1 – La dimensione monetaria dell’economia
La “lente” dell’economista
L’economia è una scienza sociale, e tutte le scienze sociali si occupano dello stesso argomento, cioè dei comportamenti
umani, dei motivi e le conseguenze, all’interno di un sistema di relazioni fra diversi individui che formano una società.
Ognuna di queste scienze sociali (sociologia, storia, scienze politiche, …) se ne occupa in un modo diverso, e ogni
scienziato sociale indossa una diversa “lente” che gli consente di vedere un aspetto particolare dell’aspetto umano. La
“lente” dell’economista, l’atto sociale che è al centro dell’indagine, è quella relazione tra due soggetti, dove un soggetto
cede valore all’altro soggetto. Il valore economico dell’oggetto può essere un bene intermedio, finale, un servizio
produttivo (il lavoro).
Modalità di cessione del valore
Le modalità di cessione del valore sono:
- Cessione volontaria: può essere un dono, un’attività di volontariato. C’è una convenzione sociale di reciprocità,
ma non misurabile e non concordata;
- Cessione obbligata: è un tributo, e si fonda sulla base di un rapporto di potere. Ad esempio all’interno di
un’associazione può esserci una determinata regola, oppure nel caso del tributo fiscale si segue una certa legge;
- Cessione contrattuale: cessione di valore pre-condizionata da un determinato contratto, ci si accorda su un
corrispettivo che verrà pagato. Questo schema è presente grazie alla disciplina dei contratti.
La ricchezza “reale” di una comunità
La ricchezza “reale” può essere definita come:
- Ricchezza “flusso”: volume della produzione di beni e servizi in un periodo definito (PIL);
- Ricchezza “stock”: insieme di risorse (ore lavoro, capitale umano, tecnologie, qualità della cornice giuridica e
amministrativa) che rendono possibile la produzione di beni e servizi (e quindi la ricchezza “flusso”). La
formazione di capitale consente la crescita del flusso di ricchezza nel tempo, e richiede specializzazione,
organizzazione, coordinamento. È un’attività che nel tempo ha avuto successo quando le economie si sono
organizzate nella forma di “economia di comando” ed “economia di mercato”.
I rapporti tra privati sono regolati in una cornice giuridico-istituzionale (ci deve essere la proprietà, devono esistere i
contratti ed un sistema dei pagamenti). Sottolineando le caratteristiche della transazione monetaria, una transazione
contrattuale è alla base di un’economia di mercato. Si trascurano le motivazioni dei soggetti implicati, ci si focalizza sulla
natura di una transazione contrattuale tra due soggetti.
la transazione contrattuale: contratto che impiega le parti: negoziazione del prezzo assoluto (il prezzo può essere
negoziato oppure, più comunemente, viene fissato dal creditore, che mette in vendita l’oggetto
- prezzo ask (proposto da chi vuole vendere)
- prezzo bid (proposto da chi vuole acquistare)
il soggetto a: creditore dell’oggetto, debitore del prezzo,
soggetto b: debitore dell’oggetto, creditore del prezzo
due elementi: oggetto del contratto e corrispettivo delle parti fissato dalle parti (prezzo)
La natura dell’oggetto può essere divisa in queste due categorie: transazioni economiche o finanziarie
- economiche: proprietà o diritto a disporre di beni, la fornitura di servizi finali o produttivi.
- finanziarie: l’oggetto è il diritto a riscuotere una somma in futuro
1. primarie: Il beneficiario del pagamento si impegna a restituire il denaro in futuro emettendo uno
strumento finanziario, come una promessa di pagamento. Ad esempio, in un prestito, il soggetto B riceve
denaro dal soggetto A e, in cambio, emette un titolo di debito che prima non esisteva.
2. secondarie: Il beneficiario del pagamento trasferisce un titolo di credito già esistente, rappresentante
l'impegno di un terzo a pagare in futuro. In questo processo, il soggetto B cede al soggetto A un titolo
finanziario precedentemente acquistato da un altro soggetto, senza creare un nuovo strumento
finanziario. Il nuovo acquirente subentra al vecchio creditore, mentre l'impegno del debitore rimane
invariato. Il creditore originario monetizza il titolo vendendolo a un altro soggetto, realizzando un
rendimento che può essere positivo o negativo. L'acquirente del titolo valuta il rendimento effettivo, ossia
il guadagno atteso dallo strumento, determinato dal prezzo di acquisto e dalla promessa di pagamento
associata. Se il soggetto a è una banca che acquista da b un titolo del tesoro, ma il denaro “viene creato”
sul conto corrente (non viene diminuito il conto economico di qualcun altro). pur essendo una transazione
secondaria, comporta una variazione del denaro in circolazione (precedentemente, il credito sul conto
non esisteva)
elementi essenziali di contabilità finanziaria
la ricchezza-stock della singola unità economica
- attività reali: valore dei titoli reali di proprietà
- attività finanziarie: valore dei titoli finanziari di proprietà
- passività finanziarie: impegni finanziari
- capitale o patrimonio netto: ricchezza netta
PN = (AR + AF) - PF, quindi impieghi = fonti
con il metodo della partita doppia, ogni transazione deve essere registrata due
volte “sul giornale”, una volta come credito e una volta come debito
- poste a debito (impieghi): valore che il soggetto acquisisce e per il quale è debitore
a. acquisizione di attività reali o finanziarie (che aumentano l’attivo dello stato patrimoniale)
b. regolamento di impegni di pagamento (che riducono il passivo dello stato patrimoniale)
- poste a credito (fonti) )
a. cessione di attività reali o finanziarie (che riducono l’attivo dello stato patrimoniale
b. emissione di impegni di pagamento (che aumentano il passivo dello stato
patrimoniale)
● Acquisto di attività reali o finanziarie → Aumentano AR o AF, riducendo liquidità o
incrementando debiti.
● Cessione di attività reali o finanziarie → Diminuiscono AR o AF, incrementando
liquidità o riducendo debiti.
● Accesso al credito → Aumento delle risorse finanziarie (AF) e del debito (PF).
● Rimborso del debito → Diminuzione di AF e PF.
● Spese correnti → Riduzione di AF e del patrimonio netto (PN).
● Ricavi correnti → Aumento di AF e PN.
Risultato economico d’esercizio di un soggetto economico (CE)
Utile / Risparmio corrente: incremento (o decremento) del patrimonio netto
nel caso di un’unità consumatrice, il risultato d’esercizio è il risparmio corrente
i
il conto dei flussi economic
Transazioni economiche correnti: conto economico di esercizio
Transazioni economiche in conto capitale: entrate e uscite di carattere economico non incluse nel conto di esercizio
Saldo finanziario (6): Differenza tra entrate e uscite complessive di carattere economico
- Se positivo: Impiego netto di attività finanziarie (avanzo finanziario)
- Se negativo: Fabbisogno netto finanziario (disavanzo finanziario)
i
Il conto dei flussi finanziar
Include:
Regolamento delle transazioni economiche (contropartita del saldo finanziario)
Coerentemente con la logica della partita doppia, un avanzo finanziario del CE significa
impieghi finanziari > fonti finanziarie (e viceversa con disavanzo). Le transazioni
finanziarie modificano solo la composizione delle attività e passività senza alterare il saldo
complessivo, mentre le transazioni economiche influiscono direttamente sulla liquidità. Ad
esempio, acquistare un’obbligazione con fondi propri sposta risorse da una forma all’altra
senza cambiare il saldo finanziario, mentre acquistare un immobile riduce effettivamente
la liquidità disponibile.
NB SE MI ARRIVA IL DENARO SONO IN DEBITO. QUALCUNO MI DÀ IL DENARO E IO MI SENTO IN DEBITO
Il saldo finanziario settoriale e di sistema
Ad ogni avanzo finanziario corrisponde un disavanzo finanziario. Per ogni data valuta, ad ogni dato tempo t:
In macroeconomia, il conto economico-finanziario può riferirsi a singoli soggetti, settori economici o gruppi consolidati di
soggetti (come famiglie, imprese, settore pubblico o estero). Questo permette di distinguere settori con saldo finanziario
positivo da quelli con saldo negativo. Tuttavia, mentre il saldo finanziario di un singolo soggetto o settore può essere
diverso da zero, la somma dei saldi di tutti i settori dell'economia è sempre pari a zero, salvo errori contabili, poiché le
entrate di un settore corrispondono necessariamente alle uscite di un altro.
Il saldo finanziario consolidato dei soggetti residenti
Nella contabilità settoriale, si presta particolare attenzione al saldo finanziario del settore interno, definito all’interno di una
specifica giurisdizione. Questo saldo è sempre uguale, ma con segno opposto, al saldo finanziario del settore estero. Se
le entrate dei non residenti superano le uscite, il settore estero ha un saldo positivo, mentre il settore interno (famiglie,
imprese e settore pubblico) ha un saldo negativo, e viceversa. Il saldo finanziario del settore interno si determina
attraverso la bilancia dei pagamenti (conto delle transazioni internazionali), che consolida i flussi tra i residenti e il
.
settore estero, riflettendo la struttura contabile del conto economico
Saldo complessivo delle fonti e degli impieghi = 0
Partite correnti e Conto capitale: Transazioni economiche
Conto finanziario: Corrispettivi monetari delle transazioni economiche e
transazioni finanziarie
Il saldo finanziario di ogni periodo contabile influisce sulla posizione
finanziaria netta di un paese rispetto al resto del mondo, ossia la
differenza tra le attività finanziarie detenute all’estero e le passività verso
l’estero. Questa posizione varia non solo in base ai flussi finanziari, ma
anche a causa delle oscillazioni dei tassi di cambio. Un apprezzamento
della valuta nazionale riduce il valore, in valuta locale, di attività e
passività denominate in valuta estera. Se le passività in valuta estera
superano le attività, l’apprezzamento migliora la posizione finanziaria
netta del paese; in caso contrario, la peggiora.
La ricchezza-flusso dell’economia
La contabilità economica aggregata misura la produzione di beni e servizi in un’economia, determinata dalla
disponibilità di beni strumentali, capitale umano e conoscenze tecnologiche. La produzione corrente rappresenta la
ricchezza-flusso dell’economia, contribuendo alla crescita dello stock di beni materiali e immateriali.
Il Prodotto Interno è il valore della produzione di beni e servizi finali realizzati all’interno di un territorio nazionale o
regionale in un determinato periodo, espresso in unità di valuta nazionale.
Il Prodotto Interno Lordo (PIL) si calcola sommando le principali categorie di spesa:
- C + H → Spesa delle famiglie residenti: consumi (C) e investimenti in abitazioni (H).
- A + I + ΔV → Spesa delle imprese residenti: ammortamenti (A), investimenti netti (I) e variazione delle scorte
(ΔV).
- G → Acquisti di beni e servizi da parte del settore pubblico.
- X → Esportazioni, ovvero acquisti da parte del settore estero.
- M → Importazioni, ovvero beni e servizi acquistati dall'estero, da sottrarre al totale poiché non fanno parte della
produzione interna.
La formula del PIL è:
PIL=(C+H+A+I+ΔV+G+X)−MPIL = (C + H + A + I + ΔV + G + X) - MPIL=(C+H+A+I+ΔV+G+X)−M
Il Prodotto Interno Netto (PIN) si ottiene escludendo gli ammortamenti (A), esprimendo il valore della produzione al
netto del mantenimento del capitale esistente.
Le statistiche della contabilità nazionale seguono le linee guida della Commissione Statistica delle Nazioni Unite, con
raccomandazioni per includere stime delle attività produttive illegali e del lavoro non retribuito, come la cura domestica e
l’assistenza.
DOMANDE
UN SALDO FINANZIARIO NEGATIVO NEL CONTO ECONOMICO INDICA UNA DIMINUZIONE DEL SUO PATRIMONIO
NETTO. —> FALSO. Può esserci un risparmio positivo e un saldo finanziario negativo; ad esempio un’impresa ha
fatto un investimento che eccede l’utile, a questo punto il saldo finanziario è negativo ma il patrimonio netto è aumentato.
2. IL REGOLAMENTO DEI PAGAMENTI
La cornice infrastrutturale delle economie monetarie
Un’economia monetaria è caratterizzata da una particolare infrastruttura, che consente di effettuare i pagamenti legati
alle transazioni. La transazione contrattuale è composta dall’oggetto che verrà consegnato e dall’entità del
corrispettivo monetario concordato.
Queste transazioni hanno bisogno di una infrastruttura pubblica, che ha 2 aspetti:
- Quadro giuridico: occorre che esista un quadro giuridico all’interno del quale siano disciplinati gli obblighi
contrattuali;
- Sistema dei pagamenti: rende possibile il trasferimento del corrispettivo monetario da un soggetto all’altro.
Si parla quindi di duplice infrastruttura di interesse pubblico: l’aspetto giuridico e il sistema dei pagamenti. Se è vero
che un pagamento in contante è di una semplicità di esecuzione ovvia, la maggior parte dei pagamenti avviene in un
sistema dei pagamenti piuttosto complesso. Lo scopo del sistema dei pagamenti è quello di rendere il trasferimento del
corrispettivo monetario definitivo (rendere chiaro il pagamento), in modo che sia affidabile e sicuro. Inoltre deve fare in
modo che i costi di transazione non siano di ostacolo alle transazioni di tipo economico o finanziario.
Come può la “moneta” regolare definitivamente un pagamento?
Le banconote e le monete non hanno valore intrinseco, soprattutto dopo l'abbandono del sistema aureo. Oggi utilizziamo
la moneta fiat, cioè una valuta non garantita da beni reali, ma emessa dallo Stato e accettata come mezzo di pagamento
in virtù di una legge. Tuttavia, il denaro funziona anche grazie a una convenzione collettiva: lo consideriamo valido
perché tutti noi lo riconosciamo come strumento di scambio, misura del valore e riserva di ricchezza. Né la legge né la
convenzione da sole spiegano pienamente il perché la moneta abbia valore: la chiave è il corrispettivo monetario,
ossia ciò che la moneta permette di ottenere in cambio.
Il regolamento «definitivo» di un pagamento
Il regolamento definitivo di un pagamento avviene quando chi ha effettuato la vendita acquisisce un credito, che può
essere di due tipi:
1. Credito nei confronti della controparte: espresso nell'unità di conto specificata nel contratto.
2. Credito nei confronti di un terzo: rappresenta il trasferimento di un'attività di regolamento (ad esempio,
denaro o strumenti finanziari).
La moneta, in questo contesto, è vista come un credito accettato nella funzione monetaria perché:
- È redimibile presso l’emittente.
- È trasferibile ad altri soggetti, che a loro volta lo accettano come strumento di pagamento.
Quando qualcuno riceve un bene o un servizio, in cambio trasferisce un'attività di regolamento, ovvero un credito nei
confronti di un soggetto di cui il venditore si fida.
Questo meccanismo fa sì che la moneta venga accettata come mezzo di pagamento, perché chi la riceve sa di poterla
scambiare ulteriormente o redimere presso l’emittente.
La MBC e la MB, denominate in valuta nazionale, possiedono la caratteristica di essere un credito al portatore. La
moneta bancaria è un credito riscattabile nei confronti della banca emittente e convertibile alla pari (su richiesta del
titolare) in moneta della banca centrale. La moneta della banca centrale è riscattabile nei confronti dell’interno settore
pubblico, e non soltanto nei confronti della banca centrale che la ha emessa.
In altre parole, essa ha valore di credito fiscale in quanto dà diritto ad assolvere a tutti quegli obblighi di pagamento
nei confronti del settore pubblico, denominati nell’unità di conto della valuta nazionale.
La REDIMIBILITA’ della valuta nazionale si riferisce alla sua accettazione obbligatoria per il pagamento di imposte, tasse
e altri obblighi nei confronti dello Stato. Anche se l'euro (o qualsiasi altra valuta a corso legale) non è convertibile in oro o
in altri beni tangibili, è considerato redimibile perché:
- L'unità di conto dei pagamenti dovuti allo Stato è un credito nei confronti della Banca Centrale: Lo Stato
stabilisce che tutti i pagamenti dovuti all’amministrazione pubblica (imposte, tasse, servizi pubblici) devono
essere effettuati utilizzando la valuta nazionale, rendendola essenzialmente "redimibile" per soddisfare obblighi
fiscali.
- Monopolio dell'emissione della moneta da parte della Banca Centrale: La Banca Centrale ha il compito
esclusivo di emettere la base monetaria (banconote e riserve bancarie), garantendo che il sistema funzioni in
modo stabile. Nel caso dell’euro, questa funzione è svolta dalla Banca Centrale Europea (BCE) e dalle banche
centrali nazionali dei paesi dell’Eurozona.
Questa caratteristica della moneta moderna la rende efficace come mezzo di scambio e unità di conto, nonostante la
mancanza di una convertibilità diretta in un bene fisico come l'oro.
La trasferibilità della valuta nazionale
La valuta nazionale è richiesta perché rappresenta il mezzo di pagamento obbligatorio per il settore pubblico (tasse,
imposte, contributi). Questo crea un incentivo per i privati ad utilizzarla, riducendo il rischio di cambio.
Motivazioni della scelta della valuta nazionale nei contratti tra privati:
1. Protezione dal rischio di cambio: scegliendo la valuta nazionale come unità di conto, i privati evitano perdite
dovute a variazioni del tasso di cambio.
2.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Economia monetaria - appunti
-
Economia monetaria internazionale - Appunti
-
Economia monetaria, appunti
-
Appunti completi di Economia monetaria