La nascita del cinema
La nascita del cinema risale al 1895 con i Fratelli Lumière in Francia, i quali non avrebbero potuto fondare il cinema senza l’invenzione della fotografia, hanno reso il cinema una vera e propria impresa commerciale che dà profitto. La famiglia Lumière aveva un cognome premonitore. Infatti, la luce, in ogni sua forma, fu la protagonista di tutte le loro invenzioni. Il periodo dei Lumière è il momento più incontaminato della storia del cinema con film che presentano fatti realmente avvenuti e ci sono le persone che li hanno vissuti.
Uno dei primi film ad essere proiettato rappresenta l'arrivo di un treno a vapore alla stazione di Ciotat, è "L'arrivo del treno alla stazione di Ciotat" dei fratelli Lumière.
Alla fine degli anni 20 si introduce il sonoro nei film, i quali fino ad allora erano appunto muti. Questo ha un impatto enorme sulla storia del cinema ma anche sul pubblico. Il film che rappresenta questo passaggio epocale dal muto al sonoro è “Singing in the rain”.
Il cinema ha una doppia anima è: arte e industria.
Empire
Empire: Andy Warhol girò “Empire” lasciando la cinepresa per un giorno a riprendere l’Empire State Building, dura 8h. Ha un’impronta sperimentale molto forte. Immagine ferma susseguita da tante immagini veloci. Sembra un montaggio di Time Lapse -> soffermarsi sullo scorrere del tempo e sulla vita quotidiana.
Empire II di Amos Poe (New American Cinema): la vita a New York ripresa da una finestra e da un terrazzo. Dalle note di regia: “Questo film è stato ispirato da 'Empire'. Amos Poe lo fa iniziare con la canzone di Patty Smith.
Piano sequenza e profondità di campo
Piano sequenza: un’intera sequenza (scena) è ripresa di continuo senza tagli di montaggio.
Profondità di campo: l’asse della visione mette a fuoco tutto in ripresa, e tutti gli oggetti perfettamente a fuoco, dal primo piano allo sfondo sono a fuoco tutti gli elementi che si trovano su di esso ed intorno. Modalità del cinema dell’origine.
Quando ci sono dei dialoghi, di solito, ci sono dei tagli dove quando uno parla è come se ci fosse un “ping pong” di botta e risposta -> con la profondità di campo non è così.
Neorealismo
Termine utilizzato già a partire dagli anni ’20 in ambito artistico viene poi ripreso in ambito cinematografico e letterario. In ambito cinematografico il primo cineasta a farne uso è Luchino Visconti con il film ‘Ossessione’. Movimento culturale degli anni ‘40/’50, nato come reazione alla guerra.
Nasce nel 1943 con l’uscita di due famosi articoli di Umberto Barbaro: “Neorealismo” e “Realismo e moralità”. Corrente cinematografica italiana sviluppatasi a partire dal 1945 con Roma città aperta di Rossellini e chiusasi con Umberto D di Vittorio de Sica del 1952. L’intento del neorealismo era quello di rappresentare la realtà del periodo, rappresentare il nostro Paese dopo la guerra.
Riviste
Critici che si raccolgono intorno a due riviste, delle palestre di esercizio critico, hanno costituito luogo di riflessione che rinnovava il gusto cinematografico e innovava il cinema
- Nel 1936 viene fondata la rivista Cinema da Vittorio Mussolini, figlio di Mussolini, che raccoglieva l’opinione di tutti. Ma è tra il 1938 e il 1943 che riunì attorno a sé vari esponenti di rilievo del mondo del cinema e della letteratura. In essa autori di spicco promuovono forme di realismo. Pur essendo “sotto il controllo” fascista questo non fermò l’inserimento di articoli da parte di illustri esponenti non allineati al regime.
- Bianco e Nero: sviluppatasi nel periodo neorealista a cura del Centro sperimentale del Cinema di Roma.
3 punti cardini: visibilità, narrazione del reale, rapporto con lo spettatore.
Basi neorealismo: Low budget -> ha a che fare con la possibilità di avere un ruolo nel mondo del cinema e ciò permette di essere indipendenti, cioè liberi; fare di necessità virtù.
Il cinema ha una doppia anima è industria e arte.
Punti cardini del neorealismo
- Ruolo dell’attore. Rapporto tra interpreti e personaggi.
- Uscita dai teatri di posa. Predilezione dei luoghi aperti con sguardo documentaristico
- -> Riprese improvvisate
- Opere che dovevano portare lo spettatore a riflettere sulla realtà
- Realizzare un film non significava aderirne perfettamente alla sua scrittura -> carattere antiletterario
- Approccio esperienziale all’arte {creatività
- Abbassamento dei costi
- Stretto rapporto con la letteratura
- Alleggerimento delle attrezzature (minor mezzi per girare). Idea di un cinema che tendeva ad alleggerirsi, per essere maneggevole come una penna stilografica
- Presenza costante dei bambini (ad es. Edmund in Germania anno zero) dovuta alla ricerca di autenticità guardare con gli occhi dei bambini: modo diretto, vero, genuino (no ingenuo)
- Ricerca dell’autenticità: avvicinarsi a degli spazi che non sono artificiali, cercare un’interpretazione che non sia artificiale (fa anche pensare alla scrittura stessa del film, la sceneggiatura)
- Rossellini parla dell’imparare ‘’il mestiere dell’uomo’’.
- Saper amalgamare professionisti e non (attori)= ne parlerà André Bazin padre della Nouvelle Vogue.
- Finzioni (cinema soggettivo) che raccontano storie inventate. Intreccio con sguardo documentaristico
- Sguardo critico su realtà, attenzione a problemi sociali ed economici dopoguerra, ritracciabili nel quotidiano, nella vita ordinaria
- Sguardo sensibile/partecipe al mondo attenzione ai cambiamenti sociali e culturali, contatto diretto con vita ordinaria che ora è realtà
- “Passione per l’umano” indagine su come l’uomo vive, soffre, cerca la sua strada in una realtà di macerie e su suo rapporto con mondo e cose del mondo
Nasce nella prima metà degli anni 40 (in pieno nazifascismo) viene interpretato poi dalle New Waves. Ci saranno attori professionisti e non, questo però non è una vera propria innovazione (i sovietici l’avevano fatto prima). Si vuole uscire dai teatri di posa ed esplorare ciò che sta fuori dando voce agli ambienti. Strettamente importante l’ambiente dell’Italia del Dopo Guerra. I nuovi modi di fare cinema introdotti dal neorealismo derivano dal contesto storico culturale in cui si è sviluppato il movimento: i cineasti si sono trovati in un paese raso al suolo dalla Seconda guerra mondiale e avevano urgenza di dire, vedere e far vedere ciò che non si poteva dire, vedere e far vedere e infatti raccontano quello che succede nel paese uscendo dall'ambiente teatrale.
Uniti dalla voglia di creare un cinema nuovo a basso costo servendosi di equipe e macchina a spalla: un coro di voci non sempre in accordo tra loro ma comunque solidali nel portare avanti un nuovo modo di fare cinema.
Vi è la volontà di recuperare il paesaggio italiano. Il cinema dominante del tempo non dialoga con l’attualità, piuttosto parla con il passato.
Neorealismo ha una breve fase che termina in quanto:
- I vari autori prendono strade e stili diversi
- Il governo ostacola la circolazione dei film in quanto non promuovevano un’immagine positiva dell’Italia all’Europa
“Ossessione” di Luchino Visconti: primo esempio di realismo italiano.
“Roma Città Aperta”: 1° film rivelazione del movimento, film che inaugura questo movimento. Storia vera -> nuovo. Realismo -> interesse per il popolo, valori. Protagonista=comunista. Girato per strada, riprese in esterno. Spontaneità degli attori professionisti.
Location
Location: fare cinema fuori dagli studi cinematografici/esplorare -> contatto diretto con l’ambiente, fatto poi dalle New Waves.
Vantaggi:
- Abbassamento costi per le attrezzature più leggere, ripensamento dei luoghi e del ruolo dell’attore;
- Cinema a basso costo (4 volte in meno)
- Maggiori possibilità per i giovani registi
- Attira molti giovani, mostra la possibilità di fare un altro tipo di cinema, un altro cinema
Svantaggi:
- Mancanza di protezione poiché fuori dai teatri la strada è pericolosa: teatro di posa è più protetto|rassicurante
- L’industria ti sostiene ma ha delle regole, ad es. impone l’attore protagonista.
Zavattini | Zampa | Rossellini | DeSantis | DeSica questi i protagonisti del Neorealismo (43-51).
L’immagine venne accompagnata da un pensiero critico. (es. giornale/rivista Bianco e Nero anni 30’) -> ogni movimento ha una rivista di riferimento= alfabetizzazione del cinema. Tutti questi nuovi artisti del cinema provengono dal campo critico, sono quindi prima scrittori.
Il Neorealismo italiano è considerato come apripista e fenomeno di rinnovamento epocale e magistrale ma non come una delle 4 New Waves cinematografiche fondamentali, che sono:
- Nouvelle Vague francese
- Free Cinema inglese
- New American Cinema negli Stati Uniti
- Neue Welle tedesca
Neorealismo e New Waves
Il neorealismo è un fenomeno rivoluzionario che capovolge e rovescia gli schemi del cinema dominante. Le nuove onde e il cinema più avanzato guardano proprio questo fenomeno. Visconti (facendo riferimento al film Ossessione che è tratto dal romanzo “il postino suona sempre due volte”: la tematica è legata all’adulterio), scappa dall’Italia perché antifascista, era stato sul set di Renoir e immette nel cinema il piacere di lavorare “en plein air”, all’aria aperta. La tendenza delle New Waves, infatti, è quella di uscire dai teatri di posa. Lo stare “en plein air”, Visconti lo impara appunto sul set di Renoir, che a sua volta lo assorbe dai maestri impressionisti che godono di un avanzamento tecnologico: i tubetti di colore. Superando queste pratiche laboriose di preparare i colori, gli impressionisti possono portare con sé i tubetti per provare a catturare, in mezzo alla natura, la luce attraverso i colori. Questa modalità sarà ripresa dalle New Waves. Con il Neorealismo ricordiamo l’incontro con il paesaggio, uscire fuori dagli studi cinematografici: non è solo una scelta estetica, dal momento in cui materialmente non ci sono studi e attrezzature poiché sottratti dai fascisti. Il motivo del paesaggio è qualcosa che ci interessa molto, anche il tema del viaggio (con ogni mezzo) è correlato alla riscoperta del paesaggio. I neorealisti dicevano che il cinema era antropomorfo, a somiglianza dell’uomo, alla realtà e ai paesaggi -> riscoperta del paesaggio italiano con un approccio documentaristico. Motivo del paesaggio. doveva dar voce e spazio a chi non l’aveva avuta sino a quel momento, protagonista la quotidianità, deve raccontare la verità di una storia.
Non è giusto dire “realismo” o “realtà” ma sguardo documentaristico di qualcosa.
Non è un film realistico ma documentaristico.
Le New Waves trovano nel Neorealismo un modello, utile a progettare il loro futuro perché insegna che si può pensare e fare cinema. Non fu una scuola ma un insieme di voci. Tutte le New Waves hanno il loro laboratorio di scrittura critica prima di passare dietro la cinepresa, elemento di raccordo tra tutti questi movimenti: la scrittura è una palestra critica di riflessione.
“Ossessione” - Luchino Visconti (1942)
Primo film che esce fuori nelle strade, riconquista il paesaggio urbano e pone al centro una storia di adulterio che finisce con un omicidio, viene ucciso il marito della donna con cui si incontra. Questo film veniva da un romanzo americano “il postino suona sempre due volte” romanzo che Visconti mette in scena. Autenticità del paesaggio, ma da chi aveva imparato Visconti a girare per le strade, a recuperare il paesaggio italiano? Da Jean Renoir, uno dei grandissimi maestri francesi del cinema internazionale e uno dei padri della nouvelle vague. Renoir, figlio di uno dei grandi maestri dell’impressionismo pittorico: gli impressionisti dipingevano all’aperto “en plain air”.
Film che poi la censura nazista gli bloccherà. I motivi per censurare questo film sono molteplici: primo è un film ispirato a un romanzo americano, e gli americani a quel tempo erano i nemici; poi al centro del film c’è una coppia adultera e per questo adulterio viene ucciso un uomo; terzo motivo era che questo film era girato in luoghi veri, strade, paesaggio italiano (lungo le sponde del Po).
Questo era tutto il contrario del cosiddetto cinema dei “telefoni bianchi”, cioè un cinema dove c’erano i telefoni (che nessuno in Italia aveva) ed erano bianchi perché lussuosi, appartenevano quindi all’alta borghesia e aristocrazia che sembrava essere la classe dominante del nostro paese. Mentre la realtà era la miseria e la disoccupazione.
Quindi mostrare la realtà vera del paese (miseria e disoccupazione) non si poteva.
Molti giovani però notarono che questo regista, quest’uomo, stava cercando di raccontare qualcosa di nuovo e importante sotto molti punti di vista. Nonostante ciò, viene comunque censurato.
Documentario sul neorealismo
Il neorealismo fu innanzitutto un movimento letterario e Calvino è il personaggio in prima linea nell’apertura di questo documentario. Calvino nella sua opera evidenzia il carattere collettivo di questa corrente.
Si parla della nascita del neorealismo (attraverso anche persone del posto). Influenza anche il cinema per gli stessi motivi: bisognava trovare un nuovo sguardo per riscoprire l’Italia e prendere atto delle trasformazioni avvenute nel paese durante la guerra. Primo movimento moderno del cinema. Racconta anche la nascita della rivista “cinema” nella quale si esprime l’insoddisfazione verso il cinema esistente. Non fu una scuola ma un insieme di voci nate spontaneamente.
V. De Sica, Ladri di biciclette, 1948
L. Visconti, La terra trema 1948
Il neorealismo ha preso forma in Italia negli anni ’40 durante la Seconda guerra mondiale.
R. Rossellini, Paisà 1946
Contesto per cui nasce il Neorealismo:
- Lotta contro il fascismo
- Guerra
- Condizioni sociali avverse per le masse
- Reazione alle correnti culturali che hanno evaso il rapporto con la realtà in quanto relazionate al fascismo
Non vi è una definizione univoca che traccia i punti del neorealismo ma tutti i punti cardine del movimento furono raccolti nella rivista “Cinema”, fondata nel 1936, diretta per alcuni anni da Mussolini che già da allora ospitava personalità non del tutto affini al pensiero del regime: erano giovani cineasti che fecero la svolta:
- Carlo De Santis
- Rizzani
- Luchino Visconti
- Antonioni
Voci discordanti ma caratterizzate dalla stessa sensibilità verso il cinema dell’epoca e dalla stessa insoddisfazione verso il cinema esistente. Il cinema da loro non condiviso era
- Quello dei telefoni bianchi: cinema d’evasione che inscenava i sogni di benessere dei piccolo-borghesi ispirati dalle commedie americane.
↓immagini non corrispondenti alla realtà e allo scenario italiano.
Roma Città aperta
R. Rossellini, Roma Città aperta, 1945
- Interesse per il popolo
- Antifascismo spontaneo
- Coralità del racconto: prete, donna del popolo, comunista
- Spontaneità degli attori non professionisti all’interpretazione dei personaggi presi dalla strada
- Riprese di luoghi esterni
- Ha rappresentato una novità, proprio perché ha cercato di fare un cinema che tutti potessero fare, cioè accessibile a tutti, uscire dall’industria, con tutte le schiavitù che l’industria poteva comportare.
Zavattini e il cinema
Zavattini è il maggior teorico del movimento, dice:
- “Un cinema di tanti per tanti”
- “Un cinema continuo senza intermittenza”
- “Senza interessi industriali”
- “Cinema dell’incontro”
- “Cinema a costo zero”
- Elogia i fratelli Lumiere, volontà di tornare alle origini dei Lumiere che considerò come il momento più incontaminato e promettente del cinema
Testimonianza di Ingrid Bergman
Testimonianza di Ingrid Bergman: “Passare dal cinema americano al cinema italiano è stata una mia scelta, ma non avevo pensato al fatto che Rossellini lavorava con attori non professionisti, è stato difficilissimo lavorare con loro dopo aver recitato per anni a Hollywood, dove gli attori conoscevano i dialoghi, la postura, sapevano come posizionarsi rispetto alle luci, come guardare in macchina e così via. Queste persone, invece, non sapevano nemmeno quando toccava a loro parlare. È stato davvero difficile, e spesso sono stata sul punto di abbandonare… Rossellini doveva mettere dei fili, delle sottili cordicelle nelle scarpe degli attori, e li muoveva come fossero marionette tirando i fili quando toccava a loro parlare.”
I capolavori del neorealismo vennero realizzati tutti nel giro di pochi anni, nel 1946 Rossellini girò Paisà e Vittorio De Sica Sciuscià, nel 1948 escono la Terra trema di Luchino Visconti, Ladri di biciclette di De Sica e Germania anno zero di Rossellini, che concludeva così la sua cosiddetta Trilogia della Guerra.
Nel trailer di ladri di biciclette: “Chiunque lavora soffre, combatte la dura lotta di ogni giorno, sentirà che questa storia inventata può essere vera, è vera!”
Film Quattro passi fra le nuvole, passò per primo film italiano del dopoguerra in Francia e la parola neorealismo le néo-réalisme italien nacque in Francia proprio da questo film. Quattro passi fra le nuvole è il vero precursore del neorealismo italiano un classico della cinematografia internazionale. È a partire da qui che bisognerebbe considerare gli scritti del più noto
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Appunti esame Storia del cinema documentario, prof. Prono