Corporate 24/02
Corporate è dedicato a imprese di grandi dimensioni. l’attività di corporate è dedicata a consulenza e servizi
finanziari.
Non tutte le banche possono fare queste attività perché è un’attività di natura specialistica svolta da quegli
intermediari bancari che presentano adeguate strutture organizzative e di elevata qualità del team aziendale,
attesi i livelli di professionalità richiesti che spaziano dalla finanza, alla consulenza legale alla guida delle
imprese nelle loro scelte strategiche e d’investimento.
È una consulenza globale inerente alla finanza dell’impresa.
Queste banche del punto di vista di rischio sono poco rischiose ed altamente remunerative ma hanno
ovviamente un rischio reputazionale ma non hanno rischi patrimoniali.
Le attività dell’intermediario bancario specializzato nell’offerta di prodotti e servizi alle imprese
dimensionalmente maggiori sono:
- Investiment banking
- corporate finance: consulenza svolta nella consulenza dell’impresa , si può anche estendere al profilo
strategico dell’impresa
-corporate leading: ad esempio come forma di prestiti di sindacato, ovvero i prestiti h vengono fatte da un
pull di anche che forniscono capitali che sono gestite dal capofila
- finanza strutturata
-Merchant banking: è simile al private equity ma differente… fanno azioni principalmente speculative.
Questa si occupa di comprare la partecipazione immediatamente prima della tassazione sul mercato,
accompagna l’impresa nel mercato e dopo che è quotata esce immediatamente. Quindi lo scopo è
estremamente speculativo .
-Risk management : gestione dei rischi dell’impresa a chi io faccio consulenza.
L’attività d’investiment banking consiste nel supportare le imprese che intendono finanziarsi attraverso
l’emissione di titoli azionari e obbligazionari… copia Il servizio si articola in tre fasi.
Fase 1 ORGANIZATION
Avvia emissione azionaria o obbligazionaria ed è effettuata dall’intermediario attraverso la promozione
presso imprese, governi e istituzioni finanziarie dell’iniziativa. Questa prima fase è un’attività di ricerc a.
Ricerca che viene fatta circa i potenziali acquirenti.
Fase 2 ADVISOR E ARRANGING
Rappresentano le attività di organizzazione degli aspetti economici legali e fiscali a cui segue
l’organizzazione del pool di banche che si occuperà delle vendite dei titoli. Questa è una attività tecnica.
Queste attività presuppongono un elevata specializzazione dell’intermediario e richiedono una accertata
esperienza sulla condizione dell’aerazione al fine del buon fine del collocamento dei titoli. Però bisogna fare
attenzione perché non tuti gli intermediari bancari hanno i rifili dimensionali e organizzativi adeguati per lo
svolgimento di questa attività.
Fase 3 DISTRIBUZIONE E SELLING
Riguarda l’attività d classamento dei titoli presso i profili degli investitori e richiede una capacita di selling.
Questa attività si sostanzia nella capacità dell’intermediario di agire su vasta scala nazionale….
Lezione 2 ascolta registrazione
L'attività di corporate finance
Riguarda l'insieme dei servizi di ottimizzazione delle scelte finanziarie delle imprese avendo riguardo alla
individuazione dei fabbisogni finanziarie e la ricerca delle opportunità di finanziamento più adeguate.
E' una attività tipicamente consulenziale a cui si associa la ricerca dei fondi necessari alla copertura dei
fabbisogni finanziari (fund raising).
Nel corporate finance rientrano anche i servizi di:
Merger and acquisitions (M&A): Riguarda l'attivita di disinvestimento dell'impresa o di acquisizione di
imprese concorrenti e non. Attiene anche la costituzione di joint ventures nazionali e internazionali
Corporate restructuring: Riguarda l'attività di soluzione delle difficoltà finanziarie dell'impresa attraverso la
proposizione di piani di salvataggio o di ricerca di partner.
Merchant banking
Riguarda l'acquisizione di partecipazioni temporanee non maggioritarie nella proprietà delle imprese non
finanziarie.
Il merchant banking è, generalmente, finalizzata al classamento delle azioni dell'impresa emittente sui
mercati finanziari. E' rivolta alle imprese di grandi dimensioni e già operanti nel settore di attività.
Differisce dalle operazioni di private equity, le cui caratteristiche tecniche sono uguali, ma diversi sono i
tempi e le imprese target:
- Operazioni di durata media e lunga
- Interventi partecipativi in imprese medio piccole
- Possibilità di partecipazione in imprese nella fase di start-up (venture capital)
L'attività di corporate lending
Rappresenta l'insieme dei servizi di finanziamento effettuati dalle banche e si identifica con quella che
svolgono le "banche commerciali". L'attività di lending costituisce un servizio ausiliario all'attività propria di
investment.
Nel lending il ruolo dell'investment banking non sempre è quello di finanziatore e in questo caso rientra fra
quella caratteristica dei servizi di "corporate finance".
Lending a breve termine: Riguarda l'attività di finanziamento per esigenze di tesoreria (denaro caldo) o di
capitale circolante (smobilizzo crediti, anticipo su fatture, ecc.).
Lending medio e lungo termine: Riguarda i finanziamenti destinati all'effettuazione di investimenti, la cui
utilità si protrae per più esercizi (mutui, leasing, ecc.).
L'attività di finanza strutturata
Attiene l'organizzazione di operazioni per conto delle imprese clienti costruite in funzione dei flussi di cassa
che consente di generare il progetto di investimento.
Fanno parte delle operazioni di finanza strutturata:
- Project finance: realizzazione di opere pubbliche od opere di pubblica utilità, la cui sostenibilità finanziaria
è data dalle entrate prospettiche future
- Securitisation: attiene la cartolarizzazione di crediti, ossia la loro trasformazione in strumenti finanziari
negoziabili sul mercato e presso investitori pubblici e privati
- Leverage finance: operazioni attraverso le quali l'impresa frutta il vantaggio della leva finanziaria per la
realizzazione di progetti di ristrutturazione aziendale e ricambi proprietari
Le logiche organizzative e gestionali del credit risk
Lezione 3 26/02
Credit Risk management
L'architettura del processo di credit risk management nelle banche richiede la definizione di aree di analisi e
informative volte a rappresentare in maniera analitica le dinamiche riguardanti l'insieme delle variabili
influenti sull'insorgenza dei rischi.
Nell'ambito della progettazione delle logiche organizzative e gestionali del credit risk management assumono
rilevanza due tipologie principali di analisi, finalizzate alla costruzione di un giudizio sotto forma di rating da
attribuire al soggetto sottoposto ad indagine.
Analisi fondamentale
• Studio delle caratteristiche e dei fenomeni aziendali
• Esame delle condizioni di scenario in cui opera l'impresa
• Posizionamento dell'impresa nel mercato
• Assetti patrimoniali
Analisi andamentale
• Studio dei comportamenti finanziari dell’impresa con il sistema bancario e la banca affidante
• Analisi delle forme tecniche di finanziamento
• Dinamiche dell'indebitamento management
Risk management
Riguarda l'offerta di prodotti e servizi finalizzati alla gestione delle problematiche legate ai rischi cui incorre
l'impresa.
Si basa sulla costruzione di soluzioni finanziarie più adatte alle esigenze delle imprese clienti.
-offerta di strumenti finanziari derivati per la gestione dei rischi di tasso, cambio, credito;
- attività di consulenza rivolta alla costruzione di modelli per
la misurazione dei rischi dell'impresa.
Questo identifica l’ambito di analisi.
Questo serve per costruire un credit risk managment
Quando si costruiscono delle variabili bisogna capire se
sono misurabili qualitativamente o quantitativamente
1) SCENARIO ECONOMICO DI RIFERIMENTO
-Tassi d’interesse /costo del denaro : è importante perché ci permette di capire se stiamo vivendo un
momento di crisi o espansione degli investimenti e la domanda. Se gli investimenti e domanda sono ridotti/
contratti o meno. Serve per capire se ci sono le condizioni migliori per effettuare un investimento.
- tasso d’inflazione: questo impatta sulla dinamica dei prezzi, perché se i prezzi aumentato ce una perdita
del potere di acquisto che genera una contrazione di consumi o espiazione dei consumi se i tassi di
inflazione sono relativamente bassi.
- dinamica del pil: la dinamica de pil è diversa dal pil, con la dinamica ci interessiamo all’ oscillazione che si
è avuto. Questo è importante per la capacità di spesa. Non la guardiamo solo sulla prospettiva del
consumatore ma anche la capacità di attrarre investimenti esteri o effettuare infrastrutture
- tasso di disoccupazione: è legato al risparmio, in quanto un alto tasso di disoccupazione porta ad
aumentare il risparmio. È legato anche la capitale umano/specializzazione del personale. Un tasso di
disoccupazione elevato significa che non ce livello di specializzazione adeguato.
- struttura demografica: ha un impatto su quello c’è l’impresa può fare il territorio. Se ad esempio è un
paese principalmente composto da anziani non converrebbe aprire un negozio di biciclette. Quindi è legato
alla clientela di riferimento e categorie di clientela
- condizioni geopolitiche: presenza di dazi, relazioni commerciali, costo e reperibilità delle materie prime,
mercati di sbocco ( già dentro relazioni commerciali)
- composizione debito pubblico: è legato alle infrastrutture, ma principalmente impatta il livello di rischio
del paese ( che si può misurare con il rating), perché può essere limitato a trovare soluzioni che causano
uno shock
- livello di tassazione: è una variabile critica nell’ambito di localizzazione della scelta dell’impresa. Una
maggiore tassazione dei ricavi disincentiva l’installatore dell’impresa e incentiva l’installazione dove la
tassazione è ridotta. Quindi legato al livello di attrattività nella localizzazione dell’impresa.
- livello di burocratizzazione: questo impatta per la lentezza della concessione delle autorizzazioni,
pluralità di autorità competenti ( in quanto si rallentano gli investimenti).
- normativa: barriere all’ingresso, velocità con cui cambiano le normative (instabilità normativa), instabilità
dei governi, presenza di incentivi, complessità normativa, efficienza della pubblica amministrazione.
- tasso di criminalità e corruzione: rallentamento dello sviluppo degli investimenti, rischiosità
dell’investimento.
Lezione 4 (3/03 e 4/03)
2) SETTORE DI APPARTENENZA
- concorrenza: si studia osservando la dimensione delle imprese, il numero di imprese, questi si possono
individuare tramite i database ma in particolare i codice ATECO. Rientra anche la distribuzione territoriale.
(Es. Quando in un territorio non ce nessun determinato business non sempre è una cosa positiva, quindi
soggetti analizzare il territorio). Barriere all’ingresso, fatturato.
Il numero delle imprese è importante da osservare perché dove ce ne sono poche può segnalare un mercato
saturo /maturo o se c’è ne sono molte bisogna individuare le condizioni del mercato.
- ciclicità del settore: si osserva i timing dell’investimento (cioè faccio investimento adesso o aspetto che
l’economia si riprenda), dinamica rispetto all’andamento dell’economia, stagionalità
- domanda potenziale: dipende da prodotto, somministrazione di questionari, analisi della domanda di
prodotti similari, segmentazione della clientela (i cui dati li posso trovare dall’istat), livello di influenza della
clientela.
-livello di concentrazione: forma di mercato (con riferimento al monopolio, oligopolio..), concentrazione
geografica, può anche rientrare nella categoria della concorrenza. presenza o meno di distretti industriali.
- livello di dipendenza tecnologica: influenza della tecnologia nel settore, (la dipendenza tecnologica
significa che il business è fortemente influenzato dalle innovazioni tecnologiche). Il livello di dipendenza
tecnologica in può osservare attraverso l’uso di materiale tecnologico e il suo grado di avanzamento, AI,
osservazione anche del codice ATECO, proporzione di investimenti in tecnologia rispetto al totale.
- beta settoriale (rischiosità del settore): margini di profitto, leva operativa e finanziaria, importante è la
variazione del beta settoriale ( se la variazione è elevata il settore non è stabile)
- tipologia di fornitori: numerosità dei fornitori dipendenza/ capacita di diversificazione (osservando la
possibilità dell’impresa di avere più o meno fornitori e la dipendenza del business da essi)( la dipendenza
non sempre ha un’accezione negativa ma dipende dal business e dal suo livello di imitabilità),
concentrazione geografica delle risorse, potere contrattuale dei fornitori ( guardando anche i settori dove il
potere è omologato es. distributori di benzina), affidabilità dei fornitori, trasferimento del know how del
fornitore, importante è il livello di interazione dei fornitori e produttori, possibilità di integrazione verticale.
Il rischio che l’azienda può avere in ambito dei fornitori, ad esempio, se i settori sono ampiamente innovativi
è l’imitazione del bene; quindi, è necessaria la diversificazione fra più fornitori.
- tipologia di clientela: potere contrattuale della clientela, segmentazione della clientela (per caratteristiche
di clienti, ma può essere una segmentazione reddituale, sui gusti, culture… sono molte quelle che si
possono fare, in base al nostro target di clientela), grado di fidelizzazione, livello d’interazione far clienti e
impresa.
- capital intensive o labour intensive (presenza di capitale umano): lavoro specializzato e
despecializzato, rapporto sull’allocazione delle risorse
- livello di innovazione settoriale: ammontare degli investimenti di ricerca e sviluppo, diffusione della
ricerca di base e di ricerca operativa, (diffusione si intende quanto ci si dedica a fare ricerca), numeri di
brevetti, livello di aggiornamento del personale richiesto.
- elasticità della domanda: bene di prima necessità o meno, sostituibilità del prodotto, esistenza di
soluzioni volte a sostenere la domanda (però bisogna stare attenti al pericolo di alterazione, è più
conveniente osservarlo come elemento negativo piuttosto che positivo).
5/03
STRATEGIE AZIENDALI
Le strategie sono le scelte, azioni che l’impresa pone in essere per raggiungere degli obiettivi.
gli obiettivi possono essere: diversificazione, crescita, sociali.
Un altro elemento importante degli obiettivi è la tempistica, che può essere di breve, medio o lungo periodo.
Le informazioni che riguardano le strategie sono prevalentemente di natura qualitativa, informazioni che
vengono effettuati con il management aziendali quindi tramite colloqui.
- qualità del team aziendale (management e competenze dell’azienda): livello di specializzazione,
esperienze e competenze, risultati ottenuti in precedenti esperienze, capacità di problem solving,
interdisciplinarità, l’importanza della diversità di genere, capacità di leadership, qualità interlocutorie, livello di
motivazione.
-esternalizzazione o internalizzazione delle attività produttive: flessibilità aziendale come lato positivo
ma ce un lato negativo come il passaggio di informazioni, rischio di perdita di controllo, rischio di imitazione,
coerenza tra scelta di business e segmento di clientela (la scelta tra internalizzare e esternalizzare riguarda
maggiori costi che si assumono internalizzando o meno)
- chiarezza degli obiettivi: ci concentriamo sul come strategicamente perseguitano gli obiettivi.
Pianificazione delle fasi, affidabilità delle assunzioni di partenza e delle progettualità, coerenza nel piano.
- politiche di costo o di qualità: (politiche di costo: produrre beni a costi più bassi; politiche di qualità:
produrre beni a prescindere dai prezzi, osservando la qualità dei prodotti)
- innovazione della strategia: rischio di perdita di credibilità, rischio di qualità scadenze, rischio di
imitazione e standardizzazione dei prodotti, difficoltà di ingresso sul mercato.
- politiche organizzative:
- politiche di marketing ( brand)
- politiche di sostenibilità in senso ampio
-….
Manca lezione 10/03
Lezione 11/03
STRUTTURA ECONOMICA FINANZIARIA
-redditività: volume delle vendite, la redditività non deve essere il parametro singolo di valutazione ma deve
essere guardata in confronto con cash flow e l’ammontare dei crediti, crediti-veridicità- quantità, rotazione dei
crediti, politiche di gestione crediti e clientela, analisi extra contabile ( per capire se i crediti dell’attivo sono
veri oppure no), analisi dei conti analitici/ mastrini ( per verificare la dinamica di quel determinato cliente, ed
osservare eventuali anomalie , come mai dei crediti sono fermi..), situazione contabile aggiornata, variazione
voci di bilancio.
- composizione della struttura patrimoniale: profilo di patrimonializzazione dell’impresa, resilienza dal
punto di vista del patrimonio, adeguatezza del capitale sociale ( quote versate dai soci nell’impresa)
osservare il peso del capitale sociale sul passivo di bilancio, riserve- veridicità e confronto con utili
conseguiti, utili non distribuiti, bisogna stare attenti finanziamenti ai soci in quanto spess
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