Estratto del documento

Federica Zancheta a.a 2023/2024 UniMarconi

Riassunto di comunicazione politica

Professor Angelo Romeo

Modulo 1 - Comprendere la comunicazione politica

Comunicazione politica

Comunicazione politica è un fenomeno di rilevanza sociale in cui avviene lo scambio di temi di interesse pubblico-politico prodotti dalla politica, dai media, dagli elettori e dal giornalismo, e dai cittadini (sondaggi).

Storia della comunicazione politica

La comunicazione politica è diversa da quella di oggi. Nel mondo classico la politica era vista come un vero e proprio strumento di potere. Utilizzava a pieno la retorica, le parole e gli incontri (es. comizi) per avere un'efficacia maggiore sul popolo e conquistare il potere.

Relazione politica e comunicazione

La relazione tra politica e comunicazione comprende due aspetti centrali che hanno modificato tale legame nel tempo:

  • La comunicazione è permeata in ogni ambito e aspetto della società (dunque anche nella politica).
  • La comunicazione attua particolari mutamenti nella sfera politica e sulla qualità dei suoi processi comunicativi.

All’interno di questa relazione è poi avvenuta una svolta grazie all’introduzione nel ‘900 dei mezzi di comunicazione di massa, i quali hanno permesso il passaggio da una comunicazione politica top down (politici comunicano ai cittadini tramite i media - comunicazione passiva) a una comunicazione orizzontale (cittadini intervengono direttamente nella politica - comunicazione bottom up attiva), facendo dunque perdere sacralità alla politica e creando un nuovo stretto legame tra il politico e i suoi elettori.

Spazio pubblico vs Sfera pubblica

Due elementi importanti perché ci aiutano a comprendere il cambiamento avvenuto nel tempo nel ruolo dei cittadini in politica, i quali sono oggi considerati principali custodi della democrazia.

  • Spazio pubblico (H. Arendt): dove il candidato annuncia tematiche che andranno a pesare in un certo modo sugli elettori.
  • Sfera pubblica (J. Habermas): idealtipo normativo che non corrisponde alla realtà e che venne molto criticato per la sua presupposizione che tutti i cittadini fossero informati e partecipi nel ‘700, può essere paragonato al “mercato delle idee” per cui se sono presenti più fonti informative ci saranno più idee sulla politica.

Nella sfera pubblica digitale lo spazio pubblico è allargato e i politici perdono potere di comunicazione tradizionale. Questa ha due prospettive differenti:

  • Habermas: visione negativa e critica del passaggio che la comunicazione politica attua dagli incontri pubblici a una comunicazione preparata ad hoc per il politico per preparare e controllare le opinioni.
  • Meyrowitz: i media permettono alla politica di ampliare lo spazio pubblico e, di conseguenza, allargare i propri confini a chiunque.

Modelli teorici per lo sviluppo della comunicazione

  • Bullet Theory (‘30s - H. Lasswell): primissimi studi sugli effetti che la comunicazione di massa poteva avere sul pubblico, il quale veniva visto come un soggetto inerme a cui veniva “iniettata la comunicazione” tramite una “siringa” dei mass media, in maniera uguale per tutti pensando così che le risposte erano prevedibili per chiunque. Il motivo per tale pensiero riguarda il livello di scolarizzazione ancora molto basso che portava i cittadini a non avere ancora le competenze adatte per comprendere a pieno tutto ciò che gli veniva comunicato (es. Caso “Guerra dei mondi” di Orson Welles in radio nel 1938).
  • Modello comunicativo (‘48 - H. Lasswell): modello che non nasce appositamente per la politica ma che si sposa perfettamente con essa, questo perché è la prima teoria che studia gli effetti che la comunicazione può avere sulle persone.
  • Modello matematico (‘49 - Shannon e Weaver): studia il viaggio che il contenuto di un messaggio fa in un processo comunicativo unidirezionale, analizzando gli elementi di fonte (elabora), trasmittente (codifica), ricevente (decodifica), destinatario (riceve) e fonte di rumore (disturbo con possibile distorsione).

Tre attori: sistema politico, media e cittadini

  • Sistema politico: tutte le istituzioni politiche (parlamento, governo, capo di stato, ecc.) e gli attori non istituzionali (partiti, politici, movimenti, ecc.) che attuano una comunicazione politica istituzionale e politico-partitica (libertà di pensiero e di associazione).
  • Sistema dei media: tutte le istituzioni mediali che producono e distribuiscono informazioni (mass media con comunicazione digitale interattiva).
  • Cittadini elettori: oggi i cittadini sono anche prosumers protagonisti della comunicazione politica attuale, formano l’opinione pubblica, e sono elemento fondante del sistema politico (cittadinanza digitale).

Fasi di evoluzione della comunicazione politica

  • Da fine IIWW ad anni ‘50s: politica subordinata alle istituzioni e i media erano messaggi vigorosi, cittadini rispondevano selettivamente a questi rafforzando le opinioni già presenti (comunicazione politica statica).
  • Da anni ‘60s ad anni ‘80s: l’arrivo della tv accentua nei cittadini dei meccanismi di selettività nella comunicazione politica, permette alla politica di raggiungere più persone e impatta sui linguaggi e tempi della politica che deve adattarsi.
  • Da anni ‘90s ad anni 2000s: la diffusione di molti mezzi di comunicazione (internet) frammenta l’audience e cambia la comunicazione politica su 5 direttrici principali: Professionalizzazione (spin doctors); Aumento della competizione tra i contenuti dei media e la comunicazione politica (infotainment); Media si popolarizzano e conformano la politica ai gusti e alle mode del pubblico (populismo); Nuova comunicazione permette ai politici di confezionare messaggi ad hoc per specifiche nicchie di cittadini tramite indagini di marketing (comunicazione centrifuga); La pervasività dei media permette ai contenuti di politici di affiorare ovunque e alla politica di essere "diluita" nella programmazione dei media (consumo occasionale).
  • Dal 2000 in poi: fase moderna con 4 caratteristiche principali: Internet dà più voce a diverse associazioni e movimenti (favorisce comunicazione centrifuga); Politici devono faticare di più per ricevere maggiore visibilità sui media (comunicazione politica interpersonale sui social); La nuova facilità di connessione dei media permette ai cittadini di sentirsi più influenti sulla politica (attivismo); La nuova crescente esposizione selettiva ai media fa crescere la polarizzazione politica (effetto collaterale).

Logica dei media

La logica dei media è l'insieme dei formati narrativi ed espositivi (’79 - Altheide e Snow) con cui i media prendono gli eventi, li analizzano e li trattano per poi presentarli in maniera adatta alle esigenze organizzative e finalità di intrattenimento del pubblico. Questo processo ha avuto nel tempo un impatto importante nella comunicazione dei politici e ha permesso ai cittadini di diventare “quasi politici” grazie alla loro presa di posizione, tramite la presenza della politica sui media.

Mediatizzazione della politica

(’99 - Mazzoleni e Schulz): fenomeno per cui la sfera della politica viene influenzata dalle logiche produttive dei media (media logic) e diventa dunque quasi subalterna ad essa nel momento stesso in cui la politica utilizza e comunica con i canali della comunicazione di massa. Nel passato la comunicazione politica aveva luogo nelle piazze tramite l’ausilio della retorica, oggi invece si mediatizza sui palcoscenici, salotti tv e sui social lasciando ai media un forte potere.

Questo fenomeno comporta due categorie di effetti:

  • Effetti mediali: riguardano gli aspetti mediali della comunicazione politica, tra cui:
    • Spettacolarizzazione: effetto mediatico prodotto dalla nuova comunicazione di massa in unione alla cultura popolare, per questo i contenuti devono essere attrattivi, divertenti e sensazionalistici (popolari).
    • Costruzione dell’agenda politica: agenda contenente i temi/problemi dibattuti dal pubblico e politica, che si trovano fra le priorità della discussione pubblica e politica. Prevede due processi:
      • Agenda setting: effetto cognitivo (elaborazione) per cui i media influenzano la percezione delle persone riguardo particolari temi sociali e politici (più i media trattano un particolare tema, più questo sarà ritenuto importante) (framing: modo con cui vengono “incorniciate” le notizie dai media e come le “incornicia” il pubblico può essere simile o diverso).
      • Agenda building: effetto sistemico per cui i media hanno un ruolo definitivo nella scelta dei temi che la politica dovrà necessariamente trattare.
    • Frammentazione del discorso politico: riduzione del dibattito pubblico e politico al minimo essenziale (sound bites) per focalizzarsi su un singolo aspetto comunicato da un politico, processo che porta alla semplificazione e alla banalizzazione della politica.
  • Effetti politici: riguardano il modo di comunicare della politica e contengono:
    • Personalizzazione: la politica contemporanea, in unione con la cultura popolare moderna, ha portato alla nascita del politico come figura in sé con le proprie peculiarità (individualizzazione della rappresentanza politica), facendo diventare la politica “candidate centred” e introducendo una personalizzazione della leadership.
    • Leaderizzazione: processo di personalizzazione della leadership correlato al concetto precedente.
    • Selezione dell'èlites politiche: processo per cui ogni politico, in base alla propria forza comunicativa, tende a crearsi una propria selezione di altri politici (élites - politici “mediagenici” secondo “l’effetto setaccio”) politici, tralasciando gli altri.

Due scuole di pensiero sulla comunicazione politica

  • Columbia University di New York: primi studi sulle dimensioni sociopsicologiche degli effetti della comunicazione riassunti in 4 teorie:
    • Determinismo sociale: basata sulla rappresentazione della società che ogni persona occupa, il pensiero politico è dunque influenzato dal riflesso della propria posizione sociale.
    • Effetto limitato delle campagne elettorali: essendo l’informazione politica solo un numero esiguo di persone cambia idea sul proprio voto elettorale.
    • Influenza sociale: le idee politiche partono dai media e arrivano all’opinion leader, il quale si posiziona come un “filtro” tra i media e i cittadini meno attivi (two step flow of communication).
    • Selettività: oggigiorno i cittadini si espongono ai media selettivamente, possono dunque decidere di memorizzare solo le informazioni che vanno di pari passo con le proprie idee preesistenti.
  • Survey Research Center (SRC) del Michigan: studi che vogliono andare a criticare il determinismo sociale della scuola precedente, e lo fanno tramite l’ausilio dei voting studies. Per questi studiosi è importante analizzare il comportamento elettorale dei soggetti, il quale è il frutto di forze psicologiche che vanno studiate in termini di direzione e intensità verso i candidati e i partiti. Bisogna andare ad approfondire il significato che un certo voto elettorale ha, andando anche ad indagare una dimensione più affettiva (identificazione anche per semplici concetti emotivi).

Teorie fondative della comunicazione politica

  • Teoria degli usi e gratificazioni (prospettiva del pubblico attivo): modello che nasce negli studi sulla comunicazione di massa e che analizza a fondo il concetto del pubblico attivo, sottolineandone selettività, utilitarismo, intenzionalità, coinvolgimento emotivo e andando a studiare cosa egli fanno con i media. L’avvento dei media digitali permette agli utenti di divenire prosumers e avere possibilità di gratificazione, socializzazione e intrattenimento.
  • Teoria dell’information processing (Lippmann): si studia il modo con cui i cittadini raccolgono, elaborano e organizzano l’informazione politica per creare poi l’opinione pubblica.
  • Teoria dell’intelligenza affettiva (Catellani): i soggetti arrivano ad elaborare le informazioni politiche diversamente in base al contesto sociale e politico in cui si trovano, sottolineando così il concetto di emozionalità e fidelizzazione.
  • Teoria della spirale del silenzio (Noelle-Neumann): tale modello studia il ruolo significativo che la razionalità può avere sui sondaggi politici, questa teoria ci dimostra infatti che l’uomo ha paura dell’isolamento che può derivare dalla negazione altrui verso la pubblica espressione della propria idea (sentiment-analysis conformazione sociale).

Svolta cognitiva nella comunicazione

Nel tempo la bullet theory venne superata grazie alla svolta cognitiva nella comunicazione che seguiva contestualmente la crescita della società, crescita dei mass media e andarono ad arricchire le teorie comunicative con elementi come:

  • Interesse personale nell’acquisire le informazioni;
  • Esposizione selettiva: scegliamo di essere esposti solo ad informazioni che ci interessano;
  • Percezione selettiva: percepiamo contenuti più forti o deboli di altri, arrivando così a ricordare determinati aspetti e cancellarne altri;
  • Memorizzazione selettiva: si svolge con due effetti:
    • Effetto Barlett: memorizzazione solo degli elementi più vicini al nostro punto di vista;
    • Effetto latente: quando un messaggio ha una buona capacità persuasoria allora è più propenso ad essere ricordato.
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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher federicazanchetta289 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Guglielmo Marconi di Roma o del prof Angelo Romeo.
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