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ETL (EXTRACTION TRASFORMATION LOADING)

Cosa va a finire nel DW? Come alimen<amo la Base Da<? Partendo da varie fon< possiamo dedurre informazioni

eterogenee e queste informazioni vengono trasformate e ristru*urate u<lizzando le trasformazioni ETL per essere poi

immagazzinate nel data warehouse aziendale. L’ETL è l’insieme di metodi per alimentare un DW.

ESTRAZIONE: Quello che facciamo è estrarre i da< rilevan< dalle sorgen<. Può essere di due <pi:

Sta<ca: Quando il DW viene popolato per la prima volta e consiste nell’andare a prendere tuI i da< operazionali che

erano presen< nella sorgente

Dinamica: Quando il DW viene aggiornato (in maniera periodica) e andiamo a prendere solamente i cambiamen<

avvenu< nelle sorgen< dall’ul<ma estrazione. Può, per esempio, essere basato sul <me-stamp (ogni dato ha una data

in cui è modificato) oppure viene guidato dalle sorgen<.

PULITURA: Quello che devo fare è migliorare la qualità dei da< provenien< dalle sorgen<, questo perché possono

presentarsi delle duplicazioni, una inconsistenza dei da<, oppure mancano dei da<, vi è l’u<lizzo di un campo che non

era previsto, noto che ci sono valori impossibili o erra<, noto che ci sono valori sbaglia< magari per errori di baItura…

TRASFORMAZIONE: Fase in cui converto i da< dal formato operazionale della sorgente a quello del DW. Fase

abbastanza complicata perché le fon< sono eterogenee e bisogna fare una fase di integrazione. Per esempio: per lo

stesso dato possono essere sta< usa< forma< differen<, oppure da< di testo che nascondono l’informazione.

Per l’alimentazione dei da< riconcilia< posso procedere con:

-conversione e normalizzazione: trasformo tuI i da< nello stesso formato

-matching: stabilisco corrispondenze tra campi equivalen< in sorgen< differen<

-selezione: vado a ridurre il numero di campi rispe*o alle sorgen<

Per l’alimentazione del DW invece:

-faccio una fase di de-normalizzazione al posto della normalizzazione

-faccio un processo di aggregazione per produrre da< in maniera sinte<ca.

CARICAMENTO: il dato poi deve essere caricato nel DW, faIbile a*raverso due approcci:

Refresh: da< del DW vengono riscriI completamente, andando a sos<tuire quelli vecchi (di solito viene

U<lizzato per la “popolazione” iniziale del DW

Update: solo i cambiamen< che si sono verifica< nei da< sorgente vengono aggiun< al DW u<lizzato per aggiornare

periodicamente il DW

INTERROGAZIONI AL DATA WAREHOUSE

Una volta che ho pulito i da<, integra<, trasforma< devo capire come posso estrapolarli e come no<amo dalla figura,

per interagire con una DW bisogna u<lizzare un Motore OLAP dato che essendo la DW un sistema basato sul

paradigma OLAP, non possiamo non usarlo per relazionarci con la base di da<. Queste è una delle differenze con una

classica base di da< supportata da un DBMS che è invece basato sul paradigma OTLP.

Bisogna infaI dis<nguere due <pi di INTERROGAZIONI:

OLAP: (on-line analy<cal processing): tu*e quelle operazioni che da un grosso insieme di da< mi vanno ad

estrarre l’informazione in maniera sinte<zzata. Analisi dinamica e mul<dimensionale di un gran

Numero di “record” in modo tale da misurare le prestazioni aziendali in termini numerici.

L’interaIvità è una cara*eris<ca fondamentale in modo che il carico di lavoro vari nel tempo.

OLTP: (on-line transac<onal processing): indico tu*e quelle operazioni che sono legate ad una transazione.

(acquisto di un biglie*o, emissione di uno scontrino). Eseguono transazioni che leggono e scrivono

Un numero rido*o di “record” provenien< da diverse tabelle legate da relazioni. Il nucleo del

Carico del lavoro è interno ai programmi applica<vi.

Essendo diverse, non conviene me*erle sullo stesso <po di tecnologia ed inoltre il paradigma OLAP ha come misura di

efficienza e di efficacia il tempo di risposta essenziale per prendere rapide decisioni dato che poi i sistemi OLAP sono

u<lizza< per l’elaborazione di da< orientata al supporto decisionale, quindi sono adegua< a funzionalità collocate a

livello di pianificazione e strategico della piramide di Anthony.

OPERAZIONI SUL DATA WAREHOUSE

Una volta che ho pulito i da<, integra<, trasforma< devo capire come posso analizzarli al meglio per trarne il massimo

vantaggio informa<vo. Abbiamo 3 approcci differen< che comprendono altre*ante tecniche di analisi dei da< del DW

volte ad interagire con l’ipercubo dei faI per o*enere informazioni più o meno de*agliate sulla base delle esigenze:

REPORTISTICA: Vado a riportare i faI, non è richiesta nessuna conoscenza informa<ca. Tipicamente fa*a

per uten< che hanno necessità di accedere in intervalli di tempo defini< a informazioni stru*urate. Questo

produce grafici di trend in cui è possibile valutarne la cara*eris<ca (crescente, decrescente, costante…).

Oppure mediante l’u<lizzo di torte o istogrammi.

OPERATORI OLAP : Tipicamente è quella più comune. Viene svolta sudde*a interrogazione ogni volta che ho delle

analisi da fare che non sono iden<ficabili a priori. Analizzo i da< in base al modello mul<dimensionale che posseggo

che in questo caso è un sistema OLAP ed Ogni interazione consiste nell’applicazione di un operatore OLAP tra i quali:

!ROLL-UP: ho il mio cubo e lo aggrego secondo diversi livelli della gerarchia (dal punto di vista tabellare vado a

sommare lungo più righe o lungo più colonne)

!DRILL-DOWN: operatore inverso del roll-up, ho un parallelepipedo e lo scompongo in so*o-parallelepipedi andando

a diminuire il livello di aggregazione dei da<. Dal punto di vista tabellare vado a “disaggregarla” in base al criterio per

cui magari prima avevo aggregato.

!SLICE AND DICE: Operatore di “affe*amento” o “creazione di piccoli cubi” da un grande cubo. Lo si fa a*raverso

selezioni semplici o complesse. Non faccio delle aggregazioni definite su una dimensione ma su più dimensioni

contemporaneamente.

!PIVOTING: operazione par<colarmente complessa che cambia la stru*ura del cubo ossia voglio o*enere una

diversa dei da< del cubo (cubo organizzato in colonne ver<cali, magari lo cambio analizzandolo per righe orizzontali).

!DRILL ACROSS: È un operatore che combina i da< da gruppi diversi in modo tale che così possiamo o*enere un

nuovo cubo.

DATA MINING: è un <po di aIvità che ha lo scopo di scoprire informazioni nascoste nei da<. Questo perché quando

ho un quan<ta<vo di da< par<colarmente elevato, un utente non è in grado di rilevare tuI i pa*ern(modelli) che sono

presen< (come, per esempio, dei da< espressi mediante trend che l’occhio umano non riesce a visualizzare). L’u<lizzo

algoritmi di intelligenza ar<ficiale possono aiutare la ricerca dell’utente ed il data mining è proprio quella l’aIvità volta

a riconoscere ed estrarre in modo automa<co informazioni nascoste da basi di da< di grandi dimensioni, come ad

esempio il data warehouse. Il processo di data mining è composto da diversi passi che possono essere itera< varie

volte al fine di raffinare l’informazione o*enuta.

Considerando le funzionalità fornite possiamo individuare diverse tecniche di data mining:

!REGOLE ASSOCIATIVE: che sono regole di implicazione logica che sono presen< nella base di da< e che ci

consentono di individuare delle cara*eris<che in comune tra oggeI (studio di abitudini di acquisto in modo tale da

fare pubblicità mirata o studio della variabilità delle vendite quando viene a mancare un prodo*o). Possibili

applicazioni di tali regole in promozionali efficaci (suggerimento di prodoI in base ad acquis< preceden<

dei clien<) e l’aIvazione di azioni preven<ve di manutenzione degli impian<. Un esempio del primo caso è osservabile

sul sito di acquis< on line Amazon.

!CLASSIFICAZIONE: Come esempio di modello di classificazione consideriamo gli Alberi di Decisione,

in cui i nodi sono gli a*ribu< del sogge*o da classificare, gli archi i valori assumibili dall’a*ributo, le foglie sono le classi

a cui gli elemen< possono essere assegna<. Gli alberi decisionali u<lizza< per comprendere un determinato fenomeno,

grazie ad essi infaI riusciamo a classificare per importanza le cause che vanno a determinare quel fenomeno o quel

determinato evento.

!CLUSTERING: Il clustering, come la classificazione, perme*e di raggruppare un insieme di elemen< in base alle loro

cara*eris<che, assegnando loro una classe di appartenenza. Il risultato del clustering quindi è un insieme

di cluster (raggruppamen<) compos< da elemen< tali che siano verificate le seguen< condizioni:

-la somiglianza tra gli elemen< appartenen< allo stesso cluster è massima;

-la somiglianza tra elemen< di cluster diversi è minima;

Questa tecnica è par<colarmente u<le perché ci consente di segmentare i clien< in categorie. (per esempio: in ambito

medico in base ad una determinata sintomatologia).

Vi sono poi delle tecniche che vanno a costruire delle Serie Temporali. In questo caso andiamo a riconoscere dei

modelli (pa*ern) che sono ricorren< o a<pici (viene par<colarmente usato per rappresentare schemi associa< alla

crescita dei <toli in borsa, per l’individuazione di difeI o anomalie in un sistema di monitoraggio).

PROGETTAZIONE DI UN DATA WAREHOUSE

Quello che spesso accade è che molte organizzazioni non sono in grado di affrontare progeI di DW per mancanza di

esperienza e capacità. Questo perché a tali organizzazioni manca un approccio metodologico:

Principalmente abbiamo due differen< metodologie di progeGo di un DW:

Approccio Top-Down: Questo <po di approccio analizza tuI i bisogni aziendali e pianifica lo sviluppo del DW in modo

tale da proge*arlo e realizzarlo nel migliore dei modi e in maniera del tu*o completa.

Si basa su una visione globale dell’obieIvo con lo scopo di produrre un DW consistente e integrato. Purtroppo, questo

<po di metodo porta a numerosi difeI che possono essere, per esempio, lunghi tempi di realizzazione con

conseguen< cos< eleva< e conseguente impa*o nega<vo nei confron< dei clien< che non riescono a verificare se

effeIvamente il proge*o è u<le o meno, una elevata complessità nell’analizzare tu*e le sorgen< di interesse, una

improbabile possibilità di individuare nel de*aglio tu*e le necessità di tu*e le aree dell’azienda.

Approccio BoGom-Up: Questo <po di approccio viene realizzato in maniera incrementale, assemblo in maniera

itera<va più data mart ciascuno dei quali risulta essere specializzato per un determinato se*ore aziendale e di

interesse per una categoria di uten<. Grazie a tale approccio si o*engono risulta< concre< in poco tempo in questo

modo riesco ad o*enere un riscontro dell’effeIva u<lità del sistema mentre lo s<amo realizzando, non richiede

inves<men< par<colarmente ingen<. L’unico dife*o di questo approccio è che ci limita ad una visione parziale del

nostro interesse.

Il primo data mart da realizzare è quello sicuramente più strategico per l’impresa e che ha un ruolo di riferimento per il

DW (data mart che ha già fon< da< già disponibili in modo tale da non sprecare tempo nel ricercarle). La proge*azione

del data mart si ar<cola in: analisi delle sorgen<, analisi dei requisi<, proge*azione conce*uale, raffinamento del

carico di lavoro, proge*azione logica, proge*azione Dell’alimentazione, proge*azione fisica. I ruoli principali sono

l’utente finale, l’amministratore, il progeIsta e l’analista

FATTI

Sono i cubi dell’ipercubo che rappresenta il sitema mul<dimensionale del DW.

Sono i conceI su cui gli uten< finali basano il processo decisionale, un fa*o descrive una categoria di even< che si

verificano in azienda. Dobbiamo determinare la granularità, ovvero il livello di de*aglio più fine in cui i da< verranno

rappresenta<. La scelta della granularità è un compromesso tra: raggiungere elevata flessibilità di u<lizzo oppure

conseguire delle buone prestazioni. Per ogni fa*o poi dobbiamo determinare l’intervallo storico ossia l’arco temporale

che gli even< che vengono memorizza< vanno a coprire. Una volta scelto il fa*o devo andare a considerare vincoli di

proge*azione logica e fisica (quali per esempio lo spazio disponibile), devo poi proge*are l’alimentazione (quan<

livelli, quali data mart se dipenden< o indipenden<) poi devo fare una analisi dei da< (diverse <pologie di

interrogazione) e infine faccio dei piani di avviamento e di formazione.

MODELLO LOGICO DI UN DATA WAREHOUSE

Una volta definito il modello conce*uale (D

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher caffex di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia dei sistemi industriali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Avenali Alessandro.
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