APPUNTI DI DIRITTO INTERNAZIONALE 25/02/2025
Il diritto internazionale oggi si trova a dover trattare vicende che coinvolgono l’intera umanità e che, pur avendo
riflessi giuridici in senso stretto, si intrecciano con aspetti sociali, politici e culturali di vasta portata.
Un esempio emblematico di questo è la pandemia di COVID-19 che ha segnato il biennio 2020-2021. Si è
trattato di un evento che ha avuto effetti non solo sul piano sanitario, ma anche su quello giuridico, in quanto
ha richiesto una cooperazione globale tra gli Stati. La gestione della salute pubblica, la disciplina del
commercio internazionale e le misure di sicurezza sono diventate necessità per tutti gli Stati, obbligando a
regole comuni in un ambito che prima non si era mai visto sotto una luce così globale.
Nel 2022, l'i nvasione dell'Ucraina da parte della Russia ha rappresentato un altro evento che ha avuto una
rilevanza giuridica internazionale. La guerra non ha coinvolto solo i due Stati belligeranti, ma ha sollevato
l'attenzione di tutte le nazioni del mondo. In questa vicenda, gli Stati non sono stati semplici spettatori; essi
hanno preso posizione, esprimendo il proprio “no facere” nei confronti di un atto di aggressione, delineando
una chiara linea di disapprovazione internazionale. In questo caso, il diritto internazionale, con la sua
attenzione al mantenimento della pace e della sicurezza, si è trovato ad affrontare una violazione grave dei
principi fondamentali che disciplinano le relazioni internazionali.
Nel 2023, un altro dramma ha messo in evidenza l'importanza dei diritti umani: in Brasile, il popolo
Yanomami e altre popolazioni indigene sono stati minacciati dalla distruzione delle loro terre, alimentata dalle
attività illegali di estrazione dell’oro. L'estrazione di minerali ha portato alla contaminazione delle acque con il
mercurio, all’introduzione di malattie mortali e alla violenza sistematica nei confronti di queste popolazioni. Il
rischio di un vero e proprio genocidio è diventato una preoccupazione internazionale, con le comunità
indigene messe in pericolo dalla crescente invasione dei garimpeiros (minatori illegali). In questo caso, il
diritto internazionale si è trovato a dover rispondere alla violazione dei diritti fondamentali di una
popolazione, e il coinvolgimento degli Stati ha evidenziato l'interconnessione tra sovranità territoriale e
tutela dei diritti umani.
Nel 2024, il conflitto tra Hamas e Israele in Palestina ha sollevato questioni giuridiche complesse che non si
limitano ai confini di questi due Stati, ma si estendono a una discussione più ampia riguardante il diritto di
autodeterminazione dei popoli e l'uso della forza come strumento di politica internazionale. Il conflitto ha
fatto emergere le tensioni tra i diritti delle popolazioni coinvolte e la necessità di una risoluzione pacifica delle
dispute internazionali. Questo scenario dimostra come la legittimità della forza e la autodeterminazione
siano problematiche giuridiche che richiedono un’attenzione da parte della comunità internazionale.
La politica estera di Donald Trump ha rappresentato un momento di crisi per il diritto internazionale, con
scelte che hanno minato i fondamenti della cooperazione globale. La sua decisione di aumentare i dazi
doganali e di adottare una posizione di protezionismo ha avuto ripercussioni su tutte le relazioni commerciali
internazionali. Questo esempio evidenzia come un singolo Stato, anche uno di grande rilevanza come gli Stati
Uniti, possa influenzare profondamente il diritto internazionale e la sua applicazione. Tali azioni sono sintomi
di una tensione tra l’indipendenza statale e la necessità di una regolamentazione globale delle interazioni tra
le nazioni.
Una delle ragioni per cui il diritto internazionale assume una rilevanza sempre maggiore oggi, rispetto al passato, è la
interconnessione del mondo
crescente . Con l'avanzamento della tecnologia, lo sviluppo delle armi e
l'intensificazione degli scambi commerciali, le società dei vari Stati non agiscono più in modo isolato. Le questioni che
riguardano un paese, come la pandemia, la delocalizzazione delle imprese, o la criminalità internazionale, si
riflettono sugli altri Stati, creando una rete di relazioni internazionali sempre più stretta.
Un esempio lampante di questa interconnessione è la questione dell'intelligenza artificiale, un tema che non riguarda
più solo un singolo Stato, ma è un problema globale che necessita di regolamentazione internazionale. La
cooperazione tra Stati è essenziale per garantire che tali tecnologie non vengano utilizzate in modo dannoso, ma siano
sviluppate e applicate in modo sicuro ed equo. ordine di relazioni internazionali
Il diritto internazionale si manifesta, quindi, come un che vanno oltre i confini
territoriali di ciascun Stato. Gli Stati non sono entità isolate, ma fanno parte di un sistema globale interconnesso. La
societas di ciascun Stato si inserisce in una società internazionale più ampia. Il principio latino "ubi societas, ibi ius"
afferma che, dove c’è una comunità, vi è un diritto che ne regola le dinamiche interne. Questo concetto di società
internazionale implica che le regole che disciplinano le relazioni tra gli Stati non siano soltanto di competenza di
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equilibrio globale
singoli ordinamenti nazionali, ma necessitano di un , che deve essere garantito attraverso un diritto
comune a livello internazionale.
Nonostante la crescente interconnessione tra gli Stati, la centralità dello Stato rimane fondamentale nel contesto del
depositari del diritto
diritto internazionale. Gli Stati sono , custodi degli interessi e dei diritti dei propri cittadini, e
sono anche i principali soggetti della comunità internazionale. La definizione di Salerno afferma che il diritto
internazionale è il diritto che regola il destino e la corresponsabilità delle autorità statali, un diritto che è comune
agli Stati. In questo senso, lo Stato è l’autorità che si fa carico di disciplinare le relazioni internazionali, garantendo
che l'ordine globale si sviluppi in modo equilibrato e giusto.
SOCIETAS
Il diritto internazionale è il diritto che regola le relazioni tra gli Stati. Ma come si è arrivati a questa definizione? Per
societas
comprendere a fondo il diritto internazionale, dobbiamo partire dal concetto di " ". La societas rappresenta la
comunità degli Stati, che non è un'entità fisica, ma una realtà giuridica. In altre parole, la società degli Stati non ha una
struttura tangibile, ma è regolata da un sistema normativo che detta le regole per la loro interazione. Il diritto
internazionale è quindi il diritto dei diritti, ovvero il diritto che stabilisce l'ordine all'interno della comunità
internazionale, garantendo un equilibrio tra i vari Stati.
Per capire come il diritto internazionale si relazioni con gli Stati, è fondamentale soffermarsi sul concetto di stato. La
statualità o staterood è l'essenza dell'essere uno Stato, ed è espressa principalmente attraverso il concetto di sovranità.
un'unica autorità
Ma cosa significa sovranità? La sovranità è un concetto che denota l'esistenza di all'interno di un
determinato territorio. La sovranità implica che uno Stato eserciti un potere esclusivo e indivisibile su un dato
territorio e sulla sua popolazione.
Il termine stesso di "sovranità" deriva dal latino superanus, che significa "collocato al punto più alto", in quanto la
sovranità rappresenta il vertice dell'autorità all'interno di un determinato territorio. Lo Stato, attraverso i suoi
organi (governo, parlamento, etc.), deve garantire l'ordine interno, risolvendo i conflitti tra i vari organi e agendo come
l'assenza di un'autorità superiore
unica fonte di autorità. Questo principio di sovranità implica , come sottolineato
Ugo Grozio superiorem non
dal giurista del Cinquecento , che ha affermato che gli Stati sono "
recognoscentem ", cioè non riconoscono un'autorità superiore. In altre parole, uno Stato è sovrano proprio perché
non ammette alcuna autorità esterna che possa interferire nelle sue decisioni interne. Se esistesse un'autorità
centrale che impone leggi e risolve le controversie, gli Stati non sarebbero più sovrani. Questo è uno degli aspetti
fondamentali del diritto internazionale: non esiste un governo mondiale con il potere di applicare la legge sugli Stati.
Di conseguenza, le norme internazionali sono il prodotto della prassi degli Stati, delle loro consuetudini e degli
accordi reciproci.
Una massima francese esprime bene questa natura del diritto internazionale: esso è un diritto che non ha né leggi, né
giudici, né poliziotti. In sostanza, il diritto internazionale si regge su un sistema decentralizzato, dove le decisioni
vengono prese dai singoli Stati o tramite arbitrati che vengono scelti volontariamente dagli Stati stessi. Questo significa
che non esiste una giurisdizione obbligatoria per la risoluzione delle controversie: ogni Stato può decidere di risolvere le
sue dispute internazionali attraverso mezzi di autotutela, ma anche attraverso il ricorso a istituzioni come le Nazioni
Unite, che offrono meccanismi per la risoluzione pacifica delle controversie.
Questa visione si è poi consolidata con il passaggio dall'era medievale alla nascita dello Stato moderno. Nel
Medioevo, infatti, l'Europa era caratterizzata da una pluralità giuridica, dove il diritto era frammentato e determinato
da più fonti: il diritto romano, quello della Chiesa, e quello dei mercanti. Solo con il declino dell'Impero Romano e
l'emergere di Stati sovrani, l'Europa ha iniziato a strutturarsi come un insieme di Stati indipendenti.
Nel periodo compreso tra il 1300 e il 1500, l'Europa inizia a consolidarsi come una serie di Stati sovrani, separati dalle
influenze esterne, come quelle della Chiesa o dell'Impero. La fine dell'Impero Romano nel 476 d.C. ha creato un
vacuum giuridico, un vuoto normativo che ha contribuito alla nascita di nuovi regimi politici e alla scomposizione
delle strutture giuridiche romane. La Chiesa ha continuato a esercitare una forza unitaria in Europa, ma lentamente
la struttura politica degli Stati ha preso piede, risolvendo i conflitti e instaurando una nuova forma di autorità.
Niccolò Machiavelli , nel suo trattato Il Principe (1504), teorizzò la nascita dello Stato moderno, distinguendolo tra
repubbliche e principati. Secondo Machiavelli, lo Stato moderno si distingue dall'esperienza giuridica medievale, che
era caratterizzata dalla pluralità di fonti giuridiche e da una visione unitaria dell’Impero Romano. Il diritto
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internazionale, quindi, nasce in Europa tra il XV e il XVI secolo, con la definizione di sovranità e l'emergere degli
Stati moderni che iniziano a strutturarsi in un sistema internazionale.
Con la nascita degli Stati moderni e l'affermarsi del diritto internazionale, si è data vita a un sistema che cerca di
disciplinare le interazioni tra Stati indipendenti, ciascuno con il suo diritto sovrano, ma tutti legati da una rete di
norme internazionali che li regolano nel rispetto della sovranità reciproca.
Il diritto internazionale, come lo concepiamo oggi, è quindi il prodotto di un lungo processo storico che ha radici
Pace di Westfalia
profonde nel 16° e 17° secolo. Una delle tappe fondamentali in questo percorso è la (1648), che
segnò la fine della Guerra dei Trent'Anni, un conflitto che aveva visto gli Stati cercare di affermare un potere
universale, spesso in opposizione l'uno con l'altro. La fine di questa guerra ha portato a una visione radicalmente
nuova delle relazioni internazionali: gli Stati sono diventati entità sovrane indipendenti e la territorialità europea si è
strutturata attorno alla figura dello Stato nazionale.
IL DIRITTO CONSUETUDINARIO E GLI ACCORDI TRA STATI
consuetudine
Il diritto internazionale si sviluppa principalmente attraverso la , che riflette la prassi degli Stati. La
continua interazione tra gli Stati porta alla creazione di norme consuetudinarie che regolano le loro relazioni. Queste
consuetudini si consolidano nel tempo, formando un quadro di norme comuni che consentono una certa stabilità nelle
relazioni internazionali. Un aspetto centrale del diritto internazionale è che esso non ha un'autorità centrale che
impone le regole, ma piuttosto si fonda su un sistema di consuetudini derivante dalle pratiche e dagli accordi tra gli
Stati. norme pattizie
Al fianco delle consuetudini, si sviluppano anche le : accordi formali tra gli Stati che sono vincolanti
per le parti coinvolte. Questi accordi diventano parte integrante del diritto internazionale e, pur non essendo
sovraordinati, costituiscono un fondamentale strumento di regolazione delle relazioni internazionali.
Un altro aspetto fondamentale del diritto internazionale riguarda il trattamento degli stranieri e le missioni
diplomatiche. Gli Stati stabiliscono regole per proteggere i diplomatici e le ambasciate in altri Stati. Questi
rappresentanti ufficiali godono di immunità, e qualora vengano attaccati, il loro trattamento diventa una questione di
diritto consuetudinario. Inoltre, ci sono spazi comuni come il mare o l' Antartide, che non sono soggetti a sovranità
nazionale, ma sono regolati dal diritto internazionale in quanto considerati beni comuni che vanno tutelati da tutti gli
Stati. LA FORZA COME ULTIMA RISORSA: LA COOPERAZIONE TRA STATI
coesistenza pacifica tra gli Stati
Il diritto internazionale, per secoli, si è concentrato sulla . Questo si traduceva in un
insieme di regole che garantivano che gli Stati potessero vivere fianco a fianco senza interferire nei rispettivi affari
guerra lecita
interni. Un aspetto importante era che, pur essendo la , non era lecito imporre il proprio diritto in un altro
Stato. Gli Stati, pur riconoscendo il diritto alla guerra, non potevano interferire nelle questioni interne di altri Stati,
evitando che un giudice di un paese applicasse la sua giurisdizione su un altro Stato.
Nel diritto internazionale, la forza è l'ultimo strumento per risolvere le controversie. Gli Stati possono cooperare tra
loro per far rispettare il diritto internazionale, come dimostrato dal conflitto in Ucraina: gli Stati si sono uniti per
applicare sanzioni e intervenire diplomaticamente, ma la forza armata è l'ultima risorsa quando tutti gli altri strumenti
falliscono.
Il diritto internazionale esiste proprio perché gli Stati, pur essendo sovrani e indipendenti, hanno bisogno di coesistere
limitazioni reciproche
pacificamente. Le che gli Stati accettano sono il fondamento di questo sistema. Sebbene non
esista una forza centrale che imponga le leggi internazionali, gli Stati si impegnano a rispettare le regole di coesistenza
attraverso accordi e consuetudini, che vengono amministrati in modo sui generis, adattato alla natura degli Stati
sovrani.
In conclusione, il diritto internazionale è un diritto che non ha una struttura gerarchica come quella degli Stati interni.
Gli Stati sono entità sovrane che non riconoscono un'autorità superiore, ma cooperano tra loro per stabilire un ordine
internazionale. Questo ordine si fonda su consuetudini, accordi e norme pattizie che regolano la coesistenza degli
Stati. Le controversie vengono risolte attraverso arbitrati e meccanismi di risoluzione pacifica, senza l'intervento di una
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forza centrale. La forza rimane l'ultimo strumento per la risoluzione delle dispute, ma, in generale, il sistema di diritto
internazionale si regge sulla cooperazione e il rispetto reciproco tra gli Stati sovrani. 26/02/2025
IL DIRITTO INTERNAZIONALE: FONDAMENTI E SOGGETTIVITÀ
Il diritto internazionale è un sistema giuridico che regola i rapporti tra gli Stati e altre entità internazionali, come le
organizzazioni intergovernative, con l’obiettivo di garantire una convivenza pacifica. Si fonda su principi di
volontarietà e rispetto delle regole per assicurare la stabilità nelle relazioni internazionali.
Trattato e Volontarietà: Un trattato internazionale è un accordo che vincola soltanto le parti che decidono di aderire,
ovvero solo quegli Stati che manifestano esplicitamente la volontà di essere vincolati. La sua forza giuridica dipende
dalla volontà degli Stati e può coinvolgere aspetti di diritto interno che si riflettono sulla normativa internazionale.
Nel diritto internazionale, la normativa si compone sia di diritto scritto (trattati, convenzioni) che di diritto non scritto
(consuetudini internazionali). Questi strumenti sono essenziali per la regolazione delle interazioni tra Stati, con
particolare attenzione al rispetto delle regole per una coesistenza pacifica.
Tre Aspetti Fondamentali del Diritto Internazionale
1. Fonti del diritto internazionale: Sono le modalità e gli strumenti attraverso i quali si crea e si applica il diritto
internazionale (trattati, consuetudini, atti unilaterali degli Stati, decisioni giuridiche).
2. Uso della forza: Un aspetto fondamentale riguarda la proibizione dell'uso della forza nelle relazioni
internazionali, regolato principalmente dalla Carta delle Nazioni Unite.
3. Accertamento del diritto e responsabilità: Come vengono accertati i diritti e le violazioni a livello
internazionale e quali sono le responsabilità degli Stati in caso di danno.
4. Regole materiali di rilevanza consuetudinaria: Si trattano principi come i diritti umani, il trattamento degli
agenti diplomatici, la protezione degli stranieri, il diritto del mare, il diritto ambientale e altri ambiti di
.
rilevanza internazionale
SOGGETTIVITA’: QUALI SONO I SOGGETTI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE?
Come per ogni sistema giuridico, i soggetti del diritto internazionale sono quelli che fanno parte della societas stessa, e
Stati
nel caso specifico del diritto internazionale, sono gli i s
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