetari e il ruolo della politica monetaria nell’economia.
Il sistema finanziario è l’insieme dei mercati nei quali gli operatori si scambiano strumenti finanziari e
attraverso i quali si realizzano diverse forme di finanziamento.
Può essere analizzato dal punto di vista geografico, considerando una regione, uno Stato, un’area
monetaria unificata oppure il sistema finanziario internazionale, che comprende gli scambi tra i
singoli Paesi e quelli che riguardano l’economia mondiale nel suo insieme.
I mercati finanziari si distinguono in base alle caratteristiche degli strumenti utilizzati e alle esigenze
di finanziamento. In particolare, si considerano:
● Il tempo: i finanziamenti possono essere a breve, medio o lungo termine.
● Il rapporto contrattuale: il finanziamento può basarsi su un rapporto di credito oppure sulla
partecipazione al capitale di un’impresa.
● La remunerazione: può essere fissa o variabile.
● La rischiosità: riguarda sia le possibili variazioni del valore degli strumenti finanziari sia la
possibilità che il finanziamento non venga rimborsato.
● La forma istituzionale: comprende la regolamentazione, le garanzie e la tassazione.
Per analizzare correttamente il sistema finanziario bisogna conoscere tre ambiti fondamentali e le
relazioni tra di essi.
● Il primo riguarda le strutture e gli agenti, cioè i mercati monetari e finanziari, i
macro-operatori e gli intermediari finanziari. Questi elementi vengono studiati con un livello
di dettaglio diverso, a seconda dell’approfondimento che si vuole raggiungere.
● Il secondo è il quadro istituzionale, che comprende le istituzioni incaricate di regolare e
controllare il sistema finanziario e gli strumenti che utilizzano per intervenire. In particolare,
la Banca centrale gestisce la politica monetaria, mentre il Governo si occupa della politica
fiscale, che può interagire con i mercati finanziari e con la politica monetaria. Le Autorità di
vigilanza controllano il funzionamento dei mercati e il comportamento degli intermediari,
con l’obiettivo di garantire la stabilità del sistema finanziario. Fa parte del quadro
istituzionale anche il quadro normativo, composto da leggi, regolamenti, vincoli
amministrativi e regole prudenziali.
● Il terzo ambito è il quadro teorico, che serve a individuare i rapporti di causa ed effetto tra le
diverse variabili economiche. Permette di studiare sia il comportamento degli operatori,
come risparmiatori, investitori e intermediari finanziari, sia quello delle autorità monetarie,
che agiscono sulla base di obiettivi, indicatori e strumenti.
LA RICCHEZZA
La ricchezza è un concetto fondamentale per l’economia monetaria, perché nelle economie moderne
è costituita sia da una componente reale sia da una componente finanziaria.
La ricchezza (W) è una grandezza stock, cioè una consistenza che viene misurata in un preciso
momento del tempo.
Si distingue in:
● Ricchezza reale (K): è costituita dallo stock di capitale, come fabbriche, impianti, terreni e
case.
● Ricchezza finanziaria netta (RFN): si ottiene sottraendo alle attività finanziarie le passività
finanziarie.
Le attività finanziarie (AF) rappresentano la ricchezza finanziaria lorda, mentre le passività finanziarie
(PF) sono i debiti e gli obblighi finanziari dell’operatore.
La ricchezza finanziaria netta si calcola quindi con la formula:
RFN=AF−PF
RFN=AF−PF
La ricchezza complessiva è data dalla somma della ricchezza reale e della ricchezza finanziaria netta:
W=K+RFN
La ricchezza reale è sempre maggiore o uguale a zero (
K≥0
K≥0), mentre la ricchezza finanziaria netta può essere positiva, nulla o negativa.
Di conseguenza, anche la ricchezza complessiva di un operatore può essere negativa, se i suoi debiti
finanziari sono superiori alle attività finanziarie e al valore del capitale posseduto.
In base al valore della ricchezza finanziaria netta, si distinguono tre posizioni finanziarie:
Infine, considerando tutti gli operatori del sistema finanziario nel loro insieme, la somma delle loro
ricchezze finanziarie nette è sempre uguale a zero:
La ricchezza reale è sempre maggiore o uguale a zero (K≥0 K≥0), mentre la ricchezza finanziaria netta
può essere positiva, nulla o negativa.
Di conseguenza, anche la ricchezza complessiva di un operatore può essere negativa, se i suoi debiti
finanziari sono superiori alle attività finanziarie e al valore del capitale posseduto.
In base al valore della ricchezza finanziaria netta, si distinguono tre posizioni finanziarie:
Infine, considerando tutti gli operatori del sistema finanziario nel loro insieme, la somma delle loro
ricchezze finanziarie nette è sempre uguale a zero:
Questo avviene perché ogni finanziamento viene registrato due volte: come attività finanziaria nel
bilancio di chi concede il finanziamento e come passività finanziaria nel bilancio di chi lo riceve.
Perciò, se un operatore possiede un’attività finanziaria, deve esistere almeno un altro operatore che
abbia una passività finanziaria corrispondente. Considerando l’intero sistema finanziario, il totale
delle attività finanziarie è quindi uguale al totale delle passività finanziarie:
In altre parole, la ricchezza finanziaria netta positiva di alcuni operatori è compensata da quella
negativa di altri, per cui la somma complessiva è zero. Questo non significa che la ricchezza totale del
sistema economico sia zero, perché bisogna considerare anche la ricchezza reale, rappresentata dal
capitale.
IL RISPARMIO
Il risparmio è collegato alla ricchezza: se è positivo, la ricchezza aumenta; se è negativo, diminuisce.
Il risparmio è una grandezza flusso, perché viene misurato in un determinato periodo di tempo. Si
calcola facendo la differenza tra reddito e consumo:
S=Y−CS = Y - C
● SS = risparmio
● YY = reddito
● CC = consumo
Il risparmio corrisponde anche alla variazione della ricchezza complessiva:
S=ΔW=ΔK+ΔRFN=I+ΔAF−ΔPFS = \Delta W = \Delta K + \Delta RFN = I + \Delta AF - \Delta PF
Il risparmio può essere utilizzato per:
● aumentare gli investimenti reali (II);
● aumentare le attività finanziarie (AFAF);
● ridurre le passività finanziarie (PFPF), cioè rimborsare i debiti.
Quando il risparmio è positivo (S>0S > 0), si accumula ricchezza. Quando è negativo (S<0S < 0), il
consumo supera il reddito e la differenza viene finanziata riducendo le attività finanziarie o
aumentando i debiti.
Come vengono finanziati gli investimenti?
La formula è:
I=S−ΔAF+ΔPFI = S - \Delta AF + \Delta PF
Gli investimenti possono essere finanziati in due modi:
● Autofinanziamento: si utilizza il risparmio e si riducono le attività finanziarie.
● Finanziamento esterno: si ricorre a nuovi debiti, aumentando le passività finanziarie.
È possibile anche combinare i due metodi.
Le posizioni finanziarie di flusso
Il reddito è dato dalla somma di consumo e risparmio:
Y=C+SY = C + S
L'assorbimento di risorse reali (AA) è dato dalla somma di consumi e investimenti:
A=C+IA = C + I
Confrontando il reddito con la spesa complessiva, si ottiene:
Y−A=S−I=ΔRFN=ΔAF−ΔPFY-A = S-I = \Delta RFN = \Delta AF-\Delta PF
Questa relazione permette di capire se un operatore sta accumulando o riducendo la propria
ricchezza finanziaria netta.
Si distinguono tre posizioni:
● Surplus: l'operatore spende meno di quanto guadagna e accumula ricchezza finanziaria netta
(ΔRFN>0\Delta RFN > 0).
● Pareggio: le entrate e le uscite sono in equilibrio e la ricchezza finanziaria netta non cambia
(ΔRFN=0\Delta RFN = 0).
● Deficit: l'operatore spende più di quanto guadagna e riduce la propria ricchezza finanziaria
netta (ΔRFN<0\Delta RFN < 0).
Considerando tutti gli operatori insieme, la somma delle variazioni della ricchezza finanziaria netta è
zero:
∑ΔRFNi=0\sum \Delta RFN_i = 0
Questo perché le attività finanziarie di un operatore corrispondono alle passività finanziarie di un
altro. Quindi:
∑ΔAFi=∑ΔPFi\sum \Delta AF_i = \sum \Delta PF_i
I LEGAMI STOCK-FLUSSI
Per analizzare la situazione finanziaria di un operatore bisogna considerare insieme le posizioni stock
e le posizioni flusso.
● Posizioni stock: descrivono la situazione finanziaria in un determinato momento, indicando
se l'operatore è debitore netto, creditore netto oppure in pareggio.
● Posizioni flusso: mostrano come cambia la situazione nel tempo, indicando se l'operatore è
in surplus, deficit oppure in pareggio.
Dall'incrocio tra stock e flussi si ottengono cinque situazioni.
1. Debito crescente: l'operatore è debitore netto e in deficit. Spende più di quanto guadagna,
quindi i debiti aumentano.
2. Debito decrescente: l'operatore è debitore netto ma in surplus. Spende meno di quanto
guadagna e può rimborsare i debiti.
3. Credito crescente: l'operatore è creditore netto e in surplus. Accumula nuove attività
finanziarie e aumenta la propria ricchezza.
4. Credito decrescente: l'operatore è creditore netto ma in deficit. Spende più di quanto
guadagna e riduce le attività finanziarie accumulate.
5. Pareggio: l'operatore è in equilibrio sia nelle posizioni stock sia in quelle flusso. Le attività
finanziarie sono uguali alle passività finanziarie e anche le loro variazioni sono uguali.
Le due situazioni limite
Se tutti gli operatori fossero in doppio equilibrio, si potrebbero verificare due situazioni:
● Assenza di scambi finanziari: non esiste un sistema finanziario e l'economia funziona
attraverso il baratto. Ogni operatore deve trovare qualcuno che voglia sia vendere ciò che
desidera acquistare, sia acquistare ciò che offre.
● Presenza di scambi finanziari senza squilibri: gli scambi possono essere anche intensi, ma
ogni operatore mantiene l'equilibrio tra attività e passività finanziarie e tra le loro variazioni.
In conclusione, lo studio dei legami stock-flussi permette di capire come cambia la situazione
finanziaria degli operatori nel tempo e come le loro posizioni si collegano tra loro e all'equilibrio
dell'intero sistema economico.
L’EVOLUZIONE TEMPORALE
L’evoluzione temporale studia come cambiano nel tempo le posizioni finanziarie di una persona,
un’impresa o un Paese.
● Impresa: all’inizio può avere debiti crescenti (1), perché le spese superano le entrate. Se ha
successo, passa al debito decrescente (2), rimborsando i debiti, e poi al credito crescente (3),
accumulando ricchezza. Se entra in deficit, può passare al credito decrescente (4), utilizzando
i risparmi. Se i deficit continuano, rischia di tornare al debito crescente e di fallire.
● Persona: in gioventù può avere debiti crescenti (1); quando lavora, riduce i debiti (2); da
adulta accumula ricchezza (3); in vecchiaia utilizza i risparmi accumulati e riduce il credito (4).
● Paese: durante lo sviluppo può aumentare i debiti verso l’estero (1), poi ridurli (2) e diventare
creditore (3). Se successivamente registra deficit, può ridurre i crediti (4) e tornare a
indebitarsi (1).
Esempio degli Stati Uniti: dopo la Seconda guerra mondiale erano creditori netti del resto del mondo.
Dagli anni Ottanta sono tornati a indebitarsi sempre di più con l’estero, anche grazie al ruolo
internazionale del dollaro.
COMPATIBILITÀ MACROECONOMICHE
Le compatibilità macroeconomiche studiano le relazioni tra le posizioni finanziarie dei diversi
operatori nello stesso momento.
Nel sistema finanziario:
● Non possono essere tutti debitori netti o tutti creditori netti.
● Non possono essere tutti in surplus o tutti in deficit.
● Se un operatore è in surplus, almeno un altro deve essere in deficit. Allo stesso modo, a un
creditore netto deve corrispondere almeno un debitore netto.
Esistono due combinazioni fondamentali:
● Dissociazione crescente (1 e 3): i debiti aumentano e, contemporaneamente, aumentano i
crediti. Esempio: lo Stato si indebita emettendo titoli acquistati dalle famiglie.
● Dissociazione decrescente (2 e 4): i debiti diminuiscono e, contemporaneamente,
diminuiscono i crediti. Esempio: lo Stato riduce il debito e diminuiscono i crediti di chi
possiede i suoi titoli.
Gli squilibri finanziari possono essere misurati in rapporto al PIL, per valutarne l’importanza rispetto
alle dimensioni dell’economia.
Se la dissociazione crescente continua troppo a lungo, il sistema finanziario può diventare instabile e
provocare crisi di fiducia, crolli dei prezzi delle attività finanziarie e aumenti dei tassi di interesse.
Per ridurre questi rischi è necessario limitare gli squilibri eccessivi e prolungati. Tuttavia, non bisogna
eliminare completamente gli squilibri, perché un equilibrio assoluto potrebbe ridurre gli scambi e
rallentare l’economia.
IL RUOLO DEL SISTEMA FINANZIARIO: VANTAGGI E RISCHI
Il sistema finanziario nasce perché gli operatori hanno esigenze diverse: alcuni risparmiano più di
quanto investono, mentre altri vorrebbero investire più delle risorse che possiedono.
Il suo compito principale è trasferire le risorse da chi risparmia a chi ha bisogno di finanziamenti,
direttamente o attraverso gli intermediari finanziari.
Vantaggi
● Permette di finanziare gli investimenti.
● Consente di sostenere i consumi.
● Permette di utilizzare le risorse nel tempo, realizzando attività che altrimenti non sarebbero
possibili.
Rischi
Gli scambi finanziari dipendono dalle aspettative sul futuro, che è incerto.
● Chi investe rischia di non ricevere il rendimento previsto o di perdere il capitale.
● Chi si indebita rischia di non riuscire a rimborsare il debito.
Per questo, il sistema finanziario deve trovare un equilibrio tra efficienza, fiducia degli operatori e
stabilità, per ridurre il rischio di crisi finanziarie.
CAPITOLO 2 – MERCATI, OPERATORI E ISTITUZIONI DEL SISTEMA FINANZIARIO
LA MATRICE DEI FLUSSI FINANZIARI
La matrice dei flussi finanziari, chiamata anche matrice dei flussi di fondi (FF), è uno strumento che
permette di rappresentare in modo sintetico il funzionamento del sistema finanziario e le relazioni
tra operatori, mercati e istituzioni.
Attraverso questa matrice è possibile capire chi partecipa agli scambi finanziari, quali sono le sue
esigenze di finanziamento e in quali mercati avvengono gli scambi. La matrice permette anche di
comprendere le regole e le relazioni tra le autorità monetarie, gli intermediari finanziari, gli operatori
e i mercati.
Può essere utilizzata per analizzare qualsiasi realtà territoriale, adattandola alle caratteristiche
specifiche del sistema considerato. In questo caso, si studia il sistema finanziario italiano, che fa parte
dell’unione monetaria europea e dell’Eurosistema.
Nella matrice, gli operatori sono rappresentati nelle colonne, mentre i mercati sono rappresentati
nelle righe. Il livello di dettaglio può essere aumentato o ridotto in base agli obiettivi dell’analisi. In
questo capitolo, l’attenzione si concentra soprattutto sui mercati monetari e finanziari, mentre gli
squilibri del settore reale vengono rappresentati in modo più aggregato.
Questi squilibri permettono di individuare le fonti e gli utilizzi dei finanziamenti. Gli operatori in
surplus, che spendono meno del proprio reddito, rappresentano le fonti originarie dei finanziamenti
netti. Gli operatori in deficit, che spendono più del proprio reddito, rappresentano invece gli
utilizzatori finali netti dei finanziamenti.
I VINCOLI DELLA MATRICE DEI FLUSSI FINANZIARI
La matrice dei flussi finanziari è costruita rispettando due vincoli fondamentali: l’equilibrio del
bilancio di ogni operatore e l’equilibrio tra domanda e offerta in ogni mercato. I valori sono registrati
dopo che gli scambi sono avvenuti, quindi rappresentano dati effettivi e non semplici previsioni.
Il bilancio di ogni operatore può essere espresso attraverso la seguente relazione:
ΔAF ΔPF
A – Y + – = 0
La stessa relazione può essere scritta come:
ΔAF ΔPF
I – S + – = 0
In queste formule, A rappresenta l’assorbimento di risorse reali, Y il reddito, I gli investimenti, S il
ΔAF ΔPF
risparmio, la variazione delle attività finanziarie e la variazione delle passività finanziarie.
La differenza A – Y, equivalente a I – S, rappresenta lo squilibrio reale dell’operatore. A questo si
aggiungono i flussi finanziari: il segno è positivo quando l’operatore acquisisce nuove attività
finanziarie e negativo quando aumenta le proprie passività finanziarie.
Gli zeri nell’ultima riga della matrice rappresentano il vincolo di bilancio di ciascun operatore. Ciò
significa che ogni operatore deve trovare una corrispondenza tra il proprio squilibrio reale e i flussi
finanziari che lo finanziano.
L’EQUILIBRIO DEL MERCATO DEI BENI E DEI SERVIZI
Nel settore reale, l’equilibrio tra domanda e offerta complessiva di beni e servizi si ottiene
sommando gli squilibri di tutti gli operatori. La condizione di equilibrio è:
Σ(A Σ(I
– Y) = – S) = 0
Questo significa c
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