Economia internazionale
Perché i Paesi commerciano tra di loro?
Perché i Paesi commerciano tra di loro e non sono portati ad erigere barriere tra loro?
Libero commercio vs protezionismo
Perché il commercio viene considerato come un’arena dove alcuni vincono e altri perdono?
Cambiamenti nella globalizzazione
Cosa è avvenuto negli ultimi anni per passare dalla visione ottimista degli anni '90 della globalizzazione ad un’idea odierna secondo la quale gli Stati sono portati a creare barriere tra loro?
Misurare il livello di globalizzazione
Come si può misurare il livello di globalizzazione, quanto siamo globalizzati?
- Bisogna ridurre questo fenomeno vasto ad una serie di indicatori, variabili storiche.
- Bisogna individuare un riferimento, criterio -> a. (confronto con il teorico passato) b. utilizzo di un benchmark (distanza tra la variabile principale e la variabile d’interesse).
Criterio storico
Tre criteri:
- Quanto i paesi si scambiano i beni (Commercio).
- Quanto il capitale si sposta da un Paese all’altro (Investimenti).
- Quanta gente si sposta rispetto alla popolazione globale (Migrazione).
Quello attuale non è il primo caso di globalizzazione, i temi e i fenomeni ricorrono:
- Tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 il mondo era più globalizzato di quanto non lo sia ora, con le dovute distanze, basandosi sugli standard dell’epoca -> flussi migratori es. da Italia ad Argentina.
- Vi fu una grande crisi finanziaria nel 1884 a seguito del fallimento di una compagnia che investì in una ferrovia argentina -> prima crisi finanziaria moderna.
Le opportunità della globalizzazione
Il mondo negli ultimi 30 anni si è arricchito complessivamente -> nel 1988 sembrava che la distribuzione del reddito stesse andando verso una polarizzazione (presenza di due picchi -> twin peaks) -> verso il 2011 i twin peaks sono scomparsi, non si è sviluppata la polarizzazione -> il grafico mostra che la classe media ha avuto la variazione positiva maggiore nel proprio reddito; i ricchi hanno guadagnato quasi niente -> il grafico mostra quindi 2 elementi, effetti dell’aumento complessivo della ricchezza guadagno della globalizzazione: 1. 2. ricchezza diseguale (benefici distribuiti non uniformemente) -> la globalizzazione è un’opportunità, ma presenta elementi potenzialmente problematici.
Il commercio è uno dei fattori più legati alla crescita di un Paese -> esistono dei modelli di commercio che mostrano i motivi di questa crescita -> dall’altra parte il commercio crea effetti distributivi (crea vincitori e vinti).
Due esempi
- David Autor -> cerca di stimare l’impatto del commercio con la Cina sul mercato del lavoro americano -> è il commercio che crea la crescita o viceversa? Esistono esperimenti naturali che mostrano questo legame di causa effetto es. passaggio da Cina 1.0 a Cina 2.0 nel 2000 -> entrata nel WTO -> la Cina inizia a diventare la cintura manufatturiera del mondo attraverso l’esportazione -> David Autor confronta la Cina nei due momenti differenti (cercare miteconomics).
- Swinging counties (2008-2016) le zone che hanno avuto un maggiore impatto negativo con la Cina hanno votato maggiormente Trump -> “America first”.
Crescita nel mondo
I paesi emergenti, principalmente Cina, Brasile e India, hanno avuto una crescita smisurata rispetto agli altri paesi negli ultimi 30 anni.
L'apertura
Cosa accomuna i paesi avanzati ai paesi emergenti? Integrazione nei mercati finanziari.
Ciò che differenzia i paesi emergenti è l’integrazione, a differenza di paesi poveri (es. Repubblica Centroafricana) -> questi paesi possono essere quindi definiti globalizzati -> c’è un nesso tra globalizzazione e crescita.
Un paese ricco è strutturalmente diverso da un paese povero, non rappresenta solo una versione espansa di un paese povero, presenta un maggiore sviluppo e una specializzazione nei vari settori -> i paesi cambiano mentre crescono, se non lo fanno, smettono di crescere -> cambiamento strutturale.
Evoluzione della distribuzione del PIL
Negli ultimi 30 anni ci sono stati grandi cambiamenti nella distribuzione del PIL mondiale -> crescita nei paesi emergenti, diminuzione nei paesi avanzati, stabilità degli altri PVS -> tutte le fasi di crescita (miracoli di crescita) sono state caratterizzate da crescita del settore manifatturiero abbinata alla crescita del commercio -> structural change (i paesi si trasformano quando crescono).
Es. Italia -> crescita con l’entrata nella CEE; Cina -> crescita con l’entrata nel WTO.
Evoluzione dell'apertura commerciale
Evoluzione di apertura commerciale tra il 1960 ed oggi -> calcolo di importazioni ed esportazioni rapportate rispetto al PIL -> i paesi piccoli hanno un grado di apertura commerciale maggiore rispetto ai paesi più grandi che possono anche produrre da sé, ciò che conta è il cambiamento di apertura nel tempo.
Il commercio si è intensificato in alcuni ambiti commerciali -> i Paesi tendono a commerciare di più con i propri vicini (es. Italia con Francia, USA con Messico e Canada) -> è inoltre fondamentale la presenza di accordi commerciali.
Gradi di integrazione
- Free trade area -> area di libero scambio (es. NAFTA) -> all’interno dell’area i prodotti circolano liberamente; ciò non implica alcun tipo di coordinamento rispetto alla politica commerciale di ciascun paese (es. tasse sui beni differenti nei vari Stati).
- Custom Union -> unione doganale (es. MERCOSUR) -> presenza di una politica commerciale comune.
- Common Market -> mercato unico (es. UE) -> tutti i beni prodotti dai Paesi europei sono prodotti comunitari, standard uniformati, il mercato unico si estende non solo ai beni, bensì anche ai servizi, ai capitali, alle persone (problema Brexit: i beni che entrerebbero nella GB dovrebbero rispettare standard differenti, non più standard comunitari -> l’ultima proposta inglese del PM Boris Johnson è di lasciare l’Irlanda del Nord nel mercato unico per evitare il problema di un confine troppo rigido) -> questi paesi commerciano molto tra di loro -> quote elevatissime nel commercio intra-UE (il Paese che commercia meno con il resto d’Europa, ovvero la GB, commercia circa il 56 % con gli altri Paesi dell’UE, una quota comunque elevata) -> elevata integrazione.
Fattori rilevanti nel commercio
- Distanza
- Affinità culturale
- Caratteristiche geografiche
- Le multinazionali, producendo e scambiando beni in Stati diversi, creano il commercio
- Confine -> non solo inteso come formalità doganale, bensì anche come dazi, tassi di cambio, ecc.
Oggi la maggior parte del commercio avviene per manufatti -> servizi per il 20%, le materie prime hanno un peso limitato rispetto al passato -> questo cambiamento vale.
Fattori di cambiamento del pattern di commercio
- Liberalizzazione commerciale: dalla 2' G.M. vi fu una diminuzione delle barriere doganali in Europa e USA (dal 15 % nel 1952 al 4% nel 2005) -> nei PVS sono diminuiti dagli anni ‘80.
- Specializzazione verticale nella produzione: sviluppo della tecnologia e dei sistemi di comunicazione -> ciò permette la frammentazione verticale del processo produttivo attraverso diversi Paesi -> inoltre i minori costi di trasporto hanno permesso il commercio dei beni intermedi creando la global supply chain in cui ogni paese tende a specializzarsi in un particolare stadio della sequenza produttiva -> non esiste più un bene completamente prodotto in un Paese, bensì un insieme di componenti, prodotti in diversi Paesi, che vanno a formare il bene -> creazione di legami commerciali fitti.
- Convergenza nei livelli di reddito: con la convergenza nei redditi tra Paesi la composizione delle dotazioni dei fattori cambia e con la crescita del commercio cambia anche il pattern di specializzazione, meno commercio inter-industry, più commercio intra-industry -> i Paesi maggiormente integrati nella global supply chain sono quelli che hanno sperimentato la crescita maggiore del commercio intra-industry (es. Corea del Sud -> dopo la guerra delle due Coree era un paese povero, ora è aumentato radicalmente il suo PIL e si è trasformata in un paese sviluppato).
Esempio vantaggi comparati
Francesca ha un vantaggio assoluto nel fare entrambe le attività:
- Francesca -> Paese avanzato
- Piero -> Paese sottosviluppato
Rappresentano due economie autarchiche, che si auto-sostengono. Quando si incontrano, come si spartiscono i compiti? Se utilizzassero i vantaggi assoluti, Piero non farebbe nulla -> sarebbe inefficiente.
Il metodo corretto per determinare una corretta divisione del lavoro è costituito dai vantaggi comparati.
Def. di Vantaggio comparato: una persona ha un vantaggio comparato nella produzione di un bene se lo può produrre con un minore costo opportunità (quanto devo rinunciare di un bene se voglio produrre un altro bene) rispetto ad un altro.
Francesca ha un vantaggio assoluto nella produzione di entrambi i beni, ma un vantaggio comparato solo nella produzione di un bene.
Specializzazione secondo il vantaggio comparato -> esistono gains from trade: se ognuno si potesse specializzare secondo il proprio vantaggio comparato potrebbero beneficiarne entrambi -> questa affermazione è relativa alla possibilità della specializzazione, ma cosa accade in realtà? È il mercato a deciderlo.
Efficienza ed equità
Il problema, con la presenza di una forza-lavoro impiegata nelle due attività, è che i raccoglitori di bacche in Francescolandia devono diventare pescatori e viceversa in Pierolandia -> questo processo è costoso -> la specializzazione comporta dei vincitori e dei vinti -> il lato distributivo è l’altra faccia della medaglia dei guadagni dello scambio.
Commercio e distribuzione del reddito
Uno dei risultati più chiari della teoria del commercio è che il commercio ha effetti redistributivi -> negli USA queste perdite di reddito derivanti dal displacement possono arrivare al 25% -> lo shock dell’aumento del commercio con la Cina è in grado di spiegare il 20% della perdita di occupazione negli USA.
I losers della globalizzazione
Negli USA blue collar workers, non graduate. In Europa similarmente anche se con varianti. In Italia spesso sono laureati a causa dello scarso premio salariale che viene pagato alla laurea (es. chi ha votato per la Brexit? -> principalmente non graduate workers che vogliono chiudersi al mercato comune).
Spesso il commercio tecnico viene assimilato ad una forma di progresso tecnico -> è come disporre di una tecnologia più efficiente per produrre i beni -> tuttavia nel progresso tecnico le forme di intervento e di regolamentazione sono rilevanti (sussidi alla ricerca, divieto di utilizzare esseri geneticamente modificati, ecc.).
Le categorie di persone minacciate dal commercio sono le stesse minacciate dal progresso tecnico (es. intelligenza artificiale).
Molti sostengono che gli effetti del commercio sono analoghi a quello del progresso tecnico -> skill biased -> in realtà il progresso tecnico non è necessariamente skill biased, ma è un fattore di polarizzazione del mercato del lavoro -> vi è un aumento di salario nelle classi ricche e in quelle più basse, vi è al contrario una diminuzione tra le classi medie -> le persone meno educate hanno sperimentato una diminuzione del salario reale, le persone più educate al contrario hanno sperimentato un aumento del salario reale.
Distribuzione nel commercio
Ritorno all’esempio di Piero e Francesca -> come avviene la distribuzione? Due casi:
- Uno o l’altro prende tutto l’outcome ma nessuno dei due può dare di meno di quanto l’altro otteneva in situazione di autarchia -> nessun paese è obbligato a commerciare -> qualsiasi sia l’equilibrio del commercio, questo deve stare all’interno dei due estremi (situazioni di autarchia).
- Il commercio avviene per accordi che vincolano gli Stati sovrani.
Quadro istituzionale del mercato
I mercati non si creano da sé, non si regolano da sé, non si stabilizzano da sé -> esistono solo all’interno di un framework istituzionale (rispetto dei contratti, ecc.) che ne definisca i contorni e ne guidi lo sviluppo -> il mercato è complementare allo Stato.
Le regole del commercio si basano più sugli incentivi (conviene commerciare o no) piuttosto che sulle regole stesse -> nel commercio tra paesi vi è quindi regolamentazione.
Nell’UE i paesi partecipano al commercio ma non più in maniera sovrana (es. politica commerciale e monetaria europea).
Concetti chiave
Frontiera delle possibilità di produzione = 2 beni x e y x = x(K,L) y = y(K,L) rappresenta tutte le possibili combinazioni di beni che possono essere prodotti in modo efficiente dati le dotazioni dei fattori e la tecnologia.
Grafico 1
B strettamente preferibile ad A -> tutti i punti dentro la frontiera possono ottenere un miglioramento paretiano -> mentre lungo la frontiera si avrà sempre un Trade-off -> costo-opportunità -> andamento decrescente della curva della frontiera delle possibilità di produzione -> per aumentare la produzione di un bene devo diminuire la produzione dell’altro bene.
Saggio marginale di trasformazione
Inclinazione -> come l’economia trasforma un bene in un altro.
Grafico 2
Più L aumenta più Y aumenta a tasso decrescente -> rendimenti decrescenti. Nella produzione di X, 1 ora di lavoro produce Pml (x) -> numero di beni prodotto se lavoro un’ora in più nella produzione di X.
1 unità di X necessita di 1/Pml(x) -> produttività del lavoro, ore di lavoro. Nella produzione di Y, 1 ora di lavoro produce Pml (y). 1 unità di Y necessita di 1/Pml(y).
Costo opportunità di X in termini di Y (SMT)
Pml (y)/Pml (x) = (Δy/ΔL)/(Δx/ΔL) = Δy/Δx -> a quante unità di y devo rinunciare per aumentare di 1 unità x -> devono avere degli opposti perché la curva è decrescente (-(Δy/Δx)) -> quindi come la mia economia scambia e trasforma un bene con un altro.
Equilibrio competitivo
w > Pml(x)P(x) w < Pml(x)P(x) -> incentivo ad aumentare le ore di lavoro, ma Pml(x) diminuisce -> ad un certo punto w = Pml(x)P(x) in equilibrio: Pml(x) = w/P(x).
Se in equilibrio competitivo w = P(x)Pml(x) e w = P(y)Pml(y) -> P(x)Pml(x) = P(y)Pml(y) -> P(x)/P(y) = Pml(y)/Pml(x) -> tasso a cui il mercato scambia un bene con l’altro -> SMT deve essere uguale al rapporto tra i prezzi.
Domanda e offerta
SMS(xy) = Px/Py = SMT = Pml(y)/Pml(x).
Commercio internazionale
I paesi hanno prezzi, economie differenti in situazioni di autarchia (es. fattori di produzione come tecnologie, capitale, ecc.).
Noi tratteremo il commercio con prezzi e C.I. (domanda) uguali (ceteris paribus), cambieremo solo la FPP.
Caso di Piero e Francesca
Funzione di produzione lineare (Pmg costante).
1° modello di commercio internazionale – Modello ricardiano
1 fattore di produzione L. Due settori: cibo e stoffa. Tecnologia: alc = numero di ore di lavoro necessarie per produrre 1 kg di cibo als = numero di ore di lavoro necessarie per produrre 1 m di stoffa.
Coefficienti fissi -> 1/alc -> produttività del lavoro nel settore del cibo alc qc + als qs = L.
Grafico 4
alc/als = inclinazione della frontiera delle possibilità di produzione -> costo opportunità del cibo in termini di stoffa -> 1 kg in più di cibo necessita di alc ore di lavoro -> 1 ora di lavoro nel settore della stoffa produce 1/als metri di stoffa.
FPP -> mi dice tutte le combinazioni di cibo e stoffa che l’economia può produrre in maniera efficiente -> qual è la scelta ottima?
Prezzi nel settore cibo e stoffa
Pc = prezzo cibo Ps = prezzo stoffa.
1 h di lavoro in S produce 1/als metri di S -> ogni metro di stoffa è venduto a Ps quindi Ps/als = valore del prodotto marginale del lavoro di S. Ws = Ps/als oppure Ws/Ps = 1/als.
Nel settore del cibo: 1/alc x Pc = Wc.
Se Ws > Wc -> Ps/als > Pc/alc -> alc/als > Pc/Ps -> qc = 0 e qs = max.
Se Ws < Wc -> alc/als < Pc/Ps -> qc = max e qs = 0.
Confronto tra prezzi e costo opportunità
Grafico 5: Equilibrio di un’economia autarchica -> SMT = Pc/Ps -> coincide con la FPP, non c’è un punto di tangenza, le rette coincidono -> per trovare il punto ottimo serve la C.I. -> situazione di autarchia.
Ora supponiamo che ci siano due economie che differiscono in alc e als. alc/als (economia domestica) < alc*/als* (economia estera) Pc/Ps = alc/als Pc/Ps (int.) alc*/als* = Pc*/Ps* Eccesso di domanda di cibo nell’economia domestica ed eccesso di domanda di stoffa nell’economia estera -> prezzi relativi differenti.
Il prezzo internazionale starà tra i due estremi -> con il commercio internazionale ogni paese osserva un aumento del prezzo del bene sul quale ha un vantaggio comparato. La posizione del prezzo internazionale dipende dalla domanda e dall’offerta.
Grafico 6
La curva di offerta è fatta a gradini perché implica delle discontinuità -> l’economia estera è pienamente specializzata, quella domestica è indifferente perché è in autarchia. RD2 -> piena specializzazione.
Commercio internazionale = tecnica di produzione alternativa.
Economia domestica
Vantaggio comparato in C, non in S, ma ha bisogno di S -> come fa a produrla? -> 2 modi:
- Produzione diretta -> 1 h di lavoro -> 1/als metri di S (unica tecnica di produzione disponibile in autarchia).
- Produzione indiretta -> 1 h di lavoro -> 1/alc kg di C -> scambio sul mercato internazionale al prezzo internazionale -> se 1/alc x Pc/Ps (int.) > 1/als, allora...
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