Economia delle produzioni zootecniche ed agroalimentari
Il mercato in generale, il circuito economico, mercato dei fattori e dei prodotti
Si definisce economia mercato come luogo in cui si incontrano la domanda e l'offerta di un determinato bene e di un determinato servizio.
Esistono diversi tipi di mercato a seconda dei beni e dei servizi che vi andiamo a scambiare dove facciamo incontrare chi domanda quel bene e chi lo offre. Domanda e offerta di quel bene si incontrano.
Il circuito economico è il flusso che tra i diversi protagonisti del mercato li mette in contatto: è quello che i Giuristi chiamano la circolazione dei beni e quello che gli economisti definiscono circuito economico.
Il mercato in termini generali è stato diviso in due grandi settori:
- Il mercato dei prodotti, dove andiamo ad acquistare le merci di cui abbiamo bisogno.
- Il mercato dei fattori è un'altra divisione del mercato all'interno del quale si scambiano i fattori della produzione. È un mercato più generale del quale vengono scambiati il lavoro, i capitali e vengono scambiate le risorse naturali (la terra, energie, i metalli, le proprietà immobiliari). È un mercato dei fattori della produzione.
A destra ci sono i consumatori quello che abbiamo definito anche il sistema delle famiglie, mentre al centro troviamo il settore pubblico, che all'interno di uno Stato si suddivide a sua volta in settore pubblico e statale centrale, regionale, comunale e via dicendo. A sinistra troviamo il settore delle imprese. In alto a destra troviamo il settore estero: ogni economia statale scambia anche con tutte o con molte altre economie di altri Stati e sistemi economici diversi.
Qual è il loro ruolo all'interno del circuito economico?
I consumatori immettono nel settore dei beni primari, nel settore dei fattori della produzione il loro lavoro immettono i loro capitali e immettono le loro proprietà, le loro risorse in termini di risorse naturali.
Il mercato dei fattori della produzione è anche alimentato dal settore pubblico, anch'esso immette risorse.
Il mercato dei fattori della produzione è destinato poi ad andare ad alimentare il settore delle imprese e le imprese attingono ai fattori della produzione del relativo mercato, li trasformano in prodotti lavorati o semilavorati e li immettono nel mercato dei prodotti finiti. Il settore delle imprese attinge dal settore dal mercato dei prodotti altri prodotti.
Il più grande sbocco del mercato dei prodotti e quello verso i consumatori.
Il settore pubblico attinge il mercato dei fattori della produzione e lo alimenta: fornisce risorse al settore dei fattori della produzione e produce a sua volta beni e servizi che immette nel mercato e ne riceve beni e servizi.
Il settore pubblico può agire in due modi. O agisce secondo le regole di tutti gli altri e allora è un settore pubblico ma in realtà il suo meccanismo di funzionamento è come quello di un imprenditore qualunque; molto più spesso il settore pubblico in senso tipico agisce in questo mercato sottraendosi alle regole relative, cioè le regole con le quali il potere pubblico prende risorse e le fornisce ma sono regole che fanno parte del diritto pubblico, del diritto amministrativo e come tali esulano da quella che è la tipica circolazione dei beni in un'economia di mercato.
Imprese: scopo di lucro, mutualistico, no profit, multinazionali
Dal punto di vista giuridico, della loro connotazione di tipo legale, le imprese possono essere definite come:
- Imprese individuali quando vi è un imprenditore con i suoi dipendenti.
- Imprese collettive quando si viene a formare una società e le società di imprenditori.
Possono a loro volta essere divise in:
- Società di persone: le S.N.C., le S.A.S., le società di famiglia. Sono società nelle quali il rischio dell'impresa viene ripartito tra l'impresa e lo stesso imprenditore.
- Società di capitali: società a responsabilità limitata, società per azioni (SPA), società in accomandita per azioni e società responsabilità limitata con un unico azionista. Sono forme di società nelle quali il rischio resta soltanto sull'impresa.
Possono essere divise in pubbliche e private:
- Imprese private quando la proprietà dell'impresa sia essa individuale sia essa collettiva è un privato.
- Imprese pubbliche: in questo caso si tratta sempre di imprese collettive e la proprietà dell'impresa o è dello Stato o è delle regioni, delle province, dei comuni quindi sono imprese che hanno una proprietà pubblica.
Dal punto di vista invece dello scopo, le imprese si distinguono tra:
- Imprese che hanno lo scopo di lucro, che hanno lo scopo del profitto.
- Imprese con lo scopo cosiddetto mutualistico: le cooperative. Lo scopo di lucro non è destinato a soddisfare fondamentalmente l'imprenditore ma è destinato a soddisfare tutta una categoria di soci che si avvantaggiano collettivamente per raggiungere uno scopo comune, conseguire un risparmio comune o minor costo comune o un maggior vantaggio comune. Sono imprese dove lo scopo di lucro è ripartito su tutta la pluralità dei soci dell'impresa.
- Le società no profit, senza scopo di lucro. Sono società che hanno uno scopo non tendente a realizzare un profitto, ma tendente a realizzare una operazione di tipo sociale un'operazione legata al benessere collettivo, uno scopo solidale, sociale.
Un'altra grande distinzione che possiamo fare per le imprese riguarda il tipo di attività svolta:
- Imprese che si occupano di agricoltura e attività agricola.
- Imprese industriali che si occupano della produzione.
- Imprese di servizi, che svolgono attività a favore di altri uomini.
Ultima distinzione da fare all'interno del mondo delle imprese e quella relativa alle loro dimensioni e questa è una distinzione particolarmente importante per quanto riguarda l'Italia:
- Le piccole imprese sono quelle che l’ISTAT classifica come imprese con un numero di dipendenti inferiore a 50.
- Le medie imprese sono le imprese che vengono classificate con numero dipendenti compreso fra 50 e 250.
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