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Economia internazionale

Capitolo 1: introduzione

  • Di cosa tratta l’economia internazionale? L’economia internazionale si occupa dell’interazione tra paesi attraverso:
    • Scambi di beni e servizi
    • Flussi monetari
    • Flussi di investimenti
    Può essere divisa in studio del commercio internazionale (beni e servizi) e studio dell’economia monetaria internazionale (flussi monetari e flussi di investimenti).
  • L’aumento delle esportazioni e delle importazioni negli ultimi 40/50 anni non ha precedenti nella storia, anche se sappiamo che nel 2009 le importazioni e le esportazioni sono diminuite. Guardando un grafico che riporta il commercio internazionale degli USA, possiamo vedere che è triplicato negli ultimi 40/50 anni, al contrario di quanto non sia avvenuto durante le gravi crisi e recessioni, con aumenti di volume senza precedenti.
  • Gli USA sono anche uno dei paesi più chiusi economicamente, dove l’apertura economica di un paese è rappresentata con la percentuale delle importazioni ed esportazioni sul PIL. Paesi come la Cina, la Germania e la Svizzera superano nettamente il grado di apertura degli USA. Gli USA hanno un grosso mercato interno e, avendo a disposizione molte materie prime, producono e gestiscono le proprie materie e prodotti all’interno dello stato.

Vantaggi dello scambio

  • Quando un venditore e un compratore danno vita a una transazione volontaria, entrambi ricevono qualcosa che desiderano e possono migliorare la loro condizione. Aumenta il benessere di entrambi o quello di uno solo lasciando invariato quello dell’altro, non peggiora mai le situazioni di partenza [i norvegesi possono acquistare delle arance che avrebbero difficoltà a produrre internamente; a loro volta il produttore di arance riceve reddito che può utilizzare per acquistare i beni che desidera].
  • Uno stato può guadagnare dallo scambio, pur essendo il produttore più (meno) efficiente di qualsiasi bene, e i produttori del paese meno efficiente possono competere pagando salari più bassi [nonostante un paese sia meno efficiente nel produrre qualsiasi tipo di bene, dai pomodori ai computer, rispetto ad un altro paese, i due paesi possono scambiare e trarne un beneficio].
  • Il commercio agisce a beneficio di un paese aumentandone l’efficienza grazie alla possibilità di esportare i beni la cui produzione utilizza le risorse abbondanti e di importare i beni la cui produzione utilizza le risorse scarse.
  • I paesi possono anche guadagnare commerciando risorse correnti con risorse future (dando o prendendo a prestito) o attraverso i flussi migratori, che sono comunque considerati scambi internazionali.

Conseguenze dello scambio internazionale

Com’è possibile che la globalizzazione riduca in povertà così tante persone, ma se guardiamo i livelli di produzione del mondo abbiamo un aumento di ricchezza mondiale? Lo scambio è sempre vantaggioso, in quanto aumenta la produzione e la ricchezza, ma può danneggiare specifici gruppi di persone in alcuni paesi (sfruttamento della mano d’opera). Ma anche perché in alcuni paesi non c’è scambio, in seguito alla presenza di gruppi d’interesse specifici che bloccano importazioni ed esportazioni perché per loro non sarebbe vantaggioso. Il fatto che un paese diventi più ricco attraverso lo scambio, non significa che anche i suoi cittadini lo saranno, perché sappiamo che spesso il reddito non viene equamente distribuito all’interno dei paesi.

Struttura dei flussi commerciali

  • Alcuni paesi sono più specializzati nella produzione di determinati prodotti rispetto ad altri paesi:
    • Le differenze climatiche e le dotazioni di risorse possono spiegare come mai alcuni paesi esportino determinati prodotti rispetto ad altri.
    • La differenza di produttività del lavoro.
    • Le dotazioni relative di capitale (lavoro e terra) sono impiegate.
    • Le economie di scala e casualità.

Gli effetti delle politiche pubbliche sui flussi commerciali

  • A partire dal XVI secolo, gli stati moderni hanno tentato di difendere la prosperità dei settori domestici attraverso una politica di limitazione alle importazioni o sussidi alle importazioni = protezionismo.
  • Dopo la WWII rimozione delle barriere di scambio per favorire il libero scambio.
  • Dal 1999 movimento anti-globalizzazione e ritorno al dibattito sul protezionismo.
  • Le tariffe sono la chiave del protezionismo = tassare sui beni importabili per rilanciare l’acquisto della produzione propria. Il grado di protezionismo si calcola proprio attraverso le tariffe poste ai beni di importazione. Esempio USA crisi del ’29 si sono raggiunti dei picchi molto alti di tasse sui beni importati (protezionismo molto profondo) per tentare rilanciare l’economia statunitense (strategia che in realtà non è strettamente correlata).
  • I conflitti d’interesse contano, pesano più all’interno di un paese che tra paesi.
  • Il commercio è determinante nella distribuzione del reddito interno.

Capitolo 2: commercio internazionale: uno sguardo d’insieme

Evoluzione delle esportazioni e produzione mondiale

USA: La crescita delle esportazioni è notevolmente più alta della crescita del PIL, nonostante anch’esso sia cresciuto esponenzialmente.

Chi commercia con chi?

USA Nel 2017 i 5 principali partner commerciali degli USA erano UE, Cina, Canada, Messico, Giappone. In particolare, all’interno dell’UE erano Germania, Francia e Regno Unito i principali partner commerciali degli USA, nonché anche le tre economie più grandi in valore assoluto, anche dal punto di vista del PIL, dell’UE.

  • Per quale motivo paesi grandi (economie grandi e PIL elevati) commerciano in prevalenza tra di loro? Un paese più grande produce più beni e genera reddito per acquistarne altri, quindi un’economia più grande avrà più margini per importare ed esportare con altre economie. Questo è vero, infatti i paesi europei nei confronti degli USA stanno sulla bisettrice, questo significa che c’è una correlazione diretta tra la loro grandezza economica (è una degli elementi del modello gravitazionale) e la loro capacità di commerciare.

Fattori che influenzano il commercio internazionale

  • Grandezza economica di un paese
  • Distanza geografica = trasporto delle merci. Se l’Italia dovesse scegliere se commerciare con Svizzera o Irlanda, sceglierebbe la Svizzera a parità di PIL.
  • Attività culturale = il commercio necessita della lingua.
  • Geografia = assenza o presenza di barriere (catene montuose) che possono facilitare o complicare il trasporto delle merci.
  • Tendenza a creare imprese multinazionali = l’impresa genera un import/export attraverso stati sovrani diversi, quindi aumenta i flussi dei volumi commerciali.
  • Confini amministrativi = attraversare i confini implica formalità burocratiche che richiedono tempo per essere espletate e costi monetari (tariffe).

Modello gravitazionale

Il modello gravitazionale prevede che il volume degli scambi sia direttamente correlato al PIL dei partner commerciali e inversamente correlato alla distanza tra loro:

Tij = A x Yi x Yj / Dij

  • Tij è il valore del commercio tra il paese i e il paese j
  • A è una costante
  • Yi è il PIL del paese i mentre Yj è il PIL del paese j
  • Dij è la distanza fra il paese i e il paese j

Funziona abbastanza bene, anche se avremmo bisogno di alcune correzioni, nel predire i flussi di commercio effettivi di una grande fetta di paesi.

Distanza e confini

I confini aumentano il tempo e i costi degli scambi, infatti gli accordi commerciali tra paesi hanno l'obiettivo di ridurre le formalità burocratiche e i dazi doganali e quindi di aumentare gli scambi. Il modello gravitazionale è in grado di quantificare gli effetti degli accordi commerciali sugli scambi.

Esempio NAFTA: nel 1994 venne firmato il NAFTA (North American Free Trade Agreement), cioè un accordo per l'abbattimento delle tariffe e libero scambio degli USA con Canada e Messico. Grazie al NAFTA e alla vicinanza geografica tra i paesi interessati, il volume di scambi tra USA e gli altri due paesi è maggiore di quello tra gli USA e i paesi europei (quasi 100% con il Canada e 75% con il Messico, mentre il paese europeo che più commercia con gli USA è la Germania, ferma ad un 25% circa). In questo caso il modello gravitazionale non può spiegare bene il fenomeno, in quanto l'abbattimento delle tariffe (free trade) lo fa saltare.

Guardando il grafico, regioni del Canada e degli USA che hanno numeri simili si trovano all'incirca alla stessa distanza geografica: queste regioni hanno dei PIL comparabili e c'è un accordo di free trade tra USA e Canada, quindi i confini sembrano essere meramente segni amministrativi. Se invece andiamo ad analizzare più in profondità il problema dei confini tra i due paesi, possiamo vedere come in realtà le province canadesi (a uguale istanza e a parità di PIL) commerciano di più con la British Columbia rispetto a quanto non facciano invece con stati americani molto vicini geograficamente, non conformandosi quindi alle previsioni date dal modello gravitazionale.

I cambiamenti della struttura del commercio internazionale

Le tecnologie facilitano il commercio, abbassano i costi del trasporto e delle comunicazioni, motivo per il quale nel tempo l'effetto negativo della distanza sugli scambi si è rimpicciolito.

In realtà vediamo che non è totalmente così: infatti i fattori politici sono più impattanti dello sviluppo tecnologico nello sviluppo dei flussi commerciali. Abbiamo assistito ad una crescita del commercio internazionale fra il 1870 e il 1913, la quale però ha poi subito un rallentamento a causa delle due guerre mondiali e della Grande Depressione. Una ripresa è avvenuta dopo WWII, ma è dal 1970 che il commercio internazionale ha conosciuto una nuova e rapida ascesa. Bisogna inquadrare i fenomeni economici all'interno di quelli politici.

Composizione del commercio mondiale oggi

  • Materie prime (in particolare prodotti minerari 8%) e agricoltura (12%)
  • Manifatturieri (computer, abbigliamento, automobili = 56,5% sia per i paesi industrializzati che per quelli in via di sviluppo)
  • Servizi (trasporto, assicurazioni, turismo = 23,5% sia per i paesi industrializzati che per quelli in via di sviluppo)

Nel corso della storia non è stato sempre così per i paesi industrializzati: UK 1910 = esportazione manufatturiera molto più importante della importazione USA 1910 = molto minima la fetta di import e export dei beni manifatturieri.

Anche per i paesi in via di sviluppo abbiamo notato un cambiamento: 1960 prodotti agricoli (58%) più importanti dei manufatti (12%) 2001 manufatti (65%) più importanti dei prodotti agricoli (10%).

Offshoring dei servizi

Offshoring (= outsourcing) è quando un’impresa trasferisce attività produttive all’estero. L'offshoring riguarda quei servizi che possono essere forniti elettronicamente a grande distanza con una riduzione minima o nulla della qualità (call center).

Una delle teorie a riguardo è che il settore dei servizi continuerà a espandersi in termini di volume di flussi commerciali internazionali, si stima fino al punto di superare il commercio dei beni manufatturieri, perché le aziende sono già in grado di fornire un servizio anche a grande distanza, grazie anche alla diminuzione dei costi degli strumenti utilizzati (vedi centralini dall'estero). Tra i servizi di lavoro commerciabili troviamo le categorie più disparate (40% formato da servizi professionali, agricoltura, manifattura, servizi alla persona, salute…).

Capitolo 3: produttività del lavoro e vantaggi comparati: il modello ricardiano

Vantaggio comparato e costo-opportunità

Il costo-opportunità di produrre qualcosa misura il costo di tutto ciò che si rinuncia a produrre [quello a cui ho rinunciato per venire a fare lezione a Forlì]. Esempio: abbiamo un'economia che produce rose e computer, e il costo-opportunità di un computer è il numero di rose che rinuncia a produrre, mentre il costo della produzione di una rosa è il numero di computer che rinuncia a produrre. Supponiamo che negli USA 10mln di rose possano essere prodotte con le stesse risorse necessarie a produrre 100.000 computer e che in Colombia 10mln di rose possano essere prodotte con le stesse risorse necessarie a produrre 30.000 computer: i lavoratori in Colombia sono dunque meno produttivi di quelli statunitensi nella produzione di computer. La Colombia ha un costo-opportunità più basso associato alla produzione delle rose: può produrre 10mln di rose rinunciando a 30.000 computer, mentre gli USA possono produrre 10mln di rose rinunciando a 100.000 computer. Gli USA hanno un costo-opportunità più basso associato alla produzione di computer: possono produrre 100.000 computer rinunciando a 10mln di rose.

Un paese ha un vantaggio comparato nella produzione di un bene se il costo-opportunità di produrre un bene è inferiore che in altri paesi. Esempio di prima: gli USA hanno un vantaggio comparato alla produzione di computer rispetto alla Colombia, mentre la Colombia ha un vantaggio comparato nella produzione di rose rispetto agli USA.

Possiamo migliorare le situazioni di entrambi i paesi attraverso lo scambio tra USA e Colombia? Sì, specializzando ciascuno dei due paesi nella produzione del bene sul quale hanno un vantaggio comparato e favorendo il commercio. Esempio: se gli USA rinunciassero a produrre 10mln di rose e iniziassero a produrre computer, ne potrebbero produrre 100milioni, e avremmo 70.000 computer in più e lo stesso numero di rose, se la Colombia producesse 10milioni in più di rose e 30milioni di computer in meno. Avremmo una produzione che eccede quella che si avrebbe se i due paesi producessero in isolamento.

Modello di Ricardo a un fattore

  • Ipotesi:
    • Abbiamo solo il lavoro, che è l'unica risorsa necessaria alla produzione.
    • La produttività del lavoro differisce tra paesi in genere a causa di differenze nelle tecnologie, ma è costante nel tempo nello stesso paese.
    • L'offerta di lavoro è costante in ciascun paese.
    • Vengono prodotti e consumati solo due beni (stoffa S e cibo C).
    • Ai lavoratori viene pagato un salario concorrenziale e abbiamo libero accesso per i lavoratori a venire impiegati nel settore che paga salari più alti.
    • Abbiamo solamente due paesi (di casa H e straniero F).

Poiché la produttività del lavoro è costante, possiamo fare una semplificazione, ovvero utilizziamo il lavoro impiegato per unità di prodotto come il numero di ore di lavoro necessarie a produrre l'unità del bene:

  • Se per produrre 1m di stoffa ci vogliono 2 ore nel paese H, avremo che il lavoro necessario per produrre un'unità di stoffa nel paese H è 2 (als).
  • Se per produrre 1kg di cibo ci vuole 1 ora, avremo che il lavoro impiegato per produrre un'unità di cibo nel paese H sarà 1 (alc).

Dato che abbiamo solo due beni prodotti e piena occupazione, il numero totale di ore lavorate nel paese H è il numero di ore impiegate per produrre C + il numero di ore impiegate per produrre S --> L = Lc+Ls.

Chiamiamo:

  • La quantità totale di stoffa che produciamo Qs
  • La quantità totale di cibo che produciamo Qc
  • Ore lavorate totali nel paese H = alc + als

Possibilità produttive

La frontiera delle possibilità produttive di un'economia mostra il massimo ammontare di beni e servizi che possono essere prodotti con un ammontare fisso di risorse. Ho un ammontare fisso di risorse (lavoro), e queste ore di lavoro posso sbilanciarle come preferisco nella produzione dei due beni (cibo e stoffa). Quindi possiamo calcolare anche la massima produzione di entrambi i beni. L'equazione delle possibilità produttive di un'economia è (alcxQc) + (alsxQs) = L. Un'economia può produrre al massimo una certa quantità di beni, a seconda delle ore di lavoro che ha a disposizione:

  • Quando Qc=0 Qs= L:als (massima quantità di stoffa prodotta).
  • Quando Qs=0 Qc= L:lac (massima quantità di cibo prodotto).

Esempio: offerta di lavoro in H = 1000 ore di lavoro, alc= 1 e als=2. La frontiera delle possibilità produttive (alsxQs) + (alcxQc) <= L diventa Qc + 2Qs <= 1000. So quindi che:

  • La massima produzione di stoffa è 500m perché posso produrre 1m di stoffa in due ore, quindi con 1000 ore a disposizione posso produrre 500m di stoffa.
  • Mentre la massima produzione di cibo è 1000kg perché in un'ora di lavoro sono in grado di produrre 1kg di cibo, avendone 1000 a disposizione possono produrre 1000kg di cibo.

La frontiera delle possibilità del paese H: La retta PF indica la quantità massima di cibo che il paese H può produrre per ogni dato livello di produzione di stoffa e viceversa. Il costo-opportunità del cibo è rappresentato dai metri di stoffa che si smette di produrre per ottenere 1kg in più o in meno di cibo, quindi alc:als. Nel nostro esempio il costo-opportunità di produrre 1kg di cibo è 0,5m di stoffa, mentre il costo-opportunità di produrre 1m di stoffa è 2kg. Se quindi voglio produrre 1kg di cibo in meno, produrrò 999kg di cibo e 0,5m di stoffa. Diversamente, se rinuncio alla produzione di 100kg di cibo, avrò 900kg di cibo e 50m di stoffa.

Ogni ora utilizzata nella produzione di cibo avrebbe potuto essere utilizzata per produrre un certo ammontare di stoffa uguale a 1h:(als ore:metri di stoffa) = (a:als)(metri di stoffa). Esempio: se un'ora di lavoro viene spostata dalla produzione di stoffa a quella di cibo, quell'ora di lavoro avrebbe...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher emmag19 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Fabbri Fabriano.
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