I magistrati
Associazionismo di magistrati
I magistrati, per esercitare le loro funzioni, hanno dato vita ad alcune associazioni. A cosa servono e in cosa differiscono le diverse associazioni? Le associazioni si distinguono tra loro perché i magistrati che ne fanno parte hanno un'idea diversa di giurisdizione.
Alcune correnti, fatte da magistrati che si erano formati durante il fascismo, hanno dato vita a una corrente conservatrice affermando che i principi costituzionali, in rottura con l'ordinamento precedente, non erano direttamente applicabili ma si rivolgevano al legislatore, quindi bisognava attendere che il parlamento desse attuazione a quei principi. In questo modo si rinvia avanti nel tempo la validità di questi principi.
Dalla fine degli anni '80 entrano in ruolo dei magistrati più giovani, che non si sono formati negli anni del fascismo, ma sono cresciuti nel periodo repubblicano. Questi nuovi magistrati hanno ovviamente una diversa mentalità e si oppongono a quelli più anziani proprio dal punto di vista giuridico. Vi è una nuova concezione della costituzione, quella per cui la costituzione è direttamente e immediatamente applicabile in tutte le sue disposizioni. Questi giovani magistrati si sono poi organizzati in associazioni.
La presenza di associazioni di magistrati, la cui differenza sta in una diversa visione della giurisdizione, è importante dal punto di vista fisiologico. Le associazioni sono legate e sono importantissime per le elezioni del CSM. Senza di esse ci sarebbe clientelismo e meccanismi patologici.
La corte costituzionale
Collocata nella parte seconda della costituzione, in una sezione dedicata alle garanzie costituzionali.
Struttura e funzione della corte costituzionale
La struttura
Come si compone? La corte costituzionale si compone di 15 giudici, quindi è un organo collegiale. Questi 15 giudici sono scelti in 3 modi diversi. Ce ne parla l’articolo 135. La modalità di accesso alla corte costituzionale è variegata, proprio perché i costituenti hanno voluto che partecipassero organi diversi alla sua formazione.
Come vengono individuati i giudici costituzionali?
- 5 sono scelti dal presidente della repubblica. Ogni volta che c'è un atto del presidente della repubblica ci deve essere la controfirma ministeriale. Quindi, anche questo atto deve essere controfirmato. Bisogna capire se è un atto sostanzialmente e formalmente del governo o del presidente della repubblica ecc. L'atto in questione è un atto politico o di garanzia? Se è un atto politico come l’emanazione del decreto legge ci troviamo nella categoria degli atti formalmente presidenziali e sostanzialmente governativi. Dove invece l'atto è di garanzia ci troviamo nella categoria degli atti formalmente e sostanzialmente presidenziali. La nomina dei 5 giudici non è un atto politico perché se lo fosse la conseguenza sarebbe che il governo potrebbe nominare i giudici, e quindi potrebbe nominare dei giudici che sono voci della maggioranza politica. Ovviamente non andrebbe bene poiché la corte costituzionale deve svolgere funzione di garanzia. La prassi vede l’atto di nomina dei 5 giudici come un atto di garanzia, sostanzialmente e formalmente presidenziale. La controfirma ministeriale serve solo a svolgere una funzione di controllo sull’operato del presidente della repubblica, infatti ci sono dei requisiti soggettivi che si devono tenere in conto.
- 5 sono eletti dal parlamento in seduta comune. La modalità di elezione: è richiesta una maggioranza qualificata, ovvero una maggioranza superiore alla maggioranza richiesta per le deliberazioni. Viene quindi prima richiesta una maggioranza dei 2/3 e poi dei 3/5. Il parlamento quindi decide di 5 giudici, ma non possono essere espressione solo della maggioranza politica. Quindi la politica entra a far parte della corte costituzionale ma non è espressione della maggioranza di governo.
- 5 sono eletti dalle supreme magistrature ordinaria e amministrative. Quindi (ordinaria) la corte di cassazione che ne elegge 3, (amministrative) il consiglio di stato che ne elegge 1 e la corte dei conti che ne elegge 1.
Per il solo caso sul giudizio del presidente della repubblica e quindi quando quest'ultimo viene messo sotto stato d’accusa, i 15 giudici della corte costituzionale sono integrati con altri giudici (16, eletti e scelti dal parlamento in seduta comune). Questi 31 giudici dovrebbero partecipare al collegio e giudicare il presidente della repubblica. Questo è avvenuto solo negli anni '70, per la messa sotto accusa non del presidente ma di alcuni ministri.
I giudici costituzionali durano in carica 9 anni, in questi anni sono sottoposti a un regime severo di incompatibilità. 9 anni è un tempo lungo relativamente al tempo delle altre cariche e degli altri organi costituzionali. Perché 9 anni? E perché non sono rieleggibili? Perché la lunga durata della camera è garanzia di indipendenza. Se la carica durasse poco e se fosse rieleggibile, il giudice cercherebbe favoritismi, e di assecondare gli elettori per ottenere la rielezione. Questo per un organo di garanzia, non politico sarebbe fortemente patologico.
Le funzioni della corte costituzionale
Ce lo dice l’articolo 134. Una funzione è stata aggiunta con la legge costituzionale del 1951, quella sull'ammissibilità del referendum abrogativo.
- Interviene sulle controversie della legittimità costituzionale. La costituzione e la legge si pongono su due piani diversi, la legge è subordinata alla costituzione, se c'è conflitto e quindi antinomia tra le due, interviene la corte costituzionale.
- Giudizio sulle leggi. Senza la corte costituzionale la maggioranza politica potrebbe modificare con la legge l'ordinamento politico a suo piacimento, e quindi eliminare i diritti di chi non è maggioranza politica.
In che modo la corte costituzionale giudica sulle controversie delle leggi?
La costituzione non ne parla, ma rimanda a una successiva legge costituzionale. Legge costituzionale 1 del '48, fatta all’indomani dell’approvazione della costituzione. In che modo giudica sulle controversie?
Dobbiamo dire che solo il presidente della repubblica è un organo di garanzia attivo, mentre la corte costituzionale non si attiva da sola, ma chiede che qualcuno la chiami in causa per la sua attivazione. La corte costituzionale quindi non opera d’ufficio. Inoltre nel nostro ordinamento non esiste un ricorso diretto dell’individuo. Infatti il cittadino leso di un diritto costituzionale non può rivolgersi direttamente alla corte, ci sono altri apparati dello stato che possono rivolgersi. Ci sono due meccanismi di accesso diversi:
- Via incidentale. Quello più ordinario attraverso cui la corte costituzionale viene chiamata in causa per il giudizio di legittimità delle leggi, passa attraverso un giudice comune. Quando avviene? Quando nel corso del loro giudizio stanno avendo a che fare con una legge di cui sospettano l’illegittimità. Si è avuto timore che lasciando la possibilità di andare direttamente alla corte dal cittadino, se ne determinasse un sovraccarico. Infatti il fatto di dover passare davanti a un giudice ordinario fa da filtro. Inoltre si è voluto che la corte costituzionale giudicasse della costituzionalità delle leggi nel momento in cui queste disposizioni vengano applicate a un caso completo, ovvero ci deve essere un incidente in quel giudizio (incidentale). L’incidente in quel giudizio è che il giudice sospetta che la legge da applicare contesta una fonte primaria o la costituzione. Ora l’ordinamento può individuare diverse disposizioni (non c'è contrasto applica la legge, c'è contrasto risolvi il conflitto). In realtà si è voluta attribuire la reale funzione di rilevare il contrasto tra la legge e la costituzione alla corte costituzionale. Quindi il giudice quando rileva un contrasto deve rivolgersi alla corte, dando vita al giudizio costituzionale. In questo modo il giudice sospende il proprio giudizio e solleva una questione di legittimità costituzionale che viene trasmessa alla corte costituzionale.
Quali sono i requisiti per sollevare una questione di legittimità?
- Requisito della rilevanza, la legge deve essere applicata.
- Questione non manifesta infondata, vuol dire che il giudice non deve fondarsi sulla fondatezza della questione di legittimità costituzionale, il giudice deve limitarsi a manifestare una perplessità su quella legge. Questo è sufficiente a sospendere il giudizio e rivolgersi alla corte costituzionale.
- Interpretazione conforme, il giudice rende un enunciato testuale dalla costituzione, codice penale ecc. e tira fuori un possibile significato. Non vi è sempre un unico significato da riferire alle parole delle fonti. Alcuni significati possono essere conformi alla costituzione, altri no. Il giudice deve provare ad applicare la legge, prima di rivolgersi alla corte, in modo e significato conforme alla costituzione.
- Via principale. Significa diretta, ma non del cittadino. L’articolo 127 della costituzione dice che questa via è riservata allo stato e alle regioni. In questo caso non si passa dal giudice. C’è un termine di 60 giorni. Lo stato può porre alla corte costituzionale qualsiasi legge della regione, lamentando qualsiasi violazione della costituzione. La regione invece può rivolgersi alla corte, solo quando una legge dello stato viola una competenza propria della regione (soprattutto violazione art 117, riparto competenze tra legge statale e legge regione).
La corte costituzionale a questo punto svolge un’attività istruttoria, si sofferma sulle disposizioni che le sono state presentate. Quali sono le decisioni della corte costituzionale? Ci sono 3 grandi categorie:
- Inammissibilità, la caratteristica è che la corte costituzionale non entra nel merito della questione. Lo fa prima di entrare nel merito della questione.
- Sentenza di rigetto. La legge non è incostituzionale. Quelle che determinano l’infondatezza della questione, non determinano però una patente di costituzionalità. Questa sentenza dichiara solo l’infondatezza della questione. Un giudice può nuovamente sollevare la questione anni successivi e la corte può dare una risposta positiva invece che negativa, questo perché le leggi cambiano con la costituzione in rapporto al periodo storico.
- Sentenza di accoglimento. La disposizione è incostituzionale, quindi la risposta è positiva. Che succede alla norma di legge in contrasto con la costituzione? Diventa inapplicabile.
- Effetto dell’annullamento della norma, per tutti gli imputati di Italia. La sentenza costituzionale ha effetto anche erga omnes.
Elemento tempo. Vale solo nel futuro o anche nel passato? Effetti retroattivi. Ex tunc, da allora. Si torna indietro fino a coprire tutti i rapporti in essere, ad eccezione dei rapporti esauriti (già chiusi), a meno che non ci siano sentenze penali di condanna (se uno è stato condannato ed è ancora in prigione la sentenza vale).
Appunti 6/12
La corte costituzionale ha adottato delle varianti:
- Al principio di rigetto. La sentenza è quella interpretativa di rigetto. Il modello da cui si parte è la sentenza di rigetto, ma quella interpretativa di rigetto consiste nel fatto che non ci sia un problema di costituzionalità poiché la legge potrebbe essere interpretata in un altro modo. Dichiara quindi una possibile interpretazione della legge che la rende conforme.
- Alle sentenze di accoglimento. Esistono infatti le sentenze manipolative. In questi casi la legge è incostituzionale per altre cose. Per esempio, potrebbe esserci incostituzionalità in ciò che non si dice quindi per l’omissione. Problema legge dei coniugi superstiti anni ’80. Nascono quindi le sentenze additive, quando l’incostituzionalità deriva dal fatto che il legislatore non abbia scritto qualcosa, e quindi la corte costituzionale aggiunge una disposizione per rendere la legge conforme alla costituzione.
Le sentenze additive possono essere:
- Adottive di regola
- Additive di principio, dove la corte costituzionale si limita ad aggiungere un principio, perché non riesce sempre a trovare una regola conforme all’ordinamento. Diritto di anonimato della madre alla nascita del figlio, ricerca della madre biologica da parte del figlio dopo anni. La corte costituzionale dice che ciò che è necessario affinché la legge diventi conforme alla costituzione è che un giudice dopo anni può chiedere alla madre se vuole continuare a rimanere nell’anonimato oppure vuole garantire il diritto del figlio di conoscerla.
Inoltre, oltre al giudice di legge, la corte costituzionale svolge il ruolo di risolutore di conflitti di attribuzione tra poteri dello stato e tra stato e regioni. La costituzione si inventa questa nuova funzione perché c’è l’idea che una serie di conflitti a livelli di grandi poteri dello stato possano essere resi giuridici. Per esempio, il potere di grazia (trattati duumvirali, carattere eccezionale). Nel 2006 però Castelli si mette contro Ciampi che vuole dare la grazia a un condannato, e per affermare che il potere doveva essere solo suo, solleva un conflitto di attribuzione alla corte costituzionale, che rende questo atto sostanzialmente e formalmente presidenziale. Altro esempio, nel ’94, il governo Dini, Mancuso non si trova più nell’indirizzo politico espresso dal governo e quindi nasce un problema questione sfiducia individuale per la prima volta, Mancuso non è d’accordo e solleva una questione di conflitto di attribuzione, in questo caso la corte da ragione al parlamento e non a Mancuso.
Inoltre giudica sulla ammissibilità del referendum abrogativo.
Gli atti normativi
Si usa una metafora: le fonti del diritto. Questa è una metafora, un qualcosa da cui attingere. Sono fonti del diritto tutti quegli atti o fatti che sono abilitati dall’ordinamento giuridico ad innovare: l'ordinamento giuridico è fatto di regole. Ma da dove vengono queste regole? E quali sono le regole che cambiano l’ordinamento giuridico?
Immaginiamo un sistema di regole che vede nelle regole superiori, la fonte da cui sono nate. Ogni regola trae legittimazione da una regola che sta sopra.
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