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Attività economica di un’azienda e il bilancio di esercizio

Lezione 83.1 - 3.2 - ABC

Le combinazioni economiche parziali e coordinazione

Attività economica = attività di produzione e consumo di beni economici. L’attività economica si svolge in istituti e l’economia aziendale studia l’attività economica che si svolge negli istituti.

  • Combinazioni economiche generali = insieme delle operazioni economiche svolte dalle persone in un istituto
  • Le combinazioni fanno poi parte del sistema degli accadimenti = insieme delle azioni e di fenomeni che si manifestano nell’azienda e nel suo ambiente

Una speciale categoria di accadimenti è rappresentata dal sistema delle operazioni = sistema delle attività svolte dalle persone che compongono l’organismo personale d'azienda. L’unità elementare di analisi delle aziende è l’operazione, queste operazioni si aggregano in processi = insiemi ordinati di operazioni con medesimo oggetto, e di conseguenza questi si aggregano in:

  • Coordinazioni parziali = funzioni aziendali (funzione vendite, acquisti, = insiemi di processi aggregati per tipologie affini caratterizzati da:
    • Medesima funzione
    • Insieme di competenze specialistiche
  • Combinazioni parziali = aree d’affari (business) = insieme di processi composti da operazioni differenti ma identificati da un oggetto comune (Ex. Apple ha come combinazioni parziali: iPad, Mac, musica, o Nestlé) => certa gamma di prodotti destinati ad un certo mercato specifico

Le imprese che operano in più business hanno la necessità di gestire in modo separato processi relativi ad oggetti distinti, tuttavia è fondamentale controllare i dati e i bilanci di esercizio per ogni business così da poter controllare quali generano maggiore profitto.

  • Combinazioni economiche
  • Combinazioni produttive
  • Combinazioni di consumo

A volte esistono processi comuni per diverse aree di business, quando queste sono strettamente legate tra loro.

Per lo svolgimento delle coordinazioni economiche parziali sono necessarie un insieme di competenze specialistiche. Le coordinazioni economiche parziali possono essere classificate in sottoinsiemi di operazioni:

  • Operazioni di configurazione dell’assetto istituzionale (l’impresa nasce, si trasforma e si svolge)
  • Operazioni di gestione
    • Gestione caratteristica = A - T - V
      • Ricerca e sviluppo (riguardo il prodotto ma anche il mercato)
      • Acquisto di merci e servizi (scegliendo i fornitori migliori)
      • Fabbricazione
      • Commercializzazione
      • Logistica (fondamentale per i successi di vendita)
    • Gestione finanziaria = decisioni in merito al campo finanziario e gestione del capitale di debito
    • Gestione patrimoniale = si occupa di investire la liquidità in eccesso (molto spesso la gestione finanziaria e quella patrimoniale sono gestite da un medesimo manager)
    • Gestione tributaria = pagamento delle tasse allo Stato
    • Gestione assicurativa
  • Operazioni di organizzazione = suddivisione del lavoro, definizione dei rapporti tra i la suddivisione gerarchica, assegnazione dei compiti, gestire i sistemi di ricompensa e sviluppo delle persone, configurazione dell’assetto istituzionale, suddivisione dei ruoli, nomina dei consigli, fusioni tra imprese, liquidazione/vendita dell’impresa
  • Progettazione dell’assetto organizzativo
    • Struttura organizzativa
    • Sistemi operativi (piani aziendali, gestione delle persone e delle informazioni)
  • Gestione delle persone o del personale = HR = ricerca e selezione, valutazione, retribuzione, carriera
  • Operazioni di rilevazione = raccolta, elaborazione e diffusione dei dati e delle informazioni necessarie per prendere buone decisioni in merito alle attività interne ed esterne dell’azienda e per informare tutti i soggetti interessati alla vita dell’impresa

Le operazioni di gestione concorrono a determinare il risultato reddituale dell’impresa, determinando l’utile o la perdita. La gestione caratteristica e patrimoniale generano reddito, mentre la gestione finanziaria, assicurativa e tributaria assorbono reddito.

  1. Gestione caratteristica (gestione attiva)
  2. Gestione finanziaria (gestione passiva)
  3. Gestione patrimoniale (gestione attiva) = investimento in risorse monetarie eccedenti rispetto alla gestione caratteristica (liquidità in eccesso che viene reinvestita)
  4. Gestione assicurativa (gestione passiva) = pagamento di un premio ad un’assicurazione per un risarcimento futuro in caso di rischio
  5. Gestione tributaria (gestione passiva)

Tutte le gestioni con i loro pagamenti e riscossioni determinano il profilo monetario dell’impresa. Profilo reddituale (costi - ricavi) vs profilo monetario (entrate - uscite). Questi sono strettamente connessi, ma non coincidono. Il bilancio è uno strumento necessario per tutti gli stakeholder affinché sia garantito l’investimento o il lavoro di tutti.

Le attività all’interno di un istituto si suddividono in attività interne e attività esterne. Tra le principali attività esterne, di grande rilievo, sono le negoziazioni = operazioni per acquisire le condizioni di produzione e per cedere i prodotti, esistono diverse tipologie di negoziazioni:

  • Di beni privati
  • Di beni pubblici
  • Di lavoro
  • Di capitale di rischio = capitale proprio = equity
  • Di capitale di prestito = capitale di debito = debt
  • Di rischi particolari (con la compagnia assicurativa)

Le negoziazioni reali non si svolgono mai in condizioni di perfetta trasparenza, conoscenza, lealtà e di equilibrio di potere delle parti; perché le parti coinvolte operano in situazioni di razionalità limitata e in mercati imperfetti e con comportamenti opportunistici. Perciò, grazie alle negoziazioni è possibile abbassare i costi di transizione e quindi anche il costo totale. I concetti essenziali utili per una visione non troppo ingenua delle negoziazioni sono:

  • I costi di transizione
  • La simmetria informativa
  • Gli investimenti specifici
  • La forza contrattuale

Lezione 9

Economicità: l'equilibrio economico di lungo periodo, l'autonomia, la sostenibilità

Equilibrio istituzionale = quando gli obiettivi di un istituto sono condivisi dai membri del soggetto d'istituto ed è presente equità nelle relazione tra contributi e ricompense. => si ha equilibrio istituzionale quando attuali e potenziali membri del soggetto d'istituto sono motivati ad entrare a far parte dell’istituto e permanervi.

Questo è caratterizzato da 3 fattori:

  1. Durabilità = capacità di un istituto di perdurare nel tempo in un ambiente mutevole (gli istituti sono infatti società umane aperte)
  2. Autonomia = perdurare di un istituto senza interventi sistematici di sostegno
  3. Economicità o equilibrio economico = capacità di guadagnare abbastanza da poter remunerare tutte le condizioni di produzione e consumo senza accumulare perdite (altrimenti fallimento = cessazione dell’istituto, acquisizione da parte di un altro istituto o “salvataggio” da parte di nuove persone)

Fenomeno dell’inclusione parziale = ciascuna persona persegue una pluralità di fini e partecipa contemporaneamente a più istituti. A partire da un equilibrio economico posso raggiungere gli obiettivi di durabilità ed autonomia e quindi raggiungere un equilibrio istituzionale. L'economicità è contemporaneamente un principio ed un obiettivo fondamentale. L’equilibrio istituzionale ed equilibrio economico sono interconnessi, ma non sincroni (non sempre un'azienda in perdita è destinata a chiudere). L’equilibrio istituzionale è vita autonoma = libertà di scegliere i propri fini e le proprie modalità di governo.

L'economicità rappresenta, quindi, una regola di condotta aziendale, basata su 2 aspetti principali: l'economicità è una regola di condotta che trova proprio nel perseguimento dei fini economici o nel rispetto delle condizioni di funzionamento la sua concreta traduzione. Poiché le aziende compongono il sistema economico di un Paese, allora si può sostenere che esiste anche un economicità generale di Paese.

Economicità delle imprese

Innanzitutto, affinché un’impresa possa durare nel tempo deve essere in equilibrio reddituale = equilibrio tra i componenti positivi e negativi di reddito (ricavi e costi), così da poter remunerare con i componenti positivi di reddito i fattori produttivi, il capitale di prestito e il capitale di rischio. Nel breve periodo l'azienda può essere in equilibrio reddituale ma non monetario, perché i tempi di pagamento non coincidono tra il pagamento dei fornitori e la remunerazione delle vendite.

  • Equilibrio aziendale = equilibrio reddituale di una singola azienda
  • Equilibrio superaziendale o di gruppo = equilibrio reddituale di un gruppo aziendale (ogni singola azienda potrà essere autosufficiente oppure dipendere dal gruppo)

Contemporaneamente all’equilibrio reddituale, una seconda condizione che l'impresa deve rispettare è il mantenimento di un sufficientemente alto livello di efficienza, grazie anche all’innovazione dei processi, e di flessibilità. Efficienza = rendimento fisico e tecnico dei processi produttivi. Flessibilità = capacità di adeguarsi prontamente alle richieste del mercato.

Simultaneamente alle altre 2 condizioni, una terza condizione da perseguire è la congruità dei prezzi-costi sostenuti e dei prezzi-ricavi conseguiti e la congruità delle remunerazioni del capitale-risparmio e del lavoro rispetto al mercato. Esistono situazioni in cui non c'è o equilibrio reddituale o incongruità nelle remunerazione, per esempio:

  • Monopoli
  • Evasione fiscale
  • Delocalizzazione produttive
  • Imprese familiari

Una quarta condizione è rappresentata dall’equilibrio monetario = strettamente legato all’equilibrio reddituale. C’è equilibrio monetario se un’azienda è in grado di far fronte agli impegni di pagamento (anche se un’azienda si indebita perché sul momento non dispone di reddito a sufficienza ma poi con le vendite sarà in grado di riavere quel denaro).

Il principio dell’economicità non si identifica con il concetto di “massimizzazione del profitto” (condizione degli azionisti) ma riguarda il rispetto simultaneo di tutte le condizioni che servono al mantenimento e lo sviluppo dell’azienda nel tempo (soddisfazione dei bisogni di tutti).

I modelli di rappresentazione dell'economicità delle imprese

Ciascuno dei modelli di rappresentazione dell’economicità sono utili per l’adeguato svolgimento di governo economico. Il bilancio nasce dall’esigenza di misurare i dati dell'economicità dell’impresa così che tutti gli stakeholder abbiano modo di controllare come sta andando l’impresa (azionisti, dipendenti, fornitori, clientela, le banche). Il bilancio di tutte le imprese s.p.a. e s.r.l. Deve essere depositato alla Camera di Commercio ed è visibile a tutti.

Esistono molti modelli di bilancio ma al giorno d’oggi si utilizza un solo modo di calcolo del bilancio = il bilancio di esercizio. Il bilancio di esercizio può essere annuale, mensile o semestrale secondo le esigenze delle diverse imprese. Il bilancio offre informazioni riguardo:

  1. Quanto l'impresa sta guadagnando in un determinato periodo = l’attività dell’impresa è in grado di remunerare le condizioni produttive? (Reddito dell’impresa) => risposta nel CONTO ECONOMICO o tavola del reddito = documento che indica il valore degli input e il valore degli output (evidenzia le componenti po
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vvff18 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano o del prof Guazzoni Laura.
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