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Appunti per l'esame

Seconda parte del libro

Europa · Inghilterra · Stati Uniti · Francia · Germania

Costituzionalismo comparato · Fonti dei diritti · Forme di governo

Parte prima — Appunti narrativi completi

1. Europa: CEDU e Carta di Nizza

La Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo (CEDU, 1950)

La CEDU e' stata approvata dal Consiglio d'Europa nel 1950. E' fondamentale distinguere il Consiglio d'Europa dall'Unione europea: il primo e' un'organizzazione internazionale ben piu' ampia (conta oggi 47 Stati, incluse Russia e gran parte dei Paesi ex-sovietici; al momento dell'adozione erano solo 13). I due enti sono del tutto separati e non vanno mai confusi.

Il tratto piu' caratteristico della CEDU e' l'istituzione della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (Corte EDU), disciplinata dall'art. 19 e seguenti. Ha sede a Strasburgo. Questa Corte non va assolutamente confusa con la Corte di Giustizia dell'UE, che appartiene all'ordinamento istituzionale dell'Unione Europea e ha sede a Lussemburgo: sono due tribunali distinti, con basi giuridiche, competenze e sedi diverse.

La funzione della Corte EDU e' vigilare sul rispetto dei diritti fondamentali da parte degli Stati aderenti. La sua giurisdizione e' pero' sussidiaria: l'art. 35 CEDU stabilisce espressamente che la Corte puo' intervenire solo dopo che siano stati esauriti tutti i rimedi giurisdizionali previsti dall'ordinamento interno. In altri termini, il ricorso a Strasburgo e' uno strumento di 'ultima istanza', accessibile solo quando lo Stato non sia riuscito a tutelare il diritto con i propri meccanismi.

Esame — Distinzioni fondamentali: CEDU = Consiglio d'Europa (47 Stati) = Corte EDU = Strasburgo. Carta di Nizza = UE (27 Stati) = Corte di Giustizia = Lussemburgo. Giurisdizione CEDU: sussidiaria (art. 35): interviene solo dopo esaurimento rimedi interni.

La Carta dei diritti fondamentali dell'UE (Carta di Nizza, 2000)

La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea viene redatta da una Convenzione costituita ad hoc e proclamata a Nizza nel 2000. Per anni il suo regime giuridico e' stato oggetto di dibattito: si discuteva se fosse vincolante o avesse mero valore politico-dichiarativo. La questione viene risolta dal Trattato di Lisbona (2007), che la inserisce formalmente nel corpo dei Trattati europei, portandola al vertice delle fonti dell'ordinamento sovranazionale, al pari dei Trattati stessi.

La Carta e' definita come una sorta di 'bill of rights' europeo, e ha un carattere prevalentemente ricognitivo: richiama e sintetizza le tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri senza introdurre significative innovazioni. Non e' tuttavia un testo secondario: rappresenta una tappa decisiva nel percorso di costruzione europea perche' segna il passaggio concettuale 'dal mercato ai diritti', superando l'approccio meramente funzionalistico che aveva caratterizzato le origini dell'integrazione europea.

Si tratta di un documento rivolto anche agli Stati terzi e a quelli aspiranti all'adesione, nel senso che esplicita i valori fondanti dell'UE. La struttura della Carta si differenzia da quella delle Costituzioni statali: e' articolata in un Preambolo, Disposizioni generali e sei Capi tematici: Dignita', Liberta', Uguaglianza, Solidarieta', Cittadinanza, Giustizia. Due elementi caratteristici: la Carta non indica i limiti ai diritti che riconosce, e non prevede doveri che dovrebbero bilanciare i diritti dichiarati.

2. Inghilterra: evoluzione del costituzionalismo

Le origini medievali: la conquista normanna e il feudalesimo (1066)

Il costituzionalismo inglese affonda le sue radici nella conquista normanna del 1066: Guglielmo il Conquistatore, Re dei Normanni, vince la battaglia di Hastings, occupa l'Inghilterra e spoglia la nobilta' fondiaria anglosassone dei propri possedimenti, ridistribuendo le terre ai propri vassalli con ampia autonomia di governo. Il feudalesimo inglese e' simile a quello continentale: le terre vengono concesse dal Re ai Baroni (al vertice della gerarchia), che a loro volta possono concederle ad altri vassalli. Chi e' incluso nel feudo giura fedelta' al sovrano e riceve in cambio protezione e terre da coltivare.

In meno di due secoli, il sistema mostra i primi segni di crisi per la crescente contrapposizione tra Re e Baroni. Si radica in quest'epoca l'idea fondante di un potere sovrano limitato, di natura pattizia, fondato su accordi. Cio' trova conferma nell'adozione di Carte medievali sottoscritte dal Sovrano che regolano i rapporti con i Baroni e con il Clero. La Magna Carta non e' la prima: vi sono la Charter di Enrico I (1100), le due Charters of Stephen (1135 e 1136) e le Constitutions of Clarendon (1164). La Magna Carta del 1215 e' pero' la piu' importante, organica e nota.

La Magna Carta Libertatum (1215): contesto storico e contenuto giuridico

Giovanni Senzaterra (Plantageneto) succede al fratello Riccardo I Cuor di Leone. A differenza del fratello — famoso per le gesta nelle Crociate — Giovanni si distingue per una gestione rovinosa, perdendo tutti i possedimenti nell'Europa continentale, inclusa la Normandia. Il Re entra in forte contrasto con Papa Innocenzo III per la nomina del nuovo Vescovo di Canterbury, Stephen Langton: nel 1207 l'Inghilterra viene colpita da interdetto papale, e nel 1209 Giovanni e' scomunicato. Nel 1213 tenta di riconquistare i possedimenti persi, finanziando l'esercito grazie ai Baroni, ma la spedizione si risolve nella devastante sconfitta di Bouvines (1214). Mentre si dirige verso Windsor nel 1215, viene fermato nella piana di Runnymede da una delegazione di nobili e clero guidata dall'arcivescovo Langton, che gli sottopone la Carta minacciando la sedizione armata. Il Re accetta di firmarla.

La Magna Carta e' composta da un'introduzione e 63 disposizioni analitiche, molte delle quali riguardano questioni prettamente feudali. Le innovazioni costituzionali fondamentali sono quattro.

  • Primo: viene superata la rigida ripartizione per status, estendendo tutela e garanzie alla generalita' degli uomini liberi (freemen).
  • Secondo: si introduce il nesso tra tassazione e rappresentanza (artt. 12 e 14 vietano tributi senza il consenso del commune consilium regni), anticipando il futuro 'no taxation without representation'.
  • Terzo: l'art. 39 sancisce il celebre habeas corpus (letteralmente 'che abbia un corpo'): la liberta' personale puo' essere limitata solo con specifiche accuse valutate da un giudice secondo procedura predeterminata.
  • Quarto: gli artt. 60 e 63 riconoscono il diritto di resistenza armata qualora il Re violi l'impegno solenne di osservare la Carta.

La Magna Carta viene confermata ben 38 volte nei primi 100 anni.

Lo sviluppo del Parlamento medievale (XIII-XIV sec.): dai pre-Parlamenti al Trecento

Gli artt. 12 e 14 della Magna Carta prevedono la necessita' di assemblee per deliberare sull'imposizione di tributi. Nel corso del Duecento si diffonde l'usanza di convocare 'Parlamenti': assemblee ad hoc per questioni specifiche. Il termine 'Parlamento' indica inizialmente un fatto oggettivo o addirittura un luogo, non un'istituzione stabile. Alcuni autori parlano di 'pre-Parlamenti', poiche' queste assemblee mancano sia del profilo funzionale (non legiferano, ma dichiarano la legge consuetudinaria), sia del profilo strutturale (ogni partecipante siede in virtu' di prerogative personali, non in rappresentanza di una comunita').

Nel corso del Trecento l'istituto parlamentare trova definitiva conferma su quattro fronti: modalita' di convocazione (riunione separata di Nobili, Comuni e Clero); composizione (componente non elettiva + elettiva); periodicita' (le riunioni diventano regolari); aumento delle funzioni, pur ancora non legislative. La crescente importanza del Parlamento e' dimostrata dal fatto che nel 1399 e' il Parlamento stesso a porre fine alla dinastia dei Plantageneti, deponendo Riccardo II e accettando Enrico IV Lancaster. Nel 1485, Enrico Tudor convoca subito il Parlamento per farsi ratificare la conquista del trono con l'Act of Confirmation of Henry VII.

I Tudor e la svolta parlamentare del Cinquecento: lo Supremacy Act (1534)

La vera svolta si ha con Enrico VIII, salito al trono nel 1509. La sua visione del rapporto con il Parlamento e' chiara dal discorso dell'incoronazione: 'Noi non siamo cosi' elevati nella nostra funzione reale che durante le sessioni del Parlamento, quando noi come testa, voi come membri, siamo congiunti e uniti in un unico corpo politico'. L'importanza di questa unione emerge con lo scisma anglicano: la nuova religione anglicana viene 'creata' con un atto parlamentare, lo Supremacy Act del 1534. La fondazione per atto parlamentare della nuova Chiesa sancisce la portata costitutiva e creatrice degli atti parlamentari: i Parlamenti rinascimentali possono creare regole prima inesistenti, non piu' soltanto dichiarare la legge consuetudinaria.

Il rinnovamento Tudor ha un brusco arresto con Maria I Tudor (la Cattolica, detta Bloody Mary, 1553-1558), che torna al cattolicesimo e si assoggetta alla Spagna. Le succede Elisabetta I (figlia di Enrico VIII e Anna Bolena), che riafferma l'anglicanesimo con un nuovo Supremacy Act (1559). Elisabetta I muore senza eredi diretti nel 1603, lasciando il trono a Giacomo I Stuart.

Gli Stuart e la lotta per il potere: dalla Petition of Right alla guerra civile

Giacomo I Stuart persegue obiettivi assolutistici: scioglie piu' volte la parte elettiva del Parlamento, marginalizza i leader parlamentari, lascia lunghi intervalli tra una convocazione e l'altra. Suo figlio Carlo I (1625) esaspera ulteriormente la contrapposizione. Impone nuovi tributi senza il consenso parlamentare per finanziare gli sforzi bellici nella Guerra dei Trent'Anni (1618-1648). Il Parlamento risponde con la Petition of Right (1628):

  • Nessun tributo senza l'assenso del Parlamento;
  • Nessun soggetto privato della liberta' o delle sue proprieta' senza regolare processo;
  • Divieto di acquartieramento (nessuno obbligato ad accogliere soldati in casa).

Carlo I accetta formalmente (dichiarando 'soit fait comme il est desire'), ma ha in animo di non rispettarla: scioglie il Parlamento e non lo convoca per oltre dieci anni.

Nel 1640 le pressioni belliche lo costringono a riconvocare il Parlamento per approvare nuove imposte. Il Parlamento risponde riproponendo la Petition of Right; il Re lo scioglie dopo meno di un mese (il cosiddetto 'Parlamento breve'). Le ulteriori pressioni lo costringono a convocarne un altro. Nel 1642 Carlo I fa ingresso armato nella Camera dei Comuni nel tentativo — fallito — di arrestare i leader parlamentari. Scoppia la guerra civile, vinta dalle forze parlamentari guidate da Oliver Cromwell (a capo degli Independents, l'ala piu' radicale dei Comuni). E' il Parlamento stesso a condannare a morte Carlo I e a dichiarare nel 1649 l'Inghilterra Free Commonwealth (libera Repubblica).

L'Instrument of Government (1653): l'unica Costituzione scritta inglese

La guida di Cromwell si trasforma rapidamente in dittatura: nel 1653 il Lord Protettore scioglie il Parlamento. Il progetto di governo e' contenuto nell'Instrument of Government (1653): l'unica Costituzione scritta della storia inglese, composta da 42 articoli. Prevede un Lord Protettore con incarico elettivo a vita, titolare del potere esecutivo e in posizione di preminenza sul Parlamento (che verra' presto sciolto di nuovo).

L'apparente impostazione libertaria e' presto vanificata dall'esercizio del potere in modo dittatoriale. Cromwell muore di malaria nel 1658.

La Restaurazione, l'Habeas Corpus Act (1679) e la Glorious Revolution (1688)

Dopo la morte di Cromwell si apre la strada alla Restaurazione degli Stuart. Nonostante le rinnovate tensioni, nel 1679 viene adottato l'Habeas Corpus Act: impone di presentare le persone private della liberta' personale entro 3 giorni davanti al giudice, con un'accusa formale. Le tensioni esplodono definitivamente nel 1685 quando sale al trono il cattolico Giacomo II: i contrasti e le paure dei sudditi portano nel 1688 a un'insurrezione popolare che lo costringe alla fuga.

Si apre la Glorious Revolution, condotta senza spargimenti di sangue. Il Parlamento si autoconvoca, dichiara Giacomo II abdicatario e offre la Corona a Guglielmo d'Orange e a sua moglie Maria II Stuart (figlia di Giacomo II). Guglielmo marcia su Londra con le proprie insegne: 'Per la religione protestante e per il libero Parlamento'. Il Re sale al trono non per diritto divino ma per volonta' del Parlamento: e' un cambiamento simbolico e sostanziale. Il Bill of Rights (1689) e' la pietra miliare: elaborato dalla Camera dei Comuni e sottoscritto dal Re, rinnova il patto sociale. Riprende le idee di John Locke: separazione dei poteri, garanzie delle liberta' individuali.

Contenuti principali:

  • Separazione tra potere legislativo ed esecutivo;
  • Diritto a libere elezioni;
  • Liberta' di parola in Aula;
  • Verifica dei poteri parlamentari;
  • Liberta' personale e sacralita' della proprieta';
  • Presunzione di innocenza;
  • Divieto di cauzioni eccessive e pene crudeli.

Il Bill of Rights e' ancora oggi uno dei documenti piu' importanti del costituzionalismo occidentale e ha ispirato la Dichiarazione dei diritti della Virginia (1776) e il Bill of Rights nordamericano (1791).

L'Act of Settlement (1701) e la nascita del governo parlamentare

L'Act of Settlement del 1701 nasce come legge sulla successione al trono: prevede che essa possa avvenire solo tra eredi protestanti. La sua importanza storica e' immensa. Quando nel 1714 muore la Regina Anna Tudor senza eredi diretti, la Corona passa al primo erede protestante: Giorgio di Hannover (Re Giorgio I). La tradizione vuole che Giorgio I, non parlando inglese e disinteressandosi alle vicende di governo, favorisca una progressiva trasformazione: il Cabinet smette di rispondere al Re e inizia a rispondere al Parlamento. Cio' trov

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Scienze giuridiche IUS/08 Diritto costituzionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Picci1cami di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale e comparato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Cuocolo Lorenzo.
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