Storia dell'arte bizantina
Lezione 1 ottobre 2025
I bizantini non sapevano di essere bizantini, non si chiamavano in questo modo, ma si chiamavano “Romei”, cioè romani, ritenevano di essere romani.
Sotto Giustiniano si vuole trasformare nuovamente l'impero in un impero che occupa sia Occidente che Oriente, Giustiniano è l'ultimo imperatore che guarda anche ad Occidente.
Termine “bizantino” è un termine sbagliato in qualche modo e moderno.
L'impero bizantino indica l'impero romano d'Oriente.
L'impero romano d'Oriente prova a guardare anche ad Occidente e ad espandersi.
Perché siamo abituati a chiamarlo “bizantino”? È un termine moderno che ha avuto successo, viene fuori alla fine del 700, vi è un interesse per l'Oriente soprattutto in Francia in questo periodo, vi era una città chiamata Bisanzio, cancellata poi dalla costruzione di Costantinopoli.
A partire dagli inizi dell’800 il mito di Bisanzio è stato un mito fortissimo.
Cultura russa molto importante per gli studi bizantini. (Mosca definita la terza Roma)
L'arte bizantina ha un influsso molto superiore ai possedimenti dell'impero.
Anche se politicamente e militarmente diventa ininfluente rimane una potenza culturale.
Nell'arte bizantina vedremo che c'è molto classicismo, l'impero infatti è in perfetta continuità con il mondo antico.
Quello che abbiamo dell'impero bizantino sono come i relitti di una catastrofe, ovvero il crollo dell'impero, cosa si salva del passato? Ciò che ha senso di essere conservato.
Opere a soggetto religioso, un oggetto a tema religioso ha una continuità di senso.
L'immagine religiosa anche se vecchia avrà assunto una venerazione e quindi avrà sempre una continuità, a differenza ad esempio di un personaggio politico o della vittoria di una battaglia. (Immagine sacra non viene mai distrutta)
Quindi cosa si conserva? L'icona, il manoscritto liturgico…
Nessuno immaginava che a Bisanzio ci fosse un'arte profana.
L'arte bizantina sembra molto più moderna di quanto pensiamo.
Il termine bizantino viene associato a qualcosa di cavilloso, quindi vi sono connotazioni negative, Vasari (non esisteva il termine bizantino al suo tempo) ma si scaglia contro la maniera greca, usa questo termine, in modo dispregiativo.
Il mondo bizantino viene capito nella realtà dell'impero austro-ungarico, esplode in una passione e in una moda alla fine dell’800, un caposaldo fu Riegl che pubblica un libro intitolato “L'industria artistica tardo-romana”, unisce due parole che sembravano fare a pugni tra loro, industria ed arte.
Riegl ci dice che è interessante ciò che viene prodotto per la vita quotidiana (serie di capitelli) e non i grandi capolavori, ed è interessante anche il periodo tardo-romano, se ne interessa perché le epoche si capiscono quando si parlano e l'impero austro-ungarico sta perendo, gli intellettuali che vivono a Vienna capiscono che l'impero si sta disgregando e avvertono un'affinità culturale con il mondo bizantino, guardano quelle opere d'arte e se ne innamorano.
Si cominciano a guardare le opere d'arte bizantine.
I mosaici di Ravenna furono ripresi da Klimt.
Lastra dello stipite della cattedrale di Aversa, autore definito “Picasso del medioevo” (Guernica). 1
Il nostro punto di inizio potrebbe essere il 330.
Costantino costruì una nuova capitale, fa qualcosa di innovativo, non costruisce una città ma una nuova Roma, città che non deve rivaleggiare con Roma ma la deve sostituire.
330, anno di inaugurazione di questa città, con spazi essenziali tra cui un foro in cui Costantino farà erigere una:
Colonna di Costantino I, Costantinopoli
Colonna di porfido.
Morte di Teodosio, 395
I due imperi si separano con la sua morte, viene realizzato un piatto d'argento spezzato in due che diventa anche una metafora della frattura che porta la morte di Teodosio, da un lato si fa rappresentare come un imperatore con tutti i simboli della tradizione antica, imperatore pagano, la sua appartenenza alla fede cristiana non c'è ancora, abbiamo dei genietti, rappresentazione della terra con la cornucopia, ai piedi dell'imperatore, simbolo di sottomissione.
Ancora un lessico legato alla tradizione pagana anche se Teodosio possiamo dire che fosse il più cristiano di tutti.
Nel 476 abbiamo la deposizione di Augusto e il trasferimento delle insegne imperiali da Roma a Costantinopoli, abbiamo la fine dell'impero romano d'Occidente e l'unico impero che rimane è quello d'Oriente.
565 morte di Giustiniano I, Avorio Barberini che rappresenta Giustiniano a cavallo, raffigurato come un imperatore, imperatore cristiano ma non vi è rappresentato nulla di cristiano, vi è la personificazione della terra che raccoglie i frutti con seno prosperoso che allude al fatto che la madre terra nutre tutti noi, nella parte bassa personaggi vestiti in modo buffo che portano all'imperatore dei doni, vengono rappresentate inoltre due vittorie alate.
1204 (quarta crociata), siamo nel mezzo delle crociate, i crociati saccheggiarono Costantinopoli, impero bizantino viene spezzettato, vennero fatti a pezzi le chiese e portati in Occidente.
Questo saccheggio porta però alla conservazione di alcune opere che vengono saccheggiate.
1261 (restaurazione) riconquista di Costantinopoli con Michele VIII Paleologo, dopo l'impero latino, era però ormai un territorio molto compresso.
1453 (conquista di Costantinopoli da parte di Maometto II) viene trasformata nella capitale dell'impero ottomano, molte chiese trasformate in moschea, determinando una certa difficoltà dal punto di vista archeologico, Istanbul non ha un palco archeologico.
La Turchia subisce una forte trasformazione e si modernizza velocemente.
Le origini dell’arte bizantina
Le origini dell’arte bizantina si trovano nell'arte romana:
- Togato Barberini, tiene nelle mani due busti dei suoi antenati, siamo all'interno della ritrattistica che non ha valore idealizzante, da questa ritrattistica nasce quella imperiale; 2
- Augusto di Prima Porta, ritratto mentale e astratto, non bisogna farsi ingannare dalla tridimensionalità, Augusto rappresentato come Marte, anche il volto sottoposto probabilmente a idealizzazione;
- Venere Capitolina, potrebbe sembrare un ritratto ma è la rappresentazione di una bellezza ideale, proposta di un canone di bellezza.
Le forme di astrazione hanno radice in questo tipo di arte.
Ad un certo punto le chiese si riempiono di immagini, nei primi secoli del cristianesimo la presenza delle immagini non era scontata, invece per noi lo è. (Romanizzazione del cristianesimo)
Nella religione cristiana orientale l'immagine viene considerata lecita se bidimensionale e sempre in un percorso di allontanamento dalla mimesi, quindi verso l'astrazione.
La statuaria cristiana dal V sec. scompare, poi ritorna.
Nel medioevo le statue diventano le rappresentazioni degli idoli.
Il medioevo quando deve rappresentare l'idolo lo fa sempre sotto forma di statue, situate sopra a colonne.
Rappresentazione della fuga in Egitto, al passaggio di Maria e Giuseppe le statue pagane si distruggono, sembrano quasi suicidarsi.
Sant'Agostino dice che si devono convertire i templi e che si possono convertire anche le statue.
Iside allatta Arpocrate.
Viene trasformata in una Madonna con il Bambino, trasformazione delle statue in statue cristiane.
La pittura antica parte da un principio di naturalismo e mimesi, anche quello che sembra naturale però può essere mentale e astratto.
Lezione 6 ottobre 2025
Elemento di astrazione che si sviluppa sempre di più.
Arte delle catacombe con poche scene, disposizioni semplici, l'iconografia cristiana ha le radici nell'arte antica.
Roma tardoantica, alla fine del terzo secolo, prima della cristianizzazione della città, abbiamo le mura serviane, per la grande espansione che raggiunge la città vengono realizzate le mura aureliane, descrivono un perimetro di oltre 20 km, non avevano probabilmente una vera funzione militare ma più “simbolica” e rappresentativa, dovevano servire all'impatto e all'iconografia della città, dando la sensazione della grandezza della capitale, circondavano anche zone disabitate, mura costruite nel momento in cui la città aveva raggiunto il suo picco demografico.
Anche gli imperatori d'Oriente avevano capito che le mura erano vulnerabili e quindi vengono sopraelevate, (sopraelevazione di Onorio) e vengono fatte chiudere anche i fornici delle porte, per la necessità di proteggere la città.
Da circa un secolo l'attenzione e le ricchezze si concentrarono sulla capitale d'Oriente, ovvero Costantinopoli.
Piccola colonia di età dorica non ha lasciato grandi tracce, le poche tracce si trovano nel secondo cortile del palazzo degli imperatori, dove sorgeva l'acropoli. 3
I tetrarchi
L'oggetto più interessante che si trovava a Costantinopoli è un gruppo in porfido che descrive i tetrarchi (fine del terzo secolo inizio quarto), quattro imperatori che in base alla tetrarchia si condividevano il potere, lo scopo della rappresentazione politica era dare un'impressione di salvezza.
Sono abbracciati e ad un primo colpo d'occhio sembrano uguali, si voleva dare la sensazione che nessuno dei 4 prevalesse sull'altro, tutti hanno la stessa altezza (rappresentando uno più alto degli altri sarebbe sembrato poi il più importante).
Il porfido ha un colore che richiama il colore della porpora, tributo imperiale per eccellenza, infatti i figli degli imperatori vengono chiamati “porfirogeniti”.
Realizzato probabilmente da scultori egiziani, vediamo dei tratti approssimati, non c'è un trattamento dettagliato nella forma, come nell'Augusto di Prima Porta ad esempio, perché l'idea di una forma che va verso l'astrazione non è un degrado dell'esperienza artistica, non fanno così perché non sanno come realizzare l'opera, ma evidentemente è una volontà di esprimersi in questo modo.
Gruppo precedente alla fondazione di Costantinopoli, perché si trova a Venezia? Crociata 1204, i veneziani dirottano i crociati, portarono via pezzi di monumenti, alcuni reimpiegati nella basilica di San Marco.
Pezzo mancante dell'opera che venne ritrovato negli anni 60 e ora è esposto al museo archeologico di Istanbul, rubato dai crociati.
Pochissime tracce rimangono a Costantinopoli della fase pre-costantinopolitana.
Costantino nasce a Naissus (Nis), città della Serbia, quando diventa co-imperatore insieme a Massenzio non viene appoggiato, Roma tifa per Massenzio, il rapporto tra i due non va bene, Costantino appoggia la religione cristiana, si dichiara cristiano e comincia a trasformare Roma in una città cristiana, questa cosa lo porta ad un forte contrasto con il senato.
Costantino decide di fondare una nuova capitale, gesto di ostilità nei confronti del senato, nella sua idea deve sostituirsi alla capitale precedente, gesto di forte rottura.
Perché scelse proprio questo posto? Territorio strategico e di controllo, conosceva bene la zona, ma era anche la parte dell'impero dove si sentiva più sicuro, secondo uno storico d'arte per questa decisione ha giocato il fatto che sia uno dei luoghi più belli e affascinanti della terra.
Fondazione di Costantinopoli: 324, anno in cui Costantino aveva sconfitto Licinio.
Consacrazione della città: 11 maggio 330, segna il fatto che la città viene costruita come una nuova Roma.
Città che ha un'estensione enorme, anche in questo sostituisce Roma per via di un decremento demografico.
Vengono individuate 7 alture che dovevano richiamare i 7 colli.
Presenza dell'acqua era una grande garanzia di sicurezza, ha garantito anche la sopravvivenza dell'impero, unico lato su terra è protetto da una cinta di mura molto robusta che la taglia e la isola collegando il Corno d'Oro con il Mar di Marmara.
100 anni dopo la morte di Costantino la cinta muraria viene spostata, simili alle mura aureliane, hanno resistito anche all'assalto fatto da Maometto II.
Il centro politico e amministrativo rimane il luogo della punta, dove sorgeva l'antica Bisanzio.
I bizantini non la chiamano mai Costantinopoli, ma la chiamano “La regina delle città”. 4
La prima cosa che fa Costantino è costruire un foro con una colonna di porfido in cui la base era una cappella, dove erano conservati alcuni elementi della città storica romana (penati).
Foro ricco di sculture, una di questa era una testa gigantesca che troviamo nel giardino del museo archeologico, dal punto di vista di stile e forma riprende l'arco di Costantino, forma molto sintetica, si caratterizza per grandi occhi, profili netti.
Oltre al foro di Costantino abbiamo il “corso” della città, chiamato mesè, lungo questa via vi sono i fori, doveva avere un incrocio (la forma della penisola non lo consentiva, forma di triangolo), la mesè si separa in due vie.
All'inizio della mesè ci sono tutti quegli elementi che segnano la città antica, l'ippodromo, il palazzo imperiale caratterizzato dal senato (come a Roma) privo però di spessore politico perché abbiamo un impero teocratico, non vi è spazio per una democrazia, abbiamo dunque una finzione giuridica, abbiamo poi le terme, le chiese, la basilica…
Pietre miliari, numero 0 nel centro di Roma, a Costantinopoli abbiamo il milion (luogo da cui nascono tutte le strade), edificio che era come un arco con 4 facciate sormontato da statue di Costantino, Elena e della fortuna, personificazione pagana, anche se come sappiamo Costantino era cristiano.
A Roma invece al centro del Foro vi è il miliarium aureum, monumento da cui venivano segnate tutte le grandi strade.
Statua della personificazione di Costantinopoli
Ci troviamo di fronte ad una personificazione di tipo pagano, contraria alle norme del Vecchio Testamento.
Donna con una corona, con in una mano una lancia e nell'altra una cornucopia (prosperità e abbondanza).
L'aspetto che conosciamo meno dei luoghi di questa città è ad esempio quello del grande palazzo, conosciamo delle descrizioni molto accurate delle cerimonie che avvengono nel palazzo, però dal punto di vista archeologico rimane molto poco.
La parte che meglio conosciamo è quella dove sono conservati i mosaici del peristilio, alcuni frammenti di scultura sono venuti fuori.
Scavi sistematici non ci sono mai stati, anche la musealizzazione non ha subito e continua a non subire cambiamenti e miglioramenti.
Altro luogo che connota la vita della città è l'ippodromo, che nella città antica è un luogo dove vengono rappresentate le tensioni sociali, non solo dal punto di vista sportivo, luogo dove le tensioni vengono stemperate.
Ippodromo con una grande curva e una spina centrale caratterizzata da colonne, obelischi e monumenti celebrativi di atleti.
Curva costruita con arcate che sono come un muro di contenimento.
Palco dell'imperatore da cui assisteva ai giochi e ne decretava l'inizio.
L'ippodromo è uno dei pochi spazi rimasti vuoti, da tenere conto che Istanbul è molto abitata, ad oggi è una specie di giardinetto che nega però il senso di spazialità.
Un dipinto settecentesco ci fa vedere come l'ippodromo fosse una piazza d'armi.
Basamento obelisco di Teodosio
Eretto al centro dell'ippodromo di Costantinopoli.
Rappresenta una scena in cui si vede l'imperatore nel palco imperiale seduto e dopo in piedi che offre la corona al vincitore dei giochi che c'erano stati, cosa ci colpisce? Ci colpisce che anche qui c'è uno stile in cui la forma classica è ancora padroneggiata ma è secondaria 5 rispetto a delle modalità di rappresentazione che sono più rigide e frontali (schema paratattico), l'imperatore non è solo centrale ma anche più alto degli altri personaggi che lo circondano, gerarchia dimensionale.
Alla base vi sono due scritte che celebrano Teodosio e viene rappresentato il modo in cui viene trasportato e innalzato l'obelisco.
Costantinopoli è una città bilingue (latino e greco), le due scritte della base infatti sono una in greco e una in latino.
Colonna serpentina da Delfi per celebrare la battaglia di Platea nel 479 a.C.
Doveva rappresentare le spire di 3 serpenti, nella parte superiore vi erano anche le 3 teste di bronzo dei serpenti e sopra queste 3 teste era posto un oggetto per le offerte.
Viene colpito da un fulmine.
Miniatura ottomana a fine del XVI secolo rappresenta il monumento ancora in piedi, verrà poi colpito da un fulmine.
Forum Tauri
Fondato da Costantino.
Nel rifacimento di Teodosio aveva una forma ovale e servì da modello per molte piazze in alcune città bizantine (a Durazzo troviamo una pianta di queste forme, oppure a Jerash, in Giordania).
Essendo una città cristiana, Costantino imposta l'idea di alcune chiese.
Due importanti chiese sono la Santa Irene e la Santa Sofia, non sono dedicate a due sante ma alla divina sapienza e alla divina pace.
Lezione 7 ottobre 2025
La Santa Sofia è l'edificio più rappresentativo per noi di Costantinopoli. (Hagia Sophia II)
Della chiesa di Costanzo II non rimane nulla, distrutta da un terremoto, Teodosio la ricostruì in forme basilicali nel 415 circa, ci troviamo ancora in un momento in cui l'architettura religiosa bizantina non ha preso una strada autonoma propria, le prime basiliche sono caratterizzate da un impianto longitudinale come quelle romane.
Dal VI secolo le basiliche avranno forma caratteristica a pianta centrale, con una o più cupole.
Cosa rimane della basilica di Teodosio? Archilo
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