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Storia dell’arte medievale – 1/03/2023, lezione 1

Corso diviso in due parti: prima parte dai primi secoli a Giotto, seconda parte approfondimento monografico su Giusto de’ Menabuoi.

Importante osservare opere dal vivo e conoscere anche fonti e documenti coevi oltre a coordinate socio-economico-culturali.

  • Individuazione dell’iconografia e ricerca della fonte letteraria che ha dato spunto alla realizzazione dell’opera, dell’Antico e del Nuovo Testamento.
  • Tra le fonti principali emergono i testi biblici, anche Apocalisse, Legenda Aurea e le Vite dei santi di Jacopo da Varazze e, per i soggetti profani, i testi della mitologia classica o anche i romanzi cavallereschi.
  • Ci sono rimaste maggiormente immagini sacre poiché le case private in cui erano presenti immagini profane hanno subito molti maggiori cambiamenti delle chiese e sono stati perduti.
  • Individuazione della tecnica utilizzata e dei materiali.
  • Individuazione dello stile dell’artista.
  • Procedimento di comparazione con altre opere o con la produzione dell’artista per un inquadramento geografico e cronologico.
  • Studio tipologico dell’opera, esempio: è un’ancona singola, un dittico, trittico, polittico?
  • Studio della funzione in relazione al contesto.
  • Indagini sulla committenza.
  • Indagini sui destinatari: l’opera va inserita in una trama complessa di relazioni.

John Sherman, Only connect, 1992.

Lettura di un’opera

  • Tipologia, autore, datazione, dati tecnici, dimensioni.
  • Iconografia e iconologia.
  • Linea, colore, luce.

Riportare l’oggetto artistico nel suo contesto, nei musei si ha perdita di molte informazioni.

Molte opere sono state spostate anche nelle chiese, perché sono cambiati i gusti e le usanze liturgiche, anche dal 1500. A fine 700 nel periodo napoleonico molte opere sono state portate via o vendute al mercato antiquario.

Problemi di periodizzazione dell’arte medievale

Storia dell’arte medievale. La periodizzazione del Medioevo e della Storia dell’arte medievale.

Quando inizia e quando finisce la Storia dell’arte del Medioevo?

Nella storiografia sono state indicate varie date in diversi paesi, per noi inizia nel 476, caduta dell’Impero Romano, per qualcuno anche nel 410 con il sacco di Roma da parte dei Visigoti. In Spagna inizia dall’invasione araba della Spagna o da Carlo Magno. Qualcuno in Francia, Germania, coglie già nuove tendenze estetiche dall’Arco di Costantino.

Arco di Costantino nel Medioevo: usata la pratica del reimpiego molto anche in questi rilievi, che puntano più sull’immediatezza della rappresentazione che sulle rappresentazioni classiche. Mostra una serie di elementi di rottura.

Abbandono del naturalismo ellenistico a favore di un più marcato carattere simbolico, coglie già nuove tendenze estetiche dall’Arco di Costantino.

L’ingresso trionfale di Costantino a Roma.

L’orazione di Costantino al popolo nel foro.

L’ingresso trionfale di Costantino a Roma. La distribuzione dei donativi dopo la vittoria.

Figure di dimensioni diverse secondo una gerarchia, perdita dei rapporti spaziali.

Già alla fine del 3 e 4 secolo inizia a formarsi un’organizzazione spaziale diversa da quella classica.

Difficile dire quando finisce la storia dell’arte medievale: per gli storici dell’arte nel 1401, ovvero il concorso per la porta della cattedrale di Firenze con Ghiberti e Brunelleschi. Prima della data canonica per la storia del 1492.

A Milano c’è ancora costruzione del Duomo, rispetto a Venezia. Non esiste confine chiaro, dipende dall’area geografica. In Germania ci sono chiese medievali anche nel 1530 o fino al 16° sec.

Le cose cambiano anche per i diversi ambiti artistici: architettura o pittura.

Ghiberti e Brunelleschi, formelle con il Sacrificio di Isacco. Firenze, Museo del Bargello.

Nei vari stati diverse periodizzazioni

  • In Germania: Vormittelalter, Frühmittelalter, Hochmittelalter e Spätmittelalter.
  • In UK: Early Middle Age, High Middle Age e Late Middle Age.
  • In Italia: Alto Medioevo e Basso Medioevo, poi ulteriormente suddivisa in arte tardoantica, arte paleocristiana, carolingia, gotica, tardogotica.

Griglie imposte dagli storici al passato, non esistono queste cesure nette.

Gli storici impongono delle cesure

Henri Focillon, storico dell’arte francese, 1881-1943: “la ‘vita delle forme’ è fluttuante, non conosce cesure nette”.

Romanico.

Gotico: inizia intorno al 1140 con coro e facciata della chiesa di Saint Denis, in Spagna verso la fine del 12°, in Germania non prima del 1200, in Italia con gli ordini mendicanti.

I concetti di romanico e gotico non hanno alcun significato per nessun costruttore medievale.

  • Non esiste un’unica periodizzazione della Storia dell’arte medievale europea, ma una quantità di periodizzazioni particolari a seconda delle regioni e dei diversi centri culturali.
  • La periodizzazione non può essere omnicomprensiva, ma va fatta all’interno dei diversi ambiti artistici.
  • Situazioni diverse: per costruire cattedrali ci vogliono 50-60 anni, ogni monumento presenta mescolanza di caratteri e stile; dunque, non esiste un’unica periodizzazione dell’arte medievale.

Il concetto di stile

Concetto di stile basato sulla mutazione delle forme.

Il concetto di stile cominciò ad essere impiegato in maniera uniforme e indistinta a partire dalla seconda metà del XIX secolo in Germania. Dalla classificazione delle forme nasce l’idea delle epoche stilistiche.

Idea della mutazione delle forme: es. passaggio da arco a tutto sesto, coinciderebbe con stile romanico, a sesto acuto, coinciderebbe con stile gotico. Però lo stile perde l’aderenza con il contesto storico.

Usato questo concetto per inquadrare in un determinato contesto storico, ma diventa schema astratto.

Romanico: arco a tutto sesto con volta a crociera, costoloni, con pilastri anche compositi con colonne o semicolonne, contrafforti, spazio suddiviso in campate nelle varie navate all’esterno.

Nella realtà però non esiste un modello simile, è tutta una stratificazione di epoche diverse.

Gotico: arco a sesto acuto senza chiave di volta, ritenuto più robusto. Poi contrafforte con arco rampante che controbilanciava la spinta delle volte a sesto acuto.

Gotico - Cattedrale di Rouen.

Miniatura, del XIII secolo. Conde Museum. Castello di Chantilly.

Giotto, La Natività, Cappella degli Scrovegni, Padova.

Dipinto gotico, miniatura con forme sinuose tipiche del gotico oltrealpino con organizzazione spaziale scorretta, si passa a Giotto che attua un deciso ritorno al naturalismo: ripropone volumi del corpo, espressioni, paesaggi.

L’idea di artista nel Medioevo

Epernay, Bibliothèque Municipale, Evangeliario di Ebbone, Evangelista Giovanni. Miniatura di San Giovanni con l’aquila.

Nel Medioevo l’artista era un artigiano. Per tutto il Medioevo l’oggetto artistico, anzi l’immagine, ha una sua specifica funzione, che è indipendente dalla sua qualità artistica, Hans Belting, Bild und Kult, prefazione.

Qui al contrario dell’arte moderna non c’è un artista autonomo, nel Medioevo l’artista era un artigiano, chiamato artifex o magister, non avevano ruolo importante nella società perché si dedicavano alle arti meccaniche e non alle arti liberali del trivio e quadrivio. Non lavoravano con l’intelletto, opere manuali, erano solo raramente firmate.

Importante più dell’autore il materiale, valore dell’opera per quanto riusciva a rappresentare potere e prestigio del committente.

Nel Medioevo il prodotto artistico ha delle funzioni e fatto con diverse tecniche per avere effetto artistico ma anche didattico. All’artigiano si collegano le idee di maestranza e bottega, prima maestranze con diverse specializzazioni, più avanti lavorava nella bottega con un maestro e più collaboratori e allievi.

Importante assegnargli funzione e contenuto semantico, poi anche tecnica e dato materiale.

Cimabue, Crocifisso. Firenze, Museo dell'Opera di S. Croce.

Giotto, Crocifisso. Firenze, Santa Maria Novella.

2/03 - Lezione 2

Le tecniche della pittura su muro e della pittura su tavola

Tecnica – stile.

La tecnica e lo stile, nella struttura o sintesi dell’opera, si identificano.

Linea

La linea può essere continua, spezzata, nervosa; può essere il contorno di un’immagine o la sua tessitura, può identificarsi con la pennellata ed essere regolare o pittorica.

Colore

Il colore può essere applicato scegliendo una gamma di toni piuttosto che un'altra, e privilegiando effetti soffusi o, al contrario, accesi e contrastanti.

Luce, volume, spazialità, composizione

Gli effetti di luce possono dare l'illusione del volume, della profondità, della distanza o, al contrario, della piatta bidimensionalità. L'illuminazione può essere forte e brusca oppure delicata e soffusa.

Il Libro dell’arte di Cennino Cennini.

Pittura murale

  • Pittura a fresco, buon fresco.
  • Pittura a calce, mezzo fresco.
  • Pittura a tempera, a secco.

A fresco: detta buon fresco da Vasari, a calce detta mezzo fresco, a tempera detta a secco.

Spesso di fronte a tecniche miste, pitture su muro spesso con prima parte a fresco e poi anche quella a calce e a secco per le rifiniture.

Giotto è il maestro dell’affresco, buon fresco, è una delle più antiche ma anche difficili perché va eseguita molto rapidamente. È però anche tra le più durature, si conservano meglio.

Giotto, Cappella Scrovegni.

Da considerare è il legante che viene impiegato, è il principale indicatore della tecnica artistica impiegata.

Nella tempera il pigmento non è veicolato da un legante, ma è sciolto solamente nell’acqua.

Si trova il legante nello strato di intonaco di preparazione.

Si avvia il processo della carbonatazione della calce, così i pigmenti vengono inglobati nella struttura cristallina dell’intonaco, acquistano particolare resistenza all’acqua e al tempo, insolubili in acqua.

Nella reazione il carbonato di calcio rende la pittura duratura.

L’intonaco oltre ad avere della sabbia deve avere della calce spenta, ovvero calce viva posta in acqua.

Ca(OH)2 + CO2 → CaCO3.

Ca(OH)2 + CO2 → CaCO3 + H2O.

https://www.youtube.com/watch?v=9LDG9cnGlDo

Il pigmento deve essere steso in 6/8 h prima che l’intonaco si asciughi.

Tecnica “a giornate”: motivo per cui con Giotto si diffonde la nuova giornata, area di intonaco da dipingere.

A volte all’inizio la cottura della calce fa sì che alcuni granuli non si spengano nella calce e restino in calce viva, poi con l’idratazione successiva provocano lo scoppio dell’intonaco.

Pittura a calce o mezzo fresco o falso fresco

Marienberg, abbazia, sopra Burgusio, frazione di Malles, in alta Val Venosta, seconda metà XII secolo.

Utilizzata soprattutto per il periodo altomedievale e fino al ‘200, queste vengono eseguite o su superfici asciutte o ancora con la carbonatazione in atto, umide.

Il pittore stempera i pigmenti in acqua o latte di calce e vengono applicate sull’intonaco. Se prima i pigmenti vengono incorporati e lo strato risulta molto sottile, qui invece le strutture pittoriche sono sovrapposte allo strato sotto inerte e dunque questa è molto più coprente e spessa.

Spesso si passava dalla pittura a fresco a quella a calce se il tempo non era sufficiente.

Pittura a secco o a tempera

Oltre all’acqua, per sciogliere i colori usa un legante: tuorlo d’uovo, latte, lattice di fico, colla, gomma, cera.

Giotto, cappella Peruzzi, danza di Salomè e Decollazione del Battista.

Cappella Peruzzi di Giotto, dove c’era molta pittura a secco che però si è staccata e ha lasciato solo impronte sottostanti. Questa veniva usata solo per ritoccare e fare i particolari più impegnativi.

Giotto dopo Padova sperimenta tecniche miste.

In genere base data ad affresco, poi forme ritoccate con quella a calce e dettagli più complicati a tempere.

Giotto, Firenze, Santa Croce, Cappella Bardi.

Giotto, Cappella Bardi: pennellate materiche indicano pittura a calce.

Si sono persi molti particolari e pigmenti, c’erano anche inserti in oro e argento.

La pittura a tempera obbligatoria per gli azzurri, colori che non sopportano l’alcalinità della calce: l’azzurrite e il blu di lapislazzuli ultramarino, più economica.

Con questi si facevano sfondo del cielo, panneggi o vesti di personaggi divini; molti si sono sgretolati ora. Nella cappella Scrovegni c’è azzurrite ma il cielo si è sgretolato.

Altri colori che non sopportano alcalinità: verderame, minio, lacche che usano come leganti uovo o pelle animale; questi facilmente si sgretolano.

Preparazione del supporto

Cennino Cennini: citazione, dice di imparare prima la pittura su tavola che richiede più precisione.

Cennino, capitolo LXVII:

«Quando sei pronto per intonacare, prima spazza bene il muro e bagnalo bene, perché non puoi bagnarlo troppo. E prendete la vostra malta di calce, ben lavorata, una cazzuola alla volta; e intonacate una o due volte, per cominciare, per ottenere l'intonaco piatto sul muro. Poi, quando vuoi lavorare, ricordati prima di fare questo intonaco abbastanza irregolare e abbastanza ruvido».

Muro deve essere di pietra o di mattoni, sarebbero da evitare materiali misti, privo di umidità che genera problematiche.

La superficie muraria deve essere ruvida per una migliore applicazione di malta e intonaco.

Fasi della pittura

Primo impasto di sabbia e calce per riempire i buchi e rendere regolare il muro: detto rinzaffo.

Poi il muro va spolverato per rimuovere residui prima di applicare la malta, poi la superficie va bagnata per evitare che soluzione acquosa del legante vada a penetrare nel muro, poi messa la malta per eventuali irregolarità nella superficie.

Poi si cominciano a stendere gli strati di intonaco: il più grosso prende il nome di arriccio, mentre il secondo più fine: tonachino.

Primo strato: arriccio, va lasciato con finitura ruvida, una formula giusta per ottenerlo prevede una parte di calce spenta e una parte di sabbia di fiume, silicea a grana grossa. Deve essere privo di argilla perché essa tende a rompersi e fare crepe. Lo spessore dell’arriccio è 1-1,5 cm.

Secondo strato: intonachino o tonachino, più sottile, prevede sabbia di fiume fine e polvere di marmo sottile, applicato sull’arriccio bagnato, deve restare bagnato per le varie ore.

Pontate o a giornate

2 metodi di lavoro:

Pontate, letteralmente le impalcature: intonaco applicato stendendo ampie fasce orizzontali corrispondenti al livello dell’impalcatura. Metodo comune fino a fine del 13 sec., fino a Giotto ad Assisi, ma usato anche in seguito per dipingere ampie zone di muro, come il cielo.

Acquanegre sul Chiese, Mantova, Chiesa di S. Tommaso, Grafico delle pontate.

Giornate: intonaco applicato in piccole porzioni di diverse dimensioni, corrispondenti all’area che si pensa di dipingere in quel lasso di tempo.

A volte solo per particolari, es. mano di San Francesco o nel mantello. Giornate rilevate dalle analisi, 2 giornate per le teste.

Assisi, Chiesa di San Francesco, il Dono del mantello di Giotto, con l'affresco vero e proprio (b) e il rilievo grafico delle giornate (c); Assisi, Chiesa di San Francesco, particolare della mano di Francesco dal Discorso agli uccelli, con in evidenza una giornata (d).

Nuovo approccio alla pittura.

Le giornate corrispondono non al giorno preciso, ma alle porzioni dipinte.

Per rilevare le giornate si usa la luce radente e anche toccando con mano si distinguono le varie giunzioni tra giornate, si riesce a vederle ma anche a capire come gli strati pittorici si sovrappongono e così capiamo la successione delle giornate, frecce nell’immagine.

Ci sono volute 852 giornate per gli affreschi della Cappella degli Scrovegni. Per la parete di ingresso cappella 123 giorni, per la volta …, pareti sud e nord …. e arco del coro 76 giornate.

Le "giornate", circa dieci, mostrano che Giotto ha dedicato particolare attenzione ad alcune aree del dipinto. Nella scena di Cristo che porta la croce, ad esempio, un'intera "giornata" è stata dedicata al volto di Cristo e un'altra alla figura scorciata in primo piano a destra.

Ricostruzione della sequenza compositiva a cura dell'Istituto Centrale per il Restauro. Le frecce indicano la sequenza delle "giornate" attraverso i bordi sovrapposti.

Le modalità di distacco degli affreschi dal muro e la presenza della sinopia sottostante

In passato spesso gli affreschi venivano staccati dalle pareti per conservarli, ci sono 3 metodi di rimozione.

1. La tecnica dello «strappo»

Meno invasiva è la tecnica dello strappo: rimosso solamente lo strato pittorico più superficiale dell'intonaco che ha assorbito i pigmenti, di solito spessore di 2-3 mm.

Questo poi viene trasferito su un nuovo supporto, che di solito è tela su telaio metallico o ligneo.

2. La tecnica dello «stacco»

Poi tecnica dello stacco, pellicola staccata insieme a parte più o meno consistente dell’intonaco e messa su un nuovo supporto.

3. Lo «stacco a massello»

Poi stacco a massello, dove viene rimosso con tutto lo strato compreso l’arriccio.

Distacco e trasferimento sono operazioni molto rischiose che incidono sulle caratteristiche fisiche, secondo ICOMOS.

La sinopia nel dipinto murale

  • Nel Medioevo, prima di stendere lo strato pittorico, veniva eseguito il disegno direttamente sull'arriccio usando un tipo di ocra rosso.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/01 Storia dell'arte medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher erikasor33 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Guarnieri Cristina.
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