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Federica Zanchetta a.a 2022/2023 UniMarconi

Riassunto di comunicazione pubblica e istituzionale

Per studiare e comprendere a pieno la comunicazione pubblica e istituzionale è giusto partire prima da quelle che sono le teorie fondanti della comunicazione.

Primi modelli unidirezionali

Teoria ipodermica/Bullet Theory (anni '20 - '40): primo modello trasmissivo unidirezionale studiato a causa dell'affermarsi dei primi mezzi di comunicazione di massa. I mass media sostenevano i progetti dei regimi totalitari del tempo, condizionando il pensiero delle persone, motivo della concezione pessimista della teoria verso la comunicazione di massa. Qui il messaggio viene visto come un proiettile che colpisce il destinatario senza che egli possa in alcun modo sottrarsi, basandosi quindi su un modello stimolo-risposta. Questo calzava bene nella società di massa del tempo perché l'uomo veniva visto come spersonalizzato, quindi maggiormente incline all'influenza dei mass media (onnipotenti).

Modello di Shannon e Weaver (1949): tenta di risolvere il problema di una trasmissione senza interruzioni di segnale (rumori) dei dati ad un destinatario, tramite un apparecchio trasmittente che invia dei segnali e uno ricevente che riesce poi a trasmetterli.

Modello di Lasswell (1948): individua i soggetti del processo comunicativo: il comunicatore, il messaggio, il mezzo, il ricevente e gli effetti.

Successivamente si iniziarono a sviluppare degli studi empirici sulla comunicazione, portando a galla diverse criticità rispetto alle teorie unidirezionali precedenti.

La criticità maggiore era riguardo la presenza di variabili intervenienti che si contrappongono tra lo stimolo del messaggio e la risposta del ricevente, bloccando poi il flusso comunicativo. Questi fattori erano dovuti ai processi psicologici propri di ogni individuo, rendendo l'interpretazione diversa dei messaggi per ogni soggetto. Si capì poi che i fattori intervenienti provenivano in parte dalle caratteristiche psicologiche dell'audience, come:

  • Percezione e memorizzazione selettiva
  • Interesse ad acquisire informazioni
  • Esposizione selettiva ai media

E in parte da caratteristiche del messaggio, come:

  • Credibilità e fiducia nella fonte
  • Ordine e completezza delle informazioni
  • Esplicitazione delle conclusioni

Altra criticità importante era la non isolazione dell'individuo, il quale vive all'interno di gruppi sociali determinanti per la comprensione e l'acquisizione del messaggio.

Modello two step flow of communication

I messaggi dei media non colpiscono direttamente gli individui ma attraversano un processo a due passaggi: il messaggio arriva all'opinion leader e, successivamente, questo espone l'informazione al resto dei soggetti. Negli anni '50 gli opinion leader persero un po' di popolarità con l'espansione dei mass media, per poi ritornare alla ribalta con l'arrivo di internet e fungendo da guida per veicolare alla massa la loro opinione.

Primi modelli della comunicazione bidirezionale

Modello di Newcomb: flusso continuo di informazioni in entrambe le direzioni con un feedback, ovvero una risposta da parte del destinatario del messaggio.

Modello di Schramm: flusso circolare di comunicazione all'interno di un campo di esperienza comune ad entrambi i soggetti.

Modello di Jakobson: si focalizza sulle operazioni di codifica e decodifica del messaggio. Individua poi i sei destinatari della comunicazione a cui coincidono le sei diverse funzioni del linguaggio:

  • Funzione emotiva/espressiva (mittente)
  • Funzione conativa (destinatario)
  • Funzione poetica/estetica (messaggio)
  • Funzione fatica (canale)
  • Funzione metalinguistica (codice)
  • Funzione referenziale (contesto)

Modello di Eco-Fabbri: evoluzione del modello di Jakobson in cui si evidenzia la struttura tipica di un messaggio, ovvero un insieme di segni che formano un significante (come la scrittura) e un significato (come il messaggio inviato); il tutto dovrà poi essere decodificato dal destinatario per estrarne il messaggio, per fare ciò ci sono dei codici e dei sottocodici che devono essere comuni ai due soggetti per far sì che avvenga la comunicazione. Se i codici non sono comuni può avvenire una decodifica aberrante, cioè una decodifica che non coincide con l'intenzione comunicativa originaria; può succedere in quattro casi:

  • Mancanza di codice - rifiuto totale del messaggio (lingua non comune ad entrambi)
  • Disparità di codici - incomprensibilità del messaggio (stesso codice ma diverso sottocodice)
  • Interferenze circostanziali - incomprensione per male interpretazione
  • Delegittimazione dell'emittente - incomprensione per una

Palo Alto – cinque assiomi della comunicazione

Scuola di Palo Alto – 1967: primi a parlare di relazionalità della comunicazione con i cinque assiomi:

  • Non si può non comunicare perché la comunicazione è interazione e qualsiasi comportamento è già di per sé comunicativo
  • Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e uno di relazione
  • La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione
  • La comunicazione può essere analogica o numerica
  • Tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici o complementari

Teorie più contemporanee

Più avanti nel tempo si sviluppano altre teorie inerenti alla situazione moderna, come:

Teoria dell’agenda setting

Sostiene due ipotesi principali:

  • Comprensione della realtà mutata dai media degli individui e, per buona parte, quali argomenti pensare
  • Tematiche che i media ci indicano intorno a cui costruire un'opinione pubblica

Entrambi questi processi avvengono con l'organizzazione dell’agenda mediale: lista di argomenti idonei che i media ritengono da far vedere al pubblico, temi che diverranno poi importanti nell'agenda dei media, poi in quella del pubblico e infine in quella politica.

Teoria della spirale del silenzio (Noelle-Neumann)

Analizza l'interazione tra la comunicazione, rapporti sociali e manifestazioni individuali di opinione per poi osservare che l'individuo, pur di non sentirsi isolato, tende a non esporre la propria opinione se questa non è in linea con quella dell'opinione pubblica generale (paura dell'isolamento).

Federica Zanchetta a.a 2022/2023 UniMarconi

Comunicazione pubblica vera e propria

Avendo visto un po' la "storia" delle teorie della comunicazione, possiamo ora arrivare a parlare della comunicazione pubblica vera e propria.

Distinzione tra "pubblico" e "privato"

È utile partire dalla distinzione tra "pubblico" e "privato". Thompson ci espone le due principali interpretazioni storiche dei concetti:

  • XVI secolo: distinzione tra potere pubblico istituzionalizzato e attività economiche degli attori sociali
  • Più contemporanea: distinzione tra ciò che è pubblico, aperto, accessibile e osservabile da tutti; e ciò che è privato, accessibile solo a qualcuno e quindi qualcosa di segreto

Parsons sostiene che oggi questa distinzione è più netta, la sfera pubblica è dominata dallo stato e quella privata si riferisce agli ambiti della vita economica e delle relazioni che sono fuori dal controllo dello stato.

Il concetto di "sfera pubblica" è largamente analizzato dallo studioso Habermas, il quale la nomina come "offentlichkeit": uno spazio di discussione dove si sviluppano discorsi su argomenti pubblici. In seguito a questa definizione verrà aggiunta la dicitura "spazio costituzionalmente garantito nelle democrazie, ed insieme ad esso deve esserlo anche l'accesso all'informazione pubblica". Quindi potremmo definire così:

Sfera pubblica: spazio dove si discute di argomenti di pubblico interesse garantiti dalla costituzione, insieme all'accesso all'informazione pubblica.

Sviluppo storico della sfera pubblica

Vediamo brevemente i passaggi più significativi dello sviluppo storico della sfera pubblica:

  • Antichità: concetto di "privato" visto negativamente perché ricordava un senso di privazione di qualcosa
  • Medioevo: non esiste la distinzione pubblico-privato
  • Inizio era moderna: ritorno della distinzione pubblico-privato con lo sviluppo della borghesia mercantile, luogo di libero scambio di informazioni (sfera pubblica)
  • Nascita del giornale: inizio della sfera pubblica borghese, luogo di scambio di opinioni e di controllo rispetto all'autorità dello stato
  • XVIII secolo: crisi del pensiero liberale che porta ad una frammentazione della sfera pubblica in cui intervengono conflitti che sfociano poi in violenze
  • Rifeudalizzazione della sfera pubblica: più avanti nel tempo avviene poi la rifeudalizzazione della sfera pubblica, un fenomeno che fa nascere ulteriori differenziazioni tra pubblico e privato, come il nuovo ruolo affidato ai giornali e ai media grandi compagnie (proprietà di condizionare l'opinione pubblica – mercificazione).

Proprio la nascita dei mass media porta una trasformazione negativa della sfera pubblica, questo perché i nuovi mezzi di comunicazione creano una sfera in cui i rapporti sono mediati dai media e da ciò che essi veicolano. Di questo parla Luhmann riferendosi ad un'autonomizzazione dei media, i quali assumono delle funzioni di rappresentazione dell'ambiente sociale (i media non ci dicono cosa pensare ma intorno a cosa pensare).

Concetti fondamentali per analizzare la comunicazione pubblica

Cittadinanza: i rapporti tra stato e cittadini si basano sulla legittimazione culturale dell'idea di Stato-nazione, sulla distinzione tra sfera pubblica e privata e sul concetto di cittadinanza che si fonda su dei principi universali.

Società civile: rappresenta lo spazio degli interessi di parte e lo stato ha il compito di risolverli; è anche lo spazio in cui domina la particolarità e dove gli individui tentano di soddisfare i propri bisogni attraverso uno spirito di mutua collaborazione.

Opinione pubblica: espressione della società civile ed è l'insieme dei suoi punti di vista, credenze e dei temi di interesse generale (punto focale della comunicazione pubblica).

Società nel tempo

Parlando di società, è giusto elencare i diversi tipi che si sono susseguiti nel tempo:

Società moderna: inizia con la Rivoluzione francese ed è caratterizzata dalla posizione centrale dello stato, il quale regola i diritti di cittadinanza. Il punto focale di questo tipo di società si ritrova nella divisione del lavoro e nella specializzazione funzionale, concetti studiati da Durkheim e distinti poi in:

  • Solidarietà meccanica (società tradizionale): somiglianza tra i soggetti e divisione del lavoro elementare (rapporti personali su conoscenza diretta)
  • Solidarietà organica (società moderna): diversità tra i soggetti e divisione del lavoro sviluppata

Tönnies opera poi un’altra distinzione:

  • Gemeinschaft (comunità – società tradizionale): soggetti legati da parentele e visioni comuni del mondo, facenti parte di una totalità e di una rete relazionale
  • Gesellschaft (società – società moderna): soggetti impersonali e anonimi che vivono su una convenienza personale basata sui contratti

Weber identifica la società moderna come un vivere dominato dalla razionalizzazione permeata in tutti gli aspetti della vita associativa, basato sulla burocrazia (aspetto fondamentale dello stato-nazione).

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher federicazanchetta289 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione pubblica e istituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Guglielmo Marconi di Roma o del prof Bertetti Paolo.
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